Il Piccolo, 28 febbraio 2009
IN LISTA D’ATTESA 320 RICHIEDENTI UN ALLOGGIO. UN CENTINAIO GLI ESCLUSI
Ater, un inquilino su tre non paga l’affitto
Accumulati crediti per 343mila euro. Insolventi 280 famiglie. Una ventina gli sfratti per morosità
di LAURA BORSANI
Cresce la povertà tra le famiglie monfalconesi. Lo indica il tasso di morosità rilevato dall’Ater di Gorizia in città, che vede aggravarsi lo stato debitorio dei propri inquilini. Dati aggiornati alla mano, al 31 gennaio scorso, l’ammontare complessivo relativo alla morosità registrata nella città dei cantieri è pari a 343 mila euro. Un importo che rappresenta la situazione di insolvenza di 270-280 famiglie, ossia l’equivalente di un terzo degli assegnatari di alloggi Ater a Monfalcone. Il canone di locazione medio applicato è di 115 euro mensili, considerando però anche importi ben inferiori, fino ai 30 euro al mese.
Scendendo nel dettaglio della cifra, si rileva altresì che il maggiore aggravamento della morosità ai fini del pagamento del canone di locazione è riconducibile solo a un quinto dei nuclei familiari debitori. Delle 280 famiglie, infatti, solo 52 risultano inadempienti per un importo di ben 257 mila euro. Morosità «croniche», dunque, che oscillano da un minimo di 9 mensilità non onorate fino a un massimo di 60 mensilità (quest’ultimo un unico caso, di particolare disagio economico).
Di fronte a questa difficile situazione, l’Ater ha avviato la relativa procedura, nell’ambito dei tempi di legge, di recupero dei crediti nei confronti di 56 nuclei familiari.
Non solo. Gli sfratti esecutivi in corso, sempre aggiornati al 31 gennaio 2009, sono una ventina. Si tratta di sfratti pressochè legati allo stato di morosità maturato nei confronti dell’azienda. Una realtà, insomma, che denuncia l’acuirsi del fenomeno legato alle nuove povertà figlie della crisi economica, e che l’Ater ha riscontrato nella sua problematicità già da qualche anno. Un quadro ritenuto pesante, per il quale è ragionevole peraltro ipotizzare un possibile ulteriore aggravamento.
Lo dimostrano, del resto, le stesse modalità e tempistiche relative alle procedure di recupero dei crediti condotte dall’azienda. Prima di attivare infatti l’ufficio legale preposto alla riscossione dei crediti per morosità, l’Ater effettua innumerevoli tentativi di sollecito, invitando l’inquilino inadempiente ad accettare una rateizzazione di rientro del debito maturato.
Le procedure durano anche oltre un anno e spesso, in virtù dell’intervento dei servizi sociali, si rinvia l’esecuzione. Un rinvio che tuttavia non può protrarsi all’infinito, considerata la lista d’attesa dei richiedenti un alloggio popolare. Una lista consistente, a fronte di oltre 320 famiglie inserite nell’ultima graduatoria definitiva stilata dall’Ater. Dietro, dunque, a un inquilino moroso c’è un cittadino che può aspirare all’assegnazione di un alloggio e che spesso conosce alcune situazioni debitorie e ne può pretendere l’intervento da parte dell’azienda al fine di poter ottenere una casa.
Ma l’emergenza non si limita alla gestione di questo delicato rapporto tra le morosità, caratterizzate anche da peculiari tipologie di disagio sociale, e i cittadini in attesa di un alloggio. L’Ater sta rilevando un’ulteriore segnale di impoverimento tra le famiglie monfalconesi, rappresentato dalle fasce cosiddette «medie». Nuclei familiari che, pur con un reddito basso, non hanno titolo per poter rientrare in graduatoria, posti al di fuori, anche di poco, dei parametri fissati, ma che, per contro, non hanno la facoltà di poter affrontare i costi del mercato privato. Si tratta di un centinaio di famiglie, in grado di poter pagare un affitto attorno ai 350-370 euro al mese. Una fascia sociale, pertanto, esclusa di fatto sia dalle «protezioni» proprie dell’edilizia sovvenzionata, sia dal mercato privato.
In questo senso, l’Ater sta lavorando ad una proposta, da inoltrare alla Regione, al fine di ottenere finanziamenti finalizzati alla realizzazione di abitazioni specificatamente destinabili a questa fascia, per la quale poter prevedere affitti congrui a canone concordato.
EDILIZIA POPOLARE
Presto altri cento appartamenti
Sono un centinaio gli alloggi popolari che l’Ater di Gorizia si sta preparando a reimmettere in città, riconsegnandoli alla disponibilità di nuovi inquilini.
Secondo i dati forniti dall’azienda, si tratta, in particolare, di sei abitazioni per le quali le assegnazioni sono già in corso, di quarantanove alloggi popolari per i quali sono in atto gli interventi di riatto, di trentuno appartamenti per i quali, invece, il riatto è già in fase di progettazione e, infine, di quindici abitazioni per le quali l’operazione di riatto è da progettare.





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