Messaggero Veneto, 08 novembre 2009
Monfalcone. Interviene la Rete dignità e lavoro, che collega i lavoratori colpiti dalla crisi economica
«Dalle teorie si deve passare alla concretezza»
Piano famiglie, lettera alle banche
Sollecitati il “congelamento” dei mutui e l’adesione alle misure previste
L’APPELLO
MONFALCONE. L’adesione di Abi, associazione bancaria italiana, alle misure previste dal Piano famiglie è un’ottima e necessaria cosa, ma serve che alle parole seguano i fatti, perché le famiglie hanno bisogno di un aiuto concreto. Rete dignità, cassintegrati e lavoratori in mobilità, ma anche giovani precari e lavoratori dell’indotto Fincantieri, hanno deciso di unire le proprie forze per tentare di essere visibili e avviare un collegamento tra i lavoratori colpiti dalla crisi economica.
La Rete ha deciso d’inviare una lettera all’Abi, al presidente della Regione, ai presidenti delle Province e alle amministrazioni comunali con cui chiede ufficialmente «l’adesione alle misure previste dal Piano famiglie» e la moratoria con sospensione totale dei mutui per un anno. Insomma, un congelamento dei mutui.
«Considerati i disagi che i nuclei familiari stanno affrontando, riteniamo vitale dare agli stessi certezze future ed è a questo scopo che pensiamo sia essenziale far conoscere, nel più breve tempo possibile, le modalità attuative del piano di sostegno dei singoli istituti. Auspichiamo da parte degli istituti bancari una maggiore attenzione riguardo alle problematiche che molte famiglie sono costrette a vivere e la messa in campo di strumenti che possano aiutare i cittadini a superare le difficoltà derivanti dalla ridotta disponibilità economica».
«Crediamo che se non c’è una mobilitazione dal basso – spiega Mauro Bussani – tutto resterà nei meri intenti teorici. Nonostante Abi dica che dal 1º gennaio 2010 si partirà con il piano, è soltanto un’indicazione di principio, a uso e consumo dei media, non vincolante per le banche. Chiediamo invece un’adesione vera, perché forse la crisi finanziaria sta passando, ma le ricadute sociali si sentiranno ancora per molti anni».
È Alessandro Perrone ad ampliare il discorso, evidenziando la preoccupazione per la situazione di crisi di Fincantieri, ufficializzata in questi giorni.
«Le crisi sono cicliche, ma questa ha una rilevanza sociale notevole. Anche negli anni Ottanta il cantiere navale si era fermato, ma ora occorre ricordare che c’è in città una forte presenza di trasfertisti e stranieri, che rischiano il posto di lavoro e di essere emarginati».
Il clima di questi giorni in città – aggiunge – non è positivo, vista la strumentalizzazione di vicende come quella del crocefisso o della moschea o la pagina di Facebook con tanti ragazzi monfalconesi che si esprimono contro la presenza dei bengalesi. La Rete dignità lavoro è nata per unificare le vertenze sociali – specifica –, ma anche per unificare i bisogni che ci sono al di là dell’etnia e della cultura. Oltretutto certe scelte dell’amministrazione comunale, pur riconoscendo l’implementazione della politiche sociali, hanno favorito una certa cultura dell’intolleranza e preoccupa in generale la gestione delle vicende cittadine».
Cristina Visintini
Il Piccolo, 09 novembre 2009
MISURE A SOSTEGNO DEI LAVORATORI COINVOLTI PIÙ PESANTEMENTE NELLA CRISI
Controlli sul blocco dei mutui dei disoccupati
Li effettuerà la ”Rete dignità e lavoro” negli istituti bancari dei cittadini. Bussani: «Non bastano gli annunci»
Il blocco dei mutui rimane una misura fondamentale per lavoratori e famiglie che si sono trovati coinvolti dagli effetti della crisi. A fronte del Piano famiglie approvato il 21 ottobre dall’Abi, la Rete dignità e lavoro, nata lo scorso mese a Monfalcone per mantenere i legami tra cassintegrati, lavoratori in mobilità e precari e dare loro voce, ha deciso quindi di muoversi per verificare l’attuazione pratica delle misure decise da parte degli istituti bancari insediati nel territorio. Il movimento ha inviato una lettera alla commissione regionale dell’Abi, al presidente della Regione Renzo Tondo, alle Province di Trieste e Gorizia e ai Comuni dei due ambiti provinciali in cui si chiede in sostanza l’adesione degli istituti bancari presenti localmente alle misure previste dal Piano famiglia. «Quella dell’Abi è di fatto solo un’indicazione di principio – ha spiegato ieri Mauro Bussani per la Rete, presentando l’iniziativa – che non vincola le banche associate ad applicare quanto contenuto nel Piano famiglia. Vogliamo quindi sollecitare le banche ad aderire, perché la crisi, anche nel nostro territorio, ancora si fa sentire e coinvolge molte persone».
La Rete rimane inoltre convinta della necessità di arrivare a un congelamento totale dei mutui sulla prima casa per almeno un anno e non solo della quota parte in conto capitale. «È un bene comunque che l’Abi aperto la sua operazione a tutte le fasce di persone che si stanno trovando in difficoltà, dai lavoratori in mobilità ai cassintegrati e ai precari», ha aggiunto Bussani. La Rete dignità e lavoro si prepara comunque a verificare la risposta concreta che i cittadini otterranno dai loro istituti bancari. «Nel caso in cui sarà insufficiente, allora ci mobiliteremo», ha preannunciato ieri Bussani. L’iniziativa di rete dignità e lavoro arriva in un momento di preoccupazione soprattutto per i carichi di lavoro dello stabilimento Fincantieri. «L’andamento della cantieristica è ciclico – ha detto Alessandro Perrone, consigliere provinciale eletto con il PdCi e riavvicinatosi a Rifondazione comunista, cassintegrato della Eaton Automotive -. Negli anni ‘80 perché la crisi coinvolse un cantiere dove tutti in pratica erano dipendenti, mentre ora il peso dell’indotto è importante. I contraccolpi rischiano quindi di essere ben diversi e aggravati da una funzione sociale di Fincantieri che è inesistente». (la. bl.)





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26 novembre 2009 a 14:11
Preventivo di Mutuo
la moratoria dei mutui dovrebbe coinvolgere non solo i cassintegrati e i disoccupati, ma anche queste famiglie in difficoltà.