Il Piccolo, 26 maggio 2009
Burgo, stop alla produzione per 8 giorni
Dal 24 maggio. La decisione è stata comunicata dall’azienda di Duino ai sindacati
Sarà chiusura totale dal 28 maggio al 4 giugno per la Cartiera Burgo di Duino Aurisina. Ieri la proprietà ha annunciato ai sindacati un blocco totale della produzione a partire dalla fine del mese. Il 28 maggio si fermerà la linea 2 – la linea 1 è ferma già da mesi – il giorno seguente la linea 3: fino al 4 giugno lo stabilimento, quindi, resterà completamente fermo e tutti i dipendenti a turno si troveranno in cassa integrazione. La situazione, già preoccupante di per sé, è resa a tinte ancora più fosche a causa di una ulteriore aggravante: nello stesso periodo tutti gli stabilimenti italiani del gruppo Burgo fermeranno la propria produzione, indicando un calo a dir poco brusco della domanda. «Siamo preoccupati – hanno dichiarato i sindacati – perché un fermo totale in Italia è un episodio grave, che non sappiamo dove porterà». Per Duino Aurisina, la settimana significa un ulteriore periodo di cassa integrazione per i dipendenti, una delle ultime a disposizione fino al prossimo ottobre. Secondo gli accordi di gruppo, infatti, fino alla fine dell’estate i dipendenti di San Giovanni del Timavo hanno a disposizione ammortizzatori sociali ancora per tre settimane di fermo, e già adesso la paga è decurtata di circa duecento euro al mese, perché grazie all’accordo siglato ad aprile, si lavora – proprio per risparmiare la cassa integrazione – su turni di sei ore, utilizzando anche praticamente tutte le ore di ferie per ridurre i tempi di lavoro ma “spalmare” la crisi in modo che sia meno incidente sullo stipendio. La crisi alla Burgo di Duino sembra quindi non risolversi: alla situazione già difficile dei primi mesi dell’anno, con un ordinativo, fanno sapere i sindacati, più basso di quello degli anni precedenti, segue un inizio estate senza miglioramenti, anzi, con un calo “fisiologico” anche per lo stabilimento locale, che dalla proprietà è considerato uno di quelli da utilizzare anche in periodo di crisi per le tipologie di macchinari esistenti.
La settimana di fermo, che coincide anche con il “ponte” in vista della festa della Repubblica non fa che peggiorare le previsioni per il breve futuro, ovvero fino a ottobre, quando gli ammortizzatori sociali saranno “azzerati” e il sistema di cassa integrazione potrà tornare a dare ossigeno ai lavoratori.
Sono intanto circa il 90 per cento i dipendenti che hanno chiesto alla proprietà, sulla base dell’accordo siglato con i sindacati, di poter ottenere un anticipo sul trattamento di fine rapporto per integrare i circa 200 euro al mese persi con l’orario ridotto previsto dallo scorso aprile fino al prossimo settembre. (fr.c.)





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