Il Piccolo, 06 novembre 2008 
 
RACCOLTA DIFFERENZIATA DEI RIFIUTI URBANI  
Comune e Iris sono divisi sul porta a porta  
Dopo l’ultimo aumento accantonati altri 100 milioni in vista della chiusura del contratto 2008 
La multiutility chiederebbe più soldi per alcuni servizi appaltati a esterni e per le spese annuali di avvio che l’ente locale sostiene di aver già compreso nel 2007
 
 
Il porta a porta a Monfalcone profila altri 100mila euro. Una «posta» che l’amministrazione comunale ha prudenzialmente pensato di inserire nell’ambito dell’assestamento di bilancio 2008, oggi peraltro all’attenzione del Consiglio. L’«accantonamento» ai fini dell’aggiustamento del contratto 2008 con Iris, significa portare il «conto rifiuti» quest’anno da 4,750 a 4,850 milioni di euro. L’aggiustamento resosi necessario nel 2007 era comunque ben più pesante, portando la spesa prevista di 4,450 milioni a 5 milioni di euro. Il nuovo accantonamento sarebbe riconducibile ai rapporti tra il Comune e Iris, in trattativa per la chiusura del contratto 2008. Ma se per l’ente locale la lievitazione di 100mila euro viene ritenuta congrua, il punto di vista di Iris divergerebbe in modo evidente circa la valutazione economica in ordine ai servizi erogati all’ente comunale monfalconese.
Posizioni diverse, dunque, nel prosieguo di questa trattativa. Tenendo conto anche della particolare e delicata fase in corso per la multiutility che con la modifica degli assetti societari, considerando anche la vendita del ramo-gas, avranno comunque importanti riflessi sul settore ambiente di Iris. Il maggiore importo che la società prefigurerebbe a carico del Comune si legherebbe, tra gli altri, ai costi di alcuni servizi erogati e che la multiutility ha affidato ad esterni. Ma sul tappeto della trattativa ci sarebbe soprattutto una diversa posizione sulle modalità temporali di allocazione dei costi di start-up del servizio, registrati lo scorso anno con l’avvio del porta a porta. Spese che il Comune intenderebbe ricomprendere nei costi relativi al 2007, mentre Iris li considererebbe «spalmati» su più annualità.
Sulla delicata e articolata questione c’è evidente riserbo delle parti interessate considerando peraltro la fase di trattativa ancora in atto. Resta il fatto che l’ente locale deve comunque rivisitare i conti, a fronte di una raccolta differenziata che in città ha raggiunto il 63% ponendo Monfalcone in una posizione di tutto rispetto tra i Comuni dell’Isontino, recitando un ruolo esemplare, quale ente locale virtuoso. Con ciò alimentando le ragionevoli aspettative dei monfalconesi che, dopo aver dimostrato di saper fare sacrifici, ora si attendono di veder riconosciuti gli sforzi con il ridimensionamento della Tarsu.
Il sindaco Gianfranco Pizzolitto da parte sua pone precisi ragionamenti: «In una fase in cui Iris si appresta a vendere il settore gas e non si chiudono i contratti, significa mettere in difficoltà la stessa multiutility. Ritengo pertanto che sia opportuno chiudere il contratto approdando al giusto equilibrio e considerando peraltro che la presenza di eventuali contenziosi indebolisce la società». Pizzolitto mette quindi in evidenza due aspetti. Quello politico: «Mi trovo di fronte al problema di aumentare i costi per una raccolta costata lacrime e sangue ma che è sostanzialmente riuscita». C’è poi l’aspetto tecnico: il Comune, quale socio di Iris, ha approvato un piano economico, che va onorato. Il sindaco qui osserva: «Dò atto che abbiamo approvato il piano economico, ma Iris fa riferimento solo a una parte di questo piano, quella che prevede l’aumento dei costi di raccolta, non considerando, per contro, anche che il costo relativo allo smaltimento che in virtù della differenziata diminuisce». Il primo cittadino non ne fa una questione di mera «chiusura del contratto», ma anche di proiezione più ampia, per un sistema di raccolta che deve prevedere l’abbattimento dei costi. Un problema che coinvolge tutti i Comuni e per il quale Pizzolitto si dice «disponibile a ragionare» con Iris: «Posso anche prendere in considerazione ora un aumento dei costi, ma a fronte di un progetto che garantisca un servizio migliore a prezzi più bassi». Con ciò evidenziando un ulteriore frangente: «Se non si chiudono i contratti con i Comuni – conclude il sindaco -, Iris non può procedere nella direzione dell’appalto unico. E il futuro di Iris sta nella capacità di essere competitiva per stare sul mercato».