Il Piccolo, 13 settembre 2008 
 
Il sindaco: «Nessun veto su una moschea in città» 
 
Lo scontro sulla possibilità che Monfalcone ospiti una moschea è approdato giovedì sera in Consiglio comunale, dove la Lega Nord è tornata a pungolare il sindaco Gianfranco Pizzolitto, chiedendo al primo cittadino di chiarire se l’amministrazione comunale sia o no favorevole alla nascita di un luogo di culto per la comunità musulmana, «anche con soldi privati». «Se nel territorio, come in qualsiasi altro Comune d’Italia, c’è un’area destinata dal piano regolatore ad accogliere strutture per il culto – ha detto il sindaco in aula – e ci sono dei privati che avviano un iter autorizzativo per costruire questa struttura, io rispetto la legge e quindi non posso eventualmente impedirne la costruzione». Il centrodestra è al Governo a Roma e in Regione, ha aggiunto dopo l’intervento in aula Pizzolitto, e quindi che faccia nuove leggi in grado di regolamentare la realizzazione dei luoghi di culto. «Quando ci saranno, mi atterrò anche a quelle», ha detto il sindaco, sottolineando però di non avere alcuna intenzione di scatenare guerre di religione in città. «L’ho affermato già nel corso dell’incontro con il sindaco della città bagladesha di Biharab rispondendo a uno degli uomini presenti – ha detto ancora in aula Pizzolitto giovedì sera – e lo ribadisco: io non farà chiese, non farò sinagoghe o moschee. Ritengo però anche di dover rispettare la legge, mentre il centrodestra vuole creare una guerra civile, quando comunque il problema si porrà a livello regionale e quindi prima dopo si dovrà trovare una soluzione, a prescindere da Monfalcone».
Il segretario provinciale di Rc Alessandro Saullo da parte sua ritiene che «la questione del rispetto di culto faccia parte del diritto di ciascuno, una libertà imprescindibile da non toccare. Non si può fare una classifica delle religioni – aggiunge – e il problema delle moschea non è solo diMonfalcone, è dell’Italia e del relativo fenomeno di immigrazione di persone con culti e religioni diverse, e in futuro sarà necessario interagire con queste persone e temi religiosi. Siamo un partito laico, convinti che la religione sia un patrimonio individuale e bisogna rispettare chi ce l’ha e chi non ce l’ha».