Il Piccolo, 26 giugno 2008
L’INCHIESTA SUI LAVORI DI RIQUALIFICAZIONE
Piazza, la Procura indaga sugli appalti
Il sindaco Pizzolitto: «Indagine doverosa di fronte a una denuncia. Ma sono tranquillo»
La Guardia di finanza indaga a tutto campo sui lavori per la riqualificazione di Piazza della Repubblica. La Procura di Gorizia ha aperto un fascicolo sulla realizzazione dell’opera, iniziata a fine agosto 2005 e conclusasi oltre un anno dopo, con una spesa per l’amministrazione comunale di 2,8 milioni di euro. L’opera è stata appaltata alla ditta Livenza Costruzioni di Cessalto, ma i lavori sono stati realizzati in subappalto dalla Luci di Trieste, per una spesa complessiva di 2,5 milioni di euro. Sotto indagine sarebbero ora lo stato di sicurezza del manufatto e la qualità dei materiali utilizzati. Ma anche le procedure d’appalto. Dal Comune si conferma che, il primo aprile scorso, le forze dell’ordine, su disposizione della magistratura, hanno preso visione dei fascicoli legati al progetto, documentazione, è stato spiegato, molto accurata, anche in virtù della rendicontazione da presentare all’Ue, in ordine ai finanziamenti ottenuti. La riqualificazione della piazza si basa su un progetto, opera di due giovani architetti, risultato vincitore del concorso internazionale effettuato nel 2003. La spesa ha pertanto beneficiato del finanziamento europeo, nell’ambito dell’Obiettivo 2, al quale si è aggiunta una quota di co-finanziamento comunale. In aprile dunque l’acquisizione degli atti, per la dovuta verifica, comprendendo anche gli atti in ordine alle interrogazioni presentate all’amministrazione comunale e alle segnalazioni pervenute all’ente locale.
Il sindaco Gianfanco Pizzolitto, si dice tranquillo circa la bontà del manufatto e dell’iter prodotto. «È un’indagine doverosa e inevitabile di fronte a una denuncia. Ritengo che non si possano ravvisare problemi nè in ordine alla tipologia del materiale, nè dal punto di vista amministrativo. L’opera è stata seguita passo a passo. Abbiamo altresì una certificazione rilasciata dall’università circa la qualità della pietra utilizzata per la pavimentazione. Credo pertanto che tutto sia in regola, mi sento assolutamente tranquillo». Il primo cittadino aggiunge: «Attendo serenamente gli sviluppi e gli esiti dell’inchiesta della magistratura. Del resto, non ho nulla da nascondere. Anzi, questa indagine chiarirà inequivocabilmente, una volta per tutte, l’intero percorso effettuato secondo le procedure di legge».
Ad associarsi a questa serenità è anche il vicesindaco Silvia Altran. «Dal punto di vista delle competenze – spiega – i nostri uffici non hanno mai rilevato problemi particolari. Per ogni manufatto, comunque, l’impresa esecutrice garantisce sui lavori realizzati per dieci anni, proprio in virtù della bontà dell’opera consegnata, rispondendo di fronte ad ogni incongruenza o contestazione che si possa andare a riscontrare. Qualora si ravvisassero inadempienze, l’ente locale, quale committente dei lavori, ha il diritto di rivalersi. Per quanto ci riguarda, abbiamo tutte le carte in regola, con tanto di certificazioni. I lavori sono stati seguiti costantemente, pietra su pietra, dai tecnici e dall’assessore ai Lavori pubblici, che, peraltro, essendo ingegnere, ha cognizione di causa in materia».
Altran ricorda il ricorso ai finanziamenti europei dell’Obiettivo 2, riconosciuti al Comune, «destinati specificatamente alla riqualificazione della piazza. Abbiamo sempre voluto, e continuamo a volerlo con determinazione, che l’opera sia la più funzionale e sicura possibile». Il vicesindaco ricorda altresì le migliorie integrative decise dall’amministrazione, tenendo conto delle segnalazioni pervenute al Comune. È stato, ad esempio, inserito un corrimano di sicurezza all’altezza dei tre scalini di fronte all’ex Pretura, con relativa segnalazione. Sono state anche installate delle catenelle a perimetrare la piazza rendendola sicura per i bambini, ma anche proteggendola dal traffico veicolare. Circa l’asserita scivolosità della pavimentazione, il vicesindaco sostiene: «Il Comune ha richiesto due perizie, una iniziale e l’altra a fine lavori, attraverso le quali non sono state riscontrate difformità del materiale utilizzato rispetto a quello indicato nella gara d’appalto». Perizie, che il Comune ha voluto anche su richiesta del collaudatore, persona esterna, quindi terza rispetto all’ente locale e alla ditta appaltatrice. La stessa prova di scivolosità, fa ancora notare il vicesindaco, aveva dato esito negativo, stabilendo la congruità con i parametri di legge. (la. bo.)
Messaggero Veneto, 26 giugno 2008
«Tutto s’è svolto secondo le regole»
Il sindaco interviene sul fascicolo aperto dalla Procura sui lavori in piazza
MONFALCONE
MONFALCONE. Sembra essere piuttosto tranquilla l’amministrazione comunale di Monfalcone sul fascicolo aperto dalla Procura di Gorizia relativo al lavori in piazza della Repubblica. Anzi, è lo stesso sindaco Pizzolitto a dire che «le indagini faranno chiarezza e confermeranno che tutto si è svolto secondo regola».
Il Comune già da aprile ha messo a disposizione della Guardia di finanza tutto il materiale relativo alla piazza, dai documenti di appalto alle varie interrogazioni presentate dai consiglieri di opposizione, alle segnalazioni ricevute dai cittadini stessi. È probabile che l’attenzione degli inquirenti si attesti sulle modalità di esecuzione dei lavori e sull’impiego di materiali e manodopera. Per ora nessuno sarebbe stato iscritto sul registro degli indagati, ma forse al termine dell’analisi dei documenti consegnati potrebbero essere decisi dei provvedimenti o quanto meno degli avvisi di garanzia. Sono sempre gli amministratori monfalconesi a spiegare che il Comune ha affidato due perizie a ditte esterne per verificare la buona realizzazione dei lavori e nello specifico per capire il grado di scivolosità delle pietre utilizzate per l’impianto, pietre sui cui sarebbero caduti alcuni cittadini, che hanno poi sporto le denuncie da cui è partita l’indagine. Sono inoltre già stati effettuati degli interventi aggiuntivi che hanno provveduto a dotare le zone pericolose, come il passaggio con dislivello davanti all’ex Pretura o la salita Granatieri, di appositi passamano o a segnalare appunto le zone con diverse altezze. «C’è anche la certificazione dell’università sul fatto che è stata usata della pietra adatta», dice ancora il sindaco.
Da ricordare che l’opera è stata appaltata nel 2005 a una ditta veneta di Cessalto, che poi ha dato il subappalto a una ditta triestina, che aveva impiegato negli ultimi mesi di lavori – soprattutto per velocizzare i tempi di realizzazione – alcuni lavoratori coreani. La spesa complessiva era stata di 2,5 milioni per la piazza, a cui si erano aggiunti 300 mila euro per l’impianto di illuminazione, realizzato in proprio dall’ente.
Resta il fatto che l’indagine rappresenta un nuovo grattacapo per l’amministrazione, dopo la raffica di critiche e denuncie di cittadini e opposizione sui lavori in piazza Grande. Critiche che avevano in particolare riguardato l’uso di materiali diversi rispetto a quelli previsti dal capitolato d’appalto: per la piazza non sono stati usati la pietra d’Aurisina e il repen, ma pietra proveniente dalla Slovenia, diversa per qualità e il cui costo era inferiore a quello dei materiali indicati dal capitolato.





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