Il Piccolo, 30 gennaio 2009 
  
Lunedì picchetto e sciopero di 2 ore  
Sempre più distanza tra Fim-Fiom e Uilm che crede nell’intesa
 
 
La vertenza per il rinnovo del contratto integrativo di Fincantieri si fa sempre più aspra. Si fa però anche sempre più ampio il solco tra la posizione decisamente critica assunta da Fim e Fiom e quella della Uilm, possibilista su una chiusura in tempi rapidi di un’intesa con la società. I metalmeccanici di Cisl e Cgil, il cui fronte si sta quindi saldando, incroceranno assieme le braccia lunedì per due ore, presidiando anche l’ingresso del cantiere navale di Monfalcone. La protesta sarà effettuata comunque, anche se Fincantieri ieri ha comunicato la disdetta del nuovo incontro del tavolo di trattativa, già concordato per mercoledì prossimo. Una decisione pesantemente criticata dalla Fiom-Cgil, anche a Monfalcone. «Nonostante la nostra piattaforma sia molto distante dalla proposta di Fincantieri – ha detto ieri Moreno Luxich, coordinatore della Fiom nella Rsu di stabilimento -, non abbiamo abbandonato il tavolo. Chi dimostra quindi di non voler chiudere un’intesa è proprio Fincantieri la cui decisione rischia solo di portare a ulteriori mobilitazioni e di creare tensioni in cantiere». Luxich invita invece la Uilm, che anche in questi giorni si è detta disponibile a chiudere un accordo in tempi stretti, a tenere un’assemblea in stabilimento per spiegare la propria posizione. La Uilm da parte sua, spiegando perché rimane contraria a qualsiasi iniziativa di sciopero, sottolinea come «oggi Fincantieri rispetto ai grandi gruppi industriali che hanno bloccato il rinnovo degli accordi aziendali è l’unica azienda che si è resa disponibile a rinnovare l’integrativo pur in presenza di una fase di crisi finanziaria e industriale drammatica per il Paese».

Il Piccolo, 31 gennaio 2009 
 
CONTRATTO INTEGRATIVO  
Sindacato spaccato, Fincantieri non tratta  
L’azienda spiega i motivi della cancellazione dell’incontro di mercoledì
 
 
Fincantieri ribadisce la volontà di chiudere in tempi brevi e in modo positivo la trattativa per il rinnovo del contratto integrativo.
La società tiene quindi a spiegare perché ha deciso di non proseguire il confronto con la controparte sindacale, nonostante l’appuntamento di mercoledì prossimo fosse già concordato dall’incontro del 22 gennaio.
«A fronte di un accordo integrativo scaduto il 31 dicembre del 2007, le organizzazioni sindacali – afferma la società – hanno presentato le loro piattaforme a luglio del 2008 e la trattativa ha preso il via lo scorso settembre. Il confronto è quindi aperto da soli cinque mesi».
Nel frattempo le condizioni che pure c’erano all’inizio dell’estate sono completamente mutate, perché la crisi dell’economia mondiale ha dato un’accelerata al di là di quanto prevedibile. Fincantieri in ogni caso sottolinea di essere rimasto l’unico grande gruppo italiano che sta trattando per il rinnovo del contratto integrativo, nonostante un quadro economico particolarmente critico. Dopo oltre 4 mesi di confronto e, secondo Fincantieri, dopo aver registrato che le piattaforme presentate a luglio da Fim, Fiom e Uilm sono state in qualche modo superate dagli eventi, l’incontro di mercoledì prossimo sarebbe dovuto servire per la società ad avviarsi in modo più deciso alla chiusura di un accordo. Il fronte sindacale registra una spaccatura profonda, però, testimoniata dalla decisione di Fim e Fiom di andare in modo unitario a nuovi scioperi e dalla posizione della Uilm molto possibilista sulla chiusura di un’intesa con Fincantieri.
La società ha quindi deciso di rinviare il confronto al momento in cui il clima sindacale si sarà chiarito. «Fincantieri ribadisce però la volontà – afferma la società – di chiudere in tempi brevi e in modo positivo la trattativa». A Monfalcone Fim e Fiom hanno proclamato due ore di sciopero per domani, con presidio dell’ingresso del cantiere navale.

Messaggero Veneto, 02 febbraio 2009 
 
Monfalcone. Rammarico da parte dei rappresentanti della Uilm. L’azienda: mutate le condizioni  
Fincantieri, vertenza aperta  
Slitta l’incontro con i sindacati per il contratto integrativo
 
 
MONFALCONE. I rappresentanti Uilm della Fincantieri apprendono «con rammarico» che l’azienda ha fatto slittare l’incontro sul rinnovo del contratto integrativo di gruppo già concordato per mercoledì. «La Uilm ha sempre informato e continuerà anche in futuro a informare i lavoratori di Fincantieri sullo stato di avanzamento e sull’evoluzione della trattativa, che non si è mai interrotta da quando è cominciata questa lunga vertenza – spiegano i rappresentanti Uilm dello stabilimento monfalconese –. Non appena sarà possibile valutare l’ottenimento di un risultato concreto, sia esso economico oppure normativo, ci confronteremo con i lavoratori. Purtroppo dobbiamo prendere atto come le scelte conflittuali di altre organizzazioni sindacali, sia pur legittime, ma da noi non condivise – dicono riferendosi allo sciopero proclamato da Fiom e Fim –, abbiano provocato l’irrigidimento da parte dell’azienda al tavolo nazionale e la disdetta dell’incontro già in calendario».
Uilm ritiene che, se si abusa di uno strumento importante come quello dello sciopero, strumento utilizzato per difendere i diritti e ottenere migliori condizioni salariali per tutti i lavoratori, si possono produrre effetti diametralmente opposti. «Come delegati Uilm Fincantieri c’impegneremo fortemente per tentare di far riaprire il tavolo di confronto con l’azienda per l’integrativo».
L’azienda, da parte sua, spiega che la trattativa è aperta da soli cinque mesi e che, rispetto all’estate 2008, quando il confronto con i sindacati si è iniziato, le condizioni economiche sono mutate di fronte alla crisi globale. Dopo mesi di confronto le piattaforme presentate nel luglio 2008 sarebbero, secondo Fincantieri, superate dagli eventi e la decisione di fare slittare l’incontro già programmato per il 4 febbraio è stata presa di fronte alla spaccatura del fronte sindacale che vede, da un lato, Fim e Fiom andare in modo unitario a nuovi scioperi e Uilm, invece, esprimere la possibilità di un’intesa con Fincantieri.