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Il Piccolo, 26 maggio 2009
Burgo, stop alla produzione per 8 giorni
Dal 24 maggio. La decisione è stata comunicata dall’azienda di Duino ai sindacati
Sarà chiusura totale dal 28 maggio al 4 giugno per la Cartiera Burgo di Duino Aurisina. Ieri la proprietà ha annunciato ai sindacati un blocco totale della produzione a partire dalla fine del mese. Il 28 maggio si fermerà la linea 2 – la linea 1 è ferma già da mesi – il giorno seguente la linea 3: fino al 4 giugno lo stabilimento, quindi, resterà completamente fermo e tutti i dipendenti a turno si troveranno in cassa integrazione. La situazione, già preoccupante di per sé, è resa a tinte ancora più fosche a causa di una ulteriore aggravante: nello stesso periodo tutti gli stabilimenti italiani del gruppo Burgo fermeranno la propria produzione, indicando un calo a dir poco brusco della domanda. «Siamo preoccupati – hanno dichiarato i sindacati – perché un fermo totale in Italia è un episodio grave, che non sappiamo dove porterà». Per Duino Aurisina, la settimana significa un ulteriore periodo di cassa integrazione per i dipendenti, una delle ultime a disposizione fino al prossimo ottobre. Secondo gli accordi di gruppo, infatti, fino alla fine dell’estate i dipendenti di San Giovanni del Timavo hanno a disposizione ammortizzatori sociali ancora per tre settimane di fermo, e già adesso la paga è decurtata di circa duecento euro al mese, perché grazie all’accordo siglato ad aprile, si lavora – proprio per risparmiare la cassa integrazione – su turni di sei ore, utilizzando anche praticamente tutte le ore di ferie per ridurre i tempi di lavoro ma “spalmare” la crisi in modo che sia meno incidente sullo stipendio. La crisi alla Burgo di Duino sembra quindi non risolversi: alla situazione già difficile dei primi mesi dell’anno, con un ordinativo, fanno sapere i sindacati, più basso di quello degli anni precedenti, segue un inizio estate senza miglioramenti, anzi, con un calo “fisiologico” anche per lo stabilimento locale, che dalla proprietà è considerato uno di quelli da utilizzare anche in periodo di crisi per le tipologie di macchinari esistenti.
La settimana di fermo, che coincide anche con il “ponte” in vista della festa della Repubblica non fa che peggiorare le previsioni per il breve futuro, ovvero fino a ottobre, quando gli ammortizzatori sociali saranno “azzerati” e il sistema di cassa integrazione potrà tornare a dare ossigeno ai lavoratori.
Sono intanto circa il 90 per cento i dipendenti che hanno chiesto alla proprietà, sulla base dell’accordo siglato con i sindacati, di poter ottenere un anticipo sul trattamento di fine rapporto per integrare i circa 200 euro al mese persi con l’orario ridotto previsto dallo scorso aprile fino al prossimo settembre. (fr.c.)
Il Piccolo, 25 maggio 2009
PARTE UN PIANO
Ater-Comune, sconti a chi restaura la casa
I privati coinvolti potranno scalare le spese dagli affitti e dalle compravendite
Riparte il progetto per fare in modo che un gruppo di cittadini arrivi ad autorecuperare alloggi di proprietà pubblica, ottenendo quindi una casa e sconti su affitti e compravendite. E Monfalcone si pone come apripista per questa iniziativa, che vede una collaborazione tra Comune e Ater, e che sta suscitando interesse in molti altri Comuni italiani e di una dottoranda della Facoltà di architettura dell’Università di Venezia.
L’assessore alle Politiche sociali Cristiana Morsolin ricorda che l’obiettivo è quello di concludere la parte burocratica del progetto entro la fine dell’anno in modo da mettere poi in moto l’autorecupero di un primo edificio di proprietà pubblica nella zona Est della città, che ora contiene 12 alloggi di piccole dimensioni. «Il 19 dicembre del 2008 si è concluso il bando di gara per scegliere il progettista dell’operazione – spiega Cristiana Morsolin -. L’incarico è stato affidato dalla società ”Sotto il tetto” di Milano. Il 26 febbraio di quest’anno è stato approvato il testo definitivo del contratto per l’affidamento effettivo dell’incarico».
Il 2 marzo il contratto è stato spedito a Milano, ma poi non è rientrato, firmato, nei tempi previsti a causa di un disguido postale. Si è arrivato così al 4 maggio, data dalla quale scattano i 90 giorni concessi per realizzare la progettazione, che includerà anche le formule per l’individuazione del soggetto autorecuperante e degli alloggi. «Con la società ci sono però già stati contatti in questi mesi – afferma l’assessore – e quindi l’elaborazione del progetto è di fatto già iniziata. La consegna avverrà quindi prima dei 90 giorni previsti, forse già, da quanto sappiamo, entro il 20 giugno».
I tempi di realizzazione, fase che sarà seguita dall’Ater, gestore del patrimonio edilizio comunale, rimangono però difficili da indicare, proprio perché si tratta di un strada che non ha precedenti sul territorio nazionale.
Pare però già certo che i 12 alloggi al momento presenti nell’edificio scenderanno a 6, in modo da aumentarne le dimensioni, ora molto ridotte e non adatte ad accogliere famiglie. In città gli alloggi di proprietà pubblica sfitti sono al momento 119, di cui 92 dell’Ater e 27 del Comune. Dei 92 dell’Ater 12 sono sfitti per lavori di piccola manutenzione, 12 perché in attesa di progettazione degli interventi, per 31 sono in fase di progettazione i lavori e per 37 è già in corso la ristrutturazione.
Dei 27 del Comune 2 saranno assegnati a breve, 4 sono interessati da lavori di piccola entità, 13 sono inclusi in programmi edilizi complessi e 8 sono in attesa di progettazione.
«Gli alloggi coinvolti da piccoli lavori – spiega Cristiana Morsolin – sono di fatto quelli che rientrano all’Ater e vanno risistemati prima di procedere a una nuova assegnazione».
Laura Blasich
Messaggero Veneto, 25 maggio 2009
Comune e Ater: l’autorecupero per utilizzare alcuni alloggi sfitti
MONFALCONE. Comune e Ater puntano sulla pratica dell’autorecupero per rendere utilizzabili alloggi ora sfitti perché bisognosi di interventi di manutenzione straordinaria e per i quali non esistono fondi a sufficienza. Lo studio di fattibilità dell’autorecupero, che sarà redatto dall’impresa sociale milanese Sotto il tetto, che ha vinto il bando, potrebbe essere presentato il 20 giugno e passare poi in consiglio comunale. Lo ha annunciato l’assessore ai servizi sociali, Cristiana Morsolin, rispondendo a un’interrogazione sul recupero di immobili comunali presentata da Lionella Zanolla (Gruppo misto-La Destra), che ha ricordato come lo studio di fattibilità sull’autorecupero di sei alloggi di proprietà comunale preveda una spesa di 19.200 euro e che l’impresa ha 90 giorni per presentare il progetto necessario per procedere poi celermente all’individuazione dei privati interessati a partecipare all’operazione. Morsolin ha spiegato anche che dopo la firma del sindaco Gianfranco Pizzolitto e del presidente dell’Ater, Roberto Grion, dell’accordo programmatico che apriva la possibilità di un autorecupero per sei alloggi di proprietà comunale in un edificio della zona est di Monfalcone, è stato pubblicato nel dicembre 2008 un bando di gara per l’autorecupero vinto appunto da Sotto il tetto. L’affidamento dell’incarico è stato ufficializzato a marzo, ma per disguidi postali la firma dei documenti è stata apposta solo pochi giorni fa. «È vero che l’impresa sociale avrebbe 90 giorni di tempo per presentare il progetto, ma in realtà il lavoro di progettazione si era già iniziato e quindi ci hanno comunicato che la presentazione potrebbe avvenire già il 20 giugno», ha detto l’assessore, evidenziando che è invece più difficile stabilire quando s’inizieranno i lavori «perché la procedura è nuova».
Rispondendo ancora a Zanolla ha spiegato che la gestione degli immobili comunali è affidata ad Ater , che seguirà l’iter di recupero degli alloggi, che andrà realizzato da una cooperativa o da un gruppo di privati associati. La struttura interessata, in zona est, è composta da 12 alloggi «che sono però piccolissimi e l’intenzione è quella di realizzare sei alloggi più grandi».
Oggi in città ci sono 119 alloggi sfitti di proprietà Ater o del Comune. Di questi, 92 sono dell’Ater e risultano sfitti: 12 per lavori di piccola entità, 12 per lavori più importanti, 31 perché la sistemazione è in fase di progettazione e 37 sono in attesa di progetto. Dei 27 alloggi del Comune, due saranno assegnati a breve, quattro sono sfitti per lavori di piccola entità, 13 per necessità di programmi edilizi più complessi e otto in attesa di progettazione. (c.v.)
Il Piccolo, 04 giugno 2009
Casa, i nuovi quartieri bloccati dalla crisi
Rallentano i lavori al Parco Rocca e all’ex Detroit. Cala (10%) il prezzo dell’usato
PROGETTI EDILIZI FRENATI
di ELENA ORSI
Mercato immobiliare bloccato a Monfalcone, specie quello relativo alle case nuove. Al punto che i grandi cantieri edili stanno rallentando decisamente il ritmo. Succede al Parco Rocca. E anche nell’area ex Detroit. La causa? I prezzi (fino a 1900 euro al metro quadrato) non accennano a calare. E i monfalconesi preferiscono puntare sugli edifici da ristrutturare o su quelli più datati che, alla fine, garantiscono un risparmio attorno al 10% rispetto a un anno fa. L’appartamento più ricercato in città? Quello attorno agli 80 metri quadrati e magari un po’ malandato che, con un po’ di impegno, si può acquistare con una spesa di 60mila euro. O anche meno.
PREZZI. La ripresa del mercato immobiliare cittadino è lenta. Ma sembra esserci. Lo sostiene la Fiaip, la Federazione degli agenti immobiliari. Dall’inizio dell’anno, sono in leggera ripresa trattative e contratti anche per quanto riguarda gli alloggi nuovi. Insomma, chi ha un capitale torna a investire nel mattone. Ma anche l’usato da ristrutturare sembra riprendersi. Qui è il prezzo a farla da padrone: la trattativa può portare a spuntare condizioni decisamente vantaggiose. «Per quanto riguarda gli alloggi nuovi, i prezzi sono rimasti gli stessi del 2008 – spiega Susanna Marusig della Fiaip -, mentre per le case da ristrutturare notiamo un calo di prezzi che viaggia anche attorno al 10 per cento». Quindi una casa che fino a pochi mesi fa costava 200mila euro la si può portare via per 180mila o anche 170. Poi, naturalmente, si devono mettere in conto i lavori. Che però, a differenza dell’acquisto, si possono fare anche in economia, quindi senza la richiesta di mutui. Uno spauracchio che molti evitano.
NUOVI CANTIERI. Il risultato di tutto questo è che anche i grandi cantieri aperti in città stanno rallentando la marcia in attesa che la crisi passi e il mercato riprenda. Per ora non si parla di ridimensionamenti dei progetti ma solo di protrazione di termini. Insomma, tutto quello che è stato progettato e iniziato verrà portato a termine. Ma con tempi piàù dilatati. Il Parco Rocca, ad esempio, realizzato nell’area dell’ex ospedale: al momento sono stati completati i primi due edifici destinati a uso soprattutto direzionale. La costruzione del terzo edificio è stata programmata non prima di settembre. «Nel frattempo, però, la costruzione ha ottenuto la certificazione energetica in classe A, la migliore» spiega ancora la responsabile Fiaip. Anche per l’insediamento nell’ex area occupata dalla Detroit si attendono tempi migliori. «Abbiamo realizzato i primi due edifici, e stiamo completando il terzo – spiega il titolare del cantiere, Roberto Pinesso – e per quanto riguarda il quarto, l’intenzione è di iniziare i lavori entro la fine dell’anno. Ma con calma. Cerchiamo di capire dove sta andando il mercato».
AFFITTI. A non conoscere flessioni, invece, è il mercato degli affitti, proprio a fronte della mancanza di liquidità per l’acquisto. La richiesta si mantiene molto alta per quanto riguarda la formula del ”3+2” (tre anni più due), mentre gli affitti a canone concordato caldeggiati dal Comune sono in costante aumento. Dal 2007 al 2008, per esempio, sono aumentati del 15%. Secondo il Comune, a fine 2007 gli edifici interessati a questa tipologia di contratto (che punta a ridurre il canone dando al proprietario una serie di agevolazioni) erano 563 (449 abitazioni e 114 pertinenze). A fine 2008 si è saliti a quota 651 (554 abitazioni e 127 pertinenze), 55 con aliquota al 3 per mille.
Il Piccolo, 24 maggio 2009
DOMENICA DUE MANIFESTAZIONI ANALOGHE E QUASI SOVRAPPOSTE
REAZIONE
«L’amministrazione sta muovendosi senza preoccuparsi minimamente dei programmi»
Velliscig minaccia di trasferire Lettere Mediterranee ad Aquileia
Guerra dei libri, ”Onde” attacca il Comune
di ELENA ORSI
Scoppia la ”guerra dei libri”, o meglio la ”guerra degli scrittori contesi” a Monfalcone. Una vera e propria battaglia tra due distinte manifestazioni, tutte e due dedicate agli scrittori e alla letteratura e che, una all’insaputa dell’altra, finiscono per sovrapporsi. Con la rabbia degli organizzatori della manifestazione che si trova a ”inseguire” che minaccia di andarsene da Monfalcone.
L’ANTEFATTO. Facciamo un passo indietro: qualche giorno fa, il Comune di Monfalcone annuncia, quasi a sorpresa, l’organizzazione di una kermesse dedicata ai libri e agli scrittori. Incontri culturali e presentazioni nei mesi di giugno e luglio. Con nomi di tutto rispetto: Pressburger, Sgorlon ed Heinichen, tanto per citarne alcuni. Un’iniziativa presa per contrastare i tagli dei fondi per il turismo. La notizia viene appresa dai cittadini ma anche dagli organizzatori di Onde Mediterranee, la bistrattata kermesse che ogni anno approda d’state a Monfalcone. E tra le sue iniziative di quest’anno Onde ha proprio una sezione dedicata ai libri. Si chiama ”Lettere mediterranee” e prevede la presenza in città di nomi di rilievo: Vauro, Galimberti e Mentana, solo per citarne alcuni. Dove sta il problema? Nel fatto che la kermesse organizzata dal Comune cade tra giugno e luglio, mentre quella di Onde Mediterranee tra il 6 e l’11 luglio. In pratica, subito dopo. Quando cioè, temono gli organizzatori di Onde, l’interesse potrebbe essere scemato.
LA POLEMICA. Immediatamente, da Onde scatta una reazione feroce. «Non comprendiamo come si stia muovendo il Comune – tuona Gianfranco Velliscig, patron di Onde -. Veniamo a sapere di questa iniziativa dai giornali. Chiediamo lumi all’assessorato alla Cultura e nessuno ne sa niente. A a questo punto ci domandiamo perchè per Onde non ci sia nemmeno un soldo, perchè per le associazioni culturali ci siano in tutto quattromila euro, e perchè poi i finanziamenti escano all’improvviso per altre iniziative che per di più vengono organizzate senza tener conto della programmazione precedente». Furibondo, Velliscig ha quindi preso carta e penna e scritto al sindaco (la cui segreteria ha organizzato l’evento) con la richiesta di un chiarimento immediato. Altrimenti Onde Mediteranee non solo sposterà ”Lettere mediterranee” da un’altra parte («Magari ad Aquileia – specifica Velliscig – dove non ci danno una lira ma almeno ci valorizzerebbero») ma minaccia anche di far saltare la ”Notte bianca” la cui organizzazione stava appena partendo. Con disperazione dell’Ascom che, proprio con l’aiuto di Onde, stava cercando di recuperare un evento fondamentale per la stagione commerciale, che era stato cancellato a causa della mancanza di fondi. «Stavamo cercando di recuperare la ”Notte bianca” – spiega Velliscig – magari non con i nomi eclatanti degli scorsi anni ma comunque con partecipanti di tutto rispetto. Ma davvero non ci va proprio, ora come ora, di essere presi in giro».
Messaggero Veneto, 28 maggio 2009
Monfalcone. Polemica per la concomitanza di Concorso lirico e Festa dello sport
Luise media fra Bonetti e Abram
MONFALCONE. Inizierà oggi al teatro comunale con la prima selezione il primo Concorso internazionale per giovani cantanti lirici Città di Monfalcone, organizzato dall’Orchestra filarmonica diretta da Marcello Manuelli. Il concorso si articola in tre giorni. Dopo la selezione odierna, a porte chiuse, il concorso continuerà domani alle 9 con le semifinali e nel pomeriggio alle 15 con le finali. Sabato sera concerto finale.
Sulla polemica sollevata dal presidente della consulta della cultura, nonché presidente della Filarmonica, Bruno Bonetti, che ha lamentato per sabato la sovrapposizione della Festa dello sport e del Concorso lirico, interviene l’assessore allo sport, Michele Luise: «Anche se non direttamente chiamato in causa, in quanto l’attacco è rivolto al presidente della consulta sport, Roberto Abram – dice Luise –, intervengo per cercare di apportare un minimo di serenità al dibattito, ritenendo che l’animosità espressa da Bonetti non porti da nessuna parte. Ha ragione quando dice che l’accavallamento di due manifestazioni importanti nello stesso fine settimana indica una non oculata programmazione delle attività culturali e ricreative offerte alla città, ma così come Abram avrebbe dovuto sapere del concerto per giovani cantanti lirici, così Bonetti, sono certo, era a conoscenza che la festa dello sport si sarebbe svolta l’ultimo fine settimana di maggio, come peraltro consuetudine da anni».
Luise ricorda che la stesura del programma della festa dello sport è stata fatta solo quando si è avuta la certezza della copertura finanziaria, «impresa non facile», sottolinea, e alla fine ha comportato l’accavallamento di manifestazioni. «Certo un fatto non piacevole, ma da qui all’indignazione e allo sconcerto lamentato dal presidente della cultura ce ne passa. Da parte mia farò in modo che in futuro si possa ovviare a fatti del genere, mediante una migliore comunicazione e collaborazione fra consulte».
Il Piccolo, 29 maggio 2009
POLEMICA
«No all’accavallarsi di eventi»
La finale del concorso lirico in contemporanea con un’esibizione di danza
Critico il presidente della Commissione cultura
Si dice «fortemente indignato e sconcertato» per quanto appreso in merito alla programmazione della Festa dello Sport, che inizia domani e le finali del Concorso lirico.
Il presidente della Consulta comunale della cultura, Bruno Bonetti, si scaglia contro la mancata programmazione che vede sovrapporsi le due iniziative. «Ben sapeva il presidente della Consulta dello sport che domani si sarebbe svolto il concerto dei vincitori del Primo concorso internazionale per
giovani cantanti lirici programmato da molti mesi e a prezzo di molti sacrifici.
Durante un incontro con il presidente, Abram, venni a conoscenza che lo stesso giorno e ora era stata programmata una staffetta notturna con chiusura del corso del Popolo che concludeva la giornata della Festa dello Sport programmata nello stesso fine settimana. Immaginarsi il mio stupore e rabbia per la concomitanza dei duye eventi».
Bonetti si tranquillizza solo sapendo dell´annullamento della staffetta. «Ma oggi leggo che in sua sostituzione ci sarà l´esibizione dell’Alexander Club con la danza ritmica: allora se non è zuppa e panbagnato».
Senza nulla avere contro un sodalizio «che ammiro e stimo per la grande professionalità», Bonetti sottolinea come «sarebbe stato meglio programmare in altra giornata per non farci la guerra sulle presenze.
Già l´estate monfalconese non offre molto alla cittadinanza in fatto di attività culturale se poi si accavallano due manifestazioni importanti nelle stesso fine settimana allora questo e puro autolesionismo». Ecco perchè a indignare il presidente della Consulta è anche la programmazione dei mattinée musicali che l´assessorato alla Cultura ha programmato nella sala espositiva «senza interpellare il sottoscritto – sottolinea – presidente della Consulta della cultura (organismo che raggruppa tutte le associazioni culturali cittadine) e appoggiandosi nell’iniziativa ad altri organizzatori. Questo scavalcamento non rende merito al neoassessore visto che, come è emerso dall’ultima riunione della consulta, non sono molte le occasioni di esibizione delle nostre associazioni culturali previste per questa estate».
Il Piccolo, 07 giugno 2009
SONO SALVE LE MANIFESTAZIONI ESTIVE IN PIAZZA
C’è l’accordo, Notte bianca il 4 luglio
Spettacoli collaterali e concerti. Tra gli ospiti anche Mentana e Vauro
La ”Notte bianca” si farà quest’anno a Monfalcone, in concomitanza con l’apertura dei saldi estivi, il 4 luglio. Comune, associazione Onde Mediterranee e Ascom hanno trovato un’intesa per non far saltare un appuntamento atteso dalla città, a iniziare dai commercianti, che hanno verificato nelle due passate edizioni come funzioni solo se sostenuto da un evento musicale in grado di creare una reale attrazione. Come avvenuto nel 2007, quando in piazza della Repubblica si è esibito Edoardo Bennato, e nel 2008, quando il cuore di Monfalcone è stato invaso dalla musica della Pfm e di Caparezza e da ben 10mila persone. Lo scorso anno a confermare la ricaduta positiva per le attività commerciali del centro c’è stato l’aumento delle vendite del 10% rispetto all’apertura dei saldi nell’estate precedente. Il sindaco Gianfranco Pizzolitto, il responsabile di Onde Mediterranee Giancarlo Velliscig e il presidente dell’Ascom Glauco Boscarolli hanno trovato quindi una mediazione, dopo le polemiche innescate già a inizio anno dalla riduzione dei contributi regionali al festival di musica e cultura e poi proseguite a fronte del taglio netto degli stanziamenti comunali. In più, ci si è messa l’opposizione dei concessionari di Marina Julia al trasferimento dei concerti di Onde nella spiaggia cittadina e pure l’organizzazione da parte dell’ente locale di una serie di appuntamenti con gli autori in diretta sovrapposizione con quelli ricompresi all’interno del festival.
L’appello pressante dell’Ascom a non lasciar cadere l’iniziativa in un momento già di estrema difficoltà per il comparto ha però sortito l’effetto sperato. «Sembrerebbe che i problemi siano superati – conferma il responsabile dell’associazione Onde Mediterranee, Velliscig -. Domani avremo un incontro tecnico con gli uffici, ma alle spalle c’è quello chiarificatore con il sindaco Pizzolitto e il presidente dell’Ascom Boscarolli». Al tavolo l’associazione ha esposto i suoi problemi, in sostanza di budget a disposizione per organizzare un evento a livello di quello degli anni precedenti, e l’amministrazione ha risposto dando la sua disponibilità a fornire il supporto tecnico necessario, consentendo così di abbattere le spese. La ”Notte bianca” quindi si farà il 4 luglio in piazza della Repubblica, e sarà preceduta da altre due serate, il 2 e 3 luglio, di musica. «Stiamo cercando di predisporre un programma accattivamente – prosegue Velliscig -, tenendo conto che manca ormai meno di un mese all’appuntamento». In una cornice analoga a quella degli scorsi anni, la serata di apertura dei saldi estivi sarà aperta da un gruppo musicale che farà da prologo all’intervento cabarettistico di un comico dell’area Zelig, mentre «il gran finale farà cantare tutti assieme canzoni indimenticabili». Velliscig per ora non dice di più, ma conferma come la ”Notte bianca” porterà a Monfalcone «un artista che ha segnato un’epoca della musica italiana». Come sempre all’evento musicale farà da contorno la presenza di chioschi in cui sia possibile ritrovare diverse espressioni della cucina mediterranea. Dal 6 all’11 luglio piazza Falcone e Borsellino farà invece da cornice, più raccolta, a ”Lettere mediterranee”, che offrirà l’occasione di una serie di incontri con alcuni nomi di rilievo della cultura e della filosofia, italiane e non. Il responsabile di Onde Mediterranee conferma per certa la presenza del vignettista Vauro, che potrebbe essere affiancato però dai giornalisti Paolo Galimberti ed Enrico Mentana, questi i nomi già trapelati nelle scorse settimane. Se l’idea di organizzare un concerto sulla spiaggia è stato bocciato dai concessionari, che hanno posto il veto all’idea di montare il palco necessario a ospitare la tre-giorni di musica di Onde Mediterranee, l’assessore alla Cultura Paola Benes non rinuncia però alla possibilità di realizzare dell’animazione serale a Marina Julia, anche se il problema rimane sempre quello delle risorse a disposizione. «Ho affidato agli uffici l’incarico di contattare qualche gruppo locale – spiega l’assessore Benes -. Vedremo se l’ipotesi sarà realizzabile».
Laura Blasich
Il Piccolo, 23 maggio 2009
COMUNE DI RONCHI E PROVINCIA ALLEATE
Via al piano di bonifica dell’ex discarica
L’area di via Monte Sei Busi sarà riqualificata se le analisi escluderanno inquinamenti
di LUCA PERRINO
RONCHI Si riparla del recupero ambientale dell’ex discarica di via Monte Sei Busi, a Ronchi, dopo che anche la Provincia, per il 2008, ha inserito questa zona nel progetto “Microhabitat e siti inquinati zero” che mira proprio quello di bonificare aree un tempo sede di discariche che hanno finito col nuocere al territorio. Com’è stato proprio per la discarica di Vermegliano che, nata come deposito per inerti, ha visto convogliare poi in modo del tutto sommerso diversi altri materiali, tra i quali gli scarti delle lavorazioni di pellami provenienti dalla Lombardia. La zona è chiusa ed abbandonata ormai da anni. Sono state eseguire delle trivellazioni, 10mila gli euro stanziati, ma ancora oggi non si conoscono i risultati. Ma la municipalità ronchese, sostenuta dalla Provincia di Gorizia, non demorde e rilancia la volontà di affidamento di un progetto di massima per la riqualificazione ambientale della zona. Ma ciò che è importante è conoscere i risultati delle trivellazioni richieste dopo che fino al 1997, per 10 anni consecutivi, in via Monte Sei Busi, così come pare, era stato scaricato di tutto.
«Mi auguro – sono le parole del sindaco Roberto Fontanot – che non ci siano elementi tali da far assumere a tutta la questione una gravità ancor maggiore di quanto non lo sia adesso». Fontanot conosce a fondo un argomento che in passato ha alimentato un dibattito che oggi sembra sopito. Il consigliere comunale Gaspare Petralia, nei mesi scorsi, aveva chiesto un monitoraggio sullo stato di salute delle falde acquifere esistenti sul territorio comunale di Ronchi dei Legionari. «Il mio obiettivo – sono le parole di Petralia – è quello di avere un quadro preciso della situazione, in principal modo per fugare ogni dubbio che ancora esiste tra la gente”. Aveva funzionato per oltre una decina d’anni, dal settembre del 1983, la discarica data poi in concessione all’Anuaeco di Latisana, oggi non più esistente, nel 1988, su di un terreno in parte di proprietà di un privato ed in parte delle Autovie Venete. A far scattare l’allarme l’andirivieni, durante la notte, di autocarri che provenivano dalla Lombardia e che, pare, trasportassero i materiali di risulta di alcune concerie. Si era mobilitata la polizia municipale, che aveva fermato numerosi di questi autocarri, poi un’ordinanza aveva vietato il loro ingresso in città. Ma intanto dalla discarica provenivano odori nausebondi, sino a che si era arrivati, molti anni dopo il suo esaurimento, al sequestro operato dal Corpo forestale regionale.




