Il Piccolo, 02 novembre 2008
NO AI TAGLI  
Scuola dell’infanzia da valorizzare
  
 
Siamo insegnanti delle scuole statali dell’infanzia di Monfalcone delle scuole: Collodi, Il Germoglio , Lo Scarabocchio, Via I° Maggio, Via Duca D’Aosta, Via della Poma, Via Romana, Via Tartini
Con questa lettera intendiamo spiegare le ragioni della nostra adesione allo sciopero del 30 ottobre 2008. Il motivo principale che ci ha spinto a protestare è che vogliamo far sentire la nostra voce per tutelare anche il vostro diritto, o meglio, il diritto dei bambini e delle bambine da 3 a 6 anni, di avere una scuola dell’infanzia di qualità. Sta purtroppo avanzando invece una nuova (anzi vecchia) idea di scuola dell’Infanzia che la legge taglia-scuola pubblica dei Ministri Gelmini e Tremonti vorrebbe imporre e che assomiglia purtroppo ai vecchi asili od a strutture assistenziali. La legge è un provvedimento strutturale capace da solo di incidere in modo preoccupante e negativo sul sistema educativo e sulla qualità della scuola dell’infanzia e primaria, senza tenere conto che sono le uniche scuole del sistema scolastico italiano che godono del riconoscimento internazionale. Vogliono farci credere che il maestro unico è un punto di riferimento per il bambino e che la scuola aperta a tempo parziale solo al mattino sia sufficiente per articolare un buon progetto educativo. Noi crediamo invece che maestro unico voglia dire: 29 bambini ed 1 insegnante per 5 ore di scuola, povertà di modelli relazionali, riduzione dell’offerta formativa e didattica, impossibilità di attivare laboratori, minore attenzione, ascolto e risposta ai bisogni cognitivi, affettivi e materiali dei singoli bambini, assenza di confronto sulla progettazione e valutazione, tempo ridotto di scuola (solo mattina) e riduzione di qualità (pomeriggio assistenziale di baby sitting). Sarà necessario cancellare le attività specifiche (inglese, psicomotricità…), le uscite didattiche, i laboratori e le attività con i genitori, le feste ecc. Noi vediamo solo tagli e diciamo che non è questa la scuola deprivata che vogliamo per i nostri bambini, per gli adulti di domani. Noi pensiamo che il maestro unico sia sinonimo di maestra sola nel senso più desolante del termine: sola di fronte al delicato compito di concorrere allo sviluppo affettivo, cognitivo e della identità dei bambini, sola di fronte alla complessità delle competenze richieste per collaborare con le famiglie alla educazione ed alla crescita dei cittadini di domani. Grazie per l’attenzione, la collaborazione e il sostegno.
Seguono 55 firme
 
DIBATTITO  
Turriaco contesta la riforma Gelmini: «La scuola ne pagherà le conseguenze»
 
 
PIERIS La riforma Gelimi è stata al centro di un incontro pubblico promosso dall’istituto comprensivo di San Canzian d’Isonzo. Il giorno prima l’intero istituto comprensivo aveva preso una posizione ferma in merito alle attività proposte durante l’anno: per far vedere ai genitori come potrebbe essere la scuola del futuro è stato deciso di bloccare tutte le uscite sul territorio e tutti i progetti che non siano già stati finanziati in precedenza; è stato costituito anche un comitato composto da insegnanti, personale Ata e genitori che dovrebbe portare puntuali osservazioni e qualche nuova proposta rispetto a quanto è in atto al momento. In sede di riunione è stata però proposta anche l’alternativa opposta: un genitore ha espresso il desiderio di pubblicizzare, invece, come sia la scuola odierna, con le sue positività, le sue possibilità d’azione e le continue possibilità di intrinseco legame tra cultura e territorio; realtà che, in particolare nella scuola di Turriaco, grazie all’operato di molte realtà associative, è molto forte; fattori che favoriscono un apprendimento più ampio per i ragazzi che frequentano l’istituto. La posizione comune contro la riforma e le modalità con cui è entrata in vigore hanno accomunato però tutti i presenti. Si è approfondito poi il discorso del maestro unico, della riduzione d’orario prevista in tutti gli istituti e del loro eventuale accorpamento. Il professor Piero Biasiol e gli altri relatori hanno poi anche proposto ai presenti un excursus storico sul maestro della scuola elementare, l’attuale primaria, da quando era maestro unico, al percorso per moduli e al futuro imminente in cui un insegnante si troverà a dover gestire una classe molto numerosa in cui prima di tutto dovrà riuscire a mantenere l’ordine e, in un secondo tempo, potrà sviluppare e concretizzare l’apprendimento. Alta la preoccupazione tra genitori e insegnanti, alcuni dei quali si sono recati a Roma per la manifestazione nazionale contro la riforma Gelmini. (e. b.)