Il Piccolo, 14 maggio 2009

VERTICE MERCOLEDÌ IN PREFETTURA SUL PROTOCOLLO DI TRASPARENZA 
La Fiom: in cantiere resiste la ”paga globale”

I lavoratori degli appalti Fincantieri, circa 2500 in questo periodo, divisi però fra oltre 300 imprese, sono ancora esposti all’utilizzo della ”paga globale”, a pagamenti non sempre regolari e a pressioni nel caso in cui si vada verso una sindacalizzazione. Sono questi alcuni dei dati raccolti dalla Fiom-Cgil che li porterà al tavolo del Protocollo di trasparenza per gli appalti Fincantieri convocato dal prefetto di Gorizia Maria Augusta Marrosu per mercoledì prossimo, dopo che l’incontro fissato per oggi è saltato proprio per l’indisponibilità dell’organizzazione il cui segretario provinciale Thomas Casotto è impegnato a Roma sulla vicenda dell’integrativo Fincantieri.
«La casistica è stata raccolta dai nostri sportelli – spiega proprio Casotto -, di cui uno attivo anche all’interno dello stabilimento, e davvero non è scarna». Al di là di quanto emerso in questi mesi, grazie ai controlli effettuati sia dalla Guardia di finanza sia dall’Ispettorato del lavoro, la Fiom ritiene di dover portare al tavolo alcune situazioni ”anomale” e che riguardano anche lavoratori stranieri. Il Protocollo di trasparenza è divenuto operativo alla fine del 2008 a oltre un anno dalla stipula dell’accordo, avvenuta proprio nello stabilimento, da parte della società navalmeccanica, prefettura, organizzazioni sindacali, Inps, Inail e Azienda sanitaria.
In base a quanto previsto dal protocollo, Fincantieri si è impegnata a provvedere «a fornire tempestiva informativa sulle imprese a qualsiasi titolo fornitrici di lavori, beni e servizi nello stabilimento di Monfalcone». In base al protocollo era programmata anche la costituzione di un gruppo di monitoraggio, coordinato dalla prefettura e composto da Direzione provinciale del lavoro, Inps, Inail, Servizio di prevenzione dell’Ass. Previsti pure «accertamenti tempestivi» sulle imprese segnalate in modo che sia possibile acquisire informazioni sugli effettivi rappresentanti delle imprese, consentire l’attività di controllo e il rispetto delle norme di sicurezza e della norme in materia previdenziale.
L’obiettivo del Protocollo di trasparenza era ed è però anche quello di permettere di «verificare la sussistenza di eventuali cointeressenze nella conduzione delle forniture di soggetti direttamente o indirettamente legati a fenomeni devianti». Inoltre il prefetto di Gorizia ha la facoltà di avvalersi del «gruppo ispettivo misto», previsto dal decreto ministeriale del 23 dicembre 1992, per le attività di accertamento e controllo finalizzate ad assicurare la trasparenza negli appalti della società.
Nel caso accertino delle irregolarità, gli enti sono tenuti a informare tempestivamente la prefettura per i conseguenti provvedimenti nei confronti delle imprese interessate.