Il Piccolo, 01 giugno 2009 
 
RINVIO AL 3 LUGLIO  
Raid punitivo, trasfertisti a processo In udienza sfilano gli ultimi testimoni
 
 
Rinviato al 3 luglio prossimo il processo a carico di due trasfertisti siciliani di 27 e 28 anni, accusati di estorsione e lesioni nei confronti di due colleghi albanesi, di 29 e 28 anni. La vicenda risale al marzo del 2005. I due siciliani, secondo l’accusa, avrebbero fatto irruzione, armati con una mazza da baseball, in un appartamento di via Invalidi del Lavoro, a Monfalcone, con l’obiettivo di infierire nei confronti dei colleghi albanesi volendo convincerli a lasciare l’alloggio utilizzato da un’impresa edile operante, all’epoca dei fatti, nella zona di Trieste, che metteva a disposizione dei propri dipendenti ai quali garantiva anche il vitto. Nell’alloggio, quella sera, sarebbero stati presenti anche altri compagni di lavoro dei due albanesi. A processo, assieme ai siciliani, ritenuti autori dell’aggressione, è finito anche lo stesso datore di lavoro dei trasfertisti.
Nell’udienza tenutasi venerdì al Tribunale di Gorizia, davanti al Collegio giudicante presieduto da Matteo Trotta, sono stati ascoltati due dei tre testimoni presentati sia dalla pubblica accusa che dalla difesa. Nell’udienza fissata a luglio, si attende pertanto il terzo testimone mancante, prima di poter giungere alla discussione e alla relativa sentenza. I legali che sostengono la difesa sono gli avvocati Sabrina Panagin, del Foro di Torino, e Massimo Bruno, del Foro di Gorizia. A rappresentare la parte civile è l’avvocato Mariarosa Platania, sempre del Foro goriziano.
Venerdì, dunque, sono sfilati due testi, tra cui un parente di uno dei due imputati, presentato dalla difesa. Il testimone dell’accusa avrebbe riferito di aver visto ben poco dell’accaduto, sostenendo peraltro di non conoscere i motivi che avrebbero scatenato l’incursione nell’appartamento di via Invalidi del Lavoro.
Il teste della difesa, da parte sua, avrebbe anche ricordato un infortunio, pur di lievi conseguenze, avvenuto sul lavoro, nel quale sarebbero stati coinvolti i due albanesi e durante il quale uno dei due siciliani avrebbe riportato una ferita al capo. Un episodio, tuttavia, è stato spiegato, di non chiara collocazione temporale, pur rispetto a quanto dichiarato dal teste per il quale l’evento sarebbe avvenuto il giorno prima dell’incursione nell’alloggio monfalconese.
L’aggressione in via Invalidi del Lavoro, secondo l’accusa, sarebbe stata organizzata a scopo intimidatorio, per evitare che i due albanesi potessero richiedere al loro datore di lavoro il pagamento di arretrati per alcuni lavori svolti alle dipendenze dell’azienda edile. Per questo, sempre l’accusa avrebbe ravvisato responsabilità anche da parte del titolare dell’impresa.

Il Piccolo, 04 luglio 2009
 
DUE SICILIANI ACCUSATI DI ESTORSIONE E LESIONI NEI CONFRONTI DI DUE ALBANESI  
Trasfertisti alla sbarra, parla l’ultimo teste
 
 
È sfilato ieri mattina dinanzi ai giudici del tribunale di Gorizia l’ultimo teste del processo a carico di due trasfertisti siciliani di 27 e 28 anni, accusati di estorsione e lesioni nei confronti di due colleghi albanesi, di 29 e 28 anni.
Una deposizione che non ha aggiunto alcunchè a quanto già emerso nelle precedenti udienze. Il processo è quindi stato aggiornato al 17 luglio per la requisitoria del pm Annunziata Puglia e le arringhe dei difensori Massimo Bruno e Sabrina Panagin. A rappresentare la parte civile è l’avvocato Mariarosa Platania, sempre del Foro goriziano. Nella stessa giornata si dovrebbe giungere alla sentenza.
La vicenda risale al marzo di quattro anni fa. I due siciliani, secondo l’accusa, avrebbero fatto irruzione, armati con una mazza da baseball, in un appartamento di via Invalidi del Lavoro, a Monfalcone, con l’obiettivo di infierire nei confronti dei colleghi albanesi volendo convincerli a lasciare l’alloggio utilizzato da un’impresa edile operante, all’epoca dei fatti, nella zona di Trieste, che metteva a disposizione dei propri dipendenti ai quali garantiva anche il vitto.
Nell’alloggio, quella sera, sarebbero stati presenti anche altri compagni di lavoro dei due albanesi. A processo, assieme ai siciliani, ritenuti autori dell’aggressione, è finito anche lo stesso datore di lavoro dei trasfertisti.
Nelle deposizioni rese dai testimoni nelle precedenti udienze sono stati rievocati vari episodi di cui si incentra il capo di accusa come l’incursione nell’appartamento di via Invalidi del Lavoro. È stato ricordato anche un infortunio, pur di lievi conseguenze, avvenuto sul lavoro, nel quale sarebbero stati coinvolti i due albanesi e durante il quale uno dei due siciliani avrebbe riportato una ferita al capo. Un episodio, tuttavia, è stato spiegato, di non chiara collocazione temporale, pur rispetto a quanto dichiarato dal teste per il quale l’evento sarebbe avvenuto il giorno prima dell’incursione nell’alloggio monfalconese. L’aggressione in via Invalidi del Lavoro, secondo l’accusa, sarebbe stata organizzata a scopo intimidatorio, per evitare che i due albanesi potessero richiedere al loro datore di lavoro il pagamento di arretrati per alcuni lavori svolti alle dipendenze dell’azienda edile. Per questo, sempre l’accusa avrebbe ravvisato responsabilità anche da parte del titolare dell’impresa.

Messaggero Veneto, 04 luglio 2009 
 
Estorsione, a giudizio due trasfertisti siciliani 
 
MONFALCONE. Esame e controesame di un teste e il processo a carico di due trasfertisti siciliani e del loro datore di lavoro, accusati di estorsione e lesioni nei confronti di due albanesi dipendenti anch’essi della medesima impresa edile, sono stati rinviati al 17 luglio per la discussione e la sentenza.
La vicenda risale al marzo 2005. Secondo l’accusa i due siciliani avrebbero fatto irruzione, armati di una mazza da baseball, in un appartamento di via Invalidi del lavoro a Monfalcone, con l’obiettivo di convincere, evidentemente con le brutte, i due colleghi a lasciare l’alloggio che l’impresa metteva a disposizione dei propri dipendenti.
I tre imputati sono difesi dagli avvocati Sabrina Panagin e Massimo Bruno del Foro goriziano, mentre la parte civile è rappresentata dall’avvocato Maria Rosa Platania sempre del Foro di Gorizia. L’aggressione, secondo la tesi accusatoria, sarebbe stata organizzata a scopo intimidatorio per far desistere i due albanesi dal richiedere al titolare dell’impresa edile il pagamento di arretrati per alcuni lavori svolti alle dipendenze della ditta. Da qui il coinvolgimento dell’imprenditore edile.

Il Piccolo, 18 luglio 2009 
 
Estorsione e lesioni, in tre condannati a 14 anni  
Imputati un impresario edile e due operai. Vittima una coppia di muratori albanesi. I fatti 4 anni fa 
 
Condanna a 6 anni e 2 mesi, oltre a 1200 euro di multa, per l’imprenditore edile Nicola Russello, 49 anni. Stessa pena per il dipendente Roberto Mezzasalma, 28 anni, di Gela, al quale sono stati comminati anche 1250 euro di multa. All’altro dipendente siciliano, Giovanni Arena, 27 anni, sono stati invece comminati 5 anni, 2 mesi e 15 giorni e 700 euro di multa. Per quest’ultimo è intervenuto l’indulto per la parziale condanna, stabilita in 3 anni, e per l’intera pena pecuniaria. È questo l’esito del processo per estorsione e lesioni ai danni degli albanesi Artur Macaj, 29 anni, e Agron Kurti, 28 anni, costituitisi parte civile. La sentenza è stata pronunciata ieri al Tribunale di Gorizia, dal Collegio giudicante composto da Matteo Trotta, Caterina Brindisi ed Emanuela Bigattin. Il Tribunale ha erogato pene più alte rispetto alle stesse richieste del Pm, Massimo De Bortoli. Gli imputati sono stati condannati, oltre al pagamento delle spese processuali, anche al pagamento di una provvisionale di 5mila euro per ciascuna delle vittime.
La vicenda risale al marzo di 4 anni fa. I due siciliani avevano fatto irruzione, armati con una mazza da baseball, in un appartamento di via Invalidi del Lavoro, a Monfalcone, con l’obiettivo di infierire nei confronti dei colleghi albanesi volendo convincerli a lasciare l’alloggio utilizzato dall’impresa edile, operante all’epoca dei fatti nella zona di Trieste, che metteva a disposizione dei propri dipendenti ai quali garantiva il vitto. Nell’alloggio, quella sera, erano presenti altri compagni di lavoro. L’aggressione, come ha sostenuto l’accusa, era stata organizzata a scopo intimidatorio, per evitare che i due albanesi potessero richiedere al datore di lavoro il pagamento di arretrati per alcuni lavori svolti alle dipendenze dell’azienda. Per questo era stata chiamata in causa la responsabilità del titolare dell’impresa. A rappresentare la parte civile è stato l’avvocato Mariarosa Platania, Russello e Mezzasalma sono stati difesi dal legale d’ufficio Renzo Pecorella, mentre a difendere gli interessi di Arena è stato l’avvocato Massimo Bruno. Ieri in udienza il legale Elena De Luca ha rappresentato tutti gli imputati.
Soddisfazione è stata espressa dall’avvocato Platania: «È stato un processo molto difficile – ha dichiarato -. Il silenzio spesso dimostrato dai testi deve aver pesato nel giudizio della Corte inducendola a credere nella fondatezza dei fatti. Il pestaggio, pur inconfutabile, poteva essere ridimensionato. È stata fatta giustizia per un fatto pesante, a cui non siamo abituati, e che i miei assistiti hanno avuto il coraggio di denunciare».

Messaggero Veneto, 18 luglio 2009 
 
Estorsione e lesioni a due albanesi: pene pesanti per tre imputati 

MONFALCONE. Con tre pesanti condanne si è concluso ieri in Tribunale a Gorizia il processo a carico di un imprenditore edile e di due trasfertisti, tutti di origine siciliana, accusati di estorsione e lesioni nei confronti di due operai albanesi. Il collegio giudicante presieduto da Matteo Trotta (a latere Emanuela Bigattin e Caterina Brindisi), dopo oltre un’ora di camera di consiglio, ha inflitto a Nicola Russello e Roberto Mezzasalma sei anni e due mesi di reclusione ciascuno oltre a una pena pecuniaria di 1.250 euro, mentre all’altro trasfertista, Giovanni Arena, ha comminato cinque anni, di cui tre condonati, due mesi e quindici giorni di carcere e 700 euro di multa. I tre imputati, difesi dagli avvocati Massimo Bruno ed Elena De Luca, sono stati altresì condannati al risarcimento danni, da liquidarsi in separata sede, alle due parti offese, costituitesi in giudizio con l’avvocato Maria Rosa Blatatania, riconoscendo loro una provvisionale di 5 mila euro ciascuna.
La vicenda risale al marzo di 4 anni fa. Secondo l’accusa i due trasfertisti avrebbero fatto irruzione, armati di una mazza da baseball, in un appartamento di via Invalidi del lavoro a Monfalcone, con l’obiettivo di convincere, evidentemente con le brutte, due loro colleghi albanesi a lasciare l’alloggio che l’impresa metteva a disposizione dei propri dipendenti. L’aggressione, secondo la tesi accusatoria, sarebbe stata organizzata a scopo intimidatorio per far desistere i due albanesi dal richiedere al titolare dell’impresa edile, Nicola Russello, il pagamento di arretrati per alcuni lavori svolti alle dipendenze della ditta. (n.v)