Il Piccolo, 16 settembre 2009 
 
LA GIUNTA PRONTA AD APPROVARE IN VIA DEFINITIVA IL REGOLAMENTO SULL’ALIENAZIONE  
Alloggi sfitti delle Ater in vendita da ottobre  
De Anna: «Priorità a inquilini e familiari». Edilizia convenzionata, si va all’aumento dei canoni
 
 
di MARTINA MILIA

TRIESTE A ottobre le Ater potranno dare il via al piano vendita degli alloggi sfitti. Le modifiche al regolamento 119 del 2004 che consentiranno la vendita prima agli inquilini – intestatari ma anche familiari – e poi ai privati, saranno approvate in via definitiva dalla giunta (l’approvazione preliminare era avvenuta prima dell’estate con l’assessore Vanni Lenna) entro la fine del mese. Subito dopo il nuovo strumento normativo potrà essere utilizzato dalle Ater. Le case popolari sfitte, con priorità per quelle non a norma e prive di abitabilità, potranno così essere cedute a prezzo di mercato. Di pari passo la Regione sta lavorando sull’edilizia convenzionata. L’obiettivo è elevare i canoni d’affitto, pur mantenendoli al di sotto di quelli di mercato, per finanziare nuovi interventi abitativi.
SFITTO VENDESI Da una prima ricognizione fatta dalle Ater oscillano tra i 1000 e i 1200 gli alloggi sfitti patrimonio delle agenzie. Le Ater dovranno decidere quale fetta vendere sulla base dei requisiti introdotti con la modifica al regolamento 119. L’ordine sarà dato a case sfitte, non a norma e prive di abitabilità, alloggi singoli in immobili non gestiti dall’Ater (dove quindi le spese condominiali e di manutenzione sono elevate), alloggi già indicati nei piani vendita e quelli in cui si debba intervenire con importanti manutenzioni (alla copertura, all’impianto elettrico o di riscaldamento ecc.).
I BENEFICIARI «Daremo priorità – spiega l’assessore Elio De Anna – agli inquilini che vogliono comprare casa, a chi vive in una casa grande e ne vuole una più piccola per risparmiare o a chi, per esigenze famigliari, ha necessità di maggiori spazi. Utenti Ater e anche familiari stretti poiché la Regione lavora per una politica che investa di pari passo sui quattro istituti che fondano la nostra società: il lavoro, come abbiamo dimostrato con una particolare attenzione agli ammortizzatori sociali, la famiglia, la casa e il risparmio». Non solo gli intestatari, quindi, ma anche i parenti prossimi – ad esempio i figli – potranno acquistare l’immobile, che non necessariamente dovrà trovarsi nella sede di residenza: un inquilino Ater che abita a Trieste potrebbe decidere di comprare un alloggio messo in vendita in un altro comune. Accesso garantito anche a chi si trova in graduatoria in attesa di un’assegnazione. «Una volta data priorità agli utenti Ater – aggiunge l’assessore – gli immobili rimanenti potranno essere ceduti ai privati». Si apre a cooperative edilizie e persone fisiche ovvero qualunque cittadino interessato a comprare casa.
LE MODALITÀ Se gli inquilini accederanno tramite graduatoria secondo appositi bandi, per i privati si prevede la vendita all’asta. I prezzi – di mercato – dovranno essere determinati da perizie che le singole Ater commissioneranno a professionisti.
CONVENZIONATA Oltre che in materia di edilizia sovvenzionata, la Regione sta lavorando a una revisione del regolamento che riguarda l’edilizia convenzionata, ovvero tutti quegli interventi – realizzati sempre da Ater o cooperative o loro consorzi di imprese – diretti alla costruzione, all’acquisto o al recupero di abitazioni da destinare alla vendita, assegnazione o locazione sempre con benefici o agevolazioni e per i quali sono previste apposite convenzioni con i Comuni per determinare il prezzo di cessione o assegnazione e i canoni di locazione.
I CANONI La volontà della Regione è quella di rivitalizzare il canale contributivo alzando i canoni d’affitto – che resterebbero comunque al di sotto di quelli di mercato – secondo un meccanismo concordato tra locatario e locatore. La modifica allo studio prevede la possibilità di introdurre un ”sovrapprezzo” che darebbe diritto di prelazione sulla casa all’inquilino che si impegna a versarlo. Questa piccola maggiorazione consentirebbe alla Regione di alimentare il fondo per la costruzione di nuovi edifici.

Il Piccolo, 28 settembre 2009
 
Fame di case, pronto il piano Ater 
Quaranta nuovi alloggi entro il 2011. Saranno acquistati 25 alloggi

I numeri dell’emergenza-casa a Monfalcone sono impietosi: oltre 320 famiglie in lista d’attesa nella graduatoria dell’Ater, altri 120 nuclei in coda per ottenere uno dei 30 alloggi di edilizia convenzionata, nell’ambito del bando delle case Spaini. La fame di casa si tradurrebbe in un fabbisogno in città sull’ordine dei 100-150 alloggi. Di contro l’Ater annuncia una quarantina di nuovi appartamenti a Monfalcone entro il 2011, grazie al finanziamento regionale di oltre cinque milioni di euro. La giunta regionale, ancora a metà luglio, ha attribuito al territorio provinciale la somma di 11 milioni di euro. Di questi, quasi sei sono destinati alla creazione di 30 appartamenti a Gorizia, mentre gli altri sono divisi tra due progetti monfalconesi: il primo è il recupero edilizio di 12 alloggi in via Valentinis, il secondo è l’acquisto di altri 25 alloggi.
Il progetto dell’Ater riguarda la palazzina al civico 72 di via Valentinis, che comprende un totale di 12 alloggi da ristrutturare. La previsione era di ricavare almeno una decina di appartamenti, ora si sa che le previsioni saranno rispettate entro il 2010: ne usciranno una dozzina di nuovi appartamenti. La spesa presunta è di un milione 300mila euro, tutti finanziati dalla Regione. L’intervento s’inserisce nel piano di ristrutturazione di appartamenti che necessitano di una manutenzione di minima, prima di essere messi sul mercato tramite bando, altrimenti sarebbero inutilizzabili. Sulla stessa via l’Ater ha già in corso il progetto di recupero degli edifici di pregio all’entrata della città, le Case Spaini. Per l’intervento, dallo Stato è arrivato nel 2003 un finanziamento di un milione 460mila euro per la ristrutturazione delle prime quattro palazzine, che copre il 50% dell’intero importo (due milioni 900mila euro).
L’Ater è partita con il restauro delle due case affacciate su via Valentinis (numeri civici 62 e 64), le cui famiglie sono state temporaneamente ospitate in altri alloggi. Il secondo intervento è quello dell’acquisto di 25 alloggi da destinare all’edilizia convenzionata. Un passo atteso da centinaia di famiglie monfalconesi in difficoltà.

Il Piccolo, 05 ottobre 2009
 
SUNIA 
Ater, ritardatario un terzo degli inquilini 
Oltre 300 non hanno ancora presentato i redditi per il calcolo degli affitti
«C’è il rischio che dal prossimo gennaio si vedano applicata la tariffa massima prevista»

Un terzo del migliaio di affittuari di alloggi Ater di Monfalcone, quelli che non hanno ancora provveduto a consegnare le dichiarazioni dei redditi per il calcolo dei canoni, rischia di vedersi applicata la tariffa massima prevista.
La denuncia arriva dal Sunia, il sindacato degli inquilini, che ha constatato come «al 30 settembre 2009, numerosi degli oltre 4mila inquilini Ater della Provincia, di cui un migliaio nella sola Monfalcone, sono in ritardo nella presentazione del questionario predisposto dall’Ater». Il Sunia ricorda che «in caso di omessa denuncia, l’Ater applicherà il tetto massimo degli affitti come previsto dalla legge regionale 6 del 2003». Ecco perché il sindacato aveva chiesto una proroga dei termini per la presentazione delle denunce, che però l’Ater non ha concesso. «Al fine di evitare l’applicazione degli affitti dal primo gennaio 2010 – afferma il segretario provinciale del Sunia, Sergio Donda -, invitiamo gli inquilini ritardatari a presentarsi con urgenza alle sedi Ater (a Monfalcone in via Verdi 44 e Gorizia in corso Italia 156) per presentare la dichiarazione dei redditi relativa al 2008 per l’intero nucleo familiare». Il relativo questionario era pervenuto a casa degli inquilini già a metà agosto. Secondo le regole previste dall’Ater, tutto l’inquilinato viene suddiviso in tre fasce in base ai redditi familiari: la fascia A (cosiddetta “protetta”) con redditi non superiori a 2 pensioni Inps, in cui il canone si calcola su una percentuale dei redditi goduti; e le fasce B e C (a loro volta divise in varie sottofasce) in cui il canone è determinato in misura crescente, per scaglioni di reddito, in base alla percentuale del valore catastale dell’alloggio. Il problema dei redditi è particolarmente pressante a Gorizia, dove il 55% degli inquilini appartiene alla fascia A. L’aggiornamento standard è quello biennale, basato sul censimento dei redditi di tutto il nucleo familiare. È consentito inoltre l’aggiornamento, in ogni momento, qualora il nucleo familiare dovesse subire una riduzione di reddito superiore al 20% di quello dichiarato.

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