Il Piccolo, 05 novembre 2009
LA SOCIETÀ PERÒ NON CONFERMA LE VOCI
Ansaldo, possibili scarichi di lavoro a partire dal 2010
Ansaldo sistemi industriali non esclude di dover tamponare un possibile scarico di lavoro nello stabilimento di Monfalcone a partire dall’inizio del 2010, ricorrendo a una riduzione dell’orario di lavoro o alla cassa integrazione ordinaria.
È quanto emerso nel corso di un incontro in azienda per la presentazione da parte dell’Ugl (presente nella Rsu della fabbrica con un delegato) del suo nuovo segretario territoriale del settore metalmeccanico, Andrea Marcolini. A riferlo sono fonti del sindacato, mentre la società ribadisce come al momento non esista ancora un quadro certo e definitivo dei carichi di lavoro per i primi sei mesi del prossimo anno. Per Ansaldo sistemi industriali è quindi del tutto prematuro parlare di un possibile ricorso a strumenti diversi da quelli adottati finora (mobilità interna, ferie, formazione) per tamponare la mancanza di commesse per il settore dello stabilimento che produce motori a corrente continua. Asi, come concordato con le organizzazioni dei metalmeccanici nell’ultimo incontro, conta invece di poter fornire un quadro più chiaro sulle prospettiva della produzione per il 2010 ai sindacati alla fine di questo mese. Il carico di lavoro è assicurato fino alla fine del 2009, perlomeno per la produzione di grandi motori a corrente alternata, e solo la positiva chiusura delle trattative in corso per nuove commesse nel settore oil&gas e navale consentirebbe di guardare al prossimo anno senza ansie.
Intanto però procede senza rallentamenti la costruzione del nuovo capannone, necessario per lo sviluppo di motori di ancora maggiori dimensioni. La struttura, che inizia a diventare visibile da via dell’Agraria, sta richiedendo alla società un investimento di 14 milioni di euro. Nel corso dell’appuntamento di ieri (che per la società non aveva alcun carattere formale di confronto sindacale) l’Ugl ha comunque anche chiesto notizie sul fronte della sicurezza, dopo i due incidenti, di lieve entità, verificatisi nello stabilimento di Panzano una decina di giorni fa. Ansaldo sistemi industriali proprio in questo periodo sta procedendo a una formazione in materia di sicurezza di tutto il suo personale operaio a Monfalcone attraverso un corso tenuto da Formindustria. Il percorso formativo si concluderà attorno alla metà di dicembre e l’Ugl ha riferito di essere consapevole degli sforzi che l’azienda sta effettuando sul fronte della prevenzione degli infortuni. (la.bl.)
Il Piccolo, 26 novembre 2009
APPROVATO DAI LAVORATORI A LARGHISSIMA MAGGIORANZA
Ansaldo, passa il contratto
C’è preoccupazione tra i lavoratori di Ansaldo sistemi industriali sui carichi di lavoro dello stabilimento di Panzano per il prossimo anno. I dipendenti di Asi hanno dato voce ai propri timori durante le assemblee che Fim e Uilm hanno tenuto in questi giorni nella fabbrica per illustrare l’accordo sul rinnovo del contratto nazionale, non sottoscritto dalla Fiom, in vista del referendum tra gli iscritti alle due organizzazioni (apertosi ieri e che si concluderà domani). «E’ indispensabile andare a una verifica entro la fine dell’anno con la società – afferma il segretario provinciale della Fim-Cisl Gianpiero Turus – che non ha nascosto come, se non fossero concretizzati degli ordini, ci sarebbero dei problemi a Monfalcone all’inizio del prossimo anno. La preoccupazione dei lavoratori è comprensibile». Le assemblee avevano comunque al centro il tema del contratto e la Fiom-Cgil è tornata a chiedere attraverso un ordine del giorno che tutti i metalmeccanici e non solo gli iscritti a Fim e Uilm, la cui rappresentanza è minoritaria nel settore. Il documento è stato approvato a larghissima maggioranza, con solo 3 voti contrari e con il parere favorevole di moltissimi iscritti a Fim, Uilm e Ugl, riferisce la Fiom.
«Il risultato della votazione ha ribadito quanto sia importante e sentito il valore della democrazia nei luoghi di lavoro – commenta la Fiom -. Il contratto nazionale non è di proprietà di nessuna sigla sindacale. I lavoratori vogliono avere la possibilità di decidere, anche e soprattutto in presenza di proposte diverse, su come sarà il loro futuro, nelle aziende e nella vita sociale”. È stato richiesto che l’ordine del giorno sia portato a conoscenza delle segreterie nazionali, perché venga sentita «la voce che arriva dalle fabbriche».
Il Piccolo, 27 novembre 2009
CONTRATTO NAZIONALE ALL’ASI
La Fiom chiede alla Uilm un referendum vincolante
«Il contratto nazionale non è proprietà di alcuna sigla sindacale». Lo afferma Thomas Casotto, segretario provinciale della Fiom-Cgil, in merito al referendum sull’accordo promosso nello stabilimento monfalconese di Ansaldo sistemi industriali da Fim e Uilm che a livello nazionale hanno sottoscritto l’intesa. Al termine delle assemblee tenutesi in fabbrica sul contratto, ma anche sui carichi di lavori di Asi, la Fiom ha chiesto, attraverso un ordine del giorno, che tutti i metalmeccanici, e non solo quelli iscritti a Fim e Uilm, si potessero esprimere sull’intesa. Il documento è stato approvato a larga maggoranza con soli tre voti contrari e con parere favorevole, sottolinea la Fiom, di moltissimi iscritti a Fim, Uilm e Ugl. In merito alla situazione sindacale presente all’interno dello stabilimento di Panzano, Casotto ricorda che «recentemente la Fim ha perso un delegato e alcuni iscritti proprio a fronte della vicenda contrattuale, ciò a dimostrazione che i lavoratori e le lavoratrici, non solo a Monfalcone, ma in tutta Italia (vedi i recenti fatti di cronaca quali Fiat ed esempio) nelle assemblee contestano questa firma separata, questa disdetta di un contratto unitario ancora in vigore, oltreché la mancanza di un percorso democratico che nei metalmeccanici è ormai tradizione assodata». La Fiom, pertanto, che rappresenta la maggioranza dei lavoratori, ha chiesto a Fim e Uilm un referendum vincolante: se i lavoratori dovessero approvare l’ipotesi firmata da Fim e Uilm, allora anche la Fiom, pur non ritenendola una buona intesa, la firmerebbe per rispetto e mandato di tutti.
Messaggero Veneto, 27 novembre 2009
Contratto: l’Ansaldo chiede un referendum fra tutti i lavoratori
MONFALCONE. «L’assemblea dei lavoratori di Ansaldo sistemi industriali dello stabilimento di Monfalcone chiede che tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori metalmeccanici, iscritti e non iscritti al sindacato, possano esprimere il loro giudizio, attraverso un referendum, sull’ipotesi di accordo sul rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici, firmata da Federmeccanica con Fim, Uilm e Ugl». È questo il testo dell’ordine del giorno votato a larghissima maggioranza dei lavoratori Ansaldo al termine delle assemblee tenutesi nello stabilimento e convocate da Fim e Uilm, relativamente all’accordo separato sul contratto nazionale dei metalmeccanici.
Dopo l’illustrazione del contenuto, Fim e Uilm avevano infatti ribadito la volontà di far approvare o meno l’accordo attraverso un referendum, a cui avrebbero potuto partecipare soltanto i loro iscritti, ma le Rsu della Fiom-Cgil hanno presentato alle assemblee l’ordine del giorno da sottoporre al voto dei lavoratori e i cui si chiedeva che la possibilità di voto venisse ampliata a tutti i lavoratori. Il documento è stato approvato a larghissima maggioranza, con soli tre voti contrari e con il parere favorevole di moltissimi iscritti anche di Fim, Uilm e Ugl. «Il risultato della votazione – spiegano i rappresentanti Fiom di Ansaldo – ha ribadito quanto sia importante e sentito il valore della democrazia nei luoghi di lavoro».
«L’intesa è stata raggiunta, ma è ormai non più prorogabile l’avvio di un confronto sul futuro, perché con la fine gennaio saranno finite le 52 settimane di Cigo a disposizione per tamponare gli scarichi di lavoro. All’inizio dell’anno la società dovrà necessariamente illustrare i propri programmi».
Le segreterie provinciali di Fim, Fiom, Uilm e le Rsu incontreranno venerdì mattina il management di Eurogroup, impresa che effettua lavori di carpenteria legati per un terzo a Fincantieri e che prima delle ferie aveva siglato un accordo con le segreterie provinciali dei metalmeccanici per un ricorso alla Cigo per 13 settimane per tutti i suoi 93 dipendenti. Un aumento del carico di lavoro aveva consentito di limitare il ricorso alla cassa integrazione. Al tavolo l’azienda porterebbe quindi un ulteriore prolungamento della Cigo.
Il Piccolo, 02 dicembre 2009
Eurogroup chiude il ricorso alla ”cassa”
Rientrano le lavorazioni affidate a una ditta esterna a favore dei 93 dipendenti
Eurogroup, l’azienda di carpenteria insediata al Lisert, per ora non ricorre più alla cassa integrazione ordinaria per tamponare la riduzione degli ordini e si attiva per riportare in casa delle lavorazioni finora affidate a un’impresa esterna. La società lo ha comunicato nell’incontro avuto in questi giorni con le segreterie provinciali dei sindacati dei metalmeccanici e le Rsu di stabilimento. Le commesse al momento attuale non sono ancora sufficienti a sostenere l’orario normale di lavoro. Visto che la Cigo scadeva a fine novembre e la situazione pare gestibile con l’utilizzo del ponte dell’8 dicembre e poi delle ferie collettive per le festività di fine anno, Eurogroup ha deciso per il momento di non chiedere un ulteriore periodo di ”cassa” per i suoi 93 dipendenti. È stata comunque già fissata una nuova verifica con il sindacato a metà gennaio, quando la situazione del mercato potrebbe essere meglio decifrabile, soprattutto per quel che riguarda il navale. «Il dato positivo è comunque che l’azienda non solo ha rispettato i termini dell’accordo sulla Cigo per quel che riguardava rotazione e versamento dell’anticipo della cassa integrazione – spiega Fabio Baldassi della segreteria provinciale della Fiom-Cgil -, ma si sta impegnando per far rientrare delle lavorazioni finora effettuate da un’impresa esterna. In questo senso va l’affiancamento di 12 dipendenti a quelli della ditta in appalto».
A conferma di questa volontà Eurogroup ha già contattato gli enti formativi per coinvolgere i dipendenti in un corso per saldocarpentiere e in uno per saldatore. Per quel che riguarda il mercato, come riferisce Baldassi, Eurogroup continua a realizzare gli ordini già chiusi con Fincantieri per le unità in fase di costruzione a Monfalcone e Marghera. L’unico cliente che al momento sta garantendo lavoro in modo continuativo pare invece essere il Cantiere navale Visentini di Rovigo. (la.bl.)
Messaggero Veneto, 04 dicembre 2009
“Eurogroup” bloccherà il ricorso alla cassa integrazione ordinaria
MONFALCONE. Arriva da Eurogroup, azienda monfalconese di carpenteria, un piccolo ottimistico segnale positivo rispetto alla crisi che ha colpito numerose aziende. L’azienda, infatti, nel corso di un recente incontro con le segreterie provinciali dei sindacati metalmeccanici e le Rsu, ha comunicato di non dover ricorrere più, per ora, alla cassa integrazione ordinaria dei 93 dipendenti per tamponare la riduzione degli ordini e di attivarsi per riportare in casa delle lavorazioni finora affidate a un’impresa esterna.
È ancora reale il fatto che le commesse al momento attuale non siano sufficienti a sostenere l’orario normale di lavoro, ma considerata la scadenza della Cigo a fine novembre, si è preferito non rinnovarla e utilizzare per una sospensione del lavoro l’utilizzo del ponte dell’8 dicembre e poi le ferie collettive per le festività di fine anno. È stata comunque già fissata una nuova verifica con il sindacato a metà gennaio, quando la situazione del mercato potrebbe essere analizzata in modo più preciso, soprattutto per quel che riguarda il settore navale. «Il dato positivo è comunque che l’azienda non solo ha rispettato i termini dell’accordo sulla Cigo per quel che riguardava rotazione e versamento dell’anticipo della cassa integrazione – spiega Fabio Baldassi della segreteria provinciale della Fiom-Cgil –, ma si sta impegnando per far rientrare delle lavorazioni finora effettuate da un’impresa esterna. In questo senso va l’affiancamento di 12 dipendenti a quelli della ditta in appalto».
A conferma di questa volontà Eurogroup ha già contattato gli enti formativi per coinvolgere i dipendenti in un corso per saldocarpentiere e in uno per saldatore. Intanto Eurogroup continua a realizzare gli ordini già chiusi con Fincantieri per le unità in fase di costruzione a Monfalcone e Marghera, anche se l’unico cliente che al momento sta garantendo lavoro in modo continuativo pare essere il Cantiere navale Visentini di Rovigo.
Il Piccolo, 11 dicembre 2009
SCARICO DI LAVORO
Cassa all’Ansaldo per 13 settimane
L’annuncio è stato dato ai sindacati in un incontro a Milano
A partire dall’inizio del 2010 Ansaldo Sistemi Industriali ricorrerà alla cassa integrazione ordinaria a Monfalcone per tamponare un consistente scarico di lavoro, non più gestibile con mobilità interna, corsi di formazione e ferie come nel 2009. La società lo ha annunciato ieri a Milano alle Rsu e alle segreterie territoriali dei metalmeccanici. Asi non è riuscita quindi a concretizzare in queste ultime settimane un numero sufficiente di ordini tale da garantire la piena produzione nei primi quattro-cinque mesi del 2010. Una serie di offerte rimangono in campo, per il settore dell’oil&gas e non solo, ma l’eventuale arrivo di nuove commesse avrà ormai effetto sui carichi di lavoro della seconda metà del prossimo anno. Asi dovrà quindi ricorrere alla cassa integrazione ordinaria per 13 settimane a partire da gennaio o al più tardi febbraio. Il numero di dipendenti coinvolti, che a Monfalcone, il più grande stabilimento di Asi in Italia, sono in tutto 450, e le modalità con cui sarà utilizzata la Cigo saranno definiti mercoledì in un incontro a livello di stabilimento tra azienda e rappresentanti dei lavoratori.
Al tavolo il sindacato intende porre la questione dei contratti interinali in scadenza a fine anno (cinque) e quella dell’utilizzo, ormai consolidato, di una quarantina di lavoratori esterni, tutti romeni. L’inizio dell’anno inizierà all’insegna delle difficoltà solo per lo stabilimento di Monfalcone. La commessa da 35 milioni di euro che Asi si è aggiudicata a novembre, tramite la controllata Answer Drives, da Kerself, società italiana leader nel settore quotata in Borsa, per fornitura di componenti elettrici per impianti fotovoltaici in Puglia avrà ricadute positive, ma per gli stabilimenti di Vicenza e Milano. Monfalcone, che produce motori elettrici a corrente alternata di media e grossa taglia e motori a corrente continua, deve continuare invece a fare i conti con la pesantissima crisi del settore siderurgico e con il rallentamento degli altri mercati, quello navale incluso. «A questo punto la preoccupazione maggiore – ha detto subito dopo l’incontro Maurizio Vesnaver, coordinatore Fiom-Cgil nella Rsu – è che la riduzione della produzione possa prolungarsi anche nella seconda metà del prossimo anno». Stando a quanto spiegato ieri dalla società, il 2009 pare si sia chiuso per lo stabilimento di Panzano in linea con le previsioni di budget. I risultati ottenuti dovrebbero comunque essere inferiori a quelli raggiunti nel 2008 sia come volume di fatturato (oltre 100 milioni di euro) sia come margini. (la. bl.)
Messaggero Veneto, 12 dicembre 2009
Monfalcone. Il provvedimento scatterà all’inizio di gennaio a causa del calo di lavoro
Anche l’Ansaldo ricorrerà alla Cig
MONFALCONE. A partire dall’inizio del 2010 anche nello stabilimento Ansaldo sistemi industriali si dovrà ricorrere alla cassa integrazione ordinaria. Il ricorso alla Cig, che si rende necessaria per tamponare lo scarico di lavoro, è stato comunicato dalla società, ieri, nell’incontro tenuto a Milano con le Rsu e le segreterie territoriali dei sindacati dei metalmeccanici e voluto per fare il punto della situazione alla fine dell’anno.
Asi non è riuscita quindi a concretizzare in queste ultime settimane un numero sufficiente di ordini tale da garantire la piena produzione nei primi quattro-cinque mesi del 2010 e comunque la serie di offerte che sono in campo per il settore dell’oil&gas, ma non solo, avrà effetto sui carichi di lavoro della seconda metà del prossimo anno. Asi dovrà quindi ricorrere alla cassa integrazione ordinaria per 13 settimane a partire da gennaio o al più tardi febbraio. Il numero di dipendenti coinvolti sono, in tutto, 450, e le modalità con cui sarà utilizzata la cassa integrazione saranno definite mercoledì in un incontro a livello di stabilimento tra l’azienda e i rappresentanti dei lavoratori.
Al tavolo il sindacato con tutta probabilità porrà la questione dei contratti interinali in scadenza a fine anno (cinque) e quella dell’utilizzo, che ormai si protrae da diversi anni, di una quarantina di lavoratori esterni, tutti romeni. C’è da dire che le difficoltà sembrano toccare solo lo stabilimento di Monfalcone, visto che la commessa da 35 milioni di euro che Asi si è aggiudicata a novembre, tramite la controllata Answer Drives, da Kerself, società italiana leader nel settore quotata in Borsa, per fornitura di componenti elettrici per impianti fotovoltaici in Puglia avrà ricadute positive per gli stabilimenti di Vicenza e Milano.
Monfalcone, che produce motori elettrici a corrente alternata di media e grossa taglia e motori a corrente continua, deve continuare invece a fare i conti con la pesantissima crisi del settore siderurgico e con il rallentamento degli altri mercati, quello navale incluso. La principale preoccupazione, secondo quanto riferisce il coordinatore della Fiom-Cgil nella Rsu di stabilimento, Maurizio Vesnaver, è che la riduzione della produzione possa prolungarsi anche nella seconda metà del prossimo anno. «Speriamo in una ripresa del mercato» ha detto.
Stando a quanto spiegato ieri dalla società, il 2009 pare si sia chiuso per lo stabilimento di Panzano in linea con le previsioni di budget. I risultati ottenuti dovrebbero comunque essere inferiori a quelli raggiunti nel 2008 sia come volume di fatturato (oltre 100 milioni di euro) sia come margini.
Messaggero Veneto, 17 dicembre 2009
Monfalcone. Azienda e sindacati hanno concordato l’utilizzo dei permessi retribuiti
Ansaldo, cassa integrazione da febbraio
MONFALCONE. Lo stabilimento monfalconese di Ansaldo sistemi industriali comincerà la cassa integrazione ordinaria a febbraio. Fino alla fine del mese di gennaio, infatti, secondo quanto emerso nel corso dell’incontro ieri tra azienda e sindacati a livello locale, è stato concordato di utilizzare i permessi retribuiti per prolungare le ferie di fine anno fino all’11 gennaio e poi proseguire la produzione fino a fine gennaio.
Al momento, quindi, Asi, che a Monfalcone ha 450 dipendenti, non ha ancora quantificato il numero di persone interessate dalla Cigo, rinviando la definizione del quadro tra un mese circa in un nuovo incontro con i rappresentanti dei lavoratori.
Lo scarico preannunciato da Asi rimane comunque pesante (il 50% circa dei livelli attuali) e coinvolgerà sia il settore dei motori a corrente continua sia quello dei motori a corrente alternata e perciò tutto lo stabilimento di Panzano.
Di conseguenza nell’incontro di ieri le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm hanno posto sul tavolo la questione del futuro dei lavoratori interinali i cui contratti sono in scadenza a fine anno e del ruolo della trentina di lavoratori romeni che da alcuni anni ormai sono impiegati all’interno della fabbrica come dipendenti di una ditta esterna.
Ansaldo sistemi industriali ha comunicato di essere intenzionata a assumere sia i cinque giovani al momento con contratto a termine, sia i dieci lavoratori esterni che hanno manifestato la volontà di fermarsi a Monfalcone. La stabilizzazione di una quindicina di posti di lavoro fa quindi sperare che le difficoltà per lo stabilimento si limitino al primo semestre del 2010. Le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm si sono dette moderatamente soddisfatte dell’esito dell’incontro.
Il Piccolo, 20 dicembre 2009
Ansaldo, lavoro dimezzato a febbraio scatta la ”cassa”
Accordo azienda-sindacati: ferie di Natale prolungate con i permessi retribuiti
La cassa integrazione ordinaria si aprirà con febbraio nello stabilimento monfalconese di Ansaldo sistemi industriali. Nell’incontro tra azienda e sindacati a livello locale è stato concordato di utilizzare i permessi retribuiti per prolungare le ferie di fine anno fino all’11 gennaio e poi proseguire la produzione fino alla conclusione del mese. Al momento, quindi, Asi non ha ancora quantificato il numero di dipendenti, in totale 450 a Monfalcone, che saranno coinvolti dalla Cigo, rinviando la definizione del quadro tra un mese circa in un nuovo incontro con i rappresentanti dei lavoratori.
Lo scarico preannunciato da Asi rimane comunque pesante (il 50% circa dei livelli attuali) e coinvolgerà sia il settore dei motori a corrente continua sia quello dei motori a corrente alternata e perciò tutto lo stabilimento di Panzano. Di conseguenza le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm hanno posto sul tavolo la questione del futuro dei lavoratori interinali i cui contratti sono in scadenza a fine anno e del ruolo della trentina di lavoratori romeni che da alcuni anni ormai sono impiegati all’interno della fabbrica come dipendenti di una ditta esterna. Ansaldo sistemi industriali ha comunicato di essere intenzionata a assumere sia i cinque giovani al momento con contratto a termine sia i dieci lavoratori esterni che hanno manifestato la volontà di fermarsi a Monfalcone. La stabilizzazione di una quindicina di posti di lavoro fa quindi sperare che le difficoltà per lo stabilimento si limitino al primo semestre del 2010. Le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm si sono dette quindi moderatamente soddisfatte dell’esito dell’incontro.
Messaggero Veneto, 21 dicembre 2009
Ansaldo: concordati i permessi retribuiti per prolungare le ferie
MONFALCONE. Erano presenti anche i rappresentanti dell’Ugl al tavolo tra azienda e sindacati, dove è stato firmato il documento che prevede per febbraio l’inizio della cassa integrazione ordinaria per i dipendenti dello stabilimento monfalconese di Ansaldo sistemi industriali.
La precisazione giunge dagli stessi rappresentanti dell’Ugl, che chiariscono come oltre a Fim Fiom e Uilm fosse rappresentata anche la loro sigla. Secondo quanto emerso nel corso dell’incontro è stato concordato di utilizzare i permessi retribuiti per prolungare le ferie di fine anno fino all’11 gennaio e poi proseguire la produzione fino a fine gennaio.
Al momento, quindi, Asi, che a Monfalcone ha 450 dipendenti, non ha ancora quantificato il numero di persone interessate dalla Cigo, rinviando la definizione del quadro tra un mese circa in un nuovo incontro con i rappresentanti dei lavoratori.
Lo scarico preannunciato da Asi rimane comunque pesante (il 50% circa dei livelli attuali) e coinvolgerà sia il settore dei motori a corrente continua sia quello dei motori a corrente alternata e perciò tutto lo stabilimento di Panzano.
Ansaldo sistemi industriali ha comunicato di essere intenzionata a assumere sia i cinque giovani al momento con contratto a termine, sia i dieci lavoratori esterni che hanno manifestato la volontà di fermarsi a Monfalcone. La stabilizzazione di una quindicina di posti di lavoro fa quindi sperare che le difficoltà per lo stabilimento si limitino al primo semestre del 2010.
Le segreterie provinciali di Fim, Fiom e Uilm si sono dette moderatamente soddisfatte dell’esito dell’incontro.





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