Il Piccolo, 28 febbraio 2009 
 
UN DRAMMA CHE NON SI FERMA  
Amianto, morto un altro ex cantierino  
Aveva 61 anni. Deceduto a novembre, ma solo ora l’anziana madre denuncia il fatto
 
 
È deceduto a 61 anni, nella sua abitazione, a Turriaco, dopo tre anni e mezzo di atroci sofferenze. Angelo Vescovi è spirato a causa di un mesotelioma. Il male gli aveva invaso i polmoni, senza lasciargli scampo. Un’altra morte da amianto, che ora la madre dell’uomo, all’approssimarsi della data del compleanno del figlio, il 3 marzo prossimo, vuole denunciare. Angelo Vescovi è deceduto l’11 novembre scorso. Lascia la moglie e una figlia di 33 anni. Angelo aveva lavorato a lungo nei cantieri navali dello stabilimento di Panzano. Avrebbe voluto il silenzio, di fronte a un male ineluttabile, che da tempo gli aveva fatto perdere ogni speranza. Ma la madre Rosina Iacumin, lo vuole invece ricordare, proprio a ridosso della data del compleanno del figlio, che martedì avrebbe compiuto 62 anni. Il suo è il grido di dolore di una mamma, ma anche vuole essere una testimonianza di denuncia nei confronti di una tragedia che continua a mietere le sue vittime.
«Dopo tre anni di atroci sofferenze – sottolinea la madre – mio figlio ha cessato di vivere. È una morte non naturale, ma causata da quel killer che si chiama amianto. Il 3 marzo Angelo avrebbe compiuto 62 anni, ma i compleanni non ci saranno più. Sicuramente lui, da persona umile, avrebbe voluto il silenzio, ma io come mamma, voglio gridare e riconoscere la causa della sua morte. Tutto questo non è giusto, io sono anziana, a piangere una morte assurda. Gli è stata rubata la gioia di diventare nonno e di godersi la pensione, dopo anni di duro lavoro. E da notare – conclude – che due anni fa mi è morto un altro figlio, con le stesse sofferenze. Negli anni Sessanta anche lui lavorava nel cantiere di Monfalcone, ma è morto in Australia dov’era poi emigrato».
Angelo Vescovi aveva lavorato al cantiere di Panzano, con la qualifica di meccanico. Negli ultimi anni, prima di andare in quiescenza, era alle dipendenze del Comune di Monfalcone. I primi sintomi della malattia si sono manifestati tre anni e mezzo fa, quando era da poco andato in pensione. «Accusava un dolore dietro la schiena – racconta la madre -. Faceva regolari controlli, ma non era emerso nulla di preoccupante. All’ospedale di Monfalcone è stato quindi sottoposto a un intervento per verificare le cause di quel dolore. Gli è stato così diagnosticato il mesotelioma. Angelo ha voluto andare anche a Mestre, nella speranza di poter guarire. Invece i medici, dopo gli accertamenti, dissero che era troppo tardi, il tumore s’era esteso ai polmoni». Per Angelo Vescovi è stato sancito l’inizio della fine, sottoposto solo a chemioterapia e alla terapia del dolore. Un calvario di sofferenze che lo ha rapidamente consumato. «È morto con la sua sofferenza, a casa sua, non voleva andare in ospedale. Sapeva tutto del suo male, che l’aveva reso ancora più chiuso. Si sentiva abbandonato».
All’inizio di febbraio era deceduto per amianto Vincenzo Felice, 62 anni, nato a Monfalcone e residente a San Canzian. Nel gennaio scorso la stessa tragica sorte era toccata anche a Tristano Papais, ex gloria del basket monfalconese e regionale, ucciso da un mesotelioma alla pleura a 63 anni.