Il Piccolo, 22 novembre 2008
GLI EFFETTI DELLA CRISI ECONOMICA
Edilizia, quasi quadruplicate le ore di «cassa»
Nei primi sette mesi del 2007 erano 10.866, un anno dopo oltre 37mila
SETTORE IN AFFANNO ANCHE A CAUSA DELLA STRETTA SUI MUTUI CASA
I contraccolpi della crisi economica e finanziaria mondiale rischiano di farsi sentire a più livelli in una realtà come quella del Monfalcone che sta ancora facendo i conti con chiusure importanti come quelle dell’Ineos Films o della Finmek Access Media, che seppure rinata vede ancora in cassa integrazione straordinaria un’ottantina di lavoratori. Alle difficoltà del settore manifatturiero, ben rappresentate in città dalla situazione della Eaton Autmotive, prodotta dal crollo del mercato dell’auto, si sommano quelle del comparto edilizio, che sta facendo i conti con una crisi che non ha paragoni negli ultimi anni e investe anche il settore delle ristrutturazioni. La stretta ai mutui, che non vengono più erogati sul 100% del valore della casa da acquistare, e le crescenti difficoltà delle famiglie, comunque alle prese con tassi variabili aumentati in modo pesante nell’ultimo anno, non stanno certo sostenendo la costruzione di nuovi complessi residenziali. In sostanza, ha subito una netta frenata la continua espansione degli ultimi anni, sostenuta a livello locale anche dal forte movimento immigratorio. Poco incide in questo momento che i prezzi siano scesi anche di un 20% rispetto solo il 2007. A confermare il malessere del settore ci sono fra l’altro i dati relativi al ricorso alla cassa integrazione tra gennaio e luglio di quest’anno in provincia, quando fra l’altro la crisi non era ancora del tutto esplosa. Nell’industria edile sono state effettuate 21.522 ore di cassa integrazione ordinaria, nell’artigianato edile 15.664 contro le 10.866 ore di Cigo effettuate solo dall’industria edile nello stesso periodo del 2007. Il ricorso agli ammortizzatori sociali è quindi quasi quadruplicato e riguarda quasi esclusivamente gli operai del settore. «I problemi del settore dell’edilizia sono reali – sottolinea il segretario provinciale della Cisl, Umberto Brusciano – e rischiano di aggravarsi nel 2009, come quelli di altri comparti. Il calo dell’occupazione sta diventando evidente, ma nel caso dell’edilizia c’è un aspetto in più da tenere presente ed è quello che molti lavoratori del settore sono extracomunitari e al lavoro è legata la possibilità di rimanere in Italia». Alla Regione Cgil, Cisl e Uil hanno da un lato chiesto di rafforzare gli ammortizzatori sociali e gli strumenti utili al reimpiego delle persone e dall’altro di liberare tutti gli investimenti possibili e realizzare le infrastrutture previste, creando quindi occasioni di sviluppo. I dati disponibili si fermano a luglio e quindi riescono solo in parte a dare la misura delle difficoltà dell’industria meccanica in questi ultimi mesi, anche se proprio a luglio si è aperto un periodo di cassa integrazione ordinaria per una trentina degli 80 lavoratori delle Reggiane, coinvolte nei problemi finanziari della Fantuzzi Reggiane. Alla Eaton il ricorso alla Cigo per tutti i 340 lavoratori dello stabilimento di via Bagni nuova ha però preso il via a settembre, per proseguire a scaglioni fino all’inizio di novembre e riprendere poi lo scorso venerdì per un totale di 23 giornate da qua alla fine dell’anno. Come riferisce Fabio Baldassi della segreteria provinciale della Fiom, in questo periodo hanno chiesto l’apertura della Cigo la Spei Orion di San Lorenzo per 13 settimane e la Astrel di Mossa per 4. Più settimane di «cassa» ordinaria hanno coinvolto quest’anno tutti o parte dei 40 dipendenti del mulino De Franceschi. Di fatto nei primi sette mesi dell’anno in provincia sono state accumulate 73.053 ore di cassa integrazione ordinaria contro le 52.496 dello stesso periodo del 2007. Ben diversa la situazione della cassa integrazione straordinaria con 342.304 ore effettuate contro le 24.568 dello stesso periodo dello scorso anno. Una distanza enorme, ma facilmente spiegabile, se si considerano i tempi di apertura della cassa integrazione straordinaria per i 150 ex lavoratori dell’Ineos Films, entrati in Cigs alla metà di agosto del 2007 per un anno e passati alla mobilità tre mesi fa. Il conto della cassa integrazione straordinaria contiene inoltre sempre quella in atto per l’ottantina di lavoratori e lavoratrici della Finmek Access Media che non sono stati riassorbiti dalla nuova proprietà della fabbrica di Ronchi dei Legionari e non hanno trovato ancora una ricollocazione nel mondo del lavoro.
Laura Blasich





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