Messaggero Veneto, 01 aprile 2009
Niente mutui per la prima casa, cresce del 10% la richiesta di affitti
Nonostante il calo dei prezzi sempre difficile acquistare un alloggio
di ELENA ORSI
Nonostante il calo del prezzo della casa, sono sempre di più i monfalconesi che non possono permettersi l’acquisto di un appartamento e devono quindi ricorrere ad alloggi in affitto. Che, negli ultimi tre-quattro mesi hanno visto un incremento di richieste quantificaible in città attorno al 10 per cento.
Rispetto al passato è mutata la tipologia delle persone che si rivolgono alle agenzie immobiliari alla ricerca di un appartamento da affittare.
Negli ultimi mesi, infatti, sono cresciuti di numero i single e i divorziati che a causa dell’incertezza del posto di lavoro e quindi di un stipendio fisso non riescono ad accedere ai mutui per l’acquisto della prima casa.
«A dire il vero, finora, nei sei anni di attività che abbiamo avuto non c’è mai stato nessun calo sensibile – spiegano i responsabili dell’agenzia Solo Affitti, di Monfalcone – mentre dall’inizio dello scorso anno abbiamo avuto un aumento costante delle richieste delle aziende. Quello che però in questi mesi abbiamo potuto vedere è un aumento delle richieste di persone che in condizioni normali si sarebbero rivolto al mercato immobiliare per l’acquisto di un alloggio e che adesso devono invece ripiegare su un appartaneto in locazione».
Mediamente, si parla di un 10% di richieste in più legate proprio a questo fenomeno. «Ora non si compra più perché la situazione sul lavoro, magari, non è brillante – spiegano ancora i responsabili dell’agenzia – e quindi si preferisce andare in affitto per qualche mese, in attesa che la situazione migliori».
«Da una parte quindi – aggiungono – c’è una certa incertezza sul lavoro che determina l’impossibilità di molti ad acquistare, visto che non si sa se nei prossimi il contratto di lavoro verrà rinnovato o meno. Dall’altra, però, c’è anche il problema delle banche che non concedono più mutui al 100% o a a tassi agevolati».
Ecco quindi che l’affitto rimane l’unica soluzione. Le richieste sono quindi soprattutto per affitti transitori o per alloggi arredati nel 99% dei casi.
Se si prende in considerazione il mercato delle aziende, il 90% cerca alloggi a Monfalcone o nelle immediate vicinanze, dato che si tratta di dare sistemazione a persone legate alla Fincantieri.
«Meno ambìti sono gli appartamenti esistenti a Staranzano e a Ronchi dei Legionari – spiega ancora l’agenzia Solo Affitti – mentre assolutamente ferma è Marina Julia».
Per quanto riguarda i prezzi, invece, più o meno si viaggia sui numeri degli scorsi mesi, quindi l’alta richiesta che si registra non ha al momento ancora avuto il tempo di dispiegare i suoi effetti sul prezzo degli affitti.
Per tre camere, in centro, si arriva a pagare anche 800, 900 o mille euro. Un mini-appartamento, con cucina, bagno e una camera va dai 530 ai 550. Anche 580 per periodi brevi. A questo poi si aggiungono le spese.
Il discorso però non vale in tutta la città. Affittare un appartamento in centro, sia per la posizione in sé, sia per tutti i servizi presenti a pochi passi, è ben diverso che affittarne uno in periferia. A parità di tipo di appartamento, ci può essere un risparmio anche del del 12-15% se si affitta, a esempio, a Marina Julia.
Differenze minime, rispetto ad alloggi in centro, per appartamenti in altre zone semi-periferiche come Panzano, Largo Isonzo o via Romana.
Nel caso di Panzano gioca un ruolo anche la vicinanza del cantiere navale, dove molti inquilini lavorano.
Le differenze di prezzo rispetto al centro toccano appena il 2, 3 per cento.
E per quanto riguarda l’acquisto, ad attirare maggiormente sono i rioni di Aris-San Polo e di Largo Isonzo.
Il Piccolo, 31 marzo 2009
MERCATO IMMOBILIARE BLOCCATO
Il centro si svuota, cresce San Polo
Continuano a calare i prezzi delle abitazioni, flessione del 12% nel 2009
Acquistare un alloggio nel centro di Monfalcone costa sempre di meno. E se alla fine del 2008, rispetto all’anno precedente, il risparmio poteva essere tra il 6 e l’8%, alla fine del 2009 potrebbe anche superare il 12% o anche oltre il 20% nelle trattative tra privati senza intermediazioni. E questo per due motivi. Il primo è legato alla stagnazione del mercato immobiliare che necessariamente influisce al ribasso sui prezzi. Ma anche per la nuova tendenza dei monfalconesi di abbandonare il centro, troppo caotico, inquinato, con poco verde e pcohi parcheggi. A vantaggio di zone periferiche in espansione come San Polo (ex ospedale) o largo Isonzo. È quanto dicono gli immobiliaristi, che prevedono nei prossimi mesi un ulteriore calo dei costi delle case in centro. A chiederle – specie piccoli appartamenti – sono stati di recente soprattutto i lavoratori immigrati. Ma la crisi e la stretta creditizia ha rallentato la domanda.
«Già lo scorso anno abbiamo registrato un calo dei prezzi tra il 6 e l’8% – spiega Susanna Marusig, rappresentate Fiaip –, per il prossimo anno si può prevedere che tale tendenza continuerà, arrivando anche al 12%. La stagnazione riguarda soprattutto gli appartamenti in condomini alquanto datati. Se non c’è domanda sono destinati a restare invenduti. E, se i proprietari hanno bisogno subito di soldi magari per reinvestirli, devono calare drasticamente il prezzo».
Secondo il borsino della Fiaip, i prezzi del «nuovo», che nel 2008 erano compresi tra i 1500 e i 1900 euro, sono destinati a restare stabili anche nel 2009. La differenza si registra invece sugli immobili più datati, per i quali calo del prezzo è sensibile. Se lo scorso anno un appartamento usato poteva essere pagato tra 1.050 e 1.250 euro, nel 2009 si sta viaggiando tra i 900 e i 1.250 euro. Con la prospettiva che questi prezzi possano scendere. Meno evidente il calo dell’usato da ristrutturare, sceso nella sua quotazione minima da 800 a 750 euro al metro quadrato. Quindi la tendenza che era già stata anticipata nel corso dell’anno viene confermata: trattative più lunghe indicano una difficoltà a vendere e quindi prezzi più bassi, e questo si registra soprattutto nelle compravendite tra privati.
Ma se i monfalconesi stanno sempre più abbandonando il centro, dove vanno ad abitare? A San Polo, per esempio. Ma anche a Largo Isonzo. Quartieri non troppo lontani dal centro, ma ben forniti di servizi e negozi e tranquilli. Oppure c’è anche chi decide direttamente di uscire dalla città, scegliendo Staranzano o gli altri paesi limitrofi dove tra l’altro i prezzi di una casa sono ancora più contenuti. «È evidente che in questa tendenza i più penalizzati sono i condomini, magari risalenti agli anni ’50 – continua la rappresentante Fiaip –. E ciò è legato anche al fatto che sono calate drasticamente le richieste dei cittadini immigrati», clientela che ha risentito in modo pesante della «stretta» operata dalle banche sui mutui, soprattutto su quelli per una somma pari al 100% del costo. (e.o.)





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