Il Piccolo, 21 aprile 2009

NELLA CASA-ALBERGO DI VIA CROCIERA 
No all’appalto-mensa, sit-in in municipio 
Scalinata ”occupata” per protesta dai dipendenti. Incontro con il sindaco

Privatizzazione della casa di riposo? Scatta la protesta. Una protesta clamorosa, messa in atto ieri pomeriggio, davanti alla sede del Comune di Monfalcone. Approfittando della programmata seduta di di giunta del lunedì, infatti, una delegazione di lavoratrici della casa di riposo, supportati da Rsu e organizzazioni sindacali, hanno realizzato un presidio nella sede comunale per protestare contro la paventata chiusura della vecchia struttura della casa di riposo e contro l’appalto della cucina. Anche perché, oltre a rappresentare, secondo le sigle sindacali, «uno spreco di denaro», visti gli oltre 70mila euro stanziati lo scorso anno proprio per mettere a posto la struttura interna alla casa di riposo, è anche una minaccia per alcuni posti di lavoro.
«Se la cosa venisse confermata così com’è – spiegano le Rsu – sarebbero a rischio i tre lavoratori della cooperativa che attualmente si sta occupando del servizio di refezione. Tre lavoratori si troverebbero, a partire dal primo luglio, senza lavoro. «Il tutto, mettendo a rischio la funzionalità di un servizio che al momento è gestito in modo eccellente dal personale comunale – spiegano Cgil Funzione pubblica, Cisl Funzione pubblica e Rsu del Comune di Monfalcone -. Per questo, durante il presidio sono state esposte a tutti i componenti della giunta le preoccupazioni che ci portano a prevedere per il futuro non un aumento degli utenti serviti bensì una riduzione degli stessi e dei servizi che, non gestiti più all’interno vedranno sicuramente una drastica riduzione della qualità».
Da parte sua, alla fine della seduta di giunta il sindaco Gianfranco Pizzolitto ha incontrato i rappresentanti sindacali assicurando loro la massima collaborazione e mettendo in agenda prima possibile un incontro per discutere della questione. Invito che i sindacati hanno accolto, sottolineando però che, se la data di cessione del servizio al primo luglio dovesse essere confermata, si susseguiranno iniziative di protesta e di sensibilizzazione sulla vicenda.
Già ieri i sindacati hanno recapitato al sindaco delle lettere dei degenti della casa di riposo in solidarietà ai lavoratori. «Una società civile si definisce tale solo se presta attenzione e cura i più deboli – concludono le Rsu –. E il costo del wellfare non può essere un problema di numeri e di percentuale, anche in una situazione finanziaria pesante come quella che gli enti locali devono gestire.
Nelle scelte di razionalizzazione delle spese – hanno concluso ieri i lavoratori e le lavoratrici della casa di riposo – gli amministratori devono tener conto dei reali bisogni delle fasce più deboli dei cittadini e quindi proprio degli anziani». (e.o.)

Il Piccolo, 23 aprile 2009 
 
Stop alle conferenze in Casa albergo  
Uno degli effetti della chiusura della struttura decisa dal Comune
 
 
Chiusura dal 1 luglio prossimo, stop alle conferenze, agli incontri di associazioni e uffici comunali fuori dalla casa albergo di via Crociera. La delibera sulla chiusura della struttura che costa troppo (180mila euro all’anno) è passata, regolarmente, in giunta lunedì. E’ stata però stralciata la posizione riguardante gli addetti alla cucina, per la quale in contemporanea alla seduta si è tenuta una manifestazione di protesta dei sindacati. «Abbiamo deliberato la chiusura della vecchia struttura della casa di riposo – spiega il vicesindaco Silvia Altran – per via dei costi, visto che tenerla aperta, per ospitare le sedi comunali e le associazioni, costava 180mila euro all’anno, quindi troppo, anche perchè gli ospiti sono ormai stati trasferiti nella nuova struttura e, al momento, non abbiamo nessuna certezza circa il contributo regionale per poter mettere a norma l’edificio». Dal primo luglio quindi la sala conferenze verrà chiusa, così come gli uffici comunali ospitati (che saranno trasferiti in altre sedi) e le associazioni presenti, per le quali si sta cercando una sistemazione alternativa. Tutto sospeso invece per quanto riguarda la cucina, per la quale lunedì era scattata la protesta dei sindacati anche per il pericolo che le tre persone attualmente impegnate nella cooperativa che la gestisce vedessero messi in pericolo i loro posti di lavoro. «Abbiamo deciso per il momento di verificare il da farsi», afferma la Altran. Lo stesso sindaco Pizzolitto, alla fine della seduta di giunta, aveva infatti rivolto un appello ai sindacati affinchè si aprisse un dialogo sulla vicenda. Mentre resta del tutto aperta la questione relativa al contributo ”congelato” in attesa che la Regione proceda con la riclassificazione delle strutture. La Regione ha infatti bocciato il maxi-finanziamento di un milione di euro per l’ampliamento e la ”messa a norma” della Casa albergo di via Crociera. La richiesta che riguardava l’assegnazione di un contributo superiore al milione di euro per la realizzazione di un sistema antincendio, di un ascensore che poter usare anche in casi di emergenza e la sistemazione dei servizi adattandoli alle necessità di persone con disabilità motorie ha visto il ”no” da parte della giunta regionale. La casa di riposo assieme a un’altra decina di strutture simili in regione, è infatti stata inserita nell’elenco dei progetti non ammissibili. Il Comune di Monfalcone ha quindi espresso l’intenzione di aprire una vertenza con la Regione sul mancato finanziamento della manutenzione straordinaria della Casa albergo di via Crociera, chiusa perché non a norma e i cui 70 posti letto per anziani autosufficienti rischiano di tornare a essere utilizzabili solo fra alcuni anni. «Stando alla delibera della giunta regionale, la nostra domanda era accoglibile – ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali Cristiana Morsolin -, ma non essendoci fondi a sufficienza è stata rinviata a quando sarà attuata la riclassificazione delle strutture per anziani, che ora partirà in via sperimentale solo nel Medio e Basso Friuli. Questo significa che l’assegnazione del finanziamento è stata rinviata a data da destinarsi». Un fatto che l’assessore definisce «molto grave», vista la situazione di Monfalcone e del resto del Basso Isontino sul fronte delle residenze per anziani.
Elena Orsi

Il Piccolo, 26 aprile 2009 
 
Casa di riposo, uno spiraglio per la mensa  
Domani la Rsu incontra il sindaco: sul tappeto la decisione di esternalizzare il servizio

Dopo la clamorosa protesta dello scorso lunedì, quando le Rsu e alcuni lavoratori hanno attuato un sit-in sulle scale del municipio di Monfalcone, l’amministrazione potrebbe tornare sui suoi passi riguardo la decisione di esternalizzare il servizio mensa della Casa albergo di via Crociera. Tutto è ancora da definire, ma i lavoratori hanno ottenuto di poter discutere della situazione in un incontro tra le Rsu e il sindaco Pizzolitto che si svolgerà domani mattina. Da esso dovrebbero scaturire gli indirizzi che il Comune intende tenere nei confronti della Casa di riposo e soprattutto del servizio mensa, la cui decisione di esternalizzarlo aveva innescato la protesta. «Se la decisione venisse confermata così com’è – spiegano i sindacati della funzione pubblica di Cgil e Cisl Funzione Pubblica e la Rsu del Comune di Monfalcone – sarebbero a rischio i tre lavoratori della cooperativa che attualmente si sta occupando del servizio di refezione. Tre lavoratori si troverebbero, a partire dal 1 luglio, senza lavoro. Il tutto, mettendo a rischio la funzionalità di un servizio che al momento è gestito in modo eccellente dal personale comunale». Per questo, durante il presidio erano state esposte a tutti i componenti della giunta le preoccupazioni che portavano i sindacati «a prevedere per il futuro non un aumento degli utenti serviti bensì una riduzione degli stessi e dei servizi che, non gestiti più all’interno vedranno sicuramente una drastica riduzione della qualità».
Le stesse motivazioni saranno ribadite durante l’incontro di domani. La delibera sull’attività della casa di riposo era passata in giunta lunedì, e prevede dal 1 luglio anche lo stop alle attività nella sala conferenze, così come degli uffici comunali ospitati (che saranno trasferiti in altre sedi) e la chiusura delle sedi delle associazioni presenti, per le quali si sta cercando una sistemazione alternativa. Tutto sospeso invece per quanto riguarda la cucina, per la quale lunedì era scattata la protesta dei sindacati anche per il pericolo che le tre persone attualmente impegnate nella cooperativa che la gestisce vedessero messi in forse i loro posti di lavoro. «Abbiamo deciso per il momento di verificare il da farsi», aveva spiegato l’amministrazione. Ma a tal proposito, adesso le Rsu vogliono rassicurazioni. (e. o.)

Il Piccolo, 29 aprile 2009 
 
INCONTRO COMUNE-RSU-SINDACATI  
Casa-albergo, schiarita sul caso-cucina  
Forse un dietro-front sulla decisione di esternalizzare il servizio
 
 
Si aprono spiragli nella vicenda della casa di riposo di via Crociera. L’incontro di ieri che ha visto allo stesso tavolo il sindaco Gianfranco Pizzolitto, Rsu e sindacati, ha segnato una parziale apertura da parte del Comune: il sindaco ha ascoltato la protesta di Rsu e sindacati contro l’esternalizzazione dei servizi della struttura, in particolare della cucina, con conseguente licenziamento di tre dipendenti, e ha demandato il tutto al tavolo di contrattazione che sarà convocato per questo pomeriggio tra Rsu, sindacati e amministrazione (in particolare il dirigente a cui il servizio della casa di riposo fa riferimento). Oggi quindi la questione sarà affrontata nello specifico, ma già il fatto che da parte del sindaco si sia dichiarata la volontà a discutere del problema per le Rsu è un notevole passo in avanti. Tanto più che nella vicenda sono entrati anche i rappresentanti dello Spi, il sindacato dei pensionati, che si considerano, come rappresentanti degli anziani, una delle principali parti in causa. «La nostra prima preoccupazione, che abbiamo espresso anche al sindaco, riguarda il fatto che spesso si parte da un’idea di esternalizzazione temporanea che però alla fine diventa definitiva – spiega il rappresentante della Cigl Fpl, Luca Manià – e non vorremmo che questo accada con una struttura fondamentale come la casa di riposo. In più, se si considera che viene tutelato solo un dipendente ”pubblico”, mentre gli altri tre, di una cooperativa, sarebbero a rischio, ecco che la situazione si fa quanto mai delicata». Il sindacato, che confida in una retromarcia del Comune, ha già messo in atto un’iniziativa a sensazione durante una delle ultime riunioni di giunta, quando una delegazione di lavoratrici della casa di riposo, supportati da Rsu e organizzazioni sindacali avevano realizzato un presidio nella sede comunale per protestare contro la chiusura della vecchia struttura e l’appalto della cucina. Anche per questo, il Comune aveva bloccato l’approvazione della delibera, dando l’assenso solo alla chiusura della struttura alle attività esterne dal primo luglio, tenendo in stand-by la questione cucina. Per rafforzare la loro posizione, i sindacati avevano anche recapitato alla giunta delle lettere redatte dagli ospiti della struttura che chiedevano di mantenere inalterata l’attuale situazione.
Elena Orsi

Il Piccolo, 08 maggio 2009 
  
ASSISTENZA  
Appalti troppo cari, parte una revisione  
I risparmi destinati a sostenere l’azione dei Servizi sociali
 
 
Il Comune torna sui suoi passi per quanto riguarda il servizio di cucina della casa-albergo di via Crociera, decidendo di non affidarla all’esterno. Non solo: saranno anche acquistate nuove attrezzature così da risparmiare sul tempo e sui costi. Anche il personale rimarrà invariato: una cuoca comunale e tre addetti forniti da una cooperativa. Soddisfazione dei sindacati che hanno ottenuto quanto volevano. Quando, il primo luglio, un’ala della casa di riposo chiuderà i battenti, ecco che la cucina rimarrà invece aperta e funzionante. Rimane certo ancora fermo il nodo della riapertura della parte vecchia della struttura, ma si tratta di una questione indipendente dalla volontà del Comune: i lavori sono infatti fermi per la mancata attribuzione del contributo regionale. Il cambio di rotta consentirà anche di dirottare 240mila euro ai Servizi sociali. Non solo: ulteriori risparmi saranno realizzati con l’imminente revisione di alcuni appalti in scadenza tra quest’anno e il prossimo. E che quindi verranno rivisti al ribasso. Tutto ciò senza andare a ulteriori esternalizzazioni, come è stato richiesto dalle sigle sindacali.
La questione nasce dal fatto che gli appalti stipulati anni fa risultano troppo onerosi per il Comune che, ora, punta a ridurne l’impatto sui conti del 40%. La revisione avverrà alle scadenze. Primi tra tutti, quelli che riguardano proprio la casa-albergo (pulizie, assistenza, servizio di lavanderia). E proprio in questo ambito il Comune spera di effettuare i primi consistenti risparmi. Con la chiusura della strutture precedente, infatti, anche gli appalti di gestione saranno rivisti al ribasso: risparmi ci saranno sulla pulizia, sull’assistenza, ma anche sulla luce, gas e riscaldamento. Il tutto, per una somma di 240mila euro che verranno dirottati ai Servizi sociali, in grossa difficoltà. «La fetta più grossa andrà – spiega l’assessore Morsolin – all’assistenza ai minori e ai servizi di assistenza a domicilio. Tutti servizi che è sempre più difficile garantire per l’aumento degli utenti e il taglio dei fondi regionali». La revisione degli appalti non andrà comunque a interferire sul livello del personale: nell’accordo è stato scritto chiaro e tondo che l’esternalizzazione dei servizi riguarderà solo servizi già appaltati in precedenza. «Si tratta di un accordo per noi positivo – spiega Luca Manià (Cigl Funzione pubblica) – perchè è la prima volta che risparmi derivanti da tagli vengono reinvestiti nel sociale. E di questo siamo soddisfatti». «Non ci sarà alcun taglio di personale, ma una riorganizzazione – specifica la Morsolin – e questo è un segnale importante».
Elena Orsi

Il Piccolo, 23 maggio 2009 
 
I LAVORI POSSONO RIPRENDERE  
Fondi sbloccati, riparte la casa-albergo  
Approvato in Regione un odg di Razzini, Sasco e Brussa. Cento anziani in attesa
 
 
Già con le prossime variazioni al bilancio regionale saranno a disposizione i fondi per realizzare gli interventi più urgenti di messa a norma e sicurezza della casa-albergo di via Crociera, svuotata e ormai chiusa quasi del tutto per la sua inagibilità. Il presidente della Regione Renzo Tondo ha fatto suo, inserendolo quindi nel provvedimento complessivo anti-crisi approvato giovedì in aula, l’odg presentato dal consigliere monfalconese della Lega Nord Federico Razzini e sottoscritto anche dai consiglieri Galasso del Pdl-Fi, Sasco dell’Udc e Franco Brussa del Pd.
«In questo modo – spiega Razzini – ci saranno le risorse per intervenire e riaprire una struttura indispensabile per una città in cui c’è oltre un centinaio di anziani in lista d’attesa per ottenere un posto nella struttura pubblica». La Regione, però, aveva stoppato il progetto del Comune di Monfalcone, rinviando «l’assegnazione dei contributi ad avvenuta conclusione dell’istruttoria supplementare, ritenuta necessari a seguito dell’entrata in vigore del regolamento di definizione dei requisiti minimi strutturali, tecnologici e organizzativi che ha ridefinito, tra l’altro, i requisiti strutturali per le strutture residenziali per anziani». Ora, facendo suo il documento presentato dall’esponente della Lega Nord, Tondo ha impegnato la giunta «a prevedere uno stanziamento adeguato quanto meno ad avviare un primo lotto di ristrutturazione della casa-albergo di Monfalcone con un provvedimento urgente inserito nelle prossime variazioni di bilancio». Nell’odg si è sottolineata del resto l’importanza della struttura e come l’impasse sorta con il mancato accoglimento della richiesta di finanziamento avanzata dal Comune stia creando «una grave disfunzione nel bacino di riferimento del Monfalconese» e un allungamento delle liste di attesa in altre strutture della provincia.
Il progetto del Comune prevede la messa a norma attraverso un intervento sul sistema anticendio, la realizzazione di un ascensore da poter usare in caso di emergenza e la sistemazione dei servizi igienici adattandoli alla necessità di persone con disabilità motorie, per una spesa complessiva di un milione di euro. L’impossibilità di utilizzare la casa-albergo, i cui ospiti già da un anno sono trasferiti nella nuova struttura per anziani non autosufficienti, ha convinto il Comune a chiudere del tutto l’edificio a partire dal primo luglio, così da risparmiare sulle spese fisse. I costi di gestione della struttura sono quantificabili, stando all’ente locale, in 90mila euro solo per il secondo semestre del 2009.
Spese che saranno eliminate grazie al trasferimento degli uffici di supporto e del centro diurno per anziani nella nuova residenza protetta e degli uffici del servizio sociale in un’altra sede comunale, mentre per le associazioni che utilizzavano la vecchia casa-albergo il Comune si è impegnato a trovare delle soluzioni alternative. (la.bl.)

Il Piccolo, 28 maggio 2009 
  
PARLA UNO DEI VIGILANTI DELLA CASA-ALBERGO  
«Resterò senza lavoro a 55 anni»
 
 
I primi a farsi avanti, tra i lavoratori che dal primo luglio perderanno il posto causa lo stop all’attività della casa di riposo (per la precisione la vecchia struttura, inutilizzabile e in attesa dei contributi regionali per i lavori di ampliamento) sono gli addetti alla vigilanza. Che per decisione del Comune verranno dimezzati: ne resterà uno solo. Ciò significa che non solo la casa di riposo rimarrà senza vigilanza, minimo danno visto che a partire da luglio, almeno nella sua parte vecchia, la struttura verrà chiusa. Ma a perdere in sicurezza saranno anche gli abitanti delle case vicine e comunque gli operatori della nuova struttura, che si troveranno con una vigilanza ridotta a mezza giornata. A restare senza lavoro sarà Trano Dhionis, 55 anni, da quattro anni adetto alla sorveglianza della casa-albergo, prima operatore del Comune, poi passato alla cooperativa che ha vinto l’appalto. Da luglio sarà a casa, visto che il Comune ha deciso di ridurre la vigilanza per la chiusura della vecchia struttura, il trasferimento degli uffici e la riduzione complessiva dell’attività. Per quanto riguarda il settore infermieristico, riprogrammando il servizio, sarà eliminata la copresenza dell’infermiera (attualmente dalle 8 alle 12), mentre rimarranno in servizio un infermiere e un operatore socio-assistenziale. Il Centro diurno verrà spostato nella nuova struttura e questo permetterà di riorganizzare il sistema di operatori socio-assistenziali che potranno essere utilizzati per il supporto alla cucina e per una riorganizzazione complessiva del servizio per evitare quanto più possibile il ricorso a un appalto esterno. Per quanto riguarda la custodia, invece, verranno garantiti controlli nei pomeriggi e di notte, visto che con lo stop all’attività nella vecchia struttura si ritiene inutile la sorveglianza diurna.
«Siamo perennemente alle prese con problemi riguardanti la sicurezza della zona – spiega Dhionis – perchè ci siamo trovati molte volte, specie di sera, alle prese con ragazzi ubriachi che tentavano di entrare nel giardino o che facevano confusione, o con altre questioni di pubblica sicurezza. Tanto che spesso venivamo allertati dagli stessi abitanti della zona, che avevano il nostro numero telefonico. Adesso che il servizio viene dimezzato, come si pensa di fare? Una sola persona non potrà rispondere a tutte le emergenze giorno e notte. Non comprendiamo questa decisione, perchè non pensiamo che siano gli 800 euro che portiamo a casa ogni mese a creare problemi al bilancio comunale». A complicare le cose è anche il fatto che gli operatori in questione lavorano per una cooperativa, quindi sono senza ”paracadute sociale” nel caso di licenziamento. «Ho 55 anni, due figli, e ho solo questo lavoro che da luglio finirà. Me lo spiega il Comune cosa dovrò fare?». (el.or.)