Il Piccolo, 01 marzo 2010
UN MIGLIAIO AL VOTO PER IL RINNOVO DEI VERTICI DELLA BAG, L’ASSOCIAZIONE PIÙ RAPPRESENTATIVA
I bengalesi: «Rispettiamo le vostre regole»
Impegno per l’integrazione della comunità asiatica che in città è il 5% della popolazione
di LAURA BORSANI
«Vogliamo convivere con i monfalconesi in pace. Vogliamo rispettare le regole, non è facile l’integrazione, anche noi abbiamo le nostre difficoltà e i nostri problemi. Non siamo forse ancora educati alle vostre abitudini di vita, ma la volontà è proprio quella di imparare e di integrarci». Parla Ahmed Masum, rappresentante peraltro della Fiom all’interno della Rsu bengalese che dà voce ai lavoratori immigrati dipendenti delle ditte d’appalto. Le sue riflessioni sono scaturite ieri mattina, a margine del rinnovo triennale del direttivo della Bag, l’associazione definita tra le più rappresentative in città, con i seggi allestiti alla Galleria d’arte contemporanea in piazzetta Cavour.
Gli aventi diritto al voto, è stato spiegato, erano oltre mille. Una buona porzione di comunità bengalese, dunque, considerato che i cittadini del Bangladesh sono circa 1400, pari a circa il 5% della popolazione, rispetto a una percentuale di stranieri che supera il 13%.
L’integrazione, dunque. E il rispetto delle regole che si sono anche esplicitate attraverso le ordinanze comunali del vivere civile e del decoro urbano.
Ahmed Masum osserva: «Siamo venuti qui in Italia, a Monfalcone, per lavorare. Siamo in regola con tutti i permessi. La maggior parte lavora nelle ditte in appalto di Fincantieri. Facciamo i lavori più umili e pesanti. Paghiamo le tasse, quindi, contribuiamo all’economia italiana. Abbiamo diritto a vivere da cittadini monfalconesi, a uscire in strada e a incontrarci in centro. Le regole di convivenza le vogliamo rispettare, molti di noi sono qui da almeno 13 anni, ci sono pertanto prospettive di radicamento. Credo, tuttavia, che l’integrazione migliore possa avvenire attraverso i nostri figli».
A fare eco anche Elias Mokib Moha: «Stiamo bene qui, siamo venuti per lavorare. Questo è un periodo di crisi per tutti, anche all’interno della nostra comunità c’è tanta disoccupazione». Significa, hanno spiegato, che oltre il 20% delle famiglie sono rientrate nel loro Paese. Significa, hanno aggiunto, dover confrontarsi con le spese di affitto, del vivere quotidiano, dovendo altresì inviare sostegni economici per aiutare le famiglie o i parenti rimasti in Bangladesh.
Intanto ieri il centro era invaso dalle famiglie bengalesi. Fin dalle 8 del mattino, all’apertura delle urne, piazzetta Cavour era gremita. Diritto al voto a partire dai 16 anni, donne comprese. Una donna, peraltro, è stato spiegato, era inserita tra i candidati dei due direttivi in corsa, composti da 23 rappresentanti, compresi il presidente e il segretario. Due ”liste”, dunque, per due coccarde che ieri i candidati avevano appuntate alla giacca. C’è quella del ”Fiore”, con il candidato presidente Rakib ed il segretario Afaz, e quella della ”Sedia”, con il candidato presidente Islam Jahirul e il segretario Akbar.
Una folla costante. Tutti in coda, assieme alle famiglie, con i propri bambini, sono affluiti pressochè per l’intera giornata, fino alle 18, orario di chiusura delle urne. Un appuntamento importante per scegliere i rappresentanti che poi si ”interfacciano” con le istituzioni locali.
Era evidente, pertanto, la portata dell’evento, sottolineata dal numero dei partecipanti al voto, espressione di una forte aggregazione sociale interna alla comunità bengalese.
Il significato di queste elezioni, hanno spiegato in molti ieri mattina, è testimoniato anche dal fatto che per questa occasione sono giunti in città anche altri connazionali, provenienti da Udine, Pordenone e Venezia, per osservare questo appuntamento. «Sono venuti a Monfalcone – ha infatti dichiarato un bengalese – perchè sono molto interessati a seguire questa consultazione per il rinnovo della Bag».
Il Piccolo, 02 marzo 2010
Bengalesi, Jahirul presidente della Bag
Quasi mille al seggio. Vittoria della lista della ”Sedia” con 566 voti contro i 425 del ”Fiore”
Al voto sono andati quasi in mille, provenienti da Monfalcone, Grado e Gorizia, per eleggere il presidente e il direttivo della Bag, una delle associazioni dei cittadini del Bangladesh più rappresentative in città. Alla fine a spuntarla è stata la lista del della ”Sedia”, che fa capo a Islam Jahirul, operaio di una ditta che lavora nell’appalto Fincantieri, che ha ottenuto 566 voti contro i 425 della lista del ”Fiore”, rappresentata da Rakib Md Elias. Una vittoria per certi versi imprevista, visto che Elias è il primo bengalese a essere entrato di recente nel direttivo del Pd e, alla vigilia, partiva forse da favorito, appoggiato anche da Ahmed Masum, rappresentante della Fiom all’interno della Rsu bengalese che rappresenta i lavoratori immigrati delle ditte dell’appalto in Fincantieri. Invece si è imposto Jahirul, 35 anni, sposato con tre figli, in Italia dal ’96 e a Monfalcone dal 2000, una carriera interna all’organizzazione.
Le elezioni, che hanno mobilitato quasi tutti i bengalesi residenti a Monfalcone, circa 1400, ufficialmente il 5% della popolazione, hanno rappresentato un grande momento di partecipazione per la comunità più numerosa in città, al punto da atturare un gran numero di ”osservatori” anche da Udine, Pordenone e Venezia. Oltre al presidente della Bag, sono stati eletti 23 membri del nuovo consiglio direttivo che resterà in carica, come il presidente, per tre anni.
L’esito del voto ha rappresentato di fatto una divisione nella galassia bengalese in città che ora Jahirul dovrà cercare di ricomporre. Due ”anime” che, secondo quanto è emerso dalle dichiarazioni, non sono tanto divise dagli obiettivi, in larga parte condivisi, quanto dai personaggi che si sono candidati. A Jahirul viene attribuita una grande abilità nel catalizzare voti all’interno della comunità, scossa di recente dal coinvolgimento di uno dei suoi più autorevoli rappresentanti, Mark, in un’inchiesta giudiziaria legata all’immigrazione clandestina.
Gli aventi diritto al voto, aperto anche ai sedicenni, in questa consultazione erano un migliaio. E praticamente tutti sono affluiti al seggio di piazza Cavour, nella Biblioteca d’arte contemporanea, con ampia partecipazione di donne. E due donne, è stato spiegato, sono state inserite in entrambe le liste in lizza, composte da 23 rappresentanti. La Bag è una delle organizzazioni ”storiche” dei bengalesi di Monfalcone, assieme alla Bimas. E l’appuntamento con il voto, che ha visto un’intinterrotta affluenza domenica fin dalle 8 di mattina, ora di apertura del seggio, ha confermato la grande coesione della comunità asiatica e l’importanza attribuita a tutti gli appuntamenti elettorali. (f.m.)
Il Piccolo, 28 marzo 2010
PARTITO UN PROGETTO DI SOLIDARIETÀ CHE VEDE COINVOLTI COMUNE, FIDAS E ASS
I bengalesi pronti a donare il sangue
Entusiastica adesione durante la festa dell’indipendenza celebrata dalla comunità asiatica
Subito una decina di mani alzate e la disponibilità a dare la propria adesione. I cittadini del Bangladesh aderenti alla Bag, una delle associazioni della comunità asiatica a Monfalcone, hanno risposto così ieri alla proposta di donare il sangue partita dal nuovo presidente del sodalizio, Islam Mohammed Jairul, e poi supportata da amministrazione comunale e provinciale, Fidas e Azienda sanitaria. Lo hanno fatto nell’ambito della festa per l’indipendenza del Bangladesh dal Pakistan ospitata dalla sala maggiore dell’oratorio San Michele, dove nello stesso momento si stava svolgendo anche un compleanno “italiano” e all’esterno ragazzini giocavano a pallone. Il percorso per arrivare al dono del sangue da parte dei cittadini bangladeshi avviato ufficialmente ieri proseguirà già la prossima settimana con un tavolo tecnico tra Azienda sanitaria, donatori e rappresentanti della comunità asiatica. L’obiettivo rimane quello di dare concretezza alla disponibilità degli immigrati del Bangladesh nell’arco di un mese e mezzo, come ha ribadito ieri l’assessore alle Politiche sociali Cristiana Morsolin. Tanto entusiasmo dovrà comunque superare gli stringenti controlli ematici e sulle condizioni generali di salute previsti dalla normativa per qualsiasi persona voglia donare il proprio sangue in Italia. E’ quanto hanno sottolineato sia i rappresentanti dei donatori, la responsabile mandamentale della Fidas Marzia Nadalutti e il vicepresidente regionale dell’Advs Franco Devidè, sia il responsabile del Centro trasfusionale dell’Ass Dario Franchi. «Il vostro è un gesto importante, dal punto di vista tecnico, perché si tratta di garantire l’autosufficienza delle nostre strutture sanitarie rispetto la disponibilità di sangue – ha aggiunto il dottor Franchi -. E’ importante però anche dal punto di vista morale, perché donare il sangue è un gesto di solidarietà profonda, che avvicina le comunità». A Monfalcone ci sono circa 2mila donatori attivi e 6mila iscritti, ma, come ha osservato Marzia Nadalutti, la richiesta di sangue è sempre molto alta. Gli stranieri immigrati dal canto loro rappresentano una fascia giovane della popolazione e sono potenzialmente dei donatori adatti. Non a caso, come ha ricordato Devidé ieri, già alcuni anni fa l’Advs regionale si era fatta promotrice di un progetto di coinvolgimento degli immigrati nel dono del sangue. «Qua ci sono molti giovani che vogliono donare il sangue», ha detto Islam Jairul, guardando una platea affollata da oltre un centinaio di connazionali, molti uomini, ma anche diverse donne. La celebrazione della festa di indipendenza del Bangladesh proseguirà oggi in piazza della Repubblica a opera di un altro gruppo di immigrati dal paese asiatico.
Il Piccolo, 06 aprile 2010
La comunità straniera vista dai ragazzi di elementari e medie
Dalla riflessione su una guerra sono usciti pensieri e soprattutto immagini di pace. Quelle prodotte dai piccolissimi della scuola dell’infanzia Duca d’Aosta e dei ragazzi delle due medie cittadine. I disegni realizzati dai bambini e dagli studenti delle scuole di Monfalcone contengono però anche un messaggio di avvicinamento tra culture diverse, perchè nati dal concorso indetto dalla Bag, una delle associazioni bangladeshe attive in città, per ricordare il 39° anniversario dell’indipendenza del Bangladesh, frutto di una sanguinosa guerra con il Pakistan di cui il Paese asiatico era una regione. Nella festa è stato premiato il girotondo di pace realizzato dai bambini della scuola dell’infanzia Duca d’Aosta e poi i lavori di Martina Distaso della prima B della scuola media Randaccio, che ha intrecciato mani di colori diversi, e di Preemanka Rahman della prima A della scuola media Giacich, che ha avvicinato le bandiere del Bangladesh e dell’Italia. I premi sono stati assegnati da una giuria composta da tre appartenenti alla Bag. L’intenzione era quella, come spiega il presidente della Bag Islam Md Jahirul, di fare in modo che nella giuria ci fossero anche insegnanti delle scuole coinvolte, ma il tempo a disposizione era poco. L’obiettivo è però quello di riuscire a coinvolgere in modo maggiore le scuole nella seconda edizione del concorso. Durante la festa all’oratorio San Michele sono stati premiati anche quattro combattenti della guerra d’indipendenza dal Pakistan che vivono a Monfalcone.
Il Piccolo, 26 aprile 2010
CHIESTO DI EFFETTUARE AL SABATO GLI ACCERTAMENTI PRELIMINARI
Avviate le procedure per agevolare il dono del sangue dei bengalesi
Il percorso per arrivare alla donazione del sangue da parte di cittadini originari del Bangladesh è stato avviato. Dopo la proposta partita da Islam Md Jairul, nuovo presidente della Bag, una delle associazioni della comunità asiatica a Monfalcone, e una prima raccolta di adesioni durante la festa per l’indipendenza del Bangladesh, è stato attivato il tavolo tra i rappresentanti di Azienda sanitaria, donatori di sangue e della Bag per organizzare la donazione.
«Nell’incontro si è cercato di capire da un lato le esigenze del Centro trasfusionale dell’Ass – riferisce l’assessore alle Politiche sociali, Cristiana Morsolin, che ha fatto da tramite tra le varie realtà coinvolte – e dall’altro quelle dei potenziali donatori». Si tratta di una ventina di immigrati bangladeshi, che però lavorano tutti per l’indotto del cantiere navale e non hanno la possibilità di ottenere dei permessi per recarsi all’ospedale di San Polo per affrontare innanzitutto le verifiche sulla loro idoneità come donatori. «Si sta cercando di capire se sarà possibile in sostanza effettuare gli accertamenti e poi eventualmente le donazioni al sabato, così da agevolare i lavoratori», aggiunge l’assessore Morsolin.
L’obiettivo rimane quello di dare concretezza alla disponibilità degli immigrati dal Bangladesh nell’arco di un mese. «La volontà di andare avanti c’è – sottolinea l’assessore alle Politiche sociali -, anche perché esistono ancora dei fondi stanziati dall’allora assessore regionale Roberto Antonaz all’Azienda sanitaria per un progetto di coinvolgimento della popolazione straniera nel dono del sangue». A Monfalcone ci sono circa 2mila donatori attivi e 6mila iscritti, ma, come aveva osservato la responsabile mandamentale della Fidas Marzia Nadalutti durante il primo incontro con la comunità bangladesha, la richiesta di sangue è sempre molto alta.
Il Piccolo, 11 maggio 2010
Bengalesi e magrebini soci attivi dell’Advs
Il coinvolgimento grazie ai volontari delle sezioni di Monfalcone e Gorizia
«A partire dall’anno scorso, le associazioni dei donatori di sangue Advs Gorizia e Advs Monfalcone hanno avviato un progetto di coinvolgimento alla donazione volontaria del sangue delle comunità magrebina (a Gorizia) e bengalese (a Monfalcone)».
A darne notizia il presidente dell’Advs di Gorizia Marco Fonzar. «L’iniziativa, coordinata dall’Ass isontina, parte dalla volontà di integrare tutte queste persone: il sangue è ugualmente rosso e donarlo è un gesto di grande altruismo. L’esperienza si sta dimostrando positiva per tutti.
La sezione Advs ”Remo Uria Mulloni” di Gorizia, su invito del socio collaboratore Marco Cavallin e l’intraprendenza della figlia la vicepresidente Denise, «intende promuovere un progetto di coinvolgimento delle minoranze (ma neanche tanto minoranze) balcaniche, sostenuti da notevoli legami storici, culturali e politici. I primi contatti sono già avvenuti e alcuni si presenteranno a breve al centro trasfusionale per la prima donazione. Ricordiamo a tutti coloro che intendono diventare donatori volontari di sangue – aggiunge Fonzar – che indipendentemente dalle origini, dalla religione e dal colore della pelle i requisiti principali sono:età compresa tra i 18 e i 65 anni, buono stato di salute, e buona conoscenza della lingua italiana parlata e scritta considerati i termini medici impliciti».
Le iscrizioni sono aperte e libere: per informazioni potete richiederle a advsgsezionegorizia@libero.it , oppure telefonando o inviando un sms al 3478976534 e ci trovate su facebook alla funpage “Advs sez. Remo Uria Mulloni”.
Il Piccolo, 20 maggio 2010
Mobilitazione dei donatori bengalesi Protesta dell’Advs: «Troppi ritardi»
Dare gambe al progetto del dono del sangue tra gli stranieri. Lo sollecitano le associazioni dei donatori, che, dopo aver raccolto la disponibilità della comunità del Bangladesh residente a Monfalcone e un primo confronto con l’Azienda sanitaria, hanno perso le tracce dell’iniziativa da oltre un mese. Nonostante i vari incontri con esponenti delle amministrazioni provinciale e comunale e i medici del Centro trasfusionale, l’ultimo dei quali appunto circa un mese fa, niente si muove, secondo Franco Devidé, vicepresidente regionale dell’Associazione donatori volontari di sangue. Devidé lancia quindi l’invito, sia agli amministratori sia all’Ass, a riaprire il dialogo per fare in modo che il progetto vada in porto. «Forse da questo incontro si potrà capire se c’è la volontà o meno di portare a termine il progetto», afferma Devidé, che ricorda come 15mila euro siano stati messi a disposizione dall’allora assessore regionale alla Cultura, Roberto Antonaz, all’allora direttore generale dell’Ass Isontina Manuela Baccarin proprio per coinvolgere la popolazione straniera nel dono del sangue. «Da quanto ne so, di questi fondi sono stati spesi solo 2-3mila euro e quindi credo ci siano ancora a disposizione risorse per sostenere il progetto», rileva il vicepresidente regionale dell’Advs.
Il Piccolo, 22 ottobre 2010
NECESSARIA LA RESIDENZA DA ALMENO DUE ANNI. L’ADVS: PERSA UN’OCCASIONE IMPORTANTE
No dall’Ass a 300 donatori di sangue bengalesi
La buracrazia si frappone alla volontà espressa all’interno della comunitá asiatica
Persi, perché mai utilizzati, i fondi concessi dalla Regione per un progetto ad hoc, il dono del sangue da parte dei numerosissimi cittadini stranieri residenti a Monfalcone rimane un obiettivo a dir poco distante. L’incontro che l’Advs mandamentale e cittadino hanno avuto mercoledì con il direttore sanitario dell’ospedale di San Polo, Andrea Gardini, con il responsabile del Servizio immuno-trasfusionale dell’Area vasta isontina-triestina, Mascaretti, e con il personale medico e infermieristico dei centri trasfusionali di Monfalcone e Gorizia parla di tempi quanto meno lunghi, a essere ottimisti. L’Ass ribadisce che qualsiasi persona può donare il sangue. Agli stranieri viene richiesto però, per motivi sanitari, di aver risieduto per due anni continuativi in zona e di parlare bene l’italiano. E’ un requisito richiesto espressamente dall’Azienda sanitaria, che non ritiene di poter utilizzare un mediatore linguistico nell’ambito di un servizio in cui potrebbero essere trattati dati sensibili dei pazienti. C’è poi il nodo della disponibilità di personale, soprattutto a fronte della richiesta degli stranieri di poter donare il sangue nella giornata di sabato. Quasi tutti operai dell’indotto Fincantieri, per i cittadini originari del Bangladesh non se ne parla di poter richiedere e ottenere permessi per recarsi al Centro trasfusionale durante la settimana, in orario lavorativo. «Peccato, perché nella sola comunità originaria del Bangladesh ci sono oltre 300 donatori potenziali – afferma Franco Devidè, dell’Advs mandamentale e regionale, presente all’incontro di mercoledì -. Rischiamo di perdere un’occasione importante per garantire il livello e la continuità del dono del sangue, ma anche di avvicinamento tra comunità». Non si tratta, fra l’altro, di donatori “sulla carta”, perché alcune associazioni di cittadini del Bangladesh avevano già raccolto la disponibilità di propri appartenenti lo scorso marzo, in occasione della festa per l’indipendenza del Paese asiatico. Insomma, l’iniziativa è partita direttamente dagli stranieri e non dalle associazioni dei donatori, che si sono però impegnate dalla scorsa primavera per costruire un percorso utile per consentire anche agli immigrati di donare. Il direttore sanitario Gardini e il responsabile del Servizio immuno-trasfusionale Mascaretti si sono impegnati a effettuare una verifica interna per trasmettere un progetto al direttore generale dell’Ass, Gianni Cortiula. «Vedremo se sarà fattibile, sennò se ne riparlerà più avanti», afferma Devidè, che all’Ass ha chiesto di avanzare un’altra domanda di fondi alla Regione per sostenere il progetto. (la. bl.)





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