Il Piccolo, 12 novembre 2009
Indagine sul rischio-tumori in città
Partirà a Monfalcone un monitoraggio sugli effetti dell’inquinamento
Ci sono anche Monfalcone e la sua zona industriale tra le aree che la Regione si prepone di monitorare con il suo piano triennale sulla diffusione in regione del tumore al polmone. Il piano prevede la realizzazione di un’indagine specifica tramite confronti spaziali e serie temporali che porteranno poi a studi di epidemiologia analitica: approfondimenti che saranno condotti nelle aree urbane e industriali di Trieste, Udine e Monfalcone. In quest’ultima saranno interessate le zone che vedono la presenza della centrale e dei cantieri navali. Secondo le indicazioni dello studio, i prodotti di queste indagini dovrebbero consentire di stimare la frazione di cancro al polmone attribuibile all’ambiente, intendendo sia l’inquinamento urbano, sia le emissioni industriali. La decisione di operare in queste zone è nata dalle evidenze emerse da alcune indagini sull’inquinamento atmosferico e cancro al polmone condotte in regione, in particolare a Trieste ma anche a livello preliminare nella zona di Udine, ha fatto ritenere opportuno e fattibile condurre approfondimenti da parte dell’Osservatorio ambiente e salute della Regione. Non è un caso che Monfalcone sia stata inserita come unico Comune non capoluogo di provincia in tutta la regione nel piano del traffico regionale, che prevedeva per la città la possibilità di attuare azioni anti-inquinamento nel caso in cui le quantità di polveri sottili fossero oltre la soglia limite per un periodo di tempo prolungato. Il piano previsto per Monfalcone include la valutazione della relazione tra parametri di inquinamento dell’aria e mortalità e incidenza di cancro al polmone.
Nel territorio di ogni Comune identificato vengono definite tre aree: una a meno di 500 metri dalle assi viarie, una intermedia tra 500 e 1000 metri dall’asse viaria, e il resto del territorio comunale. Per distinguere gli effetti dell’inquinamento atmosferico e del rumore prodotti del traffico legato alle assi viarie dell’inquinamento urbano e industriale, nei Comuni verranno anche mappate le stazioni di rilevamento della qualità dell’area, le zone industriali e artigianali, la rete ferrovia, l’aeroporto, gli inceneritori e le discariche. Poi si passerà all’identificazione degli indirizzi dei residenti nelle aree interessate, così da poter considerare quanto incide la vicinanza a una strada ad altro traffico per le patologie considerate. (e.o.)





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