Il Piccolo, 22 ottobre 2008 
 
Famiglie in coda alla mensa della Caritas  
In aumento gli italiani (65%), soprattutto anziani, disoccupati e precari 
SOCIALE 
DISAGIO  
Ogni giorno una ventina di persone chiedono un pasto o una borsa della spesa all’oratorio San Michele
 
 
La crisi economica, il caro-prezzi, il diminuito potere d’acquisto di salari e pensioni stanno mettendo in seria difficoltà, anche a Monfalcone, anche le famiglie di quello che fino a qualche mese fa era definibile «ceto medio». E stanno riducendo ai limiti dell’indigenza intere categorie di cittadini, soprattutto precari e pensionati. Lo dimostrano i numeri: gli oltre ottomila pensionati che possono contare solo sulla «minima» di 500 euro al mese in provincia, i cento senzatetto che ci sono a Monfalcone, gli oltre 1300 monfalconesi costretti a chiedere aiuti, prestiti e sostegni al Comune di Monfalcone. Senza contare le famiglie che si rivolgono, magari saltuariamente, alla mensa dei poveri gestita dalla Caritas all’oratorio San Michele, dove è cambiata, proprio per queste ragioni, anche la tipologia delle persone che si rivolgono al servizio.
Sono in aumento i nuclei familiari e i genitori single con figli a carico, che alle prese con il caro-vita e gli stipendi inadeguati, scelgono di rivolgersi proprio alla Caritas per ottenere un aiuto concreto. Ogni settimana vengono consegnate 20-25 borse della spesa. Ogni giorno al «Pranzo insieme» la mensa è affollata mediamente da 20 persone. Sono numeri importanti, se si considera che non sono soltanto stranieri a usufruire dei due servizi, ma anche numerosi italiani. Tra l’altro nessuno si avvale sia del pranzo, sia delle borse della spesa e ciò significa che il numero totale delle persone aiutate è ben più alto. Impossibile fare una stima esatta, perché al «Pranzo insieme» ci sono frequentatori abituali, ma anche molti occasionali e lo stesso avviene nella distribuzione delle borse. Le persone fruiscono di questa possibilità finché ne hanno bisogno, però in generale c’è un ricambio abbastanza continuo. Tra coloro che usufruiscono delle borse il 35% sono persone straniere, invece il restante 65% è formato da italiani.
Molte le donne con minori a carico, ma anche persone sole che non riescono, con lo stipendio o la pensione, ad arrivare a fine mese. All’interno di queste buste vengono messi generi alimentari provenienti dalla convenzione con il Banco alimentare di Udine, dalla gentile concessione di alcuni privati e anche acquistati grazie alle offerte per la Caritas, raccolte in Duomo. In base alla tipologia delle persone, con abitazione o senza fissa dimora, cambia il contenuto, infatti i primi potendo cucinare trovano anche pasta, invece ai secondi vengono consegnati soltanto cibi pronti, mangiabili ovunque, per esempio scatolette di tonno o altro. Ogni busta è confezionata anche in base al numero di persone da cui è composto il nucleo familiare. Di fatto la Caritas svolge diversi tipi di attività, tutte comunque finalizzate al sostegno delle persone in difficoltà. Il gruppo, formato da una dozzina di volontari, ha attivato lo sportello di ascolto e di distribuzione di borse della spesa, un osservatorio per aiutare persone sole o malate, accompagnandole anche alle visite mediche, e segue anche gli ospiti della casa di riposo di via Blaserna a Monfalcone.
Su segnalazione del Sert e dei Servizi Sociali del Comune, la Caritas anticipa a volte le spese di cassa per coloro che non possono pagare l’affitto o le bollette. Lo sportello per l’ascolto e la distribuzione delle borse è aperto ogni giorno, dal lunedì al venerdì, dalle 17 alle 18. L’obiettivo, al di là della consegna della spesa, è cercare di capire quali sono i problemi che spingono le diverse persone ad usufruire di questo servizio, per trovare una soluzione a lungo termine. Il servizio di mensa è attivo dal lunedì al sabato, dalle 12 alle 13, in una sala dell’oratorio San Michele. Le persone vengono a conoscenza di queste iniziative attraverso passaparola o su segnalazione dei Servizi sociali. La distribuzione della spesa è iniziata nel 1997, mentre il «Pranzo insieme» soltanto a gennaio di quest’anno.
Tale iniziativa è stata attivata dalla Caritas decanale, che coinvolge tutte le parrocchie di Monfalcone e quella di Staranzano, con il sostegno della Sbe, che offre i pasti caldi dal lunedì al sabato. Coloro che hanno bisogno anche di mobilio e di vestiario vengono indirizzati alla Caritas della parrocchia della Marcelliana, che gestisce un magazzino dove vengono raccolti mobili e vestiti, donati dalla cittadinanza. Accanto a questi servizi, presenti sul territorio, la Caritas del Duomo collabora con l’associazione Aurora, che mette a disposizione un appartamento a mamme sole con bambini piccoli. Queste persone vivono situazioni di disagio socio-culturale, perciò vengono segnalate dai Servizi sociali e vengono aiutate a trovare una sistemazione adeguata, da dove ricominciare a crearsi una vita.
Le mamme che hanno bisogno di vestiario o hanno necessità legate ai bimbi possono rivolgersi anche al Centro di Aiuto alla vita di Monfalcone. Sul nostro territorio esistono diverse realtà pronte a fornire un aiuto concreto e assistenza alle persone, italiane e straniere, che hanno difficoltà economiche e non solo. Purtroppo il caro-vita interessa tutti, coloro che faticano ad arrivare a fine mese, sostenendo le spese di affitto o mutuo, bollette e cibo, sono una realtà, a cui si cerca di sopperire con questi aiuti.
Rossella de Candia

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