Il Piccolo, 06 novembre 2009
ROMANA SOLVAY E PANZANO CHIUDONO I RAPPORTI CON L’AMMINISTRAZIONE
I rioni in linea di collisione con il Comune
I comitati: «Non veniamo ascoltati e le opere che ci interessano sono continuamente rinviate»
di TIZIANA CARPINELLI
La luna di miele è finita: i due popolosi rioni di Romana Solvay e di Panzano hanno deciso di chiudere i ponti con il Comune e dichiarare guerra all’esecutivo Pizzolitto, rifiutando qualsiasi tipo di comunicazione.
Una protesta forte, che viene spiegata da Giorgio Busatto, presidente del comitato rionale di Romana Solvay. «Preso atto – scrive Busatto in una lettera protocollata in Municipio – della scarsissima collaborazione mostrata da questa amministrazione e rendendosi conto, il comitato, di non essere ascoltato sulle necessità del quartiere, si ritiene di dover interrompere i rapporti istituzionali fino a che non si abbia concreta manifestazione del mantenimento delle promesse fatte».
Ad acuire quello che ormai a tutti gli effetti può ben definirsi un insanabile dissidio è stata la notizia dell’ultima «beffa» (così la descrive l’associazione di quartiere) relativa all’inizio dei lavori di rifacimento delle strade di via Romana, e in particolare il fatto che il programma di opere da realizzare per la riqualificazione del rione sia più volte slittato se non addirittura rimasto disatteso. Il comitato parla di «comportamento poco leale» da parte dell’amministrazione e per questo se ne va dal tavolo di partecipazione sbattendo la porta, ma anche togliendosi qualche sassolino dalla scarpa: «Ricordiamo che il progetto dei 635mila euro per le strade del rione previsto per l’anno 2007 è stato rinviato facendo ricadere la responsabilità su Iris acqua, per alcune problematiche attinenti all’impianto fognario – spiega Busatto -: problematiche peraltro valide solo per il nostro rione, viste le attività comunque portate avanti nel resto della città. L’inizio dei cantieri è stato rinviato al 2009, come comunicato dall’assessore Magrin a giugno, e ora l’avvio è stato ulteriormente procrastinato al 2010, in una data da destinarsi».
«Siamo stanchi di questa sceneggiata – continua il presidente del comitato rionale di Romana Solvay – partita già nel 2002 e continuata nel 2006, quando il sindaco Gianfranco Pizzolitto, durante una visita al quartiere, lo definì ”architettonicamente brutto”. Le continue promesse e gli altrettanto certi rinvii fanno pensare a una ferma volontà di sottrarsi alla responsabilità di risolvere almeno una parte dei problemi dei cittadini di questo quartiere».
Ai problemi di riqualificazione urbana già noti, Busatto ne aggiunge di ulteriori e in particolare: lo stato di abbandono del marciapiede e della pista ciclabile del parcheggio a servizio della stazione, ormai transennato da 2 anni; la viabilità ritenuta pericolosa di via Romana, che «in determinate ore della giornata si trasforma in una strada a rapido scorriment»; e il degrado dell’Area verde, un «polmone necessario non solo al quartiere ma all’intera città», dovuto essenzialmente «alla mancata assegnazione di una gestione a lungo termine».
Ma non finisce qui. A far sentira la propria voce di protesta e dissenso verso l’operato del sindaco Pizzolitto e della sua giunta, infatti, non è solamente il rione Romana Solvay, ma anche quello di Panzano. Che ci siano degli attriti, tra i comitati e l’amministrazione, si evince di fatto anche dall’ultima riunione sulla sicurezza indetta dal primo cittadino e rivolta alle realtà rionali: l’Associazione di Panzano, come riferisce il direttivo, non vi ha apposta preso parte. Perché? Per protesta, per manifestare in proprio forte dissenso per l’atteggiamento di «disinteresse dell’ente verso le problematiche di quartiere».
La palla passa ora all’amministrazione. Sempre nel caso in cui sia davvero interessata a ricucire lo strappo con le realtà rionali.
Ambulatorio di Panzano, stop per motivi di budget
La mancata attivazione del presidio dell’Ass legata al blocco delle assunzioni
Stop alle assunzioni di personale, stop agli ambulatori di quartiere: sia quelli nuovi che l’ampliamento di quelli esistenti. Sarebbe questo il motivo della mancata attivazione dall’ambulatorio di rione a Panzano, che era originariamente previsto entro la fine di ottobre. E proprio per verificare la situazione il Comune ha indetto un incontro con l’Azienda sanitaria, per capire se il nuovo ambulatorio rionale si farà o meno, o se verrà rimandato al prossimo anno. Erano infatti anni che il rione di Panzano aspettava il suo ambulatorio. Poi, però, dal Comune non erano arrivate più notizie. E i rappresentanti del rione avevano iniziato a preoccuparsi. «Abbiamo contattato il Comune per avere notizie, ma ci è stato risposto che è l’Ass che deve dare il suo avvallo, e finora non ci sono state notizie, pare per problemi di budget», spiega Paola Venutti, nuova presidente dell’Associazione per Panzano. Una tesi confermata dall’assessore Cristiana Morsolin: «Da parte nostra l’interesse ad aprire l’ambulatorio di Panzano c’è, ma da parte dell’Ass non abbiamo avuto segnali, forse anche per via del blocco delle assunzioni che chiaramente ha delle ricadute sull’intera gestione delle attività sanitarie». Mai come in questi tempi, anche in considerazione della psicosi sulla H1N1, sarebbe necessario intervenire sulla situazione degli ambulatori. Erano infatti nati con lo scopo di far risparmiare agli utenti, specialmente anziani, file e attese di ore. E avevano avuto successo, finchè evidentemente troppi utenti hanno iniziato a sceglierli come alternativa al Servizio di Analisi del San Polo. Tanto che adesso anche per fare un’analisi del sangue si deve attendere un mese. (e.o.)
Il Piccolo, 09 novembre 2009
Infermiere di comunità per il rione di Panzano
Ipotizzato un servizio domiciliare al posto di un ambulatorio
Si apre uno spiraglio sulla vicenda dell’ambulatorio di Panzano. L’incontro del Comune con il direttore dell’Ass Isontina ha portato all’elaborazione di un percorso condiviso tra gli abitanti del rione e l’amministrazione comunale. Saranno i residenti a decidere, assieme all’amministrazione, come sarà strutturato l’ambulatorio. «I problemi sullo stop alle assunzioni di personale ci sono – spiega l’assessore alle Politiche Sociali Cristiana Morsolin – tanto che l’ambulatorio, se così si può chiamare, sarà gestito dall’Ass, ma non richiederà l’assunzione di nuovo personale». Si scommette sull’infermiere di Comunità, personale dell’Ass che non gestirà un ambulatorio attendendo i pazienti, ma andrà a casa delle persone che maggiormente ne hanno bisogno, anziani o chi ha difficoltà di movimento. «Il progetto è in realtà molto più articolato – spiega la Morsolin -. Entro fine mese organizzeremo un incontro con la popolazione del rione per spiegare cosa intendiamo fare e come si potrà attivare, anche seguendo i loro consigli, l’iniziativa». Al momento non cambierà la struttura degli altri ambulatori comunali, ma l’infermiere di Comunità potrà essere la nuova via per rendere, in futuro, più funzionali anche le altre strutture, oberate da liste d’attesa di oltre un mese. Al momento, gli anziani di Monfalcone dovranno contare sul servizio di assistenza domiciliare, che però registra già 365 utenti. «L’assistenza è la strada che si cerca di percorrere, visto che la casa di riposo dovrebbe essere l’ultima tappa – spiega la Morsolin -. Tuttavia i fondi sono limitati e con oltre 360 utenti domiciliari, la situazione non è semplice». (e.o.)
Il Piccolo, 27 novembre 2009
Recinzioni e cancelli fondi a chi rinnova
Stanziati 200mila euro dal Comune per le case del rione di Panzano
Centoventi euro al metro lineare di contributo per chi restaura le recinzioni del proprio giardino, 300 per i cancelli e ben 650 per chi decide di rifare infissi e portoncini. Questi, nel dettaglio, i contributi che il Comune di Monfalcone ha deciso di corrispondere ai privati che, nel rione di Panzano, procederanno al restauro di cancellate e portoni: intervento per il quale non era mai stato previsto un contributo, e che finalmente ora vede uno stanziamento iniziale di 200mila euro.
I contributi sono di diverso importo a seconda del lavoro. Il bando è stato approvato dalla giunta comunale e a breve sarà pubblicato sul sito Internet del Comune. Il contributo verrà attribuito in seguito alla consegna della pratica edilizia, che dovrà avvenire entro 60 giorni dalla comunicazione dell’ammissione della richiesta del proprietario. I contributi riguardano i cantieri cominciati prima dell’emissione del bando, ma seguenti alla data del 1 luglio 2007. Il bando dovrebbe avere come effetto un miglioramento dell’estetica del rione.
Per il recupero del rione di Panzano sono stati investiti finora 34 milioni di euro, inclusi gli interventi sul campo sportivo Cosulich, le ristrutturazioni del Contratto di quartiere e l’acquisto dell’ex Albergo impiegati. Per completare l’operazione, stando alle stime dell’Amministrazione comunale, bisognerebbe investire altri 21 milioni di euro tra sistemazione di strade e reti tecnologiche, interventi di manutenzione sugli alloggi di proprietà comunale, concessione di anticipazioni ai privati per acquisti o risistemazione di edifici e interventi su edifici, attrezzature e impianti di interesse pubblico (14,1 milioni di euro). Per il triennio 2009-2011 è comunque previsto un investimento complessivo di 2.263.111 euro per dare seguito alla riqualificazione del rione in base alla legge 28 del 1995. per informazioni sulla presentazione delle domande e sulla pratica ci si puà rivolgere all’Ufficio di Piano per Panzano, anche se il Comune ha specificato che, non appena rivisti gli ultimi dettagli, il bando sarà pubblicato sul sito del Comune di Monfalcone (www.comune.monfalcone.go.it).
Il Piccolo, 29 novembre 2009
ASSEMBLEA LUNEDÌ ALLE 18 NELLA SEDE DEL ”TRULLO”
Panzano chiede l’ambulatorio di quartiere
L’Ass Isontina illustrerà i vantaggi di una figura alternativa: l’infermiere di comunità
Il quartiere di Panzano rivendica un ambulatorio di quartiere per venire incontro alle esigenze di una popolazione anziana molto numerosa, a fronte da una distanza abbastanza considerevole con la principale struttura sanitaria. Ma è difficile che l’Ass possa realizzarlo a breve. ecco perchè la soluzione potrebbe essere quella di un ”infermiere di comunità”, figura intermedia tra l’ospedale e il medico di base. Il problema è molto sentito, tanto che per affrontarlo in tutti i dettagli è stata convocata un’assemblea pubblica, per lunedì alle 18 nella sede del circolo ”Il Trullo”, organizzata dall’Associazione per Panzano.
È da tempo che il quartiere chiede di poter essere servito da una struttura analoga a quella istituita in via Valentinis, a servizio del rione Romana-Solvay. E per discuterne sono stati invitati i vertici della sanità isontina dai quali dovrebbe venire una risposta alle esigenze manifestate dal quartiere. È annunciata infatti la presenza del direttore generale dell’Ass Isontina Roberto Ferri, del direttore del Distretto del Basso Isontino, Fulvio Calucci, di Mara Pellizzari, direttrice del servizio infermieristico del’Ass della Bassa, di Andrea Collaretta, direttore sanitario dell’Ass Isontina. Scopo dell’assemblea è illustrare la funzione di un infermiere di comunità che potrebbe in qualche modo supplire all’assenza di un ambulatorio.





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