Messaggero Veneto, 13 agosto 2009
«Il presidio alla Eaton deve continuare»
I sindacati invitano i lavoratori a non mollare: il salvataggio della Innse serva d’esempio
MONFALCONE. La notizia del raggiungimento dell’accordo tra le organizzazioni sindacali e la nuova cordata d’imprenditori, per la cessione dell’Innse di Milano rappresenta un’inversione di tendenza sulle politiche industriali e sociali del nostro paese. Lo affermano le Rsu della Eaton di Monfalcone, che invitano i lavoratori a proseguire il presidio iniziato qualche settimana fa per difendere il loro stabilimento e il loro lavoro.
Il risultato dell’Innse «è stato ottenuto grazie all’impegno e alla caparbietà dimostrata dai lavoratori, raggiunto con la lotta e con l’obbiettivo di salvare il loro sito industriale e la sua alta qualità produttiva, peraltro salvaguardando l’occupazione e prospettive future» dicono i rappresentanti sindacali dello stabilimento di via Bagni che a nome di tutte le lavoratrici e lavoratori, da mesi in cassa integrazione straordinaria e quotidianamente impegnati nel monitoraggio dello stabilimento di via Bagni nuova, esprimono solidarietà a tutti i lavoratori italiani, che hanno intrapreso ogni forma di lotta per la difesa del proprio posto di lavoro.
«Il grande risultato raggiunto all’Innse apre una importante fase sul fronte delle rivendicazioni operaie e dà speranza a tutti; pertanto, le lavoratrici e i lavoratori della Eaton oggi impegnati nella salvaguardia del proprio posto di lavoro, esprimono soddisfazione per il risultato raggiunto a Milano» dicono, ricordando che cassaintegrati e Rsu proseguiranno anche questa settimana l’attività di monitoraggio dello stabilimento, coinvolto dalla pesantissima crisi del settore dell’automobile per il quale produce valvole e di fatto fermo dall’inizio dell’anno.
Un gruppo di lavoratori, assieme ai loro rappresentanti sindacali sarà presente ogni giorno dalle 9 alle 12 nella fabbrica di via Bagni nuova per evitare che in assenza di sorveglianza possano essere trasferiti all’esterno dello stabilimento macchinari fondamentali per la produzione. Un’ipotesi questa che era emersa nel corso di un incontro con la società nella seconda meta di giugno nella sede dell’Assindustria di Gorizia e che i sindacati avevano subito stoppato. Tra azienda e sindacati è già intervenuta una sorta d’intesa per la rottamazione di un macchinario ritenuto obsoleto, ma i lavoratori temono che dall’azienda possano uscire anche apparecchiature ancora utili alla produzione. «Vogliamo far capire alla società che siamo presenti – spiega Livio Menon, della Rsu Eaton – e che ci opponiamo sempre a qualsiasi tentativo di delocalizzazione».
La situazione dell’azienda, investita dalla crisi già dallo scorso autunno dal crollo del mercato dell’auto, non dovrebbe migliorare nei prossimi mesi a livello europeo, mentre qualche timido segnale di ripresa si sta affacciando negli Usa e in Asia. Azienda e sindacati hanno quindi già stabilito di incontrarsi ancora a settembre per un nuovo punto della situazione, finalizzato alla migliore gestione possibile dello scarico di lavoro che per i lavoratori si sta traducendo in crescenti difficoltà economiche. L’obiettivo della Rsu rimane quindi quello di salvaguardare i posti di lavoro, 335, esistenti a Monfalcone durante tutta la durata di una crisi la cui conclusione, comunque, secondo i sindacati non è vicina.
Cristina Visintini
Il Piccolo, 13 agosto 2009
DOPO LA VICENDA INNSE
Nuove speranze tra i lavoratori Eaton
Mentre prosegue il monitoraggio della loro fabbrica, chiusa per cassa integrazione straordinaria da quattro mesi, i lavoratori della Eaton Automotive di Monfalcone guardano con speranza al risultato ottenuto dai colleghi della Innse di Milano, acquisita dopo un anno di crisi dal gruppo Camozzi, che assorbirà tutte le maestranze. Le Rsu dello stabilimento di via Bagni nuova invitano quindi tutti i lavoratori della Eaton a proseguire lungo la strada decisa in assemblea, nella quale «il presidio intrapreso diventa determinante per il prosieguo della vertenza». Secondo le Rsu della Eaton, il raggiungimento dell’accordo tra le organizzazioni sindacali e la nuova cordata d’imprenditori per la cessione dell’Innse di Milano «senza dubbio rappresenta un’inversione di tendenza nelle politiche industriali e sociali del Paese». «Questo risultato è stato ottenuto grazie all’impegno e alla caparbietà dimostrata dai lavoratori dell’Innse – aggiungono comunque le Rsu -, raggiunto con la lotta e con l’obiettivo di salvare il proprio sito industriale e la sua alta qualità produttiva, peraltro salvaguardando l’occupazione e prospettive future».
Il Piccolo, 23 settembre 2009
DOPO LA CHIUSURA DELLA FABBRICA A MASSA E 50 LICENZIAMENTI IN PIEMONTE
I 300 della Eaton in cassa temono la mobilità
Da mesi senza lavoro, si guarda con preoccupazione alla situazione negli altri stabilimenti
Il mercato dell’automobile è in leggera ripresa, ma la cristi che ha investito il settore a partire dalla metà dello scorso anno fa ancora molta paura agli oltre 300 dipendenti dello stabilimento Eaton Automotive di Monfalcone, che produce valvole per case automobilistiche italiane e straniere. Dopo aver chiuso nel 2005 il sito di Rivarolo Canavese e alla fine del 2008 quello di Massa (350 licenziati), Eaton ha deciso di ridurre anche l’occupazione dell’altro stabilimento di Rivarolo, la Amtec, che produce testate per automobili. Si tratta di un segnale preoccupante per i rappresentanti sindacali dei lavoratori di Monfalcone, tutti in cassa integrazione straordinaria da aprile.
«Possiamo pensare a una delocalizzazione corposa di tutto il business in Italia», affermano le Rsu. «La decisione di licenziare una cinquantina di dipendenti nello stabilimento piemontese – aggiungono i rappresentanti sindacali -, senza alcuna prospettiva futura, con la proposta di rivedere le mansioni interne di tutto il personale, accompagnata all’utilizzo della Cigs per un anno per la settantina di lavoratori che non saranno messi in mobilità, impone a tutti una riflessione sulle prospettive future di Eaton». Anche a fronte di quanto sta accadendo alla Carraro di Gorizia, dove 80 lavoratori sono stati posti in mobilità, le Rsu della Eaton Automotive chiedono che i rappresentanti politici prendano una posizione chiara sul rischio di una delocalizzazione delle attività industriali presenti nell’Isontino. I sindacati guardano in ogni caso all’incontro con l’azienda in programma per il 16 ottobre nella sede dell’Assindustria di Gorizia. All’appuntamento le Rsu intendono presentarsi per difendere il futuro dello stabilimento di Monfalcone. «Prendiamo atto della situazione Amtec – affermano i sindacati -, ma non intendiamo percorrere minimamente la strada piemontese, cioè quella della mobilità e dei licenziamenti. La discussione deve tener conto di investimenti e prospettive industriali. Il rilancio dello stabilimento di Monfalcone passa ovviamente attraverso la volontà di Eaton di investire e potenziare il sito, anche accedendo ai fondi regionali per avviare i corsi di riqualificazione, che permettono di aumentare le capacità tecniche delle maestranze, migliorando la qualità prodotta».
Le Rsu e numerosi lavoratori continuano intanto a mantenere un contatto quotidiano con lo stabilimento per evitare che in assenza di sorveglianza possano essere trasferiti all’esterno dello stabilimento macchinari fondamentali per la produzione.
Un’ipotesi questa che era emersa nel corso di un incontro con la società nella seconda meta di giugno nella sede dell’Assindustria di Gorizia e che i sindacati avevano subito duramente contestato. (la.bl.)
Messaggero Veneto, 23 settembre 2009
Monfalcone. I sindacati non intendono scendere a compromessi con l’azienda. Vertice in ottobre
Posti di lavoro “blindati” alla Eaton
MONFALCONE. L’obiettivo rimane fermo: mantenere attivo il sito Eaton di Monfalcone. L’intento è stato ribadito dalle Rsu dello stabilimento, da sempre attive nella difesa del loro posto di lavoro e che sarà ripetuto anche nel corso dell’incontro che il prossimo 16 ottobre i sindacati avranno con l’azienda nella sede dell’Associazione degli industriali, soprattutto alla luce delle dichiarazioni comparse sui quotidiani regionali, secondo cui la dirigenza Carraro Pnh intende ridurre l’occupazione nello stabilimento di Gorizia, mettendo in mobilità ottanta lavoratori.
«Notizia che impone a tutti una seria riflessione sullo stato della crisi che colpisce la nostra provincia. Le condizioni che viviamo – dice la Rsu di Eaton, i cui 340 dipendenti sono in cassa integrazione ormai dall’inizio anno – sono tragiche, ci portano a pensare che il disegno complessivo di delocalizzazione che è perpetuato da più imprenditori. Anche Eaton ha deciso di applicare la stesse cura nello stabilimento Amtec di Rivarolo Canavese in Piemonte, e fa pensare a una delocalizzazione corposa di tutto il business in Italia». La Rsu Eaton chiede di riflettere attentamente anche sulla decisione di licenziare una cinquantina di dipendenti, nello stabilimento Eaton piemontese, senza nessuna prospettiva futura, con la proposta di rivedere le mansioni interne di tutto il personale, accompagnata all’utilizzo della Cassa integrazione straordinaria per un anno.
Decisione che influenzerà decisamente le prospettive future di Eaton. «Le Rsu Eaton, in nome di tutte le lavoratrici e lavoratori di Monfalcone, esprimono la massima solidarietà alle maestranze di Carraro e vogliono porre l’accento, sull’esigenza di un rifiuto totale al progetto industriale in atto, dicendo basta alle delocalizzazioni. Chiedono che il mondo politico prenda una posizione chiara su questa questione. Inoltre prendono atto della situazione Amtec, ma non intendono percorrere minimamente la strada piemontese: la discussione – dicono – deve tener conto d’investimenti e prospettive industriali. Il rilancio dello stabilimento di Monfalcone passa ovviamente attraverso la volontà di Eaton, di investire e potenziare il sito, anche accedendo ai fondi regionali per avviare i corsi di riqualificazione, che permettono di aumentare le capacità tecniche delle maestranze, migliorando la qualità prodotta».
Nel corso dell’estate, compresa la settimana di Ferragosto, nello stabilimento di via Bagni è proseguita l’attività di monitoraggio per evitare che in assenza di sorveglianza possano essere trasferiti all’esterno dello stabilimento macchinari fondamentali per la produzione.
Il Piccolo, 02 ottobre 2009
I 330 operai della Eaton in Cassa: «Nessun aiuto da banche e istituzioni»
Il sindaco ammette ritardi. La ripresa del settore auto non si è sentita nell’azienda di via Bagni
di LAURA BLASICH
In cassa integrazione straordinaria dallo scorso aprile, i 330 lavoratori di Eaton Automotive continuano a essere molto preoccupati per il futuro dell’azienda di via Bagni Nuova. Un minimo di ripresa c’è, ma finora a beneficiarne non è stata la fabbrica monfalconese, mentre nello stabilimento piemontese di Bosconero a fine agosto si è chiusa la cassa integrazione, in quello tedesco di Nordhausen si fanno gli straordinari e il sito polacco lavora a pieno regime. «La crisi c’è ancora, perché il calo del settore dell’auto è passato dal 35 al 25% – dicono Livio Menon e Fiorenzo Puntin della Rsu di Eaton -, ma al momento viene fatta pagare tutta a Monfalcone». Da Eaton sindacati e lavoratori vogliono quindi indicazioni chiare sul proprio futuro ed è quanto solleciteranno nell’incontro del 16 ottobre in Assindustria a Gorizia. Dalle istituzioni si attendono invece azioni concrete a sostegno del reddito e della riqualificazione professionale. Quanto non è invece ancora avvenuto, hanno sottolineato ieri i delegati della Rsu incontrando in municipio il sindaco Gianfranco Pizzolitto e nel pomeriggio il presidente della Provincia Enrico Gherghetta, nella sede dell’Ufficio per l’impiego di Monfalcone. Il sindaco, come presidente dell’Anci regionale, ha dovuto ammettere che si sta muovendo molto lentamente il percorso avviato con gli istituti bancari per arrivare alla sospensione del pagamento di mutui e finanziamenti da parte dei lavoratori coinvolti dalla crisi. Il Comune conta invece, come ha spiegato l’assessore alle Politiche sociali Cristiana Morsolin, di avviare in tempi abbastanza stretti i progetti per 16 lavori socialmente utili. «La capacità dei vari servizi dell’ente locale è limitata – ha spiegato l’assessore Morsolin -, ma stiamo comunque valutando di aggiungere al progetto iniziale altri 5-6 posti». Dalla Regione non è arrivato ancora il via libera formale, ma un’indicazione a procedere sì. Nella riunione di ieri la giunta ha quindi approvato una delibera con cui si indica all’Ufficio per l’impiego di Monfalcone i posti disponibili e i requisiti richiesti. È una possibilità, quella dei lavori socialmente utili, sulla quale sindacati e lavoratori non puntano comunque molto, anche perché i criteri di selezione potrebbero privilegiare chi il lavoro l’ha perso proprio o è in mobilità.
Sindacati e lavoratori vorrebbero invece veder partire in fretta corsi di riqualificazione. «Pensiamo al polo nautico – ha osservato Fiorenzo Puntin – che ha bisogno di falegnami e di resinatori o ai nuovi insediamenti industriali previsti a Monfalcone». Pure sul fronte della formazione la Rsu rileva «un ritardo sconcertante» da parte di istituzioni. «Un’azione di sollecito è stata effettuata – ha affermato il sindaco Pizzolitto -, ma è vero che finora non si è mosso granché».
Messaggero Veneto, 02 ottobre 2009
Crisi Eaton, i rappresentanti dei lavoratori sollecitano efficaci corsi di formazione
MONFALCONE. Organizzare corsi di formazione per mansioni che rispondano alle necessità del territorio, arrivare a un accordo con le banche per il blocco dei mutui in attesa che passi il periodo di crisi, avviare forme corporativistiche e l’ausilio dei lavori previsti dai progetti socialmente utili sono stati i temi affrontati durante l’incontro che i rappresentanti dei lavoratori di Eaton Automotive hanno avuto con il sindaco di Monfalcone, Gianfranco Pizzolitto, e con l’assessore alle politiche sociali, Cristiana Morsolin.
Incontro voluto a fronte della difficile situazione che stanno vivendo i quasi 340 dipendenti dello stabilimento di via Bagni, in cassa integrazione da lunghi mesi e per cui è già stata siglata la mobilità, che interesserà al massimo 20 lavoratori volontari (le adesioni non incentivate sarebbero 5). La richiesta più forte, spiegata da Livio Menon e Fiorenzo Puntin (Rsu), è avviare corsi di formazione che rispondano al mercato lavorativo del territorio.
«Un operaio messo fuori dal mercato produttivo non può pensare di avere un futuro con i progetti socialmente utili. Ben vengano, ma sono un ausilio. Abbiamo invece chiesto – hanno detto – di poter partecipare a corsi che ridisegnino il tessuto produttivo in base a una mappatura delle richieste del territorio. Per esempio, quelle del polo nautico, che abbisogna di falegnami e resinatori e che ora impiegano personale che arriva da Slovenia e Croazia».
Riconoscendo lavoro e impegno del Comune di Monfalcone e dell’Anci, Menon ha sollecitato più comunicazione e relazione tra gli enti interessati «perché altrimenti non si arriva a nulla. Serve un tavolo concertativo per fare chiarezza anche con Regione e Consorzio industriale». Enti con cui il sindaco s’è impegnato a organizzare un incontro, in particolare con il presidente Tondo, atteso a breve in città. Pizzolitto ha spiegato come il percorso che coinvolge Regione, Anci, Upi con le banche e che riguarda i mutui, sia stato avviato, «ma va a rilento». L’assessore regionale Rosolen ha già chiesto alle banche di presentare proposte, che saranno vagliate. Il primo cittadino, ricordando l’esempio di Icicoop, ha avanzato anche la proposta di poter avviare per Eaton una forma corporativistica e ha proposto di organizzare un incontro con rappresentanti e tecnici delle cooperative. Proposta che sarà vagliata dai rappresentanti Eaton e che sarà presentata ai lavoratori all’assemblea del 27 ottobre.
Il Piccolo, 17 ottobre 2009
Formazione retribuita per i lavoratori Eaton
I 330 dipendenti sono in ”cassa” dallo scorso aprile
Non c’è lavoro in vista per la Eaton Automotive di Monfalcone, i cui 330 dipendenti sono in cassa integrazione straordinaria dallo scorso aprile. Il mercato dell’auto, per il quale lo stabilimento produce valvole, continua a rimanere in una situazione di difficoltà e la società non ritiene ci sia la possibilità di una ripresa della produzione entro la fine dell’anno, mentre anche le prospettive per il 2010 non sono incoraggianti. Nell’incontro di ieri all’Assindustria di Gorizia azienda e sindacati hanno però trovato un’intesa sul ricorso alla formazione retribuita, possibilità offerta dalle azioni anti-crisi messe in campo dal Governo nel corso dell’estate, per tutti i lavoratori della fabbrica di via Bagni Nuova. Eaton e sindacati si attiveranno quindi, ciascuno per i propri canali, nei confronti della Regione per avviare nel più breve tempo possibile un percorso formativo in grado di integrare il reddito dei cassintegrati e nello stesso tempo di qualificare e mantenere in attività i lavoratori in vista della ripresa.
«Lo strumento della formazione retribuita pare quindi adeguato sia per l’azienda, che ha l’esigenza appunto di effettuare una formazione continua delle maestranze – afferma il segretario provinciale della Fiom-Cgil, Thomas Casotto, ieri presente al tavolo assieme al segretario provinciale della Fim-Cisl Gianpiero Turus e alle Rsu -, sia dei lavoratori, che hanno bisogno di integrare l’indennità di Cigs». I sindacati sperano che i percorsi formativi retribuiti siano attivabili nel più breve tempo possibile, coinvolgendo tutti i 330 dipendenti di Eaton, anche se a scaglioni. Alcuni lavoratori intanto hanno presentato domanda per uno dei 18 posti di lavoro socialmente utile creati dal Comune di Monfalcone grazie ai fondi stanziati dalla Regione.
Messaggero Veneto, 17 ottobre 2009
Crisi Eaton, raggiunta l’intesa sulla formazione retribuita
MONFALCONE. Il mercato dell’auto continua ad essere in gravi difficoltà e ciò comporta, quale conseguenza, l’assenza di lavoro per i 330 dipendenti della Eaton Automotive di Monfalcone, che sono in cassa integrazione straordinaria dallo scorso aprile.
Oltre alla già pesante realtà attuale, la società, che ieri ha incontrato nella sede di Assindustria a Gorizia i rappresentanti sindacali, non ritiene ci sia la possibilità di una ripresa della produzione entro la fine dell’anno, mentre anche le prospettive per il 2010 non sono incoraggianti.
L’ incontro è servito però per trovare un’intesa sul ricorso alla formazione retribuita, possibilità offerta dalle azioni anti-crisi messe in campo dal Governo nel corso dell’estate. Eaton e sindacati si attiveranno quindi, nei confronti della Regione per avviare nel più breve tempo possibile un percorso formativo in grado di integrare il reddito dei cassintegrati e nello stesso tempo di qualificare e mantenere in attività i lavoratori in vista della ripresa. “Lo strumento della formazione retribuita pare quindi adeguato sia per l’azienda, che ha l’esigenza appunto di effettuare una formazione continua delle maestranze sia dei lavoratori, che hanno bisogno di integrare l’indennità di Cigs” spiega il segretario provinciale della Fiom-Cgil, Thomas Casotto, presente al tavolo assieme al segretario provinciale della Fim-Cisl Gianpiero Turus e alle Rsu.
Eaton non ha parlato di un possibile prolungamento della Cigs oltre al prossimo aprile, ma ha comunque prospettato un 2010 di difficoltà nel caso in cui il settore dell’auto non fosse trainato da un rinnovo degli incentivi.
Messaggero Veneto, 25 ottobre 2009
Le Rsu Eaton attaccano la Provincia: «Non ha mantenuto le promesse»
MONFALCONE. «Se è stato commesso un errore e le promesse non possono essere mantenute, le istituzioni abbiano il coraggio di ammetterlo e non proseguano in un atteggiamento che non serve a nulla». È questa la richiesta della Rsu Eaton, a nome di tutti i lavoratori dello stabilimento di via Bagni a Monfalcone, dopo l’ultimo incontro in cui sarebbe emerso che poche delle promesse fatte sui futuri corsi di formazione sarebbero state realizzate.
«Dopo il primo incontro con l’amministrazione provinciale di Gorizia, le Rsu unitamente a tutte le lavoratrici e lavoratori, avevano avuto una certa fiducia e speranza, dalle parole del presidente prima e dall’assessore al lavoro provinciale poi. Le promesse fatte – spiegano i rappresentanti sindacali – indicavano una strada atta a organizzare corsi professionali per la riqualificazione e l’integrazione al reddito e veniva data la piena disponibilità dell’ufficio provinciale per l’impiego, dichiarando addirittura, che il funzionario responsabile scelto avrebbe indossato la maglietta con la scritta Eaton, segnale di grande sensibilità».
Durante il recente incontro con il gruppo di operai, scelto dalle Rsu in rappresentanza di tutte le maestranze, si sarebbe scoperto che «le promesse rimangono parole al vento. Una doccia fredda in merito alle promesse fatte dall’amministrazione provinciale, che scopriamo irrealizzabili» afferma la Rsu chiedendo che si tenga fede alle promesse e che se non possono realizzarsi, si ammetta chiaramente l’errore, «rimediando all’eventuale confusione sulle varie competenze spettanti. Non chiediamo l’impossibile, ma rifiutiamo categoricamente promesse irrealizzabili perché non sono di competenza della Provincia. Le Rsu, unitamente a tutti i lavoratori intendono proseguire il dialogo con tutti, dalle amministrazioni locali, provinciali e regionali, perché solo con l’assunzione delle proprie responsabilità si può dare risposte serie ai problemi».
Il Piccolo, 28 ottobre 2009
IL CASO
Dalla Provincia solo parole ai lavoratori Eaton
Dopo, l’incontro con l’amministrazione provinciale di Gorizia, le Rsu unitamente a tutte le lavoratrici e lavoratori, avevano avuto una certa fiducia e speranza, dalle parole del Presidente prima e dall’Assessore al lavoro provinciale poi. Le promesse fatte indicavano una strada atta a organizzare corsi professionali per la riqualificazione e l’integrazione al reddito, come anche la disponibilità di mettere tutta la struttura dell’ufficio per l’impiego provinciale, dichiarando addirittura, che il funzionario responsabile scelto, indosserà la maglietta con la scritta Eaton, facendo così capire a tutte e tutti i presenti, la massima sensibilità.
Dopo l’incontro del 20 ottobre, con il gruppo di operai, scelto dalle Rsu, in rappresentanza di tutte le maestranze, si scopre che promesse rimangono parole al vento, una doccia fredda per le promesse fatte dalla Provincia, che scopriamo irrealizzabili. Pertanto le scriventi chiedono di tener fede alle promesse e se esse non possono realizzarsi, si ammetta chiaramente l’errore. Non chiediamo l’impossibile, ma rifiutiamo categoricamente promesse irrealizzabili perché non sono di competenza della Provincia.
Le Rsu, con i lavoratori intendono proseguire il dialogo con tutti, dalle amministrazioni locali, provinciali e regionali, perché solo con l’assunzione delle proprie responsabilità si può dare risposte serie e certe. Pertanto invitiamo la giunta provinciale a fare chiarezza sulle competenze e darci il proprio appoggio solidale e tecnico.
Rsu Eaton, Monfalcone
Messaggero Veneto, 13 novembre 2009
Caso Eaton, si mobilitano Fiom e Fim
Sollecitata una disposizione attuativa del decreto anti-crisi del governo
MONFALCONE. Resta difficile la situazione per i 330 lavoratori della Eaton di Monfalcone, in cassa integrazione straordinaria da aprile.
Non ci sono prospettive di ripresa del settore e oltre alla crisi è forte il timore della delocalizzazione, dato che gli stabilimenti aziendali polacchi, tedeschi e di Bosconero (Torino) invece lavorano. «Sarebbe ottimo usare il decreto anti-crisi del governo per intervenire soprattutto sulla formazione retribuita, se esistesse però il decreto attuativo che lo rende usabile. È un ottimo strumento, che non può però essere usato», spiegano con amarezza i segretari provinciali di Fiom, Casotto, e Fim, Turus, che hanno incontrato alcuni funzionari regionali dell’assessorato all’industria (l’assessore era impegnato in altro incontro) per monitorare la situazione Eaton e appunto la possibilità di usare il decreto anti-crisi.
«L’azienda ha affermato di pensare a una ristrutturazione interna, ma anche se ci fosse una ripresa del settore, dovrebbero essere rivisti pure gli organici. Cadrebbe a fagiolo quindi il decreto nazionale, ma non può essere usato – ribadiscono –. È per questo che abbiamo chiesto alla Regione di farsi carico dell’attivazione del decreto attuativo, anche perché è sconcertante che una legge così importante, che prevede la formazione retribuita e i contratti solidali, resti ferma. È un ritardo grave che dimostra come le misure messe in campo dalla politica siano insufficienti».
Riconoscendo disponibilità e tempestività della Regione nell’organizzare l’incontro, riferiscono che i funzionari si sono impegnati per “premere” settimanalmente sul governo perché il decreto possa divenire realtà «vista la necessità dei lavoratori e delle famiglie di avere delle risposte».
Ieri lavoratori e sindacati Fiom di Detroit, Mw, Rohen Est, Galileo e Omi con altre aziende della Destra Isonzo hanno manifestato tra le 9 e le 11 all’incrocio tra la statale 305 e la bretella che conduce all’autostrada per un volantinaggio con rallentamento del traffico. L’iniziativa organizzata dalla Fiom nell’ambito della mobilitazione permanente «ha lo scopo – si legge nei volantini – di rendere esigibile la democrazia nei luoghi di lavoro e la consultazione col referendum di tutti i lavoratori metalmeccanici». Oggetto della protesta l’intesa separata sul contratto nazionale dei metalmeccanici siglato da Fim, Uilm e Ugl con Federmeccanica. L’iniziativa, preceduta mercoledì da un sciopero in Ansaldo e Fincantieri e dal volantinaggio al mercato settimanale, non ha creato tensioni. (cris.vis.)
Il Piccolo, 29 novembre 2009
LAVORATORI EATON
Staranzano, assunti cinque cassintegrati
Il Comune li metterà per un anno sotto contratto
STARANZANO Sono tutti cassintegrati a zero ore della Eaton di Monfalcone ma residenti a Staranzano, i cinque lavoratori che prenderanno servizio nel Comune da martedì.Il contratto durerà un anno intero. Quattro operai e un impiegato a tempo determinato nell’ambito del progetto regionale “Lavori socialmente utili”, che hanno superato la selezione conclusa nei giorni scorsi, dopo che erano state presentate ben 74 domande. Si chiude, dunque, il cerchio per combattere la crisi, con soddisfazione da parte dell’amministrazione dopo che l’iniziativa, seppur in misura contenuta ma coronata da successo, è stata proposta dal Comune con l’aiuto di contributi regionali.
Per l’assessore ai Servizi Sociali, Riccardo Marchesan, purtroppo la massiccia richiesta delle domande di lavoro che ha coinvolto un vasto territorio, ha evidenziato che tanti non hanno più un posto di lavoro, perché sono in cassa integrazione o in mobilità, cioè l’anticamera del licenziamento. «Grazie ai lavori socialmente utili – ha ribadito Marchesan – oltre a dare una risposta concreta a chi si trova in difficoltà a causa della crisi economica, si potrà anche intervenire in settori che non sempre possono essere adeguatamente curati dal Comune per la ristrettezza di personale». I quattro operai, come illustrato nel bando di concorso, verranno utilizzati, in stretta collaborazione con la squadra di operai già esistente (in tutto ora saranno 10), per la manutenzione ordinaria e straordinaria del verde pubblico, per la riparazione pulizia di strade, edifici pubblici, siti archeologici, sentieri naturalistici e manutenzione di aree lacustri fluviali e costiere.
Il secondo progetto del bando riguarda, invece, l’assunzione di una unità da impiegare nel lavoro amministrativo degli affari generali. L’impegno settimanale sarà di 36 ore di cui 20 retribuite dal trattamento previsto dalla cassa integrazione o mobilità e le restanti 16 come da retribuzione della pubblica amministrazione. C’è da sottolineare che se in aprile finirà la cassa integrazione e i lavoratori rientreranno alla Eaton, si dovrebbe procedere alla loro sostituzione per completare il periodo di un anno, come previsto dal bando.
Ciro Vitiello
Il Piccolo, 31 dicembre 2009
LAVORO. LA FABBRICA DI VIA BAGNI SIMBOLO DELLA CRISI A MONFALCONE
Il Capodanno più difficile per i 340 della Eaton
Tutti a casa con 800 euro al mese e produzione azzerata da aprile. Pessimismo sulle possibilità di ripresa
di FABIO MALACREA
Sarà il Capodanno più angoscioso quello che aspetta i 340 lavoratori della Eaton Automotive, la fabbrica-simbolo della crisi del lavoro a Monfalcone. Da un anno 320 tra operai e impiegati sono in cassa integrazione e sono costretti a cavarsela con 800 euro al mese. Dall’aprile scorso la produzione è azzerata e una ventina di dipendenti, per lo più impiegati amministrativi e tecnici, hanno già scelto l’esodo non incentivato. L’ammortizzatore scadrà il 14 aprile e le prospettive sono nere. Prognosi infausta, si dice per un malato senza speranza.
Lo ritiene anche il sindaco che ha amaramente definito «ormai persa» la fabbrica di via Bagni Nuova. Non se lo nascondono nemmeno i lavoratori che non ritengono verosimile un cambio di rotta visto che la crisi dell’auto è destinata a proseguire, secondo tutti gli osservatori, anche nel 2010. I contatti con l’azienda sono sempre più rari. E le voci che arrivano sono improntate al più nero pessimismo.
Nel frattempo ci sono 340 famiglie che non ce la fanno più a tirare avanti e che, peggio ancora, non hanno speranze. I lavoratori di Eaton hanno un’età media di 35-45 anni, è tutta gente con famiglia. Molti hanno il mutuo-casa da pagare e i figli da mandare a scuola. I più anziani, una cinquantina in tutto, hanno approfittato di tre scivoli incentivati tra il 2005 e il 2008. Hanno abbandonato la nave appena in tempo per evitare il naufragio. Quelli che sono rimasti sono troppo giovani per pensare alla pensione e troppo ”vecchi” per trovare nuove collocazioni. E davanti hanno un anno ricco solo di incognite che li costringe a vivere in una situazione psicologica a dir poco precaria.
«Nel Natale del 2008, un anno fa – ricorda Fiorenzo Puntin della Rsu Fim – ci ritrovammo tutti in piazza con il sindaco e l’assessore provinciale. Eravamo già in cassa con produzione al minimo. Ci furono impegni, ci fu data qualche speranza. Ma quest’anno è passato inutilmente o quasi. I corsi di riqualificazione promessi dalla Provincia sono rimasti per ora sulla carta, i lavori socialmente utili stanno dando una mano a una trentina di persone. Ma non basta. Qui ci vuole un impegno preciso da parte delle istituzioni, degli Industriali, delle forze politiche. Quest’anno non siamo tornati in piazza. Temo che ad aprile, quando scadrà la cassa straordinaria, vedrete anche noi sul tetto della fabbrica, così forse qualcuno si accorgerà del dramma che stiamo vivendo».
La Eaton Automotive è da 35 anni una delle realtà industriali più importanti della città e uno degli stabilimenti di punta della multinazionale Usa. Produceva valvole per auto per clienti prestigiosi: Fiat, Iveco, tutte le case francesi, Audi e Volkswagen. Dagli anni ’90 anche per i giapponesi, Nissan e Toyota. Da Monfalcone uscivano 25 milioni di valvole l’anno, una media di due milioni 200mila al mese. Da gennaio ad aprile 2009 la produzione è crollata a tre milioni l’anno. Da aprile scorso a zero. Tutti a casa, compresi i lavoratori della mensa e delle pulizie, una ventina.
La Eaton è stata stretta nella morsa della crisi Lehman Brothers e da quella dell’auto, con il crollo del 25% delle vendite. Nel settembre 2008 l’azienda ha comunicato gli scarichi di lavoro a Monfalcone che hanno prodotto i primi sei mesi di cassa ordinaria e la chiusura del turno weekend.
«Si lavorava 5 o 6 giorni al mese ma si lavorava – precisa Puntin -. Poi, scaduta la cassa ordinaria, l’azienda ci ha convocati in Assindustria e ci ha mandati tutti a casa: un anno di cassa straordinaria, l’anticamera della mobilità». Prospettive? Nere. Eaton ha scaricato di fatto la crisi sullo stabilimento di Monfalcone che le garantiva il 25% della produzione, guarda caso la stessa percentuale di contrazione delle vendite di auto. «È così – conclude Puntin -. Gli stabilimenti Eaton in Polonia e in Germania continuano a viaggiare a pieno ritmo. E anche quello di Rivarolo ha ripreso dopo alcuni mesi di cassa. È chiaro che si è voluto concentrare solo su di noi i tagli. Ed è assai improbabile che si possa assistere a un cambio di rotta. Sicuramente non nel 2010».





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