Il Piccolo, 24 novembre 2008
ASSEMBLEA CON I GENITORI
No ai tagli decisi per la scuola pubblica: messi a repentaglio 150 posti di lavoro
Ha visto la partecipazione di genitori, insegnanti, dirigenti, studenti e rappresentanti delle amministrazioni locali l’incontro promosso nella sala del Consiglio comunale dal Coordinamento isontino per la difesa della scuola pubblica sugli effetti del decreto Gelmini. Tra i più evidenti rischia di esserci il taglio di 150 operatori della scuola tra insegnanti, Ata e amministrativi già a partire dal prossimo anno scolastico, secondo quanto ha affermato Girolamo Malfi, della segretaria provinciale della Cgil Flc. Malfi ha sottolineato le conseguenze negative che la riduzione di personale avrà sulla gestione di ciascun plesso e il decremento dell’occupazione in provincia. Intanto le iscrizioni all’anno scolastico 2009-2010 quasi sicuramente slitteranno di qualche mese. A detta dell’insegnante di scuola dell’infanzia Paola Deffendi, in rappresentanza del Movimento di cooperazione educativa-Mce, l’ipotesi di funzionamento delle sezioni con una sola insegnante vanificherà invece molte delle buone prassi educative attivate in questi anni. «Una sola insegnante in sezioni fino a 30 bambini, in un tempo ridotto alla sola mattinata – ha spiegato -, potrà dare minore attenzione, ascolto e risposta ai bisogni cognitivi, affettivi e materiali dei singoli bambini». In rappresentanza del Comitato contro il maestro unico e dei Cobas Scuola, ha poi preso la parola l’insegnante di scuola primaria Gianluca Gabrielli, che, dopo aver tracciato un breve iter tra le trasformazioni storiche della scuola elementare, ha sottolineato che l’organizzazione del tempo pieno e dei moduli ha permesso di sostituire alla scuola dove il bambino ascolta, la scuola dove il bambino parla. Un modello educativo che, ha rilevato Gabrielli, è ora messo fortemente in pericolo dalla legge a causa dell’elevato numero di bambini per classe che potranno essere anche 30.
Per rappresentare il punto di vista dei genitori ha infine parlato Serenella Ferrari Benedetti, presidente del Comitato genitori di San Lorenzo Isontino, che ha espresso le ragioni del «no» alla Legge Gelmini. In particolare per quanto riguarda la supposta riduzione della qualità e quantità del tempo scuola. Nel corso dell’incontro sono emersi altri nodi dei provvedimenti legislativi adottati di recente come l’accorpamento di molti indirizzi degli istituti tecnici con gli istituti professionali, la drastica riduzione delle attività gestite dai tecnici di laboratorio, la possibile trasformazione degli organi collegiali degli istituti superiori e delle università in veri e propri Cda con la partecipazione di sponsor privati. Non è mancata la voce degli studenti delle scuole superiori che stanno continuando a portare avanti forme di protesta diverse dalle occupazioni.
GLI EFFETTI DELLA RIFORMA GELMINI SU MATERNE ED ELEMENTARI
ORGANIZZAZIONE
IL VICESINDACO
Classi affollate, fino a 31 alunni
L’assessore Altran: «Aule troppo piccole: occorre adeguare gli edifici scolastici»
«Senza personale sarà difficile aprire le sezioni primavera»
Si teme l’azzeramento delle attività di gruppo ed extra
Super-classi assegnate al maestro unico e azzeramento delle attività di gruppo ed extradidattiche. La riforma Gelmini, diventata legge dello Stato, cambierà il rapporto insegnante-alunni, ma anche l’offerta formativa, presupponendo altresì il «ripensamento» delle strutture scolastiche. Gravano le incognite sulla nuova legge, in vigore dal prossimo anno scolastico. A metterle in evidenza, in relazione alle materne ed elementari è il vicesindaco e assessore alle Attività socio-educative Silvia Altran. «Questa legge – premette – è tutta da comprendere, poichè se sono noti i principi, non sono ancora chiari gli aspetti organizzativi in assenza dei regolamenti applicativi». Per questo il vicesindaco invita a partecipare all’«Open days: scuola, Comune e famiglia» in programma all’oratorio San Michele il 28 e 29 novembre, per fare il punto della situazione. Intanto slittano le iscrizioni, finora stabilite entro gennaio per l’anno scolastico successivo. Quest’anno è prevista una dilazione, in virtù, spiega la Altran, della mancanza dei regolamenti attuativi. Si ipotizza che i termini possano slittare a marzo. Opzioni orarie «blindate» alle materne dove si ipotizza la possibilità, assieme alle 40 ore settimanali, anche della scelta per le 25 ore, senza però permettere di passare da una modalità all’altra durante l’anno. «Chi iscriverà il proprio bambino con l’opzione delle 25 ore settimali, ossia per la sola mattinata – spiega la Altran -, presumibilmente non potrà più cambiare per accedere al servizio delle 40 ore settimanali, fino al pomeriggio. I genitori dovranno subito scegliere l’uno o l’altro servizio». L’opzione delle 25 ore presuppone l’assegnazione di una sola insegnante, quella delle 40 ore, due docenti a copertura del mattino e del pomeriggio. Attualmente, spiega la Altran, operano due insegnanti nell’arco delle 40 ore settimanali, con una fase di «compresenza» giornaliera determinata dai diversi orari di entrata e di fine servizio, utile per attività più articolate e di gruppo. Compresenza, e quindi attività didattica, che si ipotizza non sarà più possibile.
Sezioni più numerose. Attualmente nelle materne il tetto minimo previsto è di 18 bambini fino a un massimo di 28, seguiti da una educatrice. La nuova legge prevede sezioni di 29 bambini, con una deroga fino a raggiungere i 31 piccoli. Si prevede altresì di attivare in modo massiccio le «sezioni primavera», già peraltro tentate a Monfalcone ma ritenute difficilmente applicabili per questioni di spazi e di offerta del servizio. Le «sezioni primavera» sono dedicate ai bambini di 2 anni e mezzo, assegnate a insegnanti di scuola materna. «C’è da chiarire – aggiunge la Altran – in quale struttura, il Nido o la Materna, potranno essere ospitate queste sezioni, peraltro, anche strutturalmente autonome». Le materne statali sono 6 (via della Poma, via Primo Maggio, Largo Isonzo, via Cellottini, via Gramsci e via Toti), oltre a due sezioni alle elementari Duca d’Aosta ed Ernico Toti. Quindi le elementari, 5 in città (via Duca d’Aosta, via Battisti, Largo Isonzo, via Nazario Sauro, via Toti). Attualmente il tetto massimo indicato prima dello sdoppiamento della classe è di 26 bambini. Con la riforma verrebbe portato a 31. Il prossimo anno l’aumento previsto sarebbe pertanto dello 0,20% rispetto al passato, mentre nei due anni successivi lieviterebbe rispettivamente dello 0,10%. Con il tempo normale a 25 ore settimanali, si considerano anche i rientri pomeridiani, per il raggiungimento delle 30 ore di servizio. Il tempo pieno attualmente offerto alla sola Duca d’Aosta riguarda due sezioni con due maestre a coprire le 40 ore settimanali ciascuno. Il «nuovo» tempo pieno prevede il maestro unico durante l’orario mattutino, a garantire le 25 ore settimanali, e una copertura «a spezzoni» per le restanti 15 ore pomeridiane, affidate quindi a insegnanti diversi. «Bisognerà capire – osserva ancora la Altran – se e come il ministero intende potenziare questa offerta formativa». La vice sindaco pone poi l’accento sugli orari di entrata e uscita dalla scuola per le future prime classi elementari che, con 25 ore la settimana, dovrebbero diversificarsi rispetto alle classi di grado superiore che seguono un orario più esteso, considerando anche la gestione dello scuolabus. Parla poi delle strutture: «In virtù di classi più numerose, si apre il problema degli spazi adeguati, che presupporrebbero una ristrutturazione interna dei locali». Altro aspetto dolente l’assegnazione degli alunni diversamente abili, dovendo fare i conti con classi più numerose.





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