Messaggero Veneto, 28 agosto 2008
MONFALCONE
Comune, avviata una campagna contro lo sputo a terra
MONFALCONE. Quello dello sputo a terra è un problema che si sta facendo, in città, sempre più visibile, tanto da aver indotto l’assessore alla salute, Michele Luise, a organizzare un incontro con la polizia municipale e i funzionari comunali per fare il punto della situazione e decidere di adeguare, anche in base al nuovo decreto sulla sicurezza, il regolamento comunale di polizia urbana in modo da vietare tale cattiva abitudine, diffusasi in città attraverso gli immigrati, in particolare del Bangladesh, dove lo sputo è costume diffuso.
Visti gli evidenti risvolti sanitari, lo sputo dovrebbe essere sanzionato, ma comunque l’eventuale integrazione del regolamento sarà portato all’attenzione della maggioranza politica e poi del consiglio comunale. Il problema è stato evidenziato da più di un cittadino autoctono, preoccupato che l’abitudine agli sputi possa essere veicolo della diffusione di malattie come la tubercolosi, endemica nel Bangladesh. L’assessore, che invita comunque al senso della misura, pensa innanzi tutto a una campagna di informazione in più lingue, a cui far seguire delle sanzioni, per chi non volesse stare alle regole. È la strada del resto adottata da Prato, dove vive una numerosissima comunità cinese (popolo che ha pure l’abitudine di sputare) e i problemi di convivenza civile erano in sostanza gli stessi che si sta trovando ad affrontare Monfalcone, dove però si dovrà pensare anche a cambiare l’incivile uso di gettare a terra mozziconi delle sigarette e chewing gum, che contribuiscono a sporcare la città.
Le segnalazioni dei monfalconesi, in merito alle considerazioni espresse sia in materia di sicurezza sanitaria auspicando lo screening su possibili portatori di Tbc, sia sulle valutazioni di carattere politico rivolte all’amministrazione vengono condivise anche da Bruno Bonetti, rappresentante di Italia dei valori, che amplia il discorso alla percezione che a Monfalcone si ha di un «quasi totale lassismo in ampi settori della nostra amministrazione. E, si badi bene, non solo dal primo cittadino, ma anche della sua giunta e dal suo consiglio comunale compresi tutti i pianetini che gli girano attorno: commissioni e consulte comprese». Ricorda che lo sputo era proibito già nei regolamenti comunali di molti anni fa, ragion per cui la sua eliminazione quale gesto irrispettoso, maleducato, antigenico e volgare, era da sostenere indipendentemente fosse fatto da autoctoni o da forestieri. «Ribadisco – dice Bonetti – quanto già ebbi modo di segnalare precedentemente: la conferenza dei sindaci, e in particolare quella ristretta, che dovrebbe dare indirizzi in materia sanitaria, non fa assolutamente nulla visto che i rappresentanti troppo presi da convegni e iniziative transfrontaliere, dimenticandosi che i sindaci devono prima di tutto tutelare la salute dei suoi cittadini». Evidenzia quindi che si preferiscono spendere 35 mila euro per partecipare alla Barcolana con una barca noleggiata per promuovere l’immagine della città, «soldi che non si sa da dove vengono, piuttosto che metter mano ai vari problemi che l’assillano». Si scusa con Mauro Pelaschier (skipper di fama internazionale che sarebbe chiamato guidare la barca del Comune in occasione della Barcolana) e chiarisce che a lui non imputa alcuna colpa, anzi ribadisce la stima come concittadino, amico e sportivo. «Probabilmente un assessore sarà ricordato ai posteri per aver fatto partecipare Monfalcone a una regata. Eppure – conclude – non si può negare come Monfalcone sia carente in molti servizi».





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