Il Piccolo, 23 settembre 2009
SEDUTA IN PROGRAMMA LUNEDÌ
In aula si parlerà di rischio nucleare
Interrogazione di Greco sull’ipotesi che la città sia tra i siti di una centrale
L’ipotesi – o meglio il timore – che Monfalcone possa essere inserita dal governo tra i siti in cui realizzare una centrale nucleare sarà affrontata nel Consiglio comunale convocato per lunedì alle 20.30, con eventuale prosecuzione la sera successiva. A innescare il dibattito è l’interrogazione del consigliere del Pd, Omar Greco, che ha chiesto al sindaco «cosa intende fare per tutelare i cittadini di Monfalcone, qualora le indiscrezioni dovessero rivelarsi fondate. La nostra città – ha aggiunto Greco – vista la sua vocazione industriale, ospita già un numero importante di attività produttive, anche inquinanti, tra cui la centrale termoelettrica più grande della regione». Tra gli argomenti in discussione, anche alcune mozioni del consigliere dell’Udc Giorgio Pacor, e una del consigliere Fabio Del Bello sulla salubrità delle acque dell’Isonzo e del litorale.
Il Piccolo, 27 settembre 2009
AMBIENTE
«Sì al nucleare ma non in città»
L’Udc: «Monfalcone pretende chiarezza dal ministro Scajola»
Le rassicurazioni del ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola non bastano. Nessuno a Monfalcone sembra disposto a prendere sottogamba l’ipotesi che la città possa diventare sito per una centrale nucleare, nemmeno chi è in linea con la scelta nucleare del governo. Dopo il consigliere regionale del Pd Giorgio Brandolin e il segretario provinciale Omar Greco, alla carica vanno anche i consiglieri comunali dell’Udc Giorgio Pacor e Cesare Calzolari. «È evidente – dicono Pacor e Calzolari, a fronte della lista sui possibili siti pubblicata di recente sul ”Sole 24 Ore” e delle dichiarazioni del ministro Scajola («Nessuna ipotesi è stata sinora formulata») – che negli ambienti economici e confindustriali il nostro territorio è considerato come idoneo a questo insediamento, come Chioggia per la quale si era pronunciato in senso favorevole il presidente della regione Galan. È evidente che anche l’Italia è chiamata a misurarsi con il problema di una diversificazione di fonti di produzione energica per ridurre la dipendenza dall’impiego del petrolio e del carbone, fonti di inquinamento».
L’Udc, favorevole alla costruzione di centrali nucleari il Italia, afferma però «la sua più netta contrarietà a ogni previsione di collocare nella nostra città impianti nucleari» e ritiene che su questo punto debba esserci la più ampia mobilitazione per evitare una prospettiva del genere. Pacor e Calzolari spiegano la ragione di questa opposizione, «legata al sovraccarico di insediamenti industriali e di produzione di sostanze inquinanti e al rischio già presente nel territorio per la crescita disordinata del dopoguerra e perché essa minerebbe ogni altra prospettiva di sviluppo». Secondo i due consiglieri dell’Udc, da un lato sarebbero a rischio i livelli minimi di garanzia della qualità della vita in una realtà dove il carico antropico è già rilevante, dall’altro ne verrebbero condizionate e compromesse prospettive come quelle legate al porto, alla logistica, alla nautica e all’innovazione, le quali ultime potranno trovare impulso dal Distretto navalmeccanico e dagli altre attività previste in Europalace.
«Già fin d’ora – concludono Pacor e Calzolari – è indispensabile che siano fatti tutti i passi affinché la Regione faccia sentire la sua voce in modo tale che nella scelta dei criteri si tenga conto dell’impossibilità di collocare siti di questa natura, così pesantemente impattanti, all’interno di comprensori fortemente urbanizzati e industrializzati. Questo insediamento, per le sue esigenze di spazio, acqua di raffreddamento, movimentazione avrebbe un effetto devastante sulla città».
Il Piccolo, 30 settembre 2009
Il sindaco: «Una follia costruire una centrale nucleare a Monfalcone»
Monfalcone non è disponibile ad accogliere un impianto nucleare sul proprio territorio. Lo ha chiarito il sindaco Gianfranco Pizzolitto nella seduta di lunedì sera del Consiglio comunale, rispondendo all’interrogazione presentata dal consigliere dei Ds-Pd Omar Greco. Il sindaco ha definito anzi ”una follia” un’ipotesi del genere per una città che «ha già dato tanto, troppo, dall’amianto alla densità dei suoi insediamenti industriali». «Non siamo un cassonetto», ha aggiunto Pizzolitto, rilevando come sarebbe inoltre del tutto improbabile che una città che ha respinto il rigassificatore Snam dica sì al nucleare. «Auspico che in città si crei una consapevolezza trasversale su questo tema – ha proseguito il sindaco -. Si tratta di dire no a un ulteriore, intollerabile impatto sul territorio, anche rispetto lo sviluppo del residuale nautico e turistico. In ogni caso non mi risulta che la proprietà della centrale sia stata interpellata o in qualche modo coinvolta nei progetti di rilancio del nucleare in Italia. Non c’è quindi alcun rallentamento della riconversione a metano dei due gruppi a olio combustibile della centrale termoelettrica».
Messaggero Veneto, 30 settembre 2009
Centrale nucleare a Monfalcone, il «no» del sindaco: «Una follia, siamo già la città martire per l’amianto»
MONFALCONE. Non si è espresso in merito all’uso dell’energia nucleare e ha voluto solo parlare in merito alla eventuale scelta di Monfalcone come sito di centrale, cosa che ha definito “una follia”.
Il sindaco di Monfalcone, Gianfranco Pizzolitto, interrogato dal consigliere comunale Omar Greco in merito alla possibile scelta di Monfalcone come, appunto, sito di centrale nucleare, ha parlato con chiarezza. «Monfalcone ha già dato. Siamo la città martire dell’amianto, abbiamo insediamenti industriali a densità elevata. Non c’è più spazio. Sembra che noi dobbiamo essere il sito dove mettere quello che altri non vogliono, ma dobbiamo essere noi a decidere: non siamo un cassonetto e qui, nella città che ha detto no al terminale di rigassificazione, il sito nucleare non deve essere inserito», ha detto Pizzolitto, auspicando che si crei una trasversalità di forze politiche e sociali per dire che la città non consente nuovi grandi impatti.
«Oltretutto – ha aggiunto – ciò sarebbe in contrasto con il residuale turistico».
In merito al possibile utilizzo della centrale termoelettrica quale centrale nucleare, ha detto di non avere assolutamente notizia in tal senso, rassicurando anche sul prosieguo del processo di metanizzazione della centrale ex Endesa, ora A2A.
In merito all’ipotesi di Monfalcone nuclearea Greco ha ricordato come il disegno di legge 1195 prevede che entro sei mesi il governo fissi i paletti per l’avvio di un piano finalizzato a costruire un certo numero di centrali nucleari nel nostro paese e le prime indiscrezioni, pur mancando l’ufficialità, dicono che uno dei siti prescelti potrebbe essere proprio la città dei cantieri, che, sulla base dei decreti legislativi di riassetto normativo «recanti la disciplina della localizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare», cioè norme che definiranno i criteri di scelta dei siti sui quali nasceranno le nuove centrali, disporrebbe di tutte le caratteristiche per ospitare una centrale.
«La nostra città, vista la sua vocazione industriale, ospita già un numero importante di attività produttive, anche inquinanti, tra cui la centrale termoelettrica più grande della Regione», dice Greco, parlando anche di «cortina fumogena che circonda questa vicenda, a causa della poca trasparenza del governo, che in assenza di una reale politica energetica improvvisa scelte senza tener conto dei rischi che il nucleare comporta e dei tanti problemi ancora irrisolti sul suo utilizzo, come per esempio lo smaltimento delle scorie».
Cristina Visintini
Il Piccolo, 01 ottobre 2009
CONSIGLIO PROVINCIALE
Gherghetta: no a una centrale nucleare in città
«Farò il massimo per evitare che si realizzi una centrale termonucleare a Monfalcone». Il presidente della Provincia Enrico Gherghetta lo ha affermato nel corso della seduta del Consiglio provinciale dell’altra sera. Rispondendo alle interrogazioni dei consiglieri Ennio Pironi, Fabio Del Bello e Alessandro Perrone, preoccupati per quanto scritto la scorsa settimana sul quotidiano economico ”Il Sole 24 ore”, Gherghetta ha ribadito la posizione antinucleare che aveva già sostenuto a luglio. Ieri il capo dell’esecutivo provinciale è tornato sull’argomento è ha ampliato il pensiero. «Mi opporrò alla realizzazione di una centrale atomica non solo a Monfalcone, ma anche nell’Isontino e nel resto d’Italia», sono state le sue parole. Citando il presidente onorario di Legambiente Ermete Realacci, il premio nobel goriziano Carlo Rubbia e l’economista ambientalista Jeremy Rifkin, Gherghetta ha invitato a guardare più in là, alle energie pulite. «L’Italia potrebbe creare energia da fonti rinnovabili meglio di qualunque altro paese al mondo: abbiamo il vento, i fiumi, il sole bisogna solo imparare a sfruttare meglio questi elementi. Quella atmica è una tecnologia ormai vecchia e costosa, oltre che pericolosa. Non può essere realizzata. Bisogna quindi lasciare spazio alla produzione locale di energia. Questo eliminerebbe gli sprechi».
«Sono uno dei sostenitori della micro-generazione – ha aggiunto il presidente della Provincia -. Un esempio: alcuni giorni fa mi ha chiamato il titolare della Sbe e mi ha informato che l’azienda va verso l’autoproduzione totale dell’energia elettrica. Stiamo parlando di una realtà con 200 dipendenti: se si può fare in questo settore, allora credo che si possa fare ovunque».
Stefano Bizzi





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