Il Piccolo 17 novembre 2009 
 
”CARICO SOSPESO”  
Le morti bianche al Comunale
 
 
A teatro, per commemorare le vittime delle ”morti bianche”. Si terrà sabato 28 novembre l’appuntamento annuale di Carico Sospeso – Coordinamento Franco Cicciarella per i diritti a un lavoro sicuro. Al Comunale, alle 20.30, sarà portato in scena “3,06”, diretto dall’attrice Luisa Vermiglio, già coordinatrice del Laboratorio Fare Teatro. L’iniziativa, realizzata con il contributo della Regione e il patrocinio di Provincia e Comune di Monfalcone, Staranzano e Ronchi, si è sviluppata in seguito alla scomparsa del portuale Franco Cicciarella, per non dimenticare quanto è accaduto, ma anche per informare e dar voce al diritto a un lavoro sicuro e al diritto alla vita. Il titolo “3,06” fa riferimento al numero medio giornaliero delle “morti bianche” accertate dall’Inail nel 2008. «Le morti sul lavoro – così i promotori della serata, a ingresso libero – rappresentano uno stillicidio continuo di dolore. Gli infortuni sul lavoro non sono frutto del caso, della fatalità, né possono essere banalmente attribuiti all’imperizia e alla disattenzione dei lavoratori: sono causati da uno scarso radicamento della cultura della sicurezza. Ma anche da una produzione e un’organizzazione del lavoro fondata su una ricerca esasperata della produttività, su ritmi sempre più intensi, su appalti e subappalti fondati sul massimo ribasso, sul profitto attraverso la riduzione dei costi, da una mancanza di supporto alla valutazione e gestione dei rischi». (ti.ca.)

Messaggero Veneto, 25 novembre 2009 
 
“Carico sospeso”, sabato uno spettacolo per promuovere la sicurezza sul lavoro 
 
MONFALCONE. “3,06” è lo scarno titolo dello spettacolo artistico-culturale organizzato per sabato da “Carico sospeso”, l’associazione nata per ricordare Franco Cicciarella (deceduto in un tragico incidente di lavoro in porto), ma anche tutte le morti e gli infortuni che avvengono sul posto di lavoro. 3,06 è il freddo dato statistico medio di caduti sul lavoro, senza contare le migliaia di invalidi permanenti ogni anno.
«Sta a significare – spiegano i rappresentanti dell’associazione – che ancora oggi di lavoro si muore o si rimane invalidi per tutta la vita per sé e per i propri affetti. Le morti sul lavoro rappresentano uno stillicidio continuo che colpisce la società reale. Gli infortuni come tutti gli eventi che investono la salute di chi lavora non sono il frutto del caso, né possono essere banalmente attribuiti all’imperizia e alla disattenzione dei lavoratori: sono causati da uno scarso radicamento complessivo della cultura della sicurezza, da un sistema generale di formazione, prevenzione, vigilanza non adeguato alle esigenze e alle necessità. Ma anche da una produzione e da una organizzazione del lavoro, fondata su di una ricerca esasperata della produttività, su ritmi di lavoro sempre più intensi, su appalti e subappalti fondati sul massimo ribasso, sul profitto attraverso la riduzione continua dei costi, a partire proprio da quelli per la sicurezza, da una mancanza inoltre di supporto alla valutazione e gestione dei rischi e alla formazione nei confronti delle microimprese».
“Carico sospeso” intende porre attenzione alla tematica della dignità di un lavoro sicuro e del diritto alla vita tramite il lavoro proponendo uno spettacolo attraverso il quale diffondere a un pubblico ampio, ed in particolare ai lavoratori e ai giovani, la cultura del diritto ad un lavoro sicuro.
La manifestazione artistico-culturale con ingresso libero si terrà quindi sabato 28 novembre, nel teatro comunale di Monfalcone, alle 20.30 con la regia e la direzione artistica di Luisa Vermiglio e vedrà la partecipazione di artisti e gruppi del mandamento quali: Alessandra Franco (canto), Sergio Giangaspero (chitarra), Lucio Casentino – Marco Fumis e Ousmane Bangoura (canto e percussioni), Luca Sterle & The Rebus (Gruppo Rock), Coro Gospel Soul Circus di Max Devitor, Daidaloi (teatro), Partiti Crew (breakdance), Fabio Babich & Massimo Racozzi (sand animation), ScattArte (foto).

Il Piccolo, 30 novembre 2009
 
Dal teatro un appello contro le stragi sul lavoro  
Quattro anni fa la morte di Franco Cicciarella. Comunale gremito per ”Carico sospeso”
 
 
Ha ragione, il sindaco Gianfranco Pizzolitto, quando dice che «chi va a lavorare non va in guerra». E che la speranza, come ha aggiunto alla serata organizzata in teatro per dire basta alle morti bianche, di vedere tornare a casa ogni giorno, sano e salvo, un operaio non dovrebbe essere, appunto, un auspicio ma una pretesa. Il condizionale, quando si parla di stragi sul posto di lavoro, è tuttavia imprescindibile. Perché i decessi continuano ad avvenire. Lo dimostrano i dati snocciolati sul palco dai promotori dell’iniziativa, i volontari di ”Carico sospeso”, l’associazione sorta nel 2005 a seguito della scomparsa, a 39 anni, del portuale Franco Cicciarella: 3,06 la media giornaliera di decessi che si verificano in Italia, un milione di incidenti e 25mila casi di invalidità, cifra da cui si escludono le malattie professionali. «Nel 2007 – così un attore sul palco – 27 persone sono morte per infortunio, 26 nel 2008: uno si è salvato, ma ancora si assiste al quotidiano bollettino di guerra». La serata, che ha fatto il pieno in teatro, è stata diretta dall’attrice monfalconese Luisa Vermiglio e ha visto l’esibizione di diversi artisti che hanno levato alto un grido di denuncia (in apertura il contributo video di Ascanio Celestini). Ad alzare il sipario Antonella Paoletti di ”Carico sospeso”, che ha annunciato a breve l’uscita del bando per un concorso letterario nelle scuole sulla sicurezza sul lavoro. La parola è passata quindi al sindaco, presente assieme al vice Altran, agli assessori Benes e Morsolin, al consigliere provinciale Del Bello e al sindaco di Staranzano Presot: «Vi ringrazio per ciò che avete fatto con la vostra associazione: siete nati sull’onda di un tragico evento, ma non si è trattato di una fiammata. La sicurezza sul lavoro oggi non è un dato ma un obiettivo da raggiungere». Il primo cittadino ha quindi toccato il dramma dell’amianto, paragonando gli esposti a «persone allineate a un muro. Il profitto è il punto di vista di chi svolge attività economiche, mentre io credo che se queste non vengono abbinate a una concezione etica non si può proseguire in maniera proficua».
L’assessore Benes, ex insegnante di Cicciarella, ne ha ricordato il profilo umano, esortando «al rispetto della vita e della solidarietà», mentre il consigliere Del Bello ha affrontato il tema della responsabilità sociale d’impresa. Archiviati i discorsi ufficiali è stata la volta dello spettacolo, intessuto lungo una sequela di performance: dalla travolgente break dance (Partiti crew), al canto struggente accompagnato alla chitarra (Sergio Giangaspero e Alessandra Franco), passando attraverso l’incontenibile rock di Luca Sterle & The Rebus, l’affascinante sand art di Max Racozzi & Fabio Babich, le percussioni del trio di Luca Cosentino, Ousmane Bangoura e Marco Fumis e il gospel finale di The soul circus. Il tutto accompagnato dalle belle immagini di ScattArte. I promotori hanno infine invitato la cittadinanza a prender parte, il prossimo 22 marzo, al dibattimento del processo Cicciarella.
Tiziana Carpinelli

Il Piccolo, 22 marzo 2010
 
L’INFORTUNIO IN PORTO CHE COSTÒ LA VITA A FRANCO CICCIARELLA 
Operaio morì, riparte il processo 
Alla sbarra anche l’ex console della Compagnia Franco Romano

Riprende oggi in Tribunale a Gorizia il processo penale per l’accertamento delle responsabilità per la morte di Franco Cicciarella, vittima l’11 aprile del 2005 di un infortunio sul lavoro mentre stava operando in banchina assieme a dei colleghi. Nella precedente udienza, il 13 luglio del 2009, sono stati sentiti alcuni testimoni, sia dell’accusa sia della difesa, per tentare di accertare cosa sia accaduto quel pomeriggio nel porto di Monfalcone, sferzato dalla bora. Dopo il patteggiamento del conducente del carrello elevatore che investì Franco Cicciarella, procurandogli lesioni mortali, rimangono sul banco degli imputati l’ex presidente della Compagnia portuale, Franco Romano, allora legale rappresentante dell’impresa il cui dipendente investì Cicciarella, Sergio Rondi, direttore operativo della stessa Compagnia, il triestino Fabio Salvini, responsabile del servizio protezione e prevenzione della società, e Guido Misseroni, legale rappresentante della Cooperativa sopraccarichi di cui era dipendente Cicciarella.
Intanto ”Carico sospeso”, l’associazione nata in ricordo di Cicciarella per diffondere una cultura della sicurezza sul lavoro, continua con la propria azione di sensibilizzazione e lo fa rivolgendosi ai più giovani. Carico sospeso lancia, con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Gorizia, il Primo concorso letterario Carico Sospeso per le scuole medie inferiori e superiori. «Con questa iniziativa, che prevede una sezione di prosa e una di poesia, desideriamo offrire ai ragazzi del mandamento – spiega l’associazione – l’opportunità di riflettere sul tema della sicurezza e della dignità sul posto di lavoro, che riguarda il vivere civile di ogni comunità, esprimendo i propri pensieri e le proprie emozioni e preparandosi quindi a una più ampia comprensione del futuro che li aspetta». In questi giorni il bando è stato trasmesso alle scuole medie inferiori e superiori di Monfalcone, Ronchi dei Legionari e Staranzano e il termine per la presentazione degli elaborati è fissato per il 4 maggio.
La cerimonia di premiazione dei vincitori, con lettura dei testi e consegna dei premi (che consistono in buoni libro per un totale di mille euro) avverrrà alla fine dell’anno scolastico. (la.bl.)

Il Piccolo, 23 marzo 2010
 
MORÌ L’OPERAIO FRANCO CICCIARELLA 
Infortunio, slitta il processo 
Prossima udienza il 24 maggio con l’audizione di tre testimoni

È ripreso in tribunale a Gorizia ma è slittato subito al prossimo 24 maggio il processo penale per l’accertamento delle responsabilità per la morte di Franco Cicciarella, vittima l’11 aprile del 2005 di un infortunio sul lavoro mentre stava operando in banchina, nel porto, assieme a dei colleghi. Il rinvio è stato deciso a causa di un impedimento dell’avvocato Alessandro Giadrossi, difensore di uno degli imputati, Guido Misseroni, legale rappresentante della Cooperativa Sopraccarichi di cui era dipendente Cicciarella. Nell’udienza del 24 maggio saranno ascoltati tre testimoni chiamati dal pm. Nella precedente udienza, il 13 luglio scorso, erano stati sentiti altri testimoni, sia dell’accusa che della difesa, con lo scopo di accertare cosa sia accaduto quel pomeriggio nel porto di Monfalcone, sferzato dalla bora. Il conducente del carrello elevatore che investì Franco Cicciarella, procurandogli lesioni mortali, è già uscito dal processo, scegliendo la via del patteggiamento. Rimangono sul banco degli imputati, oltre a Misseroni, l’ex presidente della Compagnia portuale, Franco Romano, allora legale rappresentante dell’impresa il cui dipendente investì Cicciarella, Sergio Rondi, direttore operativo della Compagnia, e Fabio Salvini, responsabile del servizio protezione e prevenzione della società.