Il Piccolo, 13 ottobre 2008
I RIFLESSI DELLA CRISI ECONOMICA SULLA CITTÀ
Prestiti e aiuti, 1300 domande al Comune
Richieste aumentate del 20% mentre ai Servizi sociali i fondi non bastano più
TASSE A RATE
La Tarsu, tariffa sui rifiuti, può essere pagata a rate dagli utenti.
Il Comune prevede due modalità: un bollettino unico per il pagamento complessivo della tariffa e 4 bollettini per il pagamento ogni tre mesi.
L’ente locale invia entrambi i moduli alle famiglie monfalconesi.
ESENZIONI IRPEF
È prevista anche un’agevolazione per il pagamento dell’Irpef.
I cittadini che risultano possessore di un reddito annuo quantificato al di sotto della soglia dei 15mila euro sono esentati dal pagamento dell’imposta.
Oltre la soglia di reddito annuo dei 15mila euro, scatta la normale aliquota fissata.
SCONTI TARSU
Agevolazioni a favore degli ultrasessantacinquenni per il pagamento della Tarsu, la tariffa sui rifiuti.
Per gli anziani soli con un reddito annuo sotto gli 11.800 euro e per le coppie con reddito annuo fino a 17.700 euro è previsto il dimezzamento della Tarsu.
I cittadini con un reddito annuo sotto i 7200 euro sono esenti dal pagamento della Tarsu.
di LAURA BORSANI
Carovita, la busta paga che perde potere d’acquisto. E ora la nuova crisi economica strutturale, consegnata dalle Borse. Monfalcone è alle strette, dovendo fare i conti con famiglie sempre più vicine alla soglia di povertà. Centinaia di nuclei familiari costretti a «tirare la cinghia» e a rivolgeri ai servizi sociali del Comune. Nell’ultimo anno, l’utenza che si è rivolta al servizio dell’ente locale è aumentata del 23% e le richieste di contributo economiche sono aumentate del 16%. I dati indicano chiaramente la portata del problema che deve fronteggiare l’amministrazione comunale. Sempre quest’anno sono stati 532 i cittadini che hanno fatto riferimento al Comune per ottenere un contributo taglia-affitti. E 111 sono stati coloro che hanno richiesto prestiti. La richiesta della Carta famiglia ha inoltre interessato 406 famiglie monfalconesi.
CARO-AFFITTI. Nel 2008 dunque oltre 500 cittadini non sono stati in grado di sostenere i canoni di affitto. Nel 2007 erano 500. Quest’anno, come spiega l’assessore alle Politiche sociali, Cristiana Morsolin, sono state accolte 493 richieste. Il tutto, a fronte di uno stanziamento comunale di 128mila euro, ossia il 10% di intervento finanziario integrativo ai 766 mila euro erogati dalla Regione. Non solo. Rispetto allo scorso anno, evidenzia l’assessore Morsolin, è aumentata la consistenza del contributo pro-capite richiesto dalle famiglie in difficoltà. «Secondo gli indici a disposizione – spiega l’assessore alle Politiche sociali -, si evidenzia che sono cresciuti gli importi dei contributi in relazione all’aumento dei prezzi degli affitti, a fronte invece dei redditi che rimangono invariati».
PRESTITI. Tra gli altri dati, emerge che quest’anno sono stati 111 i cittadini che hanno richiesto prestiti economici e 406 i nuclei familiari che hanno proposto domanda per ottenere la Carta Famiglia. E si profila ora il problema legato all’abolizione degli strumenti regionali. Il Reddito di base, annullato nell’agosto scorso. Ciò significa aprire un possibile nuovo varco a ulteriori oneri a carico dell’ente locale. Anche qui i dati sono significativi: nel 2008 sono stati 345 i monfalconesi che hanno richiesto il reddito di base per far fronte alle precarietà della propria situazione economica. «L’eliminazione di questo strumento – osserva la Morsolin – non è stata sopperita da misure alternative. È pertanto fondata la preoccupazione che questa fascia di utenza si possa riverberare sui nostri servizi sociali, con un conseguente aumento delle richieste».
PREVISIONI. Al momento, dice l’assessore alle Politiche sociali, l’ipotizzato effetto dato dall’abrogazione del Reddito di base non è visibile, poichè sono in corso le erogazioni che, a cadenza semestrale, sono partite a dicembre. Il problema si potrà invece presentare nei primi mesi del prossimo anno. «Bisogna capire – spiega la Morsolin – quale sarà la reale conseguenza una volta esauriti i contributi regionali già stanziati sul Reddito di base, che potrebbero ripercuotersi su un possibile aumento di richieste al Comune del contributo economico. Certo – continua l’assessore -, le situazioni di carattere sociale potrebbero subire modifiche anche in termini migliorativi delle posizioni dei richiedenti, le circostanze critiche, che a volte sono anche temporanee, potrebbero nel frattempo risolversi o comunque trovare nuove risposte. La filosofia alla base della richiesta di un contributo resta comunque quella di accompagnare l’utente in difficoltà a migliorare la sua posizione, qualora possibile, secondo la logica della promozione dell’autonomia della persona». Resta comunque sul tappeto la questione legata ai mancati provvedimenti sociali prima garantiti dalla Regione. Perchè il problema, in prospettiva, in particolare riguardo al reddito di base, rimane presente.
CONTRIBUTI. E veniamo ai dati relativi alle richieste del contributo economico a fondo perduto. Nel 2007 il Comune ha erogato 181mila euro. Il trend quest’anno è in salita. A oggi, l’impegno finanziario comunale per questa tipologia dicontributo si assesterebbe intorno ai 140 mila euro (stanziati in due tranche di 80 e 70 mila euro). Ma l’emergenza, spiega ancora l’assessore, resta la questione-casa. Per rendere l’idea circa gli effetti del rapporto tra l’aumento degli affitti e i livelli dei redditi che rimangono invariati, la Morsolin cita una percentuale significativa: nell’ambito dei contributi economici a fondo perduto erogati dal Comune, il 40%, pari a 80mila euro, è rappresentato da richieste in ordine alle necessità di carattere abitativo. È inoltre raddoppiata la richiesta di pensione per le persone senza fissa dimora o in stato di necessità. Secondo uno specifico accordo, il Comune quest’anno ha messo a disposizione 60mila euro di fondi propri. L’importo ha permesso di mantenere in pensione una ventina di utenti, rispetto alla decina registrata nello scorso anno.
CASA. Per fronteggiare la situazione, l’ente locale ha stanziato nel 2008 un contributo di 20 mila euro dirottato all’Agenzia Pronto-casa, istituita per la ricerca di immobili e l’erogazione immediata di prestiti senza interessi. Qui gli accessi fino a fine giugno, sono stati 38, mentre i prestiti effettivamente erogati sono stati una decina. Anche quest’anno, inoltre, il Comune ha immesso nel Fondo sociale 43 mila euro per sostenere gli inquilini degli alloggi Ater rientranti nella fascia A, ossia soggetti a canone sociale. Il fondo, pertanto, a fronte di specifica richiesta da parte dell’inquilino, viene utilizzato per coprire l’affitto. In aiuto alle situazioni di difficoltà econonica dei monfalconesi è in elaborazione il progetto-autorecuperi, frutto di un accordo tra il Comune e l’Ater. Si tratta di fornire un immobile di proprietà pubblica per effettuare la ristrutturazione a cura dei futuri inquilini che mettono a disposizione risorse economiche ma soprattutto il proprio lavoro. L’ente locale ha già individuato un edificio di proprietà, situato nella zona Est della città, e ha stanziato 16 mila euro.
ICI. L’amministrazione comunale garantisce una riduzione dell’Ici al 3 per mille (rispetto al 9 per mille) per i proprietari di abitazioni che affittano a canone concordato, fissato in 4,50 euro al metro quadrato.





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