Il Piccolo, 21 novembre 2009
L’AMBITO TERRITORIALE OTTIMALE BLINDA IL PIANO DEGLI INTERVENTI
Il Comune: no alla privatizzazione dell’acqua
Messa in sicurezza per il piano d’investimento trentennale predisposto dall’Autorità d’ambito territoriale ottimale orientale goriziano, autorità di regolazione del ciclo integrato dell’acqua, istituita da apposita legge regionale (la 13 del 2005), alla quale fanno parte i 25 Comuni dell’Isontino. Il piano, elaborato nel 2005 ai fini del completamento della rete fognaria e del miglioramento delle condotte idriche nella provincia, prevede un investimento di 250 milioni di euro, di cui 110 già finanziati grazie a una convenzione sancita con il Banco Infrastrutture Innovazione e Sviluppo e la Dexia Crediop Spa. L’Aato, organo di programmazione, indirizzo e controllo, ha infatti affidato in ”house” la gestione del ciclo integrato dell’acqua (dl 267/2000), assegnandola a Irisacqua. Un piano messo in forse dalla modifica della legge, ora alla Camera, che con decreto 135/2009 del settembre scorso, in virtù della conversione dell’articolo 15 con l’articolo 23-Bis, in relazione ai Servizi pubblici di rilevanza economica, prevede la cessazione delle gestioni in ”house”, a fronte del passaggio del 40% del capitale ai privati. L’articolo recita: «Le gestioni in essere alla data del 22 agosto 2008, affidate conformemente ai principi comunitari in materia di cosiddetta ”in house” cessano improrogabilmente e senza necessità di deliberazione da parte dell’ente affidante, alla data del 31 dicembre 2011. Esse cessano alla scadenza prevista dal contratto di servizio a condizione che entro il 31 dicembre 2011 le amministrazioni cedano almeno il 40% del capitale». Una prospettiva che trasformerebbe l’ente gestore, Irisacqua, attualmente pubblico, in società mista, non senza possibili conseguenze in termini di tariffe. Prospettiva, tuttavia, che potrebbe venire scongiurata alla luce della presentazione di un emendamento in deroga per gli enti ”virtuosi”.
Da qui, la presa di posizione dei Comuni appartenenti all’Aato isontina. Con Monfalcone in prima linea a lanciare la ”battaglia” contro la privatizzazione dell’«oro blu». L’assessore Giordano Magrin, con il supporto fornito da Claudia Fumolo, responsabile dell’Ufficio società partecipate del Comune, ha spiegato: «Ci siamo fatti parte attiva sulla questione legata alla privatizzazione da parte del Governo del ciclo integrato dell’acqua. Con una manovra che definisco ambigua, è stato modificato l’articolo 15, convertito nell’articolo 23-Bis, con il quale si dispone che l’ente pubblico gestore dell’acqua dovrà privatizzarla al 40% entro il 2011. È un’operazione assurda, considerati gli ottimi risultati di gestione dimostrati. L’assemblea d’Ambito ha predisposto un ”odg”, trasmesso ai parlamentari, affinchè non ci sia un obbligo totale a cedere le quote sul mercato, fatto non contemplato neppure a livello europeo. Siamo l’unica Aato in regione che sta funzionando in modo efficiente». Sul piano predisposto nel 2005, le banche convenzionate hanno preteso garanzie, alla luce del disegno di legge in fieri: «L’assemblea d’Ambito – ha continuato Magrin – ha adottato un atto di indirizzo per tranquillizzare gli istituti di credito sul rispetto della convenzione. Intendiamo comunque continuare la battaglia cercando di mantenere pubblica la gestione dell’acqua».





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