Il Piccolo, 25 marzo 2009 
 
DONDA (SUNIA): «SITUAZIONE ESPLOSIVA»  
Settanta sotto sfratto. E cento alloggi sono vuoti  
Il 70% dei provvedimenti è per morosità. Esecuzioni previste nel giro di un mese
 
 
Sono settanta gli sfratti che pendono su altrettante famiglie di Monfalcone, che rischiano di diventare esecutivi nel giro di un mese, visto che le ultime proroghe sono arrivate soltanto una settimana fa, e sono state concesse per il periodo di 40 giorni. E per la maggior parte (il 60-70%) si tratta di provvedimenti adottati dai proprietari per morosità dell’inquilino. Insomma, i bilanci di molte famiglie sono in crisi e mancano i soldi per l’affitto. L’allarme viene dai sindacati degli inquilini che definiscono la situazione che si sta creando in città «esplosiva» con il rischio che, nel giro di un mese, decine di nuclei familiari si trovino per la strada, impossibilitate a chiedere un alloggio popolare e senza il denaro per permettersi un appartamento in affitto. Una situazione che sfiora il paradosso, afferma il Sunia, a fronte di un centinaio di alloggi tenuti vuoti e inutilizzati dai proprietari in città per varie ragioni: gli alloggi non sono a norma, sono da ristrutturare. O semplicemente per scelta. A sollevare con forza il problema, in occasione dell’esame del prossimo Piano di azioni Ater nel mandamento, è il Sunia. «Il piano casa nazionale non avrà alcun beneficio a Monfalcone – spiega il segretario del Sunia, Sergio Donda – perchè meglio sarebbe stato prevede fondi per chi intende sistemare o mettere a norma gli appartamenti, e non per chi deve ampliare la sua villetta. In provincia sono oltre trecento gli alloggi sfitti, un centinaio solo a Monfalcone, e continuano essere inagibili solo perchè non rispettano le normative. Se quindi i proprietari li sistemassero, almeno alcune situazioni-limite potrebbero trovare soluzione». Per il Sunia anche il Piano Ater è in ritardo. «Si prevedeva di discutere il bilancio entro marzo. Ma abbiamo ricevuto una convocazione solo per la prossima settimana – spiega ancora Donda – mentre il programma di recupero del patrimonio esistente va a rilento. Il rischio è che, per far rispettare questi 70 sfratti esecutivi, si debba chiedere l’intervento della forza pubblica come per gli alloggi occupati di via Volta e via don Bosco. Finora il peggio è stato evitato con un susseguirsi di proroghe, ma questa situazione non può protrarsi ancora a lungo». Ad aggravare la situazione è il fatto che una cinquantina dei 70 sfratti esecutivi in atto sono legati a morosità. «Ciò significa – spiega il Sunia – che queste persone non possono nemmeno presentare una domanda per entrare in graduatoria Ater, visto che chi è colpito da sfratto per morosità non può neppure accedere ai bandi. Si tratta soprattutto di anziani o di famiglie che non potrebbero mai sostenere il peso di un mutuo o di un affitto di mercato». (e.o.)