Il Piccolo, 05 novembre 2008
Finiti i finanziamenti, chiude lo sportello-badanti rimasto senza personale
Decine di famiglie in difficoltà. L’alternativa per ora è la parrocchia. La Provincia: a inizio 2009 si riparte
Finiti i finanziamenti, chiude lo «sportello badanti» attivo dal 2005 nel Centro per l’impiego di Monfalcone, gestito dalla Provincia, lasciando in difficoltà decine di famiglie alla ricerca di assistenza per un loro componente, visto che in questi 3 anni il servizio ha funzionato, rivelandosi un punto di incontro efficiente e affidabile tra domanda di assistenza e offerta di lavoro. «Lo sportello ha dovuto chiudere a fine ottobre – spiega l’assessore provinciale al Lavoro Marino Visintin -, perché si sono esauriti i finanziamenti regionali e statali che ne consentivano l’apertura.
A questo si è comunque sommata una modifica della normativa in materia di assunzioni con contratti cosiddetti Co.co.co e quindi l’addetta dello sportello non ha potuto essere riconfermata». L’amministrazione provinciale sta già predisponendo il bando per dotarsi del personale necessario a riattivare lo sportello, e il bando sarà pubblicato ai primi di dicembre.
Il servizio, dunque, potrebbe tornare a funzionare, ben che vada, all’inizio del 2009. Nel frattempo alle famiglie monfalconesi non resta che affidarsi ai Caf come quello della Cgil o alla parrocchia di Sant’Ambrogio o ad associazioni come quella di Volontariato cittadino. È questo il percorso effettuato da un monfalconese, Franco Ongaro, che aveva la necessità di trovare una badante per sua madre e si è trovato a fare i conti con la chiusura dello sportello di via Valentinis. «L’ufficio funzionava benissimo, dando contatti, garanzie, regolarità della posizione delle lavoratrici», spiega Ongaro. Ma a subire le conseguenze della chiusura del servizio sono anche le strutture sanitarie. L’alternativa a una badante in casa, infatti, quasi sempre è la Rsa dell’ospedale. Ma questa struttura, al San Polo, è satura, non c’è un posto disponibile. Tant’è che il reparto di Ortopedia e quello di medicina hanno dovuto, in alcuni casi, allungare la degenza di alcuni pazienti proprio perché per loro non esistevano sistemazioni adeguate nella fase post-acuta. Lo sportello badanti aiutava, quindi, ad alleggerire questo quadro.
«A questa necessità supplisce anche il Caf della Cgil», aggiunge il monfalconese. Ma l’alternativa più efficace sembra essere la parrocchia di Sant’Ambrogio che a sua volta invita i richiedenti al Volontariato cittadino. L’assessore provinciale Visintin sta non a caso cercando di verificare se sia possibile che il Centro per l’impiego di via Valentinis fornisca una prima risposta alle famiglie e alle lavoratrici con il proprio personale. «Il servizio sarà però potenziato – sottolinea l’assessore -, perché il bando riguarderà l’assunzione con contratto sempre Co.co.co di una persona full time e di una part time».
La Provincia utilizzerà le risorse che le sono state trasferite in base al progetto «Professionisti in famiglia» nel cui ambito è inoltre previsto sarà effettuata un’attività di formazione delle badanti che hanno un rapporto più continuativo con il Centro per l’impiego. A confermare l’utilità dello sportello badanti c’è anche il dato di ottobre dei contratti stipulati a Monfalcone, 17, contro i 7 di Gorizia, in linea con l’ultimo report dell’Agenzia regionale del lavoro, che cura il «Progetto badanti» per la Regione.
L’Agenzia riferisce che tra Monfalcone e Gorizia, nel secondo trimestre del 2008, i contatti sono stati 530, di cui il 90% all’ufficio monfalconese. Le famiglie che si sono rivolte al servizio sono state 64 rispetto alle 51 del precedente periodo, con un aumento del 25%, mentre le lavoratrici che si sono presentate sono state 69, con un calo quindi del 20% rispetto al primo trimestre, quando erano state 87.
L’attività di incrocio domanda-offerta ha portato all’attivazione di 68 nuovi contratti di lavoro. (la.bl.)





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