Messaggero Veneto, 16 dicembre 2009
Nel nuovo piano della telefonia è prevista un’antenna in più
MONFALCONE. A oltre tre anni dalla sua approvazione, il piano della telefonia mobile del comune di Monfalcone (uno dei primi in regione a essere realizzato) sarà variato.
Le novità riguarderanno alcuni aspetti tecnici, variazioni non fondamentali della normativa e logistici, ovvero saranno eliminate alcune aree di ricerca e saranno spostati alcuni impianti in cosite (ovvero sulla stessa antenna “conviveranno” gli impianti di gestori diversi), mantenendo fermi però gli obiettivi all’origine del piano stesso: il contenimento delle emissioni elettromagnetiche in città secondo un principio di precauzione, la garanzia di un adeguato servizio pubblico e la collaborazione con Arpa rispetto al controllo delle emissioni.
Restano invariate le zone sensibili, ossia le aree in cui le antenne non possono essere collocate, come nelle vicinanza di scuole o asili. La variazione del piano, che sarà portata all’approvazione del consiglio comunale in gennaio, è stata illustrata in commissione per la programmazione economica e territoriale dall’assessore urbanistica, Massimo Schiavo e dai tecnici comunali, evidenziando come il piano è stato realizzato in collaborazione con l’assessorato all’ambiente. A Monfalcone attualmente ci sono 27 antenne e rispetto al vecchio piano, che ne prevedeva 40, ora ne saranno previste 41.
È stato evidenziato come il “bagno elettromagnetico” sul territorio comunale sia nettamente inferiore al limite previsto dalla legge, 6 volt/metro: sul 99,7% del territorio si resta sotto il valore di 2v/m (il 67% registra valori da 0.5 a 1 v/m e il 25% da 1 a 1.5 v/m). «La forniture di servizio è un obbligo di legge che il comune deve ottemperare – ha spiegato l’assessore Schiavo –. Ci consente però di controllare i livelli di inquinamento elettromagnetico e di predisporre una localizzazione rispetto a un’altra. Da osservare che ci sono novità tecnologiche interessanti rispetto al passato: i gestori tendono infatti a usare la condivisione degli impianti e ciò in passato ci avrebbe evitato dei problemi rispetto al numero di antenne».
Sono stati i tecnici comunali a spiegare che il piano della telefonia mobile era rimasto invariato dal 2006 perché «era nato sulla base di un buona analisi, condiviso con i gestori della telefonia e con una buona progettazione. La variazione si è resa necessaria oltre che per le richieste dei gestori di spostamento di antenne o per l’attivazione di impianti in cosite, anche per l’evoluzione della tecnologia passata da telefoni Tacs a Umts, che hanno però un raggio di copertura di 400 metri (800 metri quelli Tacs)».
Rispetto ai siti per la localizzazione delle antenne, la variazione non prevede grandi cambiamenti: saranno eliminate delle aree di ricerca (via Sant’Ambrogio, III Armata), saranno trasformati degli impianti in cosite (via Cipressi, Timavo dove un cosite sarà da realizzare), altri impianti saranno trasferiti (da via XXIV maggio e via Isonzo/Acque Gradate in via Aquileia in cosite).
Sarà realizzato un impianto in Marina Nova e per via Giarette c’è la richiesta di un impianto in cosite. «In sostanza quindi ci saranno degli spostamenti, non saranno collocati nuovi pali sul territorio rispetto a quelli già previsti, che comunque saranno collocati su terreno pubblico. Inoltre – ha concluso l’assessore – i cittadini che desiderano misurare i valori delle emissioni nelle vicinanze della loro abitazione potranno richiedere di avere una centralina mobile, che, di proprietà dell’Arpa, può venir però messa a disposizione dal Comune».
Il Piccolo, 17 dicembre 2009
PIANO PER LA TELEFONIA: PREVISTO UN MASSIMO DI 41 IMPIANTI
Sparirà l’antenna troppo vicina alle scuole
Le antenne per la telefonia mobile istallate a Monfalcone tre anni fa erano 23 e ora sono 27, ma se ne potranno insediare fino a 41. Una previsione quella contenuta nell’aggiornamento del Piano comunale di settore per la localizzazione degli impianti della telefonia mobile che comunque è in linea con quella del luglio 2006, quando il numero massimo di antenne collocabili nel territorio era stato fissato a 40. Di fatto le richieste dei gestori, motivate dai continui e veloci cambiamenti intervenuti a livello tecnologico, vanno verso una riorganizzazione degli impianti già esistenti e autorizzati, con un maggior utilizzo del co-site, cioè della comprensenza di più antenne su un’unica struttura di supporto (nove invece dei sei precendenti).
Sulla spinta anche delle proteste e soprattutto dell’accurato lavoro di raccordo del Comune tra l’esigenza di garantire il servizio e quella di contenere le emissioni elettromagnetiche sparirà ad esempio l’antenna di via Isonzo, ritenuta dal rione troppo vicina a scuole e oratorio. L’impianto sarà così riposizionato in via Aquileia in co-site con quello di via Primo Maggio. L’antenna collocata in via Cosulich nell’ambito del campo sportivo sarà pure trasferita e finirà in condominio con quella già esistente nel parco della Rimembranza, a ridosso di via dei Cipressi. I gestori hanno avanzato richieste per l’installazione di nuovi impianti nell’area delle vie Timavo e Giarrette, a Marina Julia e a Marina Nova, le ultime due esposte alle aggressive intrusioni del sistema di trasmissione sloveno, come tutto il bacino di Panzano. La normativa slovena impone un limite alle emissioni di 20 volt metro, mentre la normativa italiana è molto più cautelativa e stabilisce il tetto di 6 volt/metro, ampiamente rispettato su tutto il territorio comunale.
L’aggiornamento del Piano delle antenne mantiene del resto fermo l’obiettivo di contenere il più possibile l’elettrosmog prodotto dalla presenza degli impianti, tutelando sempre in modo particolare i siti sensibili, cioè scuole, asili e strutture socio-sanitarie, come ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Massimo Schiavo alla commissione consiliare per la Programmazione territoriale economica lunedì.
«L’obiettivo è anche quello di mantenere dove possibile gli impianti su suolo pubblico – ha ribadito l’assessore Schiavo -, perché i canoni pagati dai gestori al Comune hanno consentito di avere le risorse sufficienti ad acquistare delle centraline di monitoraggio, affidate in gestione all’Arpa e collocabili nelle abitazioni dei cittadini che ne facessero richiesta, (la.bl.)
Il Piccolo, 06 febbraio 2010
Monfalcone ”apre” ad altre 14 antenne
Non potranno essere installate vicino a scuole e strutture sanitarie
Nel 2006 le antenne installate in città erano 23, ora sono 27, ma il numero potrà salire fino a 41. La previsione è contenuta nell’aggiornamento del Piano comunale di settore per la localizzazione degli impianti della telefonia mobile approvato dal Consiglio comunale. L’indicazione è comunque in linea con quella del luglio 2006, quando il numero massimo di antenne collocabili nel territorio era stato fissato a 40. Di fatto le richieste dei gestori, motivate dai continui e veloci cambiamenti intervenuti a livello tecnologico, vanno verso una riorganizzazione degli impianti già esistenti e autorizzati, con un maggior utilizzo del co-site, cioé della comprensenza di più antenne su un’unica struttura di supporto (nove invece dei sei precendenti). Sulla spinta anche delle proteste e soprattutto dell’accurato lavoro di raccordo del Comune tra l’esigenza di garantire il servizio e quella di contenere le emissioni elettromagnetiche sparirà così l’antenna di via Isonzo, ritenuta dal rione troppo vicina a scuole e oratorio. L’impianto sarà riposizionato in via Aquileia in co-site con quello di via Primo maggio. L’antenna collocata in via Cosulich nell’ambito del campo sportivo sarà pure trasferita e finirà in condominio con quella già esistente nel parco della Rimembranza, a ridosso di via dei Cipressi.
I gestori hanno avanzato richieste per l’installazione di nuovi impianti per il momento nell’area di via Timavo, via Giarrette a Marina Julia e nella zona di Marina Nova, le ultime due esposte alle aggressive intrusioni del sistema di trasmissione sloveno, come tutto il bacino di Panzano. La variante numero 1 al Piano delle antenne è stata approvata con i voti a favore della maggioranza e del gruppo misto (14) e l’astensione della minoranza (Lega Nord, Fi-Pdl, An-Pdl e Maurizio Volpato di CittàComune). Rimangono invariati gli obiettivi di fondo del Piano: il contenimento delle emissioni elettromagnetiche in città secondo un principio di precauzione, la garanzia di un adeguato servizio pubblico e la collaborazione con Arpa per il controllo delle emissioni.
Rimangono zone sensibili le aree prossime a scuole e strutture sanitarie. Il bagno elettromagnetico sul territorio comunale è comunque nettamente inferiore al limite di legge di 6 volt per metro: sul 99,7% del territorio si resta sotto il valore di 2v/m (il 67% registra valori da 0.5 a 1 v/m e il 25% da 1 a 1.5 v/m).
«La forniture di servizio è un obbligo di legge che il Comune deve ottemperare – ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Massimo Schiavo -. Ciò ci consente però di controllare i livelli di inquinamento elettromagnetico e di predisporre una localizzazione rispetto a un’altra. Da osservare che ci sono novità tecnologiche interessanti rispetto al passato, perché i gestori tendono infatti a usare la condivisione degli impianti e ciò in passato ci avrebbe evitato dei problemi rispetto al numero di antenne». (la.bl.)





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