Il Piccolo, 04 luglio 2009 
 
CORDOGLIO  
Vittima dell’amianto  
A Romans si è spento Mario Morgut  
Aveva lavorato nel cantiere navale
 
 
ROMANS La comunità di Romans d’Isonzo piange la prematura scomparsa di Mario Morgut, classe 1945, che quasi certamente va ad allungare la già nutrita lista delle vittime che l’amianto ha provocato in questa nostra martoriata zona ed in particolare tra i dipendenti delle aziende monfalconesi.
Una subdola quanto micidiale malattia, quella derivante dall’esposizione all’amianto, che nel popolare Mario si era manifestata circa un anno fa, senza dargli più alcun scampo, nonostante i tentativi di cura, i ricoveri e gli interventi chirurgici a cui i medici lo avevano sottoposto nel tentativo di estirpare i tentacoli che la micidiale fibra riesce ad insinuare nell’organismo umano.
Mario Morgut aveva lavorato per molti anni, come del resto molte altre vittime locali dell’amianto, nello stabilimento navale della Fincantieri di Monfalcone, che aveva lasciato una decina di anni fa dopo aver raggiunto l’età pensionabile.
Una decina d’annii in cui l’amianto, che egli aveva respirato sul posto di lavoro, era rimasto in lui, inattivo, prima di risvegliarsi e manifestarsi in forma così fatale, costringendolo ad un vero e proprio calvario e portandolo poi alla morte.
Persona molto amabile, allegra e gioviale, era stato anche un fedele alpino come ha voluto ricordarlo il gruppo delle penne nere di Romans.
Murgut si è spento ieri mattina nella sua abitazione di via 1° Maggio a Romans, attorniato amorevolmente dalla moglie Elvia e dalla figlia Elena, che lascia assieme al genero Marco e al nipotino.
Per il momento non è stata ancora fissata la data dei suoi funerali, in quanto è stato deciso di far effettuare l’esame autoptico per accertare fino in fondo la presenza dell’amianto nel suo organismo e l’incidenza che tale presenza ha avuto come causa della sua morte. (e. c.)