Messaggero Veneto, 02 luglio 2009 
 
Alleanza fra lavoratori per sconfiggere la crisi  
Monfalcone: chiesto un patto con i sindacati in tema di blocco dei licenziamenti e delle tariffe
 
 
MONFALCONE. La crisi che sta investendo le realtà produttive del Friuli Venezia Giulia ogni giorno porta ad aumentare il numero di lavoratori che perdono o rischiano di perdere il proprio posto di lavoro. I lavoratori, insieme ai delegati Rsu degli stabilimenti di Eaton, Eco-Luvata, Safilo, Savio riuniti in assemblea aperta, lanciano un appello alle maestranze delle altre aziende in crisi per la creazione di un coordinamento tra le stesse che punti alla formazione di una rete a sostegno delle vertenze in atto.
Gli obiettivi e le proposte che ne conseguono dovranno, per ottenere la massima efficacia, essere discussi con le strutture sindacali e, trovando una piattaforma comune, con loro portati avanti. «Noi, come delegati Rsu e lavoratori iscritti ai sindacati – affermano gli aderenti al Coordinamento cassintegrati del Friuli Venezia Giulia, che è partito dai lavoratori in Cig della Eaton – proponiamo alle organizzazioni sindacali di cui facciamo parte la collaborazione di quest’ultime su alcune proposte, tra cui blocco dei licenziamenti, salvaguardia di ogni singolo posto di lavoro e una maggiore collaborazione tesa a proseguire la necessaria pressione verso gli enti preposti (Comuni, Provincia, Regione, Anci, Upi) affinché attivino rapidamente politiche di supporto al reddito dei lavoratori in Cassa integrazione ordinaria o straordinaria, mobilità, oltre al precariato diffuso attualmente senza tutele, politiche che prevadano blocco dei mutui, degli affitti, delle tariffe dei servizi pubblici, degli sfratti».
Oltre a questo il coordinamento propone la creazione di un tavolo anticrisi regionale permanente che miri a trovare possibili soluzioni occupazionali anche attraverso corsi formativi legati al ricollocamento dei lavoratori colpiti dalla crisi e la restituzione (rivalutata al valore corrente) dei contributi pubblici a vario titolo “incamerati dalle aziende che oggi intendono ridimensionare, delocalizzare, la propria attività, al fine di creare un fondo a sostegno dell’occupazione. Non possiamo più permetterci altre perdite di posto di lavoro. La difesa del patrimonio produttivo e dei posti di lavoro – dicono – deve essere prioritario sia nel nostro presente che per il nostro e altrui futuro.