Il Piccolo, 17 giugno 2009
 
Processo-amianto rischia di ”saltare” 
L’iter potrebbe bloccarsi per il trasferimento del giudice Caterina Brindisi

di LAURA BORSANI

Rischia di ”saltare” uno dei processi in corso al Tribunale di Gorizia, in relazione alle morti da amianto. A causa del trasferimento del giudice monocratico al quale è stato affidato il procedimento, Caterina Brindisi, assegnata a Roma. Si tratta del processo in ordine ai decessi di sei lavoratori, Umberto Gasser, Adriano Bullian, Flavio Valentinuz, Carlo Furlan, Aldo Pescatore e Salvatore Cossu. Per due di questi lavoratori, i familiari si sono costituiti parte civile: sono gli eredi di Cossu, difesi dall’avvocato Francesco Donolato, e quelli di Bullian, in particolare la figlia Elisabetta, assistita dall’avvocato Massimo Bergamasco. In questo procedimento sono imputati sette dirigenti dell’allora Italcantieri, Vittorio Fanfani, Manlio Lippi, Giorgio Tupini, Enrico Bocchini, Corrado Antonini, Giancarlo Testa e Mario Pagliani.
L’ipotesi di accusa è di omicidio colposo con l’aggravante del mancato rispetto delle norme di sicurezza sul posto di lavoro. Nell’udienza fissata per lunedì era previsto l’ascolto di una ventina di testimoni, presentati dall’accusa rappresentata dal Pubblico ministero Annunziata Puglia. Ma il processo non avrà luogo: dalla Procura, infatti, è giunta comunicazione alle parti che il procedimento non potrà proseguire, con il relativo ascolto dei testi, proprio in virtù del trasferimento del giudice monocratico Caterina Brindisi ad altra sede.
In quella udienza, pertanto, verrà richiesto alle parti il consenso per l’utilizzo del materiale probatorio finora raccolto, potendo così garantire la prosecuzione del procedimento riassegnato a un nuovo giudice. Il rischio che si prospetta, di fronte all’eventuale diniego delle parti, è l’azzeramento del processo, dovendo ricominciare tutto da capo. Con ciò prefigurando anche il rischio della prescrizione.
Il procedimento in questione è stato contrassegnato da una gestione travagliata, per il quale peraltro la sola pubblica accusa ha presentato almeno oltre 50 testimoni. La prima udienza preliminare risale a luglio 2005, seguita da una integrazione istruttoria. Nel giugno 2006, a seguito di un supplemento di indagine, fu disposto il rinvio a giudizio e nel dicembre dello stesso anno si aprì il processo, ma fu rinviato in virtù del trasferimento del giudice Giorgio Nicoli a Trieste. Nel giugno 2007 iniziò il processo con la riassegnazione al giudice subentrante, Caterina Brindisi.

Messaggero Veneto, 22 giugno 2009 
 
Fincantieri, processo per i 22 decessi a causa dell’amianto: anche il Codacons regionale si è costituito parte civile 
 
MONFALCONE. Anche il Codacons del Friuli Venezia Giulia interviene sul caso amianto e si costituisce parte civile nel procedimento penale per il decesso di 22 persone nei confronti dei responsabili dal 1960 al 1985, a vario livello, della Fincantieri di Monfalcone.
Il procedimento è stato instaurato innanzi al Tribunale di Gorizia a seguito della richiesta di rinvio a giudizio della Procura Generale della Repubblica della Corte di Appello di Trieste «al fine di ottenere – spiega il presidente regionale Codacons Vitto Claut –, previa l’affermazione della penale responsabilità degli imputati, il risarcimento del danno non patrimoniale nella misura che il Giudice riterrà di giustizia». La prossima udienza si terrà il 6 luglio.
Anche se il reato contestato è di omicidio colposo, il Codacons ritiene che la rilevanza delle condotte e dei fatti «abbiano carattere sovra-individuale per la loro intrinseca gravità, la loro attinenza con la sicurezza e la tutela della salute pubblica e per l’allarme sociale che hanno determinato». Tra fini statutari dell’associazione, infatti, rientra espressamente la tutela della salute dei cittadini e dell’ambiente, e in tal modo il Codacons vuole poter dare il proprio contributo nell’accertamento delle eventuali responsabilità nel procedimento instaurato, che non è l’unico pendente a Gorizia relativo alle decine di decessi causati dell’uso dell’amianto nei cantieri navali di Monfalcone. L’interesse qualificato del Codacons alla partecipazione al processo è stato riscontrato anche dal Gup del Tribunale di Gorizia, che ne ha ammesso la costituzione di parte civile.
«I cittadini italiani malati di mesotelioma, anche contratto 30 o 40 anni fa, così come i familiari delle vittime di tale male, possono quindi contattare il Codacons, senza spese, per chiedere ai fondi costituiti negli Usa il corposo indennizzo, fino a 400.000 dollari, messo a disposizione dai produttori di amianto».
Con riferimento al procedimento di Gorizia, le condotte contestate nella richiesta di rinvio a Giudizio formulata implicano per gli imputati «l’aver favorito, e/o non impedito, per colpa negligenza, imprudenza, imperizia l’uso dell’amianto in ingenti quantità, omettendo di adottare le necessarie misure di sicurezza, nonché di informare correttamente i lavoratori sui rischi connessi a tale sostanza, di fornire e verificare l’utilizzo di strumenti di protezione presso gli stabilimenti navali Fincantieri di Monfalcone», che hanno determinato il decesso di 22 persone dipendenti, o comunque lavoratori nei medesimi stabilimenti, per mesotelioma maligno, causato da esposizione all’amianto, e patologie tumorali connesse.
Le condotte contestate consistono nell’aver fatto svolgere ai dipendenti negli stabilimenti navali di Monfalcone dalla fine degli anni Cinquanta agli anni Ottanta mansioni comportanti un’esposizione attiva e passiva all’amianto, utilizzato in ingenti quantità, «omettendo di adottare le necessarie misure di sicurezza e i provvedimenti necessari per eliminare o ridurre l’esposizione, senza curare la fornitura e l’effettivo l’impiego di mezzi personali di protezione individuale (quali idonee maschere respiratorie, limitazione tempi di esposizione eccetera), e senza informare il lavoratore circa gli specifici rischi derivanti dall’esposizione all’amianto o verificare che le lavorazioni avvenissero in locali separati e comunque senza la presenza di altri lavoratori non impiegati nelle operazioni di coibentazione, il tutto causando un contatto diretto e indiretto continuato e intenso da parte dei lavoratori impiegati con la sostanza indicata».
Ciò che per il Codacons in nessun modo potrebbe essere fatta valere la giustificazione della scarsa conoscenza, ai tempi, circa i rischi legati all’uso di tale sostanza: «Nonostante l’utilizzo di amianto sia stato vietato per legge solo nel 1992, già alla fine degli anni 50 – epoca in cui ha cominciato la sua attività la maggior parte dei dipendenti deceduti – se ne conosceva la pericolosità».
In Italia, dai dati statistici relativi alla mortalità per tumore alla pleura emerge il dato che le province in cui vi è un’attività produttiva connessa con l’uso di amianto mostrano un tasso di mortalità da 2 a 5 volte superiore a quello medio nazionale.

Messaggero Veneto, 26 giugno 2009
 
Ex esposti all’amianto: i dati della sorveglianza 
 
MONFALCONE. La sorveglianza sanitaria gratuita per gli ex esposti all’amianto è sempre stato uno degli obiettivi dell’Associazione esposti amianto. Finalmente a livello regionale nell’ottobre 2008 è iniziata la sorveglianza per le persone esposte professionalmente all’amianto e regolarmente iscritte nell’apposito registro regionale. Il progetto di sorveglianza sanitaria e i dati su questi primi mesi di attività saranno presentati martedì 30 giugno, alle 15 nell’auditorium dell’ospedale civile di San Polo di Monfalcone.
Nella stessa giornata verrà distribuito gratuitamente il DVD prodotto dalla Regione Friuli Venezia Giulia sullo stesso argomento, che spiega quali sono i soggetti ai quali rivolgersi e le procedure da seguire per attuare la sorveglianza sanitaria degli ex esposti. L’iniziativa nasce per volontà della Commissione regionale amianto, i cui membri parteciperanno all’incontro e saranno a disposizione del pubblico per domande, chiarimenti, osservazioni. Sarà presente anche l’assessore regionale alla salute Vladimir Kosic. L’iniziativa è aperta al pubblico.

 Il Piccolo, 26 giugno 2009
 
CONSORZIO INDUSTRIALE  
Ex Ekorecuperi, conclusa la bonifica dall’eternit  
Rimossa la copertura di un capannone di 2mila metri quadrati
 
 
L’ex deposito di pneumatici di via dei Boschetti è ormai pronto per accogliere una nuova attività artigianale o industriale. Dopo aver ultimato un anno fa lo smaltimento dei 10mila metri cubi di pneumatici accatastati nell’area dell’ex Ekorecuperi che ingombravano l’area, rappresentando una vera e propria bomba ecologica innescata a poca distanza da abitazioni e altre attività economiche, il Consorzio per lo sviluppo industriale ha effettuato anche la bonifica dell’eternit che copriva il capannone presente nell’area e rifatto il tetto dello stesso. L’intervento è costato in tutto circa 120mila euro che vanno quindi a sommarsi agli oltre 700mila che il Csim ha speso per ripulire l’area dai pneumatici e dagli altri rifiuti ingombranti e nocivi che sono stati scoperti proprio grazie all’azione di bonifica. Il Consorzio industriale sta comunque concludendo la caratterizzazione del terreno, per escludere che vi siano presenti degli inquinanti, e conta quindi di poter vendere il lotto di 10mila metri quadri, su cui insiste il capannone di 2mila metri quadri e una pesa che è stata rimessa in funzione, nel corso del prossimi mesi. Stando al Csim, esistono già degli interessamenti nei confronti dell’area, inserita nella zona industriale dello Schiavetti-Brancolo. L’intenzione è però quella di valutare con attenzione l’attività che andrà a insediarsi in una zona densamente urbanizzata e che si trova appunto a non molta distanza da abitazioni.
Nell’area fino a poco più di un anno fa si trovavano anche fusti d’olio esausto, tettoie in eternit, batterie di automobile, scoperte sotto i cumuli di pneumatici stoccati per anni in via dei Boschetti. Un incedio scoppiato nell’ex deposito avrebbe quindi avuto conseguenze pesantissime per la salute e per l’ambiente. Fusti d’olio, eternit e batterie d’auto hanno dovuto essere inviati nelle discariche specializzate per lo smaltimento, mentre i 10mila metri cubi di pneumatici sono stati trasportati all’estero per essere triturati e poi riutilizzati o inviati all’incenerimento in altri impianti autorizzati.
E’ in dirittura d’arrivo anche la ristrutturazione dell’ex foresteria Solvay, che il Consorzio industriale conta di rendere disponibile entro la fine del 2009, a oltre tre anni dall’avvio dei lavori. La necessità di bonificare e smaltire più amianto di quanto previsto non ha inciso comunque solo sulla tempistica (i lavori sono iniziati nel 2006 e avrebbero dovuto concludersi entro fine 2007), ma anche sui costi della ristrutturazione. La maggiore spesa è stata però coperta da un contributo di 400 mila euro che la giunta regionale ha erogato nella primavera del 2007, accogliendo la domanda presentata dall’ente economico.
 
 Il Piccolo, 27 giugno 2009 
 
IL PUNTO SUL PROGETTO  
Sorveglianza sanitaria per gli esposti all’amianto  
Un incontro pubblico promosso dall’Aea all’ospedale di San Polo
 
 
La sorveglianza sanitaria gratuita per gli ex esposti all’amianto è sempre stato uno degli obiettivi dell’Aea di Monfalcone. Finalmente a livello regionale, nell’ottobre del 2008, è iniziata la sorveglianza per le persone esposte professionalmente all’amianto e regolarmente iscritte nell’apposito Registro regionale. Il progetto di sorveglianza sanitaria e i dati su questi primi mesi di attività saranno presentati martedì alle 15 nell’auditorium dell’ospedale di San Polo di Monfalcone. Nella stessa giornata verrà distribuito gratuitamente il dvd prodotto dalla Regione Friuli Venezia Giulia sullo stesso argomento, che spiega quali sono i soggetti ai quali rivolgersi e le procedure da seguire per attuare la sorveglianza sanitaria degli ex esposti. L’iniziativa nasce per volontà della Commissione regionale amianto, i cui componenti parteciperanno all’incontro e saranno a disposizione del pubblico per domande, chiarimenti, osservazioni. Sarà presente anche l’assessore regionale alla Salute Vladimir Kosic. L’iniziativa è aperta alla comunità e quindi l’Aea invita tutti i soci e simpatizzanti a partecipare.