Il Piccolo, 14 gennaio 2010
 
A Natale i monfalconesi riavranno le loro Terme 
RITORNO ALLA CITTÀ
La promessa del sindaco Pizzolitto: «In funzione la palazzina e utilizzabili le acque»
SALUTE 
I lavori partiranno a marzo e saranno conclusi in nove mesi. Ici Coop e Gs potranno contare su una compartecipazione del Comune di 960mila euro

di LAURA BLASICH

Le Terme romane saranno inaugurate a Natale di quest’anno. La promessa è del sindaco Gianfranco Pizzolitto, che questa volta non dovrebbe sbagliarsi sui tempi della messa in funzione della palazzina storica e dell’utilizzo della fonte. Dopo che nessun’altra impresa si è fatta avanti, il proponente del project financing per il rilancio delle terme ha già ottenuto dal Comune di Monfalcone l’affidamento della costruzione e gestione trentennale delle Terme romane. Ici Coop di Ronchi dei Legionari e General Services di Monfalcone, che potranno contare su una compartecipazione dell’ente locale di 960mila euro in 15 anni, metteranno in cantiere i lavori di completamento e allestimento della palazzina entro marzo per concluderli poi nell’arco di meno di nove mesi. Lo ha affermato il sindaco Gianfranco Pizzolitto nell’incontro ancora una volta dedicato alle prospettive delle Terma di Monfalcone dal Centro studi De Gasperi. Il sindaco ha portato buone notizie anche sul fronte dell’avvio della pulizia del terreno e della realizzazione del porticciolo turistico compreso nella riqualificazione dell’area. Rimane per il momento invece ancora un problema di inquinamento della fonte di natura organica, provocato dalle falle della rete fognaria della zona industriale del Lisert.
Un nuovo pozzo però è stato scavato, raggiungendo i 100 metri di profondità, è il sindaco ha assicurato che le Terme riapriranno senza problemi, potendo cioé contare su un’acqua balneabile. Intanto all’Arpa di Padova è stato affidato l’incarico di realizzare i campionamenti propedeutici all’ottenimento della certificazione termale delle acque, molto più difficile da raggiungere. «Sul fronte della bonifica dello strato superficiale del terreno abbiamo superato la Conferenza dei servizi – ha detto Pizzolitto – e ottenuto di procedere a lotti, iniziando dall’area in cui sarà realizzato dal Comune il parcheggio a servizio del complesso termale». I 23 milioni di euro che Italia Navigando aveva previsto di investire tra Trieste e Monfalcone pare inoltre ci siano tutti e non rischino di andare perduti. «La Regione ha compreso l’importanza del progetto e ha deciso di confermare la compartecipazione finanziaria richiesta – ha spiegato il sindaco – di due milioni di euro, che da quanto so sono presenti nella Finanziaria regionale. A breve sarà quindi firmato l’accordo di programma relativo all’operazione e Italia Navigando potrà avviare la realizzazione del porticciolo turistico». Per consolidare il piano economico della creazione della darsena da 500 posti barca, condizionato sempre dall’esigenza di ripulire il terreno usato a lungo come discarica, sono state comunque reperite altre risorse. Il Comune ha già investito 1,6 milioni di euro nella ristrutturazione al grezzo dell’edificio storico, costruito negli anni ’30 dello scorso secolo nello stesso luogo in cui si trovava quello di epoca asburgica, andato distrutto durante il primo conflitto mondiale. Altrettanti euro saranno spesi per realizzare il parcheggio a servizio del complesso termale.
 
Turisti anche da Vienna negli anni d’oro del Lisert 
L’abbandono nel dopoguerra non ha impedito ai cittadini di continuare a utilizzarle
Plinio il Vecchio ne parla nella sua Storia: «De thermis apud insulae clarae»

 
Arrivavano da Gorizia e Trieste, ma anche da Vienna, dalla Carinzia e dalla Dalmazia. E molti anche… dall’Italia per bagnarsi alla fonte termale di Monfalcone nel periodo più fulgido delle Terme romane, dalla seconda metà dell’Ottocento agli anni Dieci. C’era un servizio regolare di calessi, gli alberghi e le locande cittadine ne beneficiavano. La storia delle Terme romane è fatta di anni di fulgore e di abbandono, come quello seguito alla seconda guerra mondiale, quando la zona del Lisert, sull’onda della ”furia” ricostruttiva, fu destinata a zona industriale e portuale.
Le terme furono inquinate e cancellate da ciminiere e fabbriche ma non dalla memoria dei monfalconesi. L’acqua termale infatti continuava a sgorgare senza interruzione e a decine i monfalconesi continuarono a immergersi nella grande vasca fino agli anni Novanta, per nulla preoccupati dell’abbandono, della sporcizia e di eventuali fattori inquinanti. Un utilizzo clandestino, spesso di notte. Con effetti estremamente benefici a giudicare dalle numerose testimonianze dell’epoca. Una ricchezza comunque sprecata. Che avrebbe potuto essere restituita alla città nei primi anni Novanta, ai tempi del terminal Snam, quando la ricostruzione e riattivazione delle terme rientrò nel ”pacchetto” di compensazioni che il Comune mise a punto. Una ricchezza tale che, a più riprese, dei ”rami” della fonte continuarono a spuntare in cortili e giardini della zona. Delle terme di Monfalcone, del resto, parla Plinio il Vecchio («de thermis apud insulae clarae») nel suo Naturalis Historia. Più che comprensibile se si pensa che i romani le sfruttarono fin dal loro arrivo nell’agro monfalconese nel 181 avanti Cristo.

Messaggero Veneto, 14 gennaio 2010
 
Le Terme romane saranno inaugurate entro il 2010
 
MONFALCONE. Potrebbero essere inaugurate a Natale 2010, ma sicuramente entro la fine del mandato amministrativo di Pizzolitto, le Terme romane di Monfalcone, opera che assieme al recupero e restauro dell’albergo Impiegati è uno dei punti fondamentali del programma elettorale. La notizia è stata data dallo stesso primo cittadino nel corso dell’incontro organizzato dal Centro studi socio-economici e politici De Gasperi e dedicato proprio alle Terme Romane e a cui erano presenti anche l’architetto che ha curato il progetto di recupero, Maurizio Brufatto e il già consigliere regionale ora consigliere comunale di Staranzano, Adriano Ritossa.
Sia Pizzolitto, sia Brufatto hanno confermato come sicuramente, dopo anni e anni di attesa, si stia arrivando la completamento dell’opera. Nei giorni scorsi infatti è stata infatti ufficializzata la procedura di project financing, utile per arrivare al completamento della struttura e alla sua gestione e che è stata affidata all’Ati composta da Ici Impianti civili industriali di Ronchi e General Services di Monfalcone, soggetto promotore del progetto di costruzione e gestione delle terme (da ricordare che la gara di licitazione privata prevista dalla norma è andata deserta). La giunta comunale ha accolto la proposta dell’Ati e ne ha approvato il progetto preliminare, che prevede un investimento complessivo di 2 milioni 364 mila euro, a cui l’amministrazione comunale concorrerà con 960 mila euro (con stanziamenti annuali di 64 mila euro per 15 anni).
Entro febbraio saranno assegnanti i lavori, che saranno cantierati in marzo. «Il gestore sta studiando la soluzione su cui investirà e la risposta potrà essere definita nel giro di due mesi. Essendo interessati dei privati non ci saranno tempi morti» ha detto Brufatto, spiegando come da un primo approccio allargato a benessere, wellness e sanitari, ci sia stato un ripiegamento su una caratteristica più sanitaria delle gestione delle terme, pur prevedendo un utilizzo destinato a tutti.
D’altra parte ha ricordato che per la realizzazione delle darsena che dovrà essere fatta da Italia Navigando, ci sono a disposizione, da finanziamento nazionale, 23 milioni di euro tra Monfalcone e Trieste, che devono però essere attivati con la firma di un accordo di programma con la Regione.

Il Piccolo, 04 maggio 2010
 
Stop al municipio-2 accelerata sulle Terme 
L’obiettivo del sindaco è attivarne una parte prima di fine mandato

Continua la corsa contro il tempo dell’amministrazione di Monfalcone per attivare almeno una prima parte delle Terme romane prima della scadenza del mandato. Si tratta di uno dei cardini del programma del sindaco Pizzolitto, che già si è trovato a dover congelare la creazione del ”municipio bis” nell’area dell’ex ospedale di via Rossini. Conclusa la ristrutturazione al grezzo della palazzina storica delle Terme, il Comune ha chiuso in fretta la gara per il completamento e la gestione della struttura all’associazione temporanea di imprese costituita da Ici Coop e General Services, che a giorni consegneranno il progetto definitivo dell’allestimento dell’edificio. Il progetto dovrà essere approvato dall’amministrazione, prima che i privati possano dare il via ai lavori. L’intervento, compartecipato dal Comune con un investimento di 960mila euro diluito in 15 anni, non dovrebbe richiedere più di 9 mesi, stando al progetto preliminare presentato dall’Ati.
Ne serviranno invece 5 per effettuare i lavori di bonifica e sistemazione di un’area di 5mila metri quadri collocata sulla destra della palazzina e destinata poi a trasformarsi in un parcheggio, sempre per opera del Comune, che ha ricevuto dei fondi regionali per realizzare gli interventi. L’importo complessivo dell’appalto è di 962.500 euro e il termine per l’esecuzione dei lavori è fissato in 150 giorni. L’ente locale ha comunque previsto una penale dell’1 per mille del valore contrattuale (un migliaio di euro) per ogni giorno di ritardo. Il rilancio delle Terme rimane complicato non solo dall’inquinamento del terreno, ma anche da quello della falda, di natura organica e quindi provocato probabilmente dalle falle della rete fognaria della zona industriale.

Il Piccolo, 28 giugno 2010
 
APPROVATO IL PROGETTO ESECUTIVO. LAVORI CONCLUSI NEL 2011 
Terme, parte l’intervento dei privati

La riqualificazione delle Terme romane può procedere a opera dei privati, che dovrebbero portarla a termine all’inizio del prossimo anno. La giunta comunale ha approvato in questi giorni il progetto definitivo-esecutivo della società  Terme romane, composta in sostanza dalla Ici Coop di Ronchi dei Legionari e dalla General Service di Monfalcone, che già gestisce la piscina comunale. La società potrà  quindi iniziare a breve lavori per 2,430 milioni di euro di cui 960mila finanziati comunque dal Comune, che ha deciso di compartecipare la spesa, dopo aver già investito 1,6 milioni (di fondi regionali) per ristrutturare la palazzina storica. I privati ora procederanno all’allestimento dell’impiantistica necessaria, alla creazione di spogliatoi e locali per il personale e all’installazione di vasche termali, idroterapiche e con idromassaggio e alla sistemazione di una vasca esterna. La struttura, votata al wellness, perlomeno fino a quando l’acqua non otterrà la certificazione di termale da parte del ministero della Salute, verrà inoltre dotata di sale massaggi, ambulatori, palestra e uffici, tutti ovviamente climatizzati. In base al progetto esecutivo-definitivo saranno spesi 987mila euro in lavori, 554.100 euro per gli impianti elettrico e termico, 370mila per gli impianti termali, mentre altri 102mila euro saranno investiti per acquistare gli arredi e le attrezzature sanitarie necessarie ad avviare l’attività che i privati gestiranno per trent’anni, come concordato con il Comune. La giunta ha approvato il progetto a fronte dell’autorizzazione della Direzione regionale per i Beni culturali e paesaggistici e del parere favorevole dell’Azienda sanitaria. L’amministrazione ha affidato in via definitiva i lavori di sistemazione e bonifica delle aree esterne alla palazzine delle Terme romane all’associazione temporanea di imprese costituita dall’It Costruzioni generali di via dei Canneti e da Elite Ambiente di Brendola (Vicenza). L’intervento costerà in tutto poco meno di 800mila euro di lavori, finanziati con mutuo agevolato della Cassa Depositi e Prestiti di 1,549 milioni di euro. (la. bl.)

Il Piccolo, 18 settembre 2010
 
Ennesimo rinvio per le Terme romane 
Slitta a marzo il completamento del complesso ristrutturato in località Lisert

Le Terme romane saranno completate entro marzo. La scadenza slitta ancora, ma dovrebbe essere l’ultima volta, perché i privati partner del Comune nell’operazione di rilancio della fonte termale del Lisert, nota e apprezzata già  in epoca romana, hanno avviato in questi giorni i lavori di allestimento della struttura. La società Terme romane, composta in sostanza dalla Ici Coop di Ronchi dei Legionari e dalla General Service di Monfalcone, che già gestisce la piscina comunale, effettueranno lavori per un totale di 2,430 milioni di euro di cui 960mila finanziati comunque dal Comune, che ha deciso di compartecipare la spesa, dopo aver già investito 1,6 milioni (di fondi regionali) per ristrutturare la palazzina storica. I privati ora procederanno all’allestimento dell’impiantistica necessaria, alla creazione di spogliatoi e locali per il personale e all’installazione di vasche termali, idroterapiche e con idromassaggio e alla sistemazione di una vasca esterna. La struttura, votata al wellness, perlomeno fino a quando l’acqua non otterrà la certificazione come termale da parte del ministero della Salute, verrà inoltre dotata di sale massaggi, ambulatori, palestra e uffici, tutti ovviamente climatizzati. L’investimento servirà anche ad acquistare gli arredi e le attrezzature sanitarie necessarie ad avviare l’attività che i privati gestiranno per trent’anni, come concordato con il Comune. Nelle prossime settimane prenderà inoltre il via anche la bonifica del terreno di 4mila metri quadrati adiacente la palazzina in cui il Comune realizzerà un parcheggio a servizio del complesso termale.
L’intervento costerà in tutto poco meno di 800mila euro di lavori, finanziati con mutuo agevolato della Cassa depositi e prestiti di 1,549 milioni di euro, e potrebbe concludersi contemporaneamente al completamento delle Terme romane. Sempre che nel corso della bonifica non emergano sorprese. Nell’area sono stati effettuati 11sondaggi per individuare la natura del terreno e i rifiuti che vi si trovano (entrambe destinati a una discarica specializzata). Nel caso di “imprevisti” sia i tempi sia i costi dell’operazione potrebbero dilatarsi. I lavori sistemazione e bonifica delle aree esterne alla palazzine delle Terme romane sono già stati affidati dal Comune all’associazione temporanea di imprese costituita da It Costruzioni generali e Elite Ambiente di Brendola (Vicenza). L’operazione Terme romane è comunque molto più ampia. A monte c’è proprio l’esigenza di risanare tutta l’area circostante le terme, circa 100mila metri quadri, trasformandola in un parco urbano, e a valle un insieme di interventi che, a una prima stima, richiederebbero un investimento complessivo di 55 milioni di euro. Il progetto costruito dal Comune comprende inoltre la realizzazione di una darsena da 500 posti barca.
Laura Blasich