Il Piccolo, 06 marzo 2009
BOOM DI DOMANDE E RISORSE LIMITATE
Mancano fondi, sospesi gli aiuti ai disabili
Stop del Comune all’assistenza pomeridiana gratuita in famiglia. Impennata della spesa sociale
di LAURA BORSANI
Mancano risorse e il Comune è costretto a sospendere il servizio di assistenza pomeridiana ai bambini disabili. La crescita della spesa sociale in città mette a dura prova la continuità dei servizi offerti dal Comune. A fronte di un vero e proprio boom della domanda che caratterizza il Basso Isontino come un’area di particolare «sofferenza», risultano sensibilmente diminuiti i contributi regionali e statali. E in questo quadro, il Comune è chiamato a un maggiore impegno finanziario. Un giro di vite che in città nel settore del sostegno alla disabilità, peraltro totalmente gratuito per le famiglie, ha comportato ora la sospensione del servizio di assistenza pomeridiana destinato ai bambini disabili. Ciò, in attesa delle scelte che dovranno operare i Comuni dell’Ambito, quindi anche di Monfalcone, che rappresenta un fabbisogno di circa la metà rispetto agli altri territori, sulla copertura finanziaria relativa alle previsioni di spesa del 2009. Lo scorso anno le posizioni seguite dai servizi sociali comunali cittadini, nel primo semestre, erano 607, tra cui 123 riguardavano minori. Tutta questa materia rientra nella gestione associata dell’Ambito che, in sede di bilancio, quantifica la portata delle domande nei diversi settori di intervento. Per i minori, un’equipe costituita presso l’Ass accerta il grado di disabilità, dal quale poi discende l’attivazione degli interventi in ambito scolastico, con le insegnanti di sostegno, a carico delle scuole, e gli operatori educativi, attivati dal Comune.
E in aggiunta c’è il servizio domiciliare comunale. Di fronte all’aumento della domanda in relazione alle certificazioni di disabilità dei minori e alla riduzione dei finanziamenti regionali, sono subentrate le «scelte di priorità». Puntando a garantire il sostegno nella scuola dell’obbligo dove, peraltro, è diminuito l’impegno fornito dalle scuole. Su questo fronte i Comuni spendono il doppio rispetto agli istituti scolastici. Da qui, dunque, la decisione di sospendere il servizio pomeridiano, con decine di famiglie in difficoltà, in attesa che l’amministrazione comunale autorizzi le spese di copertura.
Intanto le previsioni sono in salita. Le spese più soggette all’aumento, e quindi alle criticità, riguardano proprio il settore della disabilità, assieme all’assistenza domiciliare. A fronte di ciò è venuto a mancare un cospicuo finanziamento statale straordinario, garantito nel 2008. Per quanto riguarda gli interventi relativi ai minori disabili, il fabbisogno nell’Ambito territoriale è stato calcolato per il 2009 in 1.232mila euro, di cui circa metà (610mila euro) preventivato come Fondo sociale unico regionale e il restante, pari a 622mila euro, a carico dei Comuni. In questo frangente, è stato modificato il criterio con il quale gli enti locali contribuiscono alla spesa, ripartita nel mandamento per il 75% in rapporto ai residenti dei rispettivi territori comunali e per il 25% di ore di servizio rese. Questo criterio pertanto fa riferimento anche alla popolazione, non quindi al reale fabbisogno registrato in ogni singolo comune. La spesa per l’assistenza domiciliare quest’anno è stata quantificata in 825mila euro e potrà contare, sempre secondo le previsioni, su 250mila euro di Fondo sociale unico regionale e di altri finanziamenti previsti per 100mila euro. Ciò si traduce in un impegno dei Comuni calcolato in 475mila euro. La domanda in questo specifico settore in città è già aumentata del 25% tra il 2007 e il 2008, confermando anche per quest’anno almeno lo stesso tasso di crescita.
Per l’anno in corso, inoltre, la spesa sociale complessiva preventivata per l’Ambito è di 5.354.778 euro. La quota indicata a carico dei Comuni è pari a un milione 388.500 euro. Per il Comune di Monfalcone la spesa sociale prevista è di circa 600mila euro.
L’entrata più consistente è costituita dal Fondo sociale unico regionale che per il 2009 viene preventivata in 2.304.995 euro (lo scorso anno, l’importo garantito è stato pari a 2.279.770 euro). Qui la destinazione delle risorse non è vincolata, decisa dai sindaci dell’Ambito. Si prevedono altri fondi regionali a destinazione vincolata per 1.603.933 euro e altri finanziamenti per 107.350 euro.
Messaggero Veneto, 06 marzo 2009
IL CASO. PARLA UN MONFALCONESE
«Tolta l’educatrice a mio figlio»
Da gennaio si è visto venir meno un servizio importante per il figlio disabile di quasi 14 anni. Si tratta del servizio di assistenza domiciliare pomeridiana garantito dal Comune, a titolo gratuito, per quattro ore settimanali. A raccontare la propria situazione è Davide Svetina, monfalconese, alle prese con la difficoltà quotidiana nell’affrontare un’assistenza adeguata per il proprio unico figlio. «Il mio ragazzo – spiega – è disabile al 100%. Per questo confidavamo del servizio di assistenza pomeridiana, grazie al quale c’era stato garantito un progetto consistente in quattro ore settimanali di sostegno, suddivise in due interventi specifici. Ad aiutare mio figlio pertanto ogni settimana veniva a casa un’educatrice che assisteva il ragazzo per due ore.
«Altre due ore settimanali quindi – continua Davide Svetina – erano dedicate all’attività motoria, in piscina, seguito da un’altra operatrice. Dal 20 gennaio – continua il monfalconese – questo servizio è stato sospeso e ad oggi non è stato più ripristinato. Già a settembre, tra l’altro, lo stesso servizio era stato fermato per un paio di settimane. Ho chiesto delucidazioni in merito al Comune di Monfalcone, ma mi hanno spiegato che non ci sono fondi. È un problema serio, considerando in particolare il fatto che bambini con handicap di questo tipo e di questa portata sono molto metodici, e risentono di ogni cambiamento. Fino a oggi – continua il monfalconese – abbiamo cercato di sopperire al meglio con le nostre forze. Avevamo anche rinunciato a due ore di sostegno in più a scuola per avere l’assistenza al domicilio, con l’intento proprio di assicurare continuità al progetto. Ma, purtroppo, non è stato possibile. Ci stiamo arrangiando in qualche modo, ma questa è una situazione che deve essere risolta. È un problema che riguarda tutte le famiglie che hanno in carico bambini con disabilità». Svetina quindi osserva: «Vorrei capire perchè si parla di maggiori investimenti da parte dell’ente locale nel settore sociale, quando invece è vero il contrario visto che ci è stato sospeso un servizio. E secondo quali criteri vengono assegnate le risorse finanziarie, considerando che qui non si parla di famiglie in disagio sociale, ma di situazioni problematiche contingenti, che riguardano bambini portatori di handicap, per i quali ritengo che, assieme ad un’altra fascia come quella degli anziani, vada data priorità».





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