Il Piccolo, 04 novembre 2009
L’INTENTO DELL’ASSESSORE MORSOLIN
Confronto pubblico sul recupero di un edificio della Colonìa
Il Comune andrà con tutta probabilità a un momento di confronto pubblico sul progetto elaborato per promuovere l’autorecupero di una palazzina della Colonìa da parte di un gruppo di cittadini. «Il progetto steso dalla cooperativa Sotto il tetto di Milano è molto corposo – spiega l’assessore alle Politiche sociali Cristiana Morsolin – e soprattutto indica varie opzioni con cui dare concretezza al progetto». In sostanza, l’ente locale potrebbe prevedere la strada della vendita ai privati che poi procederebbero al recupero dell’immobile o quella di rimanere proprietario e applicare poi un affitto ovviamente parametrato all’impegno finanziario del gruppo di cittadini nel trasformare la palazzina. «Il progetto quindi comprende varie valutazioni sulle soluzioni finanziarie – aggiunge l’assessore alle Politiche sociali -, anche in base ai lavori che potrebbero essere effettuati in proprio e quelli che invece vanno in modo quasi obbligato affidati a imprese specializzate. Credo che un momento di confronto pubblico potrebbe essere utile».
L’amministrazione comunale, che ha avviato il progetto come misura anti-tensione abitativa, intanto ha deciso di costituire un gruppo di lavoro interno proprio per individuare la soluzione ritenuta migliore e che quindi sarà messa a bando nel corso dei prossimi mesi. In vista c’è anche un incontro con gli estensori del progetto. «Mi rendo conto che i tempi si stanno allungando – afferma l’assessore Morsolin -, ma non esistono molte esperienze di autorecupero in Italia, mentre ne sono state compiute un po’ di più sul fronte dell’autocostruzione. In Friuli Venezia Giulia non esiste poi una legislazione specifica in materia e anche per questo riteniamo importante portare a termine quello che è a tutti gli effetti un progetto pilota». La palazzina individuata per mettere in pratica l’operazione si trova nell’area alle spalle dell’ex dispensario di via Valentinis. Pare perché è già certo che i 12 alloggi al momento presenti nell’edificio scenderanno a 6, in modo da aumentarne le dimensioni, ora molto ridotte e non adatte ad accogliere delle famiglie. (la.bl.)
Il Piccolo, 18 novembre 2009
APPELLO AI CONSIGLIERI REGIONALI
Donda: no ai tagli all’edilizia pubblica
Sunia sul piede di guerra per il dietrofront della Regione, che ha annunciato un drastico taglio, nella finanziaria del 2010, ai contributi dell’edilizia pubblica. La segretaria provinciale del Sindacato unitario nazionale inquilini assegnatari rivolge un appello ai consiglieri regionali dell’Isontino, ai sindaci e a tutte le forze politiche e sociali affinché sia garantito un forte impegno per la salvaguardia dei fondi in precedenza destinati al comparto degli alloggi Ater. «Alla luce – afferma il segretario Sergio Donda (nella foto) – dei recenti provvedimenti della giunta Tondo riferiti alla prossima finanziaria in materia di edilizia pubblica, cui fa seguito il drastico taglio dei finanziamenti per l’edilizia sovvenzionata e le indispensabili opere di manutenzione delle case, peraltro in precedenza ripetutamente promessi sulla stampa, il Sunia esprime una vibrante protesta». L’ente, pur consapevole «delle difficoltà economiche e delle limitate risorse in capo alla Regione, anche in rapporto alla crisi occupazionale che colpisce tanti settori e riduce i consumi», ritiene grave il provvedimento della Regione. Provvedimento che «non tiene conto delle priorità d’intervento, soprattutto verso il bene sociale della casa». Nell’Isontino, stando a Donda, risultano 1.700 richieste d’alloggio indirizzate all’Ater, molte delle quali sono state formulate da famiglie con doppio sfratto esecutivo. «Davanti a questa situazione – conclude – che mette in difficoltà lo stesso Ater, poiché non lo rende capace di rispettare i programmi posti, si registrerà la perdita di 67 alloggi per il 2010. Perciò rivolgiamo un pressante invito ai consiglieri regionali dell’Isontino, ai sindaci e a tutte le forze politiche e sociali di esprimere un forte impegno teso a far modificare, nella finanziaria, l’indirizzo delle risorse economiche verso il bene della casa, ritenendola una priorità assieme alla sanità e alla scuola». Per contribuire a far modificare alla Regione le proprie decisioni, il Sunia ha infine chiesto un incontro urgente all’Ater.
Tiziana Carpinelli
Il Piccolo, 22 novembre 2009
INTERVENTO DI PRIVATI SU EDIFICI PUBBLICI DEGRADATI
Nuovi alloggi con l’autorecupero
Undici alloggi di proprietà pubblica da autorecuperare e quindi destinare al mercato immobiliare: una soluzione per riuscire a reinserire tra le disponibilità nelle case che altrimenti non verrebbero mai recuperate causa mancanza di fondi dell’amministrazione. Un progetto pilota a livello regionale e nazionale, che adesso il Comune si propone di mettere finalmente in campo dopo gli annunci degli scorsi mesi. Il piano di azione, che il Comune aveva affidato a una cooperativa, è stato finalmente redatto e consegnato all’amministrazione. Nel piano è indicato come si potrà effettivamente realizzare l’autorecupero, con che impegno finanziario e tempi tecnici. «L’intenzione è quella di spiegare agli interessati, che saranno i primi undici alloggi individuati nel piano, come ci si intende muovere, nel corso di un convegno pubblico – spiega l’assessore alle Politiche Sociali Cristiana Morsolin – perchè l’azione sarà di una certa complessità, e sarà quindi necessario essere bene informati». L’incarico dell’esecuzione dello Studio di fattibilità è stato affidato dalla società ”Sotto il tetto” di Milano.Vista l’altissima richiesta di alloggi e le difficoltà in cui si trovano le Ater, il Comune di Monfalcone vuole quindi stringere i tempi sul progetto. L’iniziativa conta su una collaborazione tra Comune e Ater, e prevede l’autorecupero di un primo edificio di proprietà pubblica nella zona Est della città, che ora contiene 11 alloggi di piccole dimensioni, che dopo i lavori (di competenza degli affittuari che poi diverranno proprietari degli alloggi) saranno dieci, questo per rendere alcuni di essi, molto piccoli, adatti ad ospitare anche delle famiglie. I tempi di realizzazione, fase che sarà seguita dall’Ater, gestore del patrimonio edilizio comunale, rimangono però difficili da indicare, proprio perché si tratta di un strada che non ha precedenti sul territorio nazionale. In città gli alloggi di proprietà pubblica sfitti sono al momento 119, di cui 92 dell’Ater e 27 del Comune. Dei 92 dell’Ater 12 sono sfitti per lavori di piccola manutenzione, 12 perché in attesa di progettazione degli interventi, per 31 sono in fase di progettazione i lavori e per 37 è già in corso la ristrutturazione. La ‘fame di case’ è poi evidente anche nella richiesta di contributi per affitti. Monfalcone ricopre in provincia quasi un terzo del numero totale di domande. Su 1146 accettate, infatti, 470 provengono dalla città dei cantieri e 317 da Gorizia.
Messaggero Veneto, 25 novembre 2009
Emergenza case, scatta il piano di autorecupero
Il Comune è orientato a cedere undici alloggi a un gruppo di privati per risistemarli e affittarli
MONFALCONE. È stato approvato dalla giunta comunale di Monfalcone lo studio di fattibilità dell’autorecupero di alloggi, progetto pilota a livello regionale e nazionale che mette il comune di Monfalcone tra i comuni che, appunto, per primi, hanno creduto a questa forma di risposta all’emergenza abitativa.
Lo studio, realizzato dall’associazione “Sotto il tetto” di Miliano, prende in esame sia gli aspetti tecnici, sia economico/sociali dell’intervento e sostanzialmente rispetta quanto previsto all’accordo quadro tra comune e Ater e dal contratto di affidamento, salvo privilegiare il passaggio dell’immobile in proprietà alla cooperativa di autorecuperatori, rispetto al mantenimento della proprietà in capo al Comune.
«Si ritiene – si legge sulla delibera di giunta che approva lo studio – che ciò non sia contrario agli interessi dell’ente e che possa, invece, maggiormente incentivare l’iniziativa dei privati».
Per il seguito del lavoro e data la sua interdisciplinarietà, è già stato valutata in Conferenza dirigenti la proposta del direttore generale di procedere alla costituzione di un apposito gruppo di lavoro interno intersettoriale, cui affidare il compito di verificare con ulteriore dettaglio le proposte dello studio di fattibilità e di avviare il percorso attuativo dell’intervento.
In sostanza si parla, dunque, di undici alloggi di proprietà pubblica da autorecuperare e quindi destinare al mercato immobiliare: una soluzione per riuscire a reinserire tra le disponibilità delle case che altrimenti non verrebbero mai recuperate causa mancanza di fondi dell’amministrazione.
Come si procederà e come saranno effettuati i lavori verrà spiegato nel corso di un convegno pubblico, «perché – come spiega l’assessore alle politiche sociali Cristiana Morsolin – l’azione sarà di una certa complessità, e sarà quindi necessario essere bene informati».
Vista l’altissima richiesta di alloggi e le difficoltà in cui si trovano le Ater, il Comune di Monfalcone vuole quindi stringere i tempi sul progetto. L’iniziativa conta su una collaborazione tra Comune e Ater, e prevede l’autorecupero di un primo edificio di proprietà pubblica nella zona Est della città, che ora contiene 11 alloggi di piccole dimensioni, che dopo i lavori (di competenza degli affittuari che poi diverranno proprietari degli alloggi) saranno dieci, questo per rendere alcuni di essi, molto piccoli, adatti a ospitare anche delle famiglie.
Gli appartamenti, tra i 30 a 45 metri quadrati, saranno assegnati con bando pubblico in base al reddito e potranno godere anche di zone comuni, ad esempio l’area per i congelatori.
I tempi di realizzazione – fase che sarà seguita dall’Ater, gestore del patrimonio edilizio comunale – rimangono però difficili da indicare, proprio perché si tratta di un strada che non ha precedenti sul territorio nazionale.
In città gli alloggi di proprietà pubblica sfitti sono al momento 119, di cui 92 dell’Ater e 27 del Comune. Dei 92 dell’Ater 12 sono sfitti per lavori di piccola manutenzione, 12 perché in attesa di progettazione degli interventi, per 31 sono in fase di progettazione i lavori e per 37 è già in corso la ristrutturazione. La “fame di case” è poi evidente anche nella richiesta di contributi per affitti.
Monfalcone ricopre in provincia quasi un terzo del numero totale di domande. Su 1146 accettate, infatti, 470 provengono dalla città dei cantieri e 317 da Gorizia.
Cristina Visintini





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