Il Piccolo, 17 luglio 2009
DOPO LA FIRMA DELL’INTESA CHE VEDE IL RIENTRO DELLA FIOM-CGIL
Fincantieri, torna la pace sociale Ora si punta su nuove commesse
di DOMENICO DIACO
La rappresentanza sindacale della Fiom-Cgil all’interno della Rsu dello stabilimento Fincantieri di Panzano saluta la nuova firma dell’accordo integrativo di gruppo con l’azienda come un successo, ma non certo come una vittoria. «Questo non è l’accordo che volevamo – afferma Moreno Luxich della Fiom-Cgil nella Rsu di Panzano – ma è certamente migliorativo rispetto a quell’intesa che il primo aprile scorso la nostra organizzazione sindacale si era rifiutata di sottoscrivere». «Si tratta di un verbale di accordo che ci fa molto piacere – afferma il segretario provinciale della Uilm e rappresentante della Rsu, Luca Furlan -. Ci fa piacere perché significa un rientro della Fiom». «In questo momento di crisi diffusa, la pace sociale diventa un elemento importante per consentire all’industria di affrontare la crisi, aggredendo il mercato e conquistando nuove commesse». «Un’intesa, quest’ultima – aggiunge Furlan – che spero possa rappresentare anche l’avvio di una ricucitura tra Fim e Fiom anche se non possiamo dimenticare gli attacchi, anche personali, che abbiano subito in questi ultimi mesi».
Dello stesso tenore le dichiarazioni di Fincantieri sull’intesa che recupera la rottura tra la Fiom e gli altri sindacati: «L’azienda ha sempre lavorato per raggiungere l’unitarietà con tutte le componenti sindacali, cosciente del fatto che mai come in questo momento è indispensabile il massimo della coesione per il recupero dell’efficienza necessaria ad affrontare con successo la drammatica crisi del settore».
La ripresa delle trattative che hanno portato alla firma della nuova intesa firmata ieri a Roma da Fim, Fiom, Uilm e Ugl nazionali da una parte e società dall’altra, sono, secondo Luxich, frutto degli scioperi proclamati dalla Fiom per denunciare un accordo sul quale erano state manifestate diverse perplessità e opposizioni. Un accordo, quello dell’aprile scorso, che non era piaciuto neppure alla Fim provinciale di Gorizia e al rappresentante della stessa organizzazione all’interno della Rsu monfalconese che si era dunque posta in netto contrasto con i vertici nazionali del sindacato dei metalmeccanici della Cisl. Diverse ore di sciopero per arrivare al contratto di aprile e una trentina per contestarlo e per giungere alla nuova intesa. «La mobilitazione – sottolinea Luxich – è dunque servita, ma voglio sottolineare che non siamo il sindacato che dice sempre no. Ad ogni modo il nuovo accordo porterà soldi nelle tasche dei lavoratori già entro l’anno». Per quanto riguarda il recupero dell’efficienza, fissato nel 20%, la Fiom di Monfalcone ritiene importante l’impegno espresso dall’azienda a intervenire sull’organizzazione del lavoro e sull’impiantistica dello stabilimento di Panzano, il più importante del gruppo navalmeccanico.
IL PERSONAGGIO
«Io la vertenza non l’avrei gestita così»
«Oggi anche il sindacato ha smarrito l’ideologia, si pensa solo ai soldi»
Franco Buttignon, storico dirigente Fiom
Quasi trent’anni di cantiere alle spalle per Franco Buttignon, coordinatore della Fiom-Cgil nella Rsu fino al 2005, non trancia giudizi sulla vertenza che si è appena chiusa ieri, forse senza vinti né vincitori, ma rimugina solo quanta acqua ne é passata sotto i ponti dalle lotte sindacali di un tempo a oggi. «Un tempo la battaglia sarebbe stata gestita in modo diverso – spiega Buttignon – perché tutto era diverso: i metalmeccanici erano uniti, i dirigenti del cantiere erano radicati nel territorio e in ciò che si faceva in cantiere, i lavoratori si muovevano anche sui princìpi». Fincantieri era ancora una vera e propria azienda pubblica. «Per quel che riguarda l’azienda ora l’unico imperativo è quello di far quadrare i conti – snocciola Buttignon -. I nuovi dirigenti sono usciti dalla Bocconi e per loro è indifferente se si fanno bici o navi». C’è meno cuore in giro, insomma, secondo Buttignon, che pensa però anche al sindacato. «Una volta si facevano ragionamenti più profondi, magari si litigava, ma poi fuori dalla sede tutti uniti – non nasconde Buttignon, delegato Fiom dal 1988 in un cantiere in cui è entrato nel 1981 -. Come nella politica odierna, si vive con maggior volgarità il presente. E in ogni caso anche i lavoratori sono “altri” rispetto al passato e così la battaglia che si è appena chiusa è stata soprattutto legata alla “scarsela”. Di ideologia non è rimasta davvero molta. Non è che la gente in stabilimento non si chieda fino a che punto reggerà il sistema costruito sull’appalto, ma poi non si va oltre la discussione, Intanto all’appalto Fincantieri sta chiedendo ribassi che si aggirano sul 20%».
Questo è il ritratto di un cantiere che con quello di soli 15 anni fa non ha più molto da spartire, lascia intendere Buttignon. «Alla fine, qui e ora, non si poteva gestire questa vertenza in modo diverso», conclude.
Laura Blasich
Il Piccolo, 18 luglio 2009
PRESENTI SOLO FIOM E UGL
Fincantieri, la Rsu approva l’integrativo-bis
La Rsu dello stabilimento di Panzano della Fincantieri ha approvato il verbale di accordo sottoscritto giovedì a Roma tra Fiom, Fim, Uilm e Ugl nazionali con l’azienda, una sorta di contratto integrativo-bis rispetto a quello firmato il 4 aprile scorso a cui però non avevano aderito i metalmeccanici della Cgil.
Ad approvare l’intesa-bis è stata ieri una Rsu con molti assenti. Erani infatti presenti 8 delegati della Fiom-Cgil (un altro aveva delegato un collega a rappresentarlo) e tre dell’Ugl. Assenti i due rappresentanti della Fim-Cisl, i quattro della Uilm-Uil e i due della Failms-Cisal.
Dunque, presente la maggioranza dei delegati, il verbale è stato approvato. Martedì prossimo si terranno nello stabilimento diverse assemblee per illustrare i contenuti dell’accordo che verrà poi sottoposto al voto dei lavoratori in un referendum che la Fiom presente nella Rsu di Panzano intende indire ancor prima delle date del 28 e 29 luglio indicate a livello nazionale.
In merito all’approvazione della verbale da parte della Rsu dello stabilimneto di Panzano della Fincantieri, la componente dell’Ugl rileva che «è indispensabile tornare a un agire sindacale etico e coerente dove pur rivendicando le diversità idoelogiche, la passione del lavorare a beneficio della classe operaia non deva mai passare in secondo piano rispetto alla realizzazione politica».
Parole dure rivolte alla Fiom da parte dei delegati dell’Ugl che sull’intesa sottoscritta giovedì a Roma hanno dato una diversa interpretazione politica da qualle sostenuta dai rappresentanti sindacali dei metalmeccanici della Cgil nella Rsu.
Inspiegabile, secondo Moreno Luxich, coordinatore della Fiom all’interno della Rsu della Fincaniteri di Panzano, l’assenza dei colleghi della Fim, della Uilm, organizzazioni che pure hanno sottoscritto l’accordo del primo aprile e quello dell’altroieri.
«Non capisco tale assenza – aggiunge Luxich – che per me rappresenta una vera e propria contraddizione».
Il referendum che la Fiom intende indire a Panzano riguarderà tutti i lavoratori e non soltanto quelli iscritti al sindacato dei metalmeccanci della Cgil. Se l’intesa sarà approvato allora la Fiom nazionale procederà alla firma dell’intesa.
Luxich ci tiene però a sottolineare che il verbale di accordo sottoscritto l’altroieri a Roma, pur essendo migliorativo dell’accordo separato, non rappresenta ancora quello che i metalmeccanici della Cgil volevano. L’intesa di giovedì prevede però una serie di confronti con l’azienda secondo un determinato calendario ai quali la Fiom si presenterà con proposte di ulteriori miglioramenti rispetto all’acccordo sull’integrativo del primo aprile scorso.
Il Piccolo, 08 agosto 2009
Fincantieri: senza firma niente premio di efficienza
L’azienda accusa Fim, Fiom e Uil: così in un semestre gli operai perdono 750 euro lordi
Niente firma, niente soldi. L’equazione è presto fatta. Il cantiere di Monfalcone è l’unico stabilimento Fincantieri in Italia in cui le Rsu non hanno accettato il punto del contratto integrativo che prevede le cosiddette ”scale di efficienza”. Il risultato? «Se i sindacati non si decideranno a firmare – spiegano da Fincantieri – l’azienda non potrà versare ai lavoratori il premio di efficienza previsto per il primo semestre 2009, cioè 750 euro lordi».
Il confronto tra sindacati e azienda sull’integrativo sembra destinato ad arrivare, ancora una volta, al muro contro muro. Se a livello nazionale, infatti, le sigle sindacali (Fiom compresa) il 16 luglio avevano accettato, dopo lunghe e accese trattative, il premio di efficienza contenuto nel contratto, a Monfalcone, quella firma, da parte di Fim, Fiom e Uilm non è mai arrivata. «Proprio ieri (l’altro ieri, ndr.) anche nello stabilimento di Genova-Sestri Ponente si è riusciti a raggiungere l’accordo – spiega ancora l’azienda -. Monfalcone rimane quindi l’unico cantiere in cui azienda e rappresentanti dei lavoratori non riescono a concordare sul punto relativo al premio di efficienza. Ciò significa che i 750 euro lordi previsti per questi primi sei mesi per ogni lavoratore non arriveranno negli stipendi».
Poi una considerazione generale: «Dispiace e risulta incomprensibile – aggiungono ancora da Fincantieri – che in un momento di crisi economica così profondo come quello attuale, non si riesca a trovare una coesione e un clima collaborativo tra lavoratori e azienda, a causa di evidenti resistenze ideologiche da parte dei sindacati». (el. col.)
Il Piccolo, 09 agosto 2009
DOPO LE DICHIARAZIONI DELL’AZIENDA NAVALE SUL PAGAMENTO DEL PREMIO DI EFFICIENZA
I cantierini: «Basta scontri. Noi vogliano i soldi»
Gli operai chiedono al sindacato di sottoscrivere l’accordo che sblocca il premio di 750 euro
di ELISA COLONI
Meno contrapposizioni ideologiche e più soldi in busta paga. Meno scontri tra azienda e sindacati e più chiarezza. «Già noi metalmeccanici siamo mal pagati, subiamo e subiremo più di altri le bastonate della crisi economica. Adesso basta. Le Rsu puntano i piedi sulla questione del premio di efficienza? Forse, visti i tempi che corrono, sarebbe meglio firmare l’accordo e avere quei 750 euro in busta paga».
Per molti dei dipendenti Fincantieri con questo weekend è iniziato il periodo delle ferie. Ma tra chi ieri, finito il turno, usciva alle 14 dai cancelli, serpeggiava un palpabile malumore. Dopo la notizia resa nota dall’azienda, che ha comunicato che Monfalcone è l’unico stabilimento italiano in cui le Rsu non hanno firmato il punto dell’integrativo relativo al premio di efficienza e che quindi non verrà versato ai dipendenti il premio a fine anno (pari a 750 euro lordi per un semestre, al quinto livello), tra i lavoratori impegnati nello stabilimento il morale era a terra.
Pur preferendo restare nell’anonimato, più di qualche cantierino ha voluto commentare. «Qui il lavoro non è più quello di dieci anni fa. Adesso c’è la crisi – ha spiegato un operaio veneto -. E il continuo scontro tra azienda e sindacati non fa che peggiorare le cose. È il momento di prendere tutti i soldi che arrivano. Mi auguro che le Rsu firmino l’intesa sul premio di efficienza e che quei 750 euro ci arrivino. Già ne abbiamo persi 193 per le mancate prove della Dream». «Il punto chiave è la chiarezza – ha aggiunto un altro operaio -. Né da parte dei sindacati né da parte dell’azienda abbiamo ricevuto, negli ultimi mesi, notizie chiare e univoche. Non capiamo più nulla: quanti premi esistono, quanti soldi ci spettano, che obiettivi dobbiamo raggiungere. A volte penso che da entrambe le parti ci sia solo l’intenzione di gettarci fumo negli occhi».
E in effetti, ascoltando le parole dei dipendenti Fincantieri che uscivano dallo stabilimento di Panzano, l’impressione era proprio questa: che il nodo-integrativo, per gli operai, fosse ancora tutto da sciogliere, come una sorta di grande groviglio di tavoli e intese, punti e programmi, molto lontano dalle difficoltà concrete. «Che l’azienda cerchi di mettere i lavoratori contro i sindacati non è un mistero – ha commentato un altro cantierino – ma penso che sia arrivato il momento, per i sindacati, di abbandonare le posizioni ideologiche. Io, quei 750 euro in busta paga, li vorrei. Che si decidano a firmare e trovino un accordo». Completamente senza speranza, invece, un altro operaio: «Che si firmi o meno, mi sa che quei soldi non arriveranno mai. Staremo a vedere, ma non mi fido più di nessuno».
Ma qual è l’opinione dei rappresentanti dei lavoratori? L’unica a prendere posizione è la Uilm, visto che Moreno Luxich, coordinatore dalla Fiom nella Rsu, non ha voluto rilasciare dichiarazioni e non è stato possibile rintracciare i delegati della Fim. «L’azienda dice che Monfalcone è l’unico cantiere in cui non si è firmato l’accordo sul premio di efficienza? Vero. Peccato che sia anche l’unico in cui i lavoratori non hanno, ingiustamente, ricevuto i 193 euro lordi del premio di programma – spiega Andrea Holjar della Uilm -. L’azienda sostiene che sia stata colpa degli scioperi, che hanno impedito le prove della Dream, ma noi non concordiamo. E poi c’è da aggiungere che, a differenza degli altri stabilimenti, le comunicazioni nei nostri confronti sono state difficili e tardive. Nonostante questo, capisco i lavoratori che oggi si lamentano per la paura di non ricevere quei 750 euro. Credo che l’accordo vada firmato e mi auguro che lo si faccia a settembre, al ritorno dalle ferie».
Ma come funziona il premio di efficienza? «A ogni lavoratore spettano 1500 euro lordi annui in base al raggiungimento di un obiettivo, suddiviso in 20 punti. Una sorta di scala: a ogni gradino raggiunto equivale una parte del premio. Se si arriva in cima alla scala, scatta il versamento dei 1500 euro. Il problema è che – aggiunge Holjar – per capire di quanto migliora la produzione, bisogna sapere qual è lo stato attuale delle officine, firmando un accordo che preveda l’istituzione di apposite commissioni. È questo l’accordo non ancora firmato, a causa dei ritardi e dei problemi interni che ci sono stati negli ultimi mesi. L’azienda ha comunque garantito che per questo semestre il premio verrà versato, come se fossero stati raggiunti i 20 punti. Ma solo se l’accordo verrà siglato dalle Rsu».
Il Piccolo, 10 agosto 2009
SCONTRO NELLA RSU DELLO STABILIMENTO DI PANZANO
Fincantieri, sindacati divisi sul premio di 750 euro
La Failms alla Fiom: basta ideologie, firmi l’intesa. Marcatti (Ugl): comprendo il malumore degli operai
di ELISA COLONI
Il cantiere di Panzano rallenta temporaneamente i motori in occasione delle ferie di agosto, ma la vita dello stabilimento, almeno sul fronte sindacale, rimane bollente, con le Rsu sempre più divise tra loro. Ogni sigla sindacale con le proprie istanze, i propri tempi, le proprie ”ricette” per far uscire indenni i lavoratori dall’attuale momento di crisi economica, che è inevitabilmente piombata anche su un big della cantieristica come Fincantieri.
Rimane ancora aperto il dibattito dopo le polemiche degli ultimi giorni. L’azienda aveva dato un ”ultimatum” alle Rsu dello stabilimento, evidenziando che quello di Monfalcone rimane l’unico cantiere del gruppo in cui i rappresentanti dei lavoratori non hanno ancora firmato il punto dell’integrativo relativo al premio di efficienza. Sottolineando che, se quella firma non dovesse arrivare, i 750 euro lordi di premio semestrale previsti a fine anno non verranno messi in busta paga.
Una notizia che i diretti interessati, cioè i dipendenti Fincantieri, non hanno ben digerito. E stando almeno alle dichiarazioni dei cantierini che l’altro ieri uscivano dai cancelli di Panzano, il messaggio rivolto ai sindacati suonava forte e chiaro: «Mettetevi d’accordo tra di voi e parlate con chiarezza. Nelle officine vogliamo meno politica e più sindacato. E, soprattutto, fate in modo che i soldi che ci spettano finiscano negli stipendi».
Dopo la Uilm, che ieri ha sottolineato che «l’accordo deve essere trovato al ritorno dalle ferie, per garantire i 750 euro ai lavoratori», ora intervengono anche Ugl e Failms-Cisal. Entrambi in difesa degli operai, ma proponendo ognuno un metodo diverso. Se l’Ugl coglie al volo le lamentele dei lavoratori, sottolinenado come il clima in cantiere stia diventando sempre più «teso» e «confuso», la Failms attacca la Fiom e minaccia cause contro Fincantieri.
«I dipendenti hanno ragione – spiega Mauro Marcatti, della Rsu Ugl – perché credo che mai come in questo periodo ci sia un clima di confusione e incertezza in azienda. Abbiamo firmato l’integrativo in aprile convinti che fosse la scela più giusta. Auspico che dopo la pausa per le ferie collettive ci sarà da parte dell’azienda e dei sindacati la volontà di sedersi attorno a un tavolo per fare il punto della situazione per quanto concerne l’erogazione del premio di efficienza e i carichi di lavoro. Anche perché persistono alcuni problemi da risolvere. Un esempio? Il trattamento differenziato tra lavoratori diretti (chi opera a bordo delle navi come gruisti, carperntieri, saldatori, ndr.) e indiretti (chi sta a terra, ndr.). Anche se arrivasse la firma, infatti, i secondi percepirebbero il 30% in meno del premio di efficienza. In questo modo l’azienda mette l’uno contro l’altro i lavoratori». Poi Marcatti lancia una frecciata in direzione della Fiom: «L’azienda ha assunto un atteggiamento negativo nei confronti della Rsu anche a causa dell’insistente contrasto della Fiom, che ha tirato troppo la corda. E ora l’azienda coglie la palla al balzo e ci marcia». Poi non rinuncia a una ”bacchettata” finale a Fincantieri: «I dirigenti non sono esenti da responsabilità. Sostengono di avere il controllo della situazione, ma in realtà sembra che la gestione dei rapporti interni allo stabilimento sia sfuggita di mano».
Sul piede di guerra il sindacato autonomo della Failms (l’unico a non aver firmato l’integrativo), che per voce di Fabrizio Ballaben e Mario Pizzolitto attacca un po’ tutti: «Capisco il malumore dei lavoratori, ma li invito anche a ricordare che, a prescindere dalla crisi economica, bisogna stare attenti: accettare determinate condizioni imposte dall’azienda oggi può equivalere a perdere potere contrattuale domani anche su questioni più serie, come i licenziamenti». Poi arriva la critica nei confronti dei sindacati «politicizzati» che, secondo Ballaben, «avendo accettato l’integrativo, farebbero bene a mettere la firma al documento relativo al premio di efficienza per non far perdere i soldi agli operai». «Sembra comunque impossibile – continua – parlare con un’unica voce all’interno della Rsu perché Fiom, Fim e Uilm sono legate a partiti politici. Ma non capiscono che ai lavoratori non interessa che la politica entri in azienda. È anche per colpa della Fiom che gli operai hanno perso i 193 euro del premio di programma legato alle prove della Dream. I nostri tesserati sono furibondi e vogliono quei soldi. Il nostro sindacato sta preparando un’azione legale nei confronti di Fincantieri per far ottenere ai lavoratori la retribuzione prevista».
Il Piccolo, 11 agosto 2009
Fiom, Fim e Uilm unite: «Sul premio di efficienza Fincantieri ricatta gli operai»
Un «ricatto». Una «minaccia». È così che Fiom, Fim e Uilm definiscono, in un comunicato unitario, la presa di posizione di Fincantieri, che alcuni giorni fa ha comunicato che non verserà ai lavoratori in busta paga a fine anno i 750 euro lordi del premio di efficienza semestrale se le Rsu non firmeranno il verbale che di fatto avvia il sistema di efficienza correlato al premio di risultato. «Si tratta di un ricatto – spiegano le tre sigle sindacali – perché quella firma è inserita all’interno di un pacchetto che l’azienda ci ha proposto, comprensivo di altre clausole che non intendiamo accettare». Fiom, Fim e Uilm si riferiscono al premio di programma: «Non siamo assolutamente d’accordo con l’azienda quando attribuisce il mancato raggiungimento del premio per le prove in mare della Dream (di 193 euro, ndr.) alle agitazioni sindacali. Noi ci stiamo battendo affinché quei soldi arrivino nelle tasche degli operai, ma di fronte alle nostre rimostranze, l’azienda, per il recupero del premio, ci ha proposto una soluzione inaccettabile: varo della nave in costruzione, con saldatura al 100%, accensione caldaia, 3 motori entro la fine di dicembre. Si tratta di una soluzione assolutamente peggiorativa». In pratica, stando ai sindacati, l’azienda dice ai lavoratori: vi diamo quei 193 euro, però solo se raggiungete una serie di obiettivi con la nuova nave entro dicembre. «Premio di programma e premio di efficienza sono legati a filo doppio: l’azienda ci ha proposto un pacchetto prendere o lasciare, vincolando la firma del verbale sull’efficienza all’accettazione delle clausole realtive al recupero del premio di programma, con chiare intenzioni ricattatorie. Inoltre, lo scorso 5 agosto noi rappresentanti dei sindacati ci eravamo messi d’accoro per affrontare la quesione al rientro delle ferie. Il fatto che l’azienda ne abbia approfittato per minacciare di non pagare il premio ai dipendenti, non è accettabile».
Relativamente al premio di programma interviene anche il segretario provinciale della Failms Fabrizio Ballaben, che spiega: «Abbiamo dato mandato ai nostri legali, come per altre azioni collettive di tutela dei nostri associati, di promuovere un’azione legale finalizzata al recupero di quanto spetta ai lavoratori. Il 5 agosto i delegati delle Rsu Failms, dopo le numerose lamentele pervenuteci dai nostri iscritti, si sono incontrati con la Direzione di stabilimento per discutere della mancata corresponsione del premio prove a mare, un accordo sottoscritto a livello nazionale e successivamente a livello locale. Eisistono quattro vincoli di programma, quattro step. In un primo momento potrebbe sembrare che gli appuntamenti programmatici siano stati individuati perché tutti cadono nel corso del 2009. Ma già da ora siamo in grado di dire che per quanto riguarda due step l’azienda tenderà a sollevare tutte le obiezioni possibili per dimostrare che non sono stati raggiunti». (el.col.)
Messaggero Veneto, 11 agosto 2009
Monfalcone. I sindacati accusano l’azienda che non ha versato il premio di efficienza per il primo semestre del 2009
«La posizione della Fincantieri è inaccettabile»
MONFALCONE. «Inaccettabile»: così definisce la segreteria provinciale e nazionale di Fiom Cgil, la posizione di Fincantieri rispetto al mancato versamento del premio di efficienza per il primo semestre e quindi ai 750 euro lordi che non sono stati inclusi nella busta paga. Fincantieri nei giorni scorsi aveva spiegato come la mancata accettazione da parte dei sindacati dello stabilimento di Monfalcone del punto del contratto integrativo che prevede le scale di efficienza potrebbe portare l’azienda a non versare ai lavoratori il premio di efficienza previsto per il primo semestre. L’azienda aveva evidenziato come la situazione si verifichi solo a Monfalcone e aveva sollecitato responsabilità da parte dei rappresentanti sindacali, visto anche il difficile momento di crisi. «La ripartizione del recupero del 20% di efficienza doveva essere equamente divisa tra l’azienda (organizzazione, impianti, formazione, sicurezza, recupero costi generali) e la prestazione di lavoro (miglioramento qualitativo e quantitativo). Non si può accollare tutto il recupero sulle spalle dei lavoratori – commentano i sindacati –. Tutto ciò non è stato fatto e in più Fincantieri ha messo in mezzo il premio di programma su cui è stato posto il veto. E questo, possiamo dirlo, è solo una scelta politica perché in realtà la nave è uscita regolarmente per le prove in mare e alcuni test hanno potuto essere eseguiti in navigazione, così come peraltro fatto altre volte».
Fiom evidenzia che nel documento di integrazione del contratto integrativo, firmato il 16 luglio a livello nazionale, non è stato invece sottoscritto da Fim, Fiom e Uilm di stabilimento, perché prevedeva delle voci peggiorative rispetto a quanto conquistato. «Oltretutto sul premio di efficienza abbiamo dichiarato da subito che o il punto era condiviso da tutti o non se ne faceva nulla. Noi non accettiamo ricatti. Possiamo dire però, a questo, punto che lo stabilimento di Monfalcone non può decidere nulla e che i 750 euro non saranno pagati, potremmo anche far saltare l’accordo. Questa è la partita che si giocherà a settembre a Roma – annunciano i rappresentanti Fiom, rimandando al mittente le accuse di poca responsabilità –. Quando l’azienda convoca i sindacati lo faccia se c’è qualcosa da decidere e da confrontare e non solo per firmare degli atti notarili. Altrimenti si impedisce al sindacato di svolgere il suo ruolo».
In merito all’intesa del 16 luglio, interviene la segreteria provinciale di Rifondazione comunista, ricordando come il nuovo accordo “integrato” abbia ottenuto la stragrande maggioranza di voti favorevoli da parte dei lavoratori, 3.852 pari all’89,7% del totale. «Si tratta di un risultato molto importante nonostante il periodo di ferie e, soprattutto, nonostante il rifiuto della Fim e della Uilm di far votare i lavoratori. Il nuovo testo introduce significative modifiche – migliorative – rispetto al testo dell’accordo separato del 1º aprile sottoscritto solo da Fim e Uilm», afferma Rc, spiegando come a livello occupazionale si preveda la salvaguardia di tutti i siti produttivi e del loro dimensionamento occupazionale con l’esclusione di chiusure ed esuberi e la gestione della crisi con mezzi congiunturali con la prospettiva di istituire un tavolo nazionale per la gestione della crisi. Sul versante della sicurezza è prevista l’istituzione di un gruppo di lavoro paritetico che entro novembre dovrà definire modalità d’individuazione, diritti e svolgimento delle attività degli Rls di sito. «Si tratta di un risultato importante ottenuto grazie all’impegno caparbio della Fiom. Come Rc esprimiamo la nostra soddisfazione per i risultati conseguiti, pur sapendo che molti nodi rimangono aperti, a partire dal trattamento salariale e normativo degli indiretti. Continueremo a sostenere le rivendicazioni dei lavoratori Fincantieri e a impegnarci per garantire la corretta e celere applicazione dell’accordo, in particolare per quanto concerne il sistema degli appalti e le condizioni di sicurezza». (c.v.)
Il Piccolo, 12 agosto 2009
La Fincantieri agli operai: per superare indenni la crisi serve il contributo di tutti
«Invitiamo le Rsu e i lavoratori a dare il proprio contributo per raggiungere quegli obiettivi che non solo daranno soldi veri ai dipendenti, ma che concorreranno a rafforzare l’azienda in questo momento di grave crisi, evitando scarichi di lavoro permanenti che potrebbero portare a dolorose conseguenze». Non la nomina apertamente, ma il riferimento alla cassa integrazione suona forte e chiaro nelle parole del direttore dello stabilimento di Monfalcone Paolo Capobianco. Fincantieri affida a lui la replica alle accuse rivolte all’azienda da Fiom, Fim e Uilm.
Le tre sigle sindacali ieri avevano definito, in un comunicato unitario, la posizione di Fincantieri in merito al premio di programma e di efficienza «ricattatoria». Accuse che i dirigenti del cantiere di Panzano rispediscono al mittente. «In merito al mancato raggiungimento del primo obiettivo relativo al premio di programma – spiega Capobianco – la Fiom, all’atto della firma dell’accordo del 16 luglio, ci chiese se saremmo stati disponibili a confrontarci per fare recuperare ai lavoratori quanto non corrisposto. Abbiamo acconsentito. L’unico altro obiettivo possibile è stato individuato nel varo della Queen Elizabeth entro il 31 dicembre, con saldatura completa e start up di una caldaia e tre motori. Le Rsu non hanno accettato questo obiettivo, che poteva consentire di recuperare quanto già perso dai lavoratori, perché ritenuto una sfida troppo impegnativa. Inoltre non hanno ancora firmato gli obiettivi di efficienza contenuti nell’accordo siglato a livello nazionale (a fronte dei quali, per il loro raggiungimento, l’azienda corrisponderà 750 euro lordi al lavoratore). Senza la firma degli obiettivi niente potrà essere corrisposto e quindi i lavoratori, oltre ad aver perso i soldi del precedente obiettivo legato al premio di programma, potrebbero perdere anche gli ulteriori 750 euro».
«L’azienda – conclude Paolo Capobianco – si domanda se la posizione delle Rsu dello stabilimento di Monfalcone, contraria a quella delle Rsu degli altri cantieri del gruppo, non sia volta a perpetuare una situazione di privilegio: ottenere incentivi indipendentemente dal lavoro svolto. Ciò è contrario allo spirito degli accordi firmati in sede nazionale e alla situazione di crisi che stiamo attraversando. L’azienda è sicura che quanto prima, anche nello stabilimento di Monfalcone, si possa ripristinare un clima di coesione tra azienda e lavoratori così come sta avvenendo negli altri cantieri». (el.col.)
Messaggero Veneto, 13 agosto 2009
Fincantieri: le Rsu non hanno voluto firmare gli obiettivi
MONFALCONE. «In merito al mancato raggiungimento del primo obiettivo relativo al premio di programma, la Fiom, all’atto della firma dell’accordo del 16 luglio ci chiese se eventualmente saremmo stati disponibili a confrontarci per fare recuperare ai lavoratori quanto non corrisposto. Abbiamo acconsentito, c’è stato un incontro e l’unico altro obiettivo possibile è stato individuato nel varo, con saldatura completa e start up di 1 caldaia e 3 motori della Queen Elizabeth entro il 31 dicembre. Le Rsu non hanno accettato questo nuovo obiettivo, che poteva consentire di recuperare quanto già perso dai lavoratori, in quanto ritenuto troppo sfidante».
Prosegue il botta e risposta tra Fincantieri e sindacati, in particolare Fiom Cgil sulla mancata corresponsione del premio di produttività. Con una nota firmata dallo stesso direttore di stabilimento, Paolo Capobianco l’azienda spiega che le Rsu non hanno ancora ritenuto di firmare gli obiettivi di efficienza contenuti nell’accordo firmato a livello nazionale (a fronte dei quali per il loro raggiungimento l’azienda corrisponderà alla fine dell’anno 750 euro al lavoratore). «Senza tale impegno e quindi senza la firma degli obiettivi è ovvio che niente potrà essere corrisposto e quindi i lavoratori oltre ad aver perso i soldi del precedente obiettivo legato al premio di programma, potrebbero perdere gli ulteriori 750 euro» spiega il direttore. L’azienda si domanda se la posizione delle Rsu dello stabilimento di Monfalcone, contraria a quella delle Rsu di tutti gli altri stabilimenti del gruppo e agli accordi firmati in sede nazionale, non sia semplicemente volta a perpetuare una situazione di privilegio che, in sostanza, è quella di ottenere incentivi indipendentemente dal lavoro svolto.
«Ciò è contrario allo spirito e alla lettera degli accordi firmati in sede nazionale e soprattutto alla situazione di crisi che stiamo attraversando» osserva il dirigente dello stabilimento che pertanto, assieme all’azienda, ancora una volta invita le Rsu e i lavoratori di Monfalcone a dare il proprio contributo per il raggiungimento di quegli obiettivi «che daranno non solo soldi veri ai lavoratori, ma concorrendo a rafforzare l’azienda in questo momento di grave crisi, eviteranno che si registrino scarichi di lavoro permanenti che potranno portare a dolorose conseguenze. L’azienda è sicura che quanto prima, anche nello stabilimento di Monfalcone, si possa ripristinare un clima di coesione tra azienda e lavoratori così come sta avvenendo negli altri cantieri».
In merito alla vicenda interviene anche il segretario provinciale della Failms, Fabrizio Ballaben che indica come la Fiom abbia messo in atto «la strategia del gambero, ossia un passo in avanti e due indietro. Nel senso che non si può siglare un accordo con l’Azienda per il raggiungimento di un premio di programma e poi offrire all’Azienda il pretesto per non erogare lo stesso. In questi casi coloro che pagano le spese di un comportamento, frutto di una logica di appartenenza partitica, sono i lavoratori e le loro famiglie. A loro bisogna pensare quando si decide e si attua una politica di contrasto con l’Azienda. Noi lo facciamo, diciamo “sì” quando è utile farlo e “no” quando occorre farlo. Auspichiamo che davanti a questioni come queste riguardanti i lavoratori tutti non vi siano rifiuti di confronti ai tavoli di concertazione da parte di altre organizzazioni sindacali, come purtroppo è già accaduto. Atteggiamenti che a nostro parere creano solo danni agli effettivi destinatari della Nostra attività istituzionale, e cioè tutti i lavoratori». (c.v.)
Il Piccolo, 26 agosto 2009
VERSO UNA VERIFICA
Vertice sindacati-azienda sul trasporto in fabbrica
Riunione in Fincantieri tra Fim, Fiom e direzione aziendale in merito alle modifiche sulla viabilità interna comunicate alla Rsu ma che non sarebbero state, secondo il sindacato, preventivamente discusse in base a quanto sottoscritto nel dicembre 2006 tra Fincantieri e sindacati dei metalmeccanici territoriali. La riunione, dopo un lungo confronto, è stata aggiornata ai prossimi giorni. L’obiettivo è quello di arrivare a chiarire quali siano le esigenze della viabilità interna in relazione alle nuove modifiche che sono state illustrate, e alle esigenze manifestate dai lavoratori. Sul problema è intervenuta anche la rappresentanza della Failms che ha rilevato come, al rientro delle ferie collettive, l’azienda abbia provveduto a modificare alcune linee interne di bus relative ai collegamenti tra spogliatoio, postazioni di lavoro e viceversa. In particolare la Failms ha rilevato come sia stata cancellata una corsa per ogni turno e come questo fatto comporti il rischio per i lavoratori di non arrivare in perfetto orario nelle varie postazioni. Anche la Failms si è richiamata all’accordo tra azienda e Rsu del dicembre 2006 proprio su questo problema «che prevedeva – secondo il sindacato – una verifica preventiva congiunta tra azienda e sindacati» qualora si fosse proceduto alla modifica della viabilità interna.
Messaggero Veneto, 29 agosto 2009
Fiom assente allo spettacolo sulla Carnival
MONFALCONE. Stasera, nel teatro della Carnival Dream, nave realizzata nello stabilimento Fincantieri di Monfalcone, si svolgerà lo spettacolo di beneficenza a favore dell’Admo, associazione donatori di midollo osseo, che avrà quale ospite d’onore l’étoile Raffaele Paganini.
Un’iniziativa, voluta dall’azienda, che viene riconosciuta come “momento importante” anche dalla Fiom, visto che l’obiettivo della beneficenza è sicuramente un “atto encomiabile”. Ma nonostante ciò e nonostante l’invito da parte dell’Azienda, le Rsu Fiom dello stabilimento di Monfalcone hanno deciso di non partecipare. «In queste ultime settimane infatti i rapporti fra azienda e parti sociali si sono inaspriti e, per volere della Direzione dello stabilimento, su molte questioni non si è riusciti a trovare un accordo», spiegano i rappresentanti sindacali, specificando come le Rsu Fiom si riferiscano soprattutto agli aspetti economici dell’integrativo.
«Negli ultimi incontri – proseguono – l’azienda ha adottato un modo autoritario nel condurre le relazioni sindacali e ha dimostrato una totale chiusura sulle questioni di merito: ha diffuso inoltre ai lavoratori, e tramite dichiarazioni alla stampa, una versione completamente differente dalla realtà dei fatti. Per questi motivi – concludono – le Rsu Fiom, con estrema trasparenza e coerenza con il proprio modo di agire, ribadiscono la bontà dell’iniziativa, ma confermano la loro assenza». Raffaele Paganini, uno dei ballerini italiani più acclamati di sempre, porterà a Monfalcone lo spettacolo con cui sta girando i teatri italiani, dal titolo “Ho appena cinquant’anni”. Paganini è reduce da una recente esperienza televisiva con il reality show ”Academy”.
Il tutto si svolgerà tra le 18 e le 21 (la nave sarà però visitabile già a partire dalle 16). Parteciperanno allo spettacolo 1.300 persone. (c.v.)





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