Il Piccolo, 14 settembre 2009 
 
Gite scolastiche? Niente fondi, se le paghino i ragazzi  
Istituti superiori in difficoltà per i mancati rimborsi da parte dello Stato. Il Liceo sta peggio di tutti

Gite scolastiche solo con contributo degli studenti, risparmio su carta e prodotti di pulizia. Ma anche difficoltà per pagare le supplenze o la Tarsu. Tutto questo, perchè l’anno scolastico delle scuole di Monfalcone si apre peggio di come si era chiuso: con gli istituti che vantano un credito di quasi 400mila euro verso lo Stato. Soldi che le scuole dovrebbero avere sotto forma di rimborso ma che ancora non hanno ricevuto e che difficilmente vedranno, almeno per quest’anno. Di conseguenza, già dal primo giorno di lezioni ci sono istituti che dovranno far ricorso alla loro cassa per coprire le prime emergenze. Quelli, fortunati, che lo potranno fare: per gli altri non rimane che attendere e sperare. Alla fine dello scorso anno, la situazione nelle scuole superiori (le più colpite) era questa: al Liceo scientifico Buonarroti si viaggiava oltre 138mila euro, all’Ipsia sopra i centomila, così come all’Iti-Itc Einaudi-Marconi di Staranzano. In totale, quindi, gli istituti locali erano in credito verso lo Stato di oltre 300mila euro. La mancanza di fondi deriva essenzialmente dall’anno 2006-2007, quando è iniziato il taglio del fondo destinato al funzionamento delle scuole. I fondi dovevano quindi essere anticipati dalle scuole con l’eterna promessa di un rimborso. Solo che il rimborso non è ancora arrivato. La situazione più grave è quella del Liceo scientifico. «Iniziamo l’anno scolastico con un credito verso lo Stato superiore a quello dello scorso anno – spiega la dirigente scolastica, Isabella Minon – visto che, a parte i fondi per il 2008-2009, nulla è cambiato rispetto al pregesso». La situazione della scuola è poi aggravata anche da un altro aspetto: lo scorso anno, la scuola è passata dalla classificazione di liceo a quella di Isis, cambiando quindi codice: questo ha causato un intoppo burocratico che ha bloccato i fondi. E, di conseguenza, i soldi per le retribuzione dei supplenti o dei commissari d’esame. Come conseguenza, si dovrà attingere alla cassa dell’istituto». La situazione, come detto, non è migliore nelle altre scuole superiori. «Vista la mancanza di fondi, dobbiamo far fronte alle necessità con la cassa scolastica, sottraendo fondi alla normale attività dell’istituto – spiega Salvatore Simoncini, preside del Polo professionale -. Sarebbe drammatico se lo Stato dovesse decidere di cancellare i suoi debiti: almeno finora possiamo sperare…».
Elena Orsi

Il Piccolo, 26 settembre 2009 
 
ISTITUTI CITTADINI ALLE PRESE CON I TAGLI DI FONDI 
Randaccio al verde, neanche i soldi per il bus  
I genitori dovranno pagare le gite degli studenti di Neumarkt ospiti della media cittadina 
Imbarazzo dell’istituto: la città stiriana donerà quest’anno a Monfalcone l’abete natalizio in piazza della Repubblica
 
 
di ELENA ORSI

Si festeggia quest’anno l’undicesimo anniversario del primo gemellaggio tra gli studenti di Monfalcone e quelli di Neumarkt. Ma, a causa di ristrettezze economiche, il rischio è di festeggiarlo… a piedi. Perchè la scuola non ha neanche i soldi per pagarsi un bus. Una brutta figura, decisamente, visto che, tra l’altro, prorpio da Neumarkt arriva – gratuitamente – l’albero di Natale che addobba la nostra piazza. È imbarazza la preside del comprensivo Randaccio, Alessandra Conte Romani.
«Purtroppo le finanze della scuola sono estremamente limitate. Speriamo solo in un intervento del Comune che ci garantisca il noleggio di un bus per trasportare i nostri ospiti austriaci in giro per la regione e ci eviti così una figuraccia». Altrimenti? Ad autotassarsi dovranno essere i genitori. Che però già si accollano il costo del bus con cui i ragazzi faranno il viaggio fino a Neumarkt e ritorno, portando qui gli studenti austriaci.
Ad aggravare il tutto, il fatto che proprio Neumarkt donerà a Monfalcone l’albero di Natale che farà bella mostra in piazza. Insomma, il taglio dei fondi da parte dello Stato alle scuole porta anche a questo. E per fortuna, il Comune di Monfalcone finora ha garantito (di tasca propria) il noleggio del mezzo per le trasferte della scuola in tali occasioni, e si è impegnato a farlo anche quest’anno.
«Speriamo che i fondi arrivino – spiega la preside – perchè il noleggio di un bus per far visitare ai ragazzi le bellezze del nostro territorio, come prevede il programma della visita, è davvero troppo oneroso per noi». Non è questo il solo problema legato alla mancanza di fondi nelle scuole. Al Liceo scientifico Buonarroti, negli anni passati, i ragazzi erano stati costretti a portarsi da casa carta e prodotti per la pulizia. Al Polo professionale per il taglio dei finanziamenti è saltata l’applicazione del sistema di sms e di registro elettronico che erano stati programmati per quest’anno. Per evitare disfunzioni anche alla Randaccio, quindi, senza aiuti esterni, dovranno essere ancora una volta le famiglie a doversi mobilitare.
La data dell’arrivo dei ragazzi austriaci è vicina: la quindicina di studenti italiani che salirà a Neumarkt è in partenza il 29 settembre. Torneranno il primo ottobre, portando con sé una quindicina di ragazzi austriaci che poi saranno ospitati in loco fino al 3 ottobre. In programma avranno visite istituzionali (come un incontro con il vicesindaco di Monfalcone, Silvia Altran), ma anche momenti di svago. E soprattutto visite: a Miramare, sul Carso, a Gorizia e dintorni. Tutto per far conoscere loro il nostro territorio.
«I momenti di svago saranno poi la permanenza con le famiglie e una ”cena speciale”, organizzata proprio qui a scuola, in cui le famiglie e i ragazzi si troveranno per un momento conviviale», spiega ancora la preside. Il contatto tra i ragazzi monfalconesi e quelli della scuola stiriana di Neumarkt prosegue in effetti lungo tutto il corso dell’anno: alla scuola austriaca viene inviato regolarmente via internet il giornalino realizzato dai ragazzi delle seconde classi dell’istituto monfalconese.
«Per un motivo semplice: perchè l’esperienza serva non solo a incrementare l’uso della lingua tedesca, ma anche e soprattutto per dare ai ragazzi un’esperienza preziosa in più. Ed è bene che la facciano non in terza classe, quando poi dopo pochi mesi dovranno uscire dalla scuola per iniziare l’avventura alle superiori, ma durante una tappa intermedia. E quindi il risultato che contiamo di raggiungere sarà certamente migliore».