Il Piccolo, 20 novembre 2008
LA CRISI DEL MERCATO IMMOBILIARE
Vendite in stallo dei 350 alloggi nel Parco Rocca e all’ex Detroit
Segnano il passo i 2 maggiori complessi residenziali in costruzione
Non c’è solo l’industria in difficoltà a Monfalcone e nel resto del territorio, ma anche le imprese dell’edilizia, che stanno facendo i conti con una crisi che non ha paragoni negli ultimi anni e investe anche il settore delle ristrutturazioni. Dopo anni di continua espansione, sostenuta anche dal forte movimento immigratorio, il mercato della casa in città sta affondando per quel che riguarda le vendite in una pericolosa stagnazione, nonostante i prezzi siano scesi non solo sull’usato, ma anche sul nuovo. C’è difficoltà a piazzare gli appartamenti di nuova costruzione pure in ambiti di qualità come il nuovo quartiere Parco Rocca, sorto al posto dell’ex ospedale di via Rossini e che ha consentito la riqualificazione dell’area di 40mila metri quadri a due passi dal centro. Il rischio è quindi anche quello di veder rallentare operazioni, sostenute con impegno dall’amministrazione, di trasformazione e risanamento di aree strategiche per Monfalcone, come appunto la zona dell’ex nosocomio, ma anche l’area su cui sorgeva l’ex Detroit in via Galilei. A confermare il malessere del settore ci sono fra l’altro i dati relativi al ricorso alla cassa integrazione tra gennaio e luglio di quest’anno in provincia, quando ancora la crisi non era del tutto esplosa. Il ricorso agli ammortizzatori sociali è quindi quasi quadruplicato e riguarda quasi esclusivamente gli operai edili. Nell’area dell’ex ospedale la proprietà, l’impresa veneta Tonon che l’ha acquistata nell’autunno del 2005 con una spesa di 4,950 milioni di euro, aveva previsto di costruire oltre 210 alloggi per circa 600 potenziali residenti. Il progetto non è stato modificato, come spiega anche Enrico Manià dell’agenzia Gabbiano che cura la vendita degli alloggi. «Vari appartamenti della prima palazzina, posizionata sul waterfront – spiega Manià – sono già stati venduti. L’edificio è in fase di ultimazione e la qualità dell’intervento sta avendo una risposta dal mercato. Stiamo comunque vendendo più uffici che appartamenti, il cui prezzo si aggira sui 1.900 euro a metro quadro». L’impresa ha comunque ritirato le concessioni edilizie per la costruzione di altre palazzine, previste sul retro di quella già edificata, e i lavori partiranno nei prossimi mesi. Per ora invece l’impresa che sta realizzando la riqualificazione dell’area ex Detroit, iniziata con la costruzione del nuovo edificio direzionale all’angolo tra via San Polo e via Galvani, ha presentato richiesta e ritirato le concessioni edilizie per la realizzazione di soli due altri fabbricati dei 6 che rimarrebbero da edificare nell’area, dopo le prime due già ultimate. I 32 appartamenti complessivi contenuti nelle due palazzine sarebbero già andati in gran parte venduti, ma l’operazione nel suo complesso starebbe subendo un rallentamento. In base al piano particolareggiato di iniziativa privata approvato dal Consiglio nell’area ex Detroit avrebbero dovuto insediarsi circa 400 persone suddivise in oltre 100 appartamenti. Il piano fra l’altro prevedeva che a completare l’intervento, a suo tempo avviato dall’imprenditore Roberto Pinesso, ci fosse anche una residenza protetta per anziani. Resta da vedere quale impatto potrebbero avere le difficoltà del mercato della casa sui soggetti imprenditoriali che stanno realizzando altri interventi di una certa portata, come quello del grande edificio a «L» da 40 appartamenti e un centinaio di abitanti insediabili in fase di realizzazione in via Valentinis, all’altezza del Commissariato di polizia. Secondo alcune agenzie immobiliari, la crisi sta appunto iniziando a farsi sentire anche sul mercato del nuovo e non solo su quello dell’usato, dove il prezzo massimo che al momento gli acquirenti sono disposti a sborsare supera difficilmente i 100mila euro (e quindi a rimanere invenduti sono gli alloggi di grande metratura).
Laura Blasich





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