Il Piccolo, 05 maggio 2010
 
LA FIRMA DEL CONTRATTO PER LE DUE NUOVE SUPER-NAVI
Ossigeno al cantiere, lavoro garantito fino al 2014 
Il sindaco: «Vedo il futuro con più ottimismo». Luxich (Rsu): «Dimostrazione di fiducia»

LE NUOVE COMMESSE
Le due nuove unità commissionate a Fincantieri per il brand Princess Cruises stazzeranno ciascuna 141mila tonnellate.
Ciascuna potrà ospitare un numero record di passeggeri: 3.600.
Le due unità, che garantiranno lavoro allo stabilimento di Monfalcone fino al 2014, saranno le più grandi navi da crociera mai realizzate da Fincantieri e le ammiraglie della flotta Princess Cruises.
LA ”CASSA”
Attualmente nello stabilimento di Panzano si trovano in cassa integrazione 230 lavoratori diretti.
Il picco massimo di Cigo dovrebbe essere raggiunto tra il luglio e l’agosto di quest’anno con circa 450 unità.
La cassa integrazione sta colpendo pesantemente anche l’indotto dello stabilimento: ne sono interessati al momento 260 lavoratori e una decina di ditte dell’appalto.
CARICO DI LAVORO
È in corso l’allestimento di ”Queen Elizabeth”, varata a inizio gennaio: sarà consegnata a Cunard Lines in autunno.
In costruzione ”Carnival Magic”, gemella di ”Dream”, 130mila tonnellate di stazza lorda, che sarà ultimata nella primavera 2011.
Il cantiere sarà poi impegnato nella costruzione di una gemella di ”Dream”, un’unità da 130mila tonnellate in grado di accogliere 3690 passeggeri, del valore di 740 milioni di dollari.

di TIZIANA CARPINELLI

Fino al 2014 la produzione allo stabilimento navalmeccanico di Panzano è di fatto blindata. Ieri Fincantieri e Carnival Corporation, il colosso croceristico stelle e strisce, hanno annunciato l’ordine per la costruzione di due navi prototipo, destinate a diventare le ammiraglie della flotta Princess Cruises. Generale sospiro di sollievo, dunque, dal momento che dopo l’accordo di massima siglato lo scorso febbraio dalle due società niente era più trapelato circa l’assegnazione delle consegne, facendo anche temere il peggio a fronte del panorama recessivo globale.
Per il gruppo si tratta dell’ennesimo ”colpaccio”: ancora una volta, infatti, l’ha spuntata sui competitor, aggiudicandosi gli unici due ordini presenti sul mercato. Per le tute blu, attualmente alle prese col rinnovo della cassa integrazione, è invece la fine del tunnel. La concreta promessa che, al termine dello scarico di lavoro, la produzione riprenderà a pieno regime. Le due nuove unità avranno una stazza lorda di 141mila tonnellate, per una capacità di 3600 passeggeri: saranno le più grandi passeggere mai realizzate da Fincantieri. Stando a indiscrezioni, il valore per ciascuna nave si aggirerebbe attorno ai 558 milioni di euro.
Anche se al momento non è stata formalizzata la distribuzione delle commesse all’interno degli stabilimenti Fincantieri è praticamente scontato che le fasi più delicate (in particolare l’allestimento) saranno realizzate nelle officine monfalconesi, le uniche specializzate in lavorazioni di questa portata. Tuttavia, in conseguenza della crisi patita dal gruppo, dettata dall’andamento della produzione croceristica internazionale, è verosimile che una parte del lavoro venga assegnata anche ad altri cantieri (per esempio quelli di Ancona o Castellammare), dove la cassa integrazione ordinaria è agli sgoccioli o dove comunque la difficile congiuntura economica si è accusata maggiormente.
L’aggiudicazione delle due commesse non fa rientrare la cassa integrazione che investe attualmente 230 dipendenti (lunedì all’Assindustria di Gorizia i sindacati hanno siglato il suo rinnovo per ulteriori 13 settimane a partire dal 10 maggio) ma certamente fornisce ampie rassicurazioni sulla continuità del lavoro. Portando a un cauto ottimismo sia i rappresentanti delle maestranze che i rappresentanti dei cittadini. In particolare il sindaco Gianfranco Pizzolitto: «Tiro un sospiro di sollievo e vedo il futuro con molto più ottimismo, non solo per lo stabilimento di Panzano ma anche per il resto dell’economia locale, dato che Fincantieri è un elemento trainante nell’Isontino. Farò altri commenti domani (oggi per chi legge, ndr), dopo l’incontro con l’ad Giuseppe Bono».
Commenti positivi pure dal versante sindacale: «Va sottolineato innanzitutto – ha esordito Moreno Luxich (Fiom-Cgil) – che le commesse concernono due prototipi e dunque si tratta di navi mai realizzate prima. Questo aspetto è fonte di soddisfazione per la fiducia accordata al gruppo nonostante la crisi sofferta dalla cantieristica a livello internazionale ma anche di possibile preoccupazione legata alle tempistiche di consegna delle diverse unità. È stata Fincantieri stessa, nel corso di un’audizione al ministero delle Attività produttive, a rimarcare pubblicamente la corsa al risparmio che condiziona il mercato. Ciò deve pertanto indurci, come Rsu, alla prudenza e a un rinnovato impegno nel prestare attenzione alle ricadute delle nuove commesse, con particolare riferimento alle condizioni di lavoro per le maestranze più fragili, operanti nell’appalto».
«Chiaro – ha proseguito – che si tratta di un’autentica boccata di ossigeno e della conferma che tutti i dipendenti in Cigo verranno riassorbiti entro l’anno». Attualmente lo scarico di lavoro si sta riducendo per gli operai impiegati nel Parco lamiere (una ventina di lavoratori hanno fatto rientro già una quindicina di giorni prima rispetto alla data fissata) e nell’Officina navale, mentre sta investendo maggiormente la Prefabbricazione e la Salderia B. A ruota, fino a dicembre, interesserà tutte le fasi della lavorazione. «La situazione non deve spingere le istituzioni ad abbassare la guardia – ha concluso Luxich – va rinvigorito anzi il monitoraggio sulla legalità degli appalti e sulla sicurezza».
«Indubbiamente siamo molto contenti – ha chiosato Michele Zoff (Fim-Cisl) -: sebbene la notizia circolasse già da qualche tempo, mancava infatti l’ufficialità dell’aggiudicazione. Il lavoro garantito fino al 2014 non può che rendere paghi i lavoratori e iniettare un po’ di fiducia nel comparto: Fincantieri, a differenza di altre aziende presenti sul territorio, vede una ripresa. E si dimostra all’altezza della domanda, visto che in Europa non c’è lavoro e gli unici ordini presenti sono stati accaparrati proprio dal nostro gruppo». «Il problema della Cigo, alla luce delle nuove commesse, si ridimensiona notevolmente – ha concluso Andrea Holjar -: certo, la sofferenza negli altri cantieri resta e non va scordata, tuttavia non possiamo che gioire del risultato raccolto».
 
IL CARICO DI LAVORO 
In autunno la consegna a Cunard Lines della ”Queen Elizabeth”

 
Con la conferma delle due super-passeggeri targate Princess Cruises il portafoglio ordini dello stabilimento Fincantieri di Monfalcone guadagna più che una boccata d’ossigeno, facendo sperare in una progressiva riduzione della cassa integrazione ordinaria per i dipendenti e delle difficoltà che stanno investendo il mondo dell’indotto. Da qui al 2014 il cantiere navale realizzerà in tutto cinque unità, di cui quattro di grandi dimensioni. Consegnata alla fine di marzo Azura P&O, gemella di Ventura, una nave da 116mila tonnellate di stazza lorda, lo stabilimento è impegnato nell’allestimento di ”Queen Elizabeth” che, varata a inizio gennaio, sarà consegnata a Cunard Lines, a inizio autunno. I test in mare dell’unità avranno luogo entro fine luglio. La società ha intanto già programmato per il 12 ottobre la partenza del viaggio inaugurale, che salperà da Southampton alla volta delle Canarie. ”Carnival Magic”, gemella di ”Dream”, 130mila tonnellate, sarà ultimata invece nella primavera 2011, dopo essere stata impostata a inizio anno. La prima crociera partirà da Venezia il primo maggio 2011 per Barcellona. Il cantiere sarà poi impegnato nella costruzione di una gemella di ”Dream” e ”Magic”, un’unità da 130mila tonnellate in grado di accogliere 3690 passeggeri, del valore di 740 milioni di dollari, che entrerà in servizio nel 2012. (la.bl.)

Il Piccolo, 06 maggio 2010
 
SUPER-NAVI. INCONTRO IERI TRA L’AMMINISTRATORE DELEGATO E IL SINDACO 
PIZZOLITTO 
BONO 
Fincantieri-Comune, patto per lo sviluppo 
Garanzie sulla dismissione della ferrovia e il completamento dell’ex Albergo operai
Disponibilità a coinvolgere maggiormente le ditte locali nell’appalto
«Auspico che questa sia la premessa per la ripresa economica»

di TIZIANA CARPINELLI

Finiti i tempi bui di incertezza, con l’acquisizione delle due ultime commesse Carnival del valore complessivo di oltre un miliardo di euro, è venuto il momento, per Fincantieri, di sciogliere tutti i nodi. Ecco perchè, dall’annunciato incontro di ieri tra il sindaco Gianfranco Pizzolitto e l’amministratore delegato del gruppo, Giuseppe Bono, non è emersa soltanto la soddisfazione per la continuità produttiva (che ha già ampiamente rincuorato le maestranze), bensì una svolta di rilievo, in termini di progettualità, per il territorio. Svolta dettata, in primis, dall’imminente, definitiva rimozione del tracciato ferroviario che separa come due metà della stessa mela la città. Ma anche dalla rinnovata volontà da parte dell’azienda di proseguire l’intervento di recupero dell’ex Albergo operai e dall’impegno a ricorrere all’imprenditoria locale per i lavori in appalto.
IL COMUNE Soddisfatto il primo cittadino, che con Bono ha affrontato le prospettive e dunque anche le ricadute determinate dall’aggiudicazione delle due nuove unità dalla stazza lorda di 141mila tonnellate e dalla capacità di 3.600 passeggeri (le più grandi navi da crociera mai realizzate da Fincantieri). «Finalmente le cose iniziano a girare bene – ha commentato Pizzolitto dopo il tavolo – ci auguriamo che la Fincantieri possa essere l’elemento trainante dell’economia locale. Interessante mi è parso soprattutto il coinvolgimento delle ditte locali nei futuri appalti dell’azienda. Rispetto a una situazione pesante di cassintegrazioni a ripetizione e di nuove povertà, soprattutto a carico di giovani e anziani, una posizione di questo tipo garantisce buone prospettive per il futuro del mandamento».
QUESTIONI APERTE ll primo cittadino ha posto sul tappeto tre questioni di rilevante impatto: la dismissione dell’attuale collegamento ferroviario che divide la città e la realizzazione di un nuovo raccordo che, su prolungamento di quello esistente in zona Schiavetti Brancolo, si ponga a servizio dei cantieri navali e dell’Ansaldo; il completamento della riqualificazione dell’ex Albergo operai, all’interno del quale l’ente locale inserirà il museo della cantieristica; e, infine, la possibilità che nelle gare per i lavori da affidare a ditte esterne venga data preferenza all’imprenditoria locale.
FERROVIA Su questi punti si è registrata, stando a quanto riferito dal sindaco, un’«ampia convergenza e disponibilità da parte dell’ad», tant’è che sono stati «individuati i percorsi per dare concretezza a queste esigenze». Relativamente al raccordo ferroviario, i tempi – dopo un’attesa durata oltre dieci anni – potrebbero ora essere maturi. Si procederà con un approfondimento tecnico che vedrà coinvolti i professionisti del Comune e la direzione dello stabilimento. Le valutazioni serviranno a fissare un accordo di programma che, rendendo definitiva la scelta, potrà concretamente risolvere il problema, stabilendo un nuovo tracciato.
LE NOVITÀ L’infrastruttura si collegherà al potenziamento dell’area industriale Schiavetti Brancolo, in cui si inserirà anche la nuova bretella che rientra nella viabilità d’accesso in fase di realizzazione. Tale viabilità permetterà anche ai mezzi pesanti provenienti dal nuovo raccordo tra il casello di Redipuglia dell’A4 e la provinciale 19 Monfalcone-Grado di accedere direttamente alla Fincantieri e All’Ansaldo, bypassando in toto il quartiere di Panzano, peraltro densamente popolato. In ogni caso, ha osservato il Comune, il nuovo raccordo ferroviario e l’eliminazione dell’attuale collegamento con Ronchi Sud, che negli anni ha creato una vera e propria barriera, migliorerà l’assetto viario dell’intera città.
ALBERGO OPERAI L’ex Albergo operai, per il quale il sindaco ha espresso l’esigenza di poter usufruire quanto prima degli spazi museali, vedrà la ripresa dei lavori sulla facciata, mentre per quanto attiene agli spazi utilizzati da Fincantieri, la società farà una valutazione tenendo conto dell’evoluzione del mercato delle commesse, che pur in una fase di positiva ripresa, mantiene elementi di incertezza.
GLI APPALTI L’ad Bono, infine, ha dato ampia disponibilità affinché nell’affidamento delle lavorazioni possano essere invitate e coinvolte le imprese locali, pur nella logica della libera concorrenza. Ciò può rappresentare un contributo importante per favorire la ripresa e la crescita delle aziende del territorio in una fase di difficoltà economica.
 
I COMMENTI DEI CANTIERINI E DEI TRASFERTISTI 
La grande paura sembra finita: «Ora tutti speriamo di rientrare»

Alla fine, le due super-commesse sono andate in porto. E la certezza, all’indomani della formalizzazione dei contratti con Carnival per i due prototipi targati Princess Cruises, apre il varco a speranze più concrete. Tra i lavoratori diretti, che si alternano con la cassa integrazione, ma anche tra gli operai dell’appalto si respira un clima più rassicurante. Animi sollevati, ma senza abbandonare del tutto le preoccupazioni. E senza trascurare i problemi sul tappeto, come le paghe globali, il sistema dell’appalto, la sicurezza sul posto di lavoro. Alessandro Pezzetta, sposato, 2 figli e moglie a carico, lavora al reparto lamiere. Questa settimana, dice, inizierà la ”cassa”, con il rientro dei primi colleghi: «Lavoro alle dipendenze di Fincantieri dal ’98, prima operavo per conto di una ditta d’appalto. In famiglia vantiamo 4 generazioni di cantierini. La conferma delle due commesse non può che indurre alla speranza. Ora bisognerà capire come sarà spalmata la produzione tra gli stabilimenti e quali saranno le modalità e i ritmi di lavoro. Al parco lamiere sta arrivando nuovo materiale, relativo alla commessa assegnata nel 2009. Non è facile gestire il bilancio familiare, sono l’unico che lavora. L’importante è al momento aver preso le due ulteriori commesse».
Anche il collega Agostino Cian ha due figli a carico, la moglie lavora. È rientrato al parco lamiere da due settimane, dopo un mese di ”cassa”: «C’è speranza, confidiamo che la maggior parte della produzione sia data a Monfalcone. In cantiere ci sono stati investimenti, segnali che fanno pensare alla ripresa. Vedremo anche con le ipotizzate commesse pubbliche, che potrebbero dare ossigeno soprattutto agli altri stabilimenti». Roberto Tull è responsabile carpenteria di una impresa d’appalto. Vi lavora da 21 anni, è sposato e ha un figlio. «È molto positivo – sostiene -, un’iniezione di speranza anche per tante ditte dell’appalto, come la nostra, e per le famiglie. L’indotto qui è molto forte. Ciò che ritengo importante, senza voler discriminare, è salvaguardare le imprese che hanno alle spalle tradizione e una solida organizzazione produttiva, radicate nel territorio». Leonardo Minnici è più cauto nei commenti: «Lavoravo in subappalto, da novembre sono a casa. Sono rientrato al mio paese, in Calabria. Ora sono qui perchè cerco lavoro. Il fatto è – osserva – che l’economia mondiale non va bene. E la competizione si gioca anche sul costo del lavoro. Per questo ritengo giusto affrontare il tema legato ai trattamenti retributivi e alle paghe globali». Carmelo Bonomo da 2 mesi non lavora. Come i suoi due figli, sempre dipendenti di imprese d’appalto. «Quando è andata via ”Azura” la mia impresa ci ha mandato a casa. Ora spero di poter rientrare, il prossimo mese. Anche i miei figli sono in attesa di riprendere a lavorare. Ho 64 anni, me ne manca uno alla pensione. Il problema sono i giovani, ai quali bisogna poter dare prospettive». (la.bo.)

Il Piccolo, 07 giugno 2010
 
OGGI IL RIENTRO IN FABBRICA 
Finita la cassa, al lavoro altri cento cantierini

Il grosso della cassa integrazione nello stabilimento Fincantieri di Monfalcone deve appena arrivare, ma intanto i lavoratori coinvolti per primi dallo scarico di lavoro del cantiere si apprestano a rientrarvi. Dopo il ritorno al lavoro di alcuni addetti alla fine di aprile, oggi rimetteranno piede nello stabilimento poco meno di un centinaio di addetti, mentre una ventina hanno già ripreso a lavorare con la scorsa settimana.
Si tratta di operai impiegati nell’area della pre-fabbricazione, la prima a essere stata interessata, con il parco lamiere, dal salto nella produzione imposto dallo scarto tra vecchie commesse e i tre nuovi ordini, siglati tra la fine del 2009 e lo scorso mese. Intanto, però, si preparano a rimanere temporaneamente a casa gli addetti del pre-montaggio. Sarà proprio nel corso dell’estate che la ”cassa” toccherà il suo punto massimo con 450 lavoratori coinvolti.
Il rientro avverrà appena nell’autunno. Secondo le ”scansioni” prospettate dall’azienda, l’Officina navale avrebbe dovuto tornare a regime a fine maggio, mentre il settore pre-fabbricazione tra maggio e giugno. La fase di pre-montaggio entrerà in scarico a luglio con rientro a novembre, mentre il montaggio, per l’area bacino, sarà interessato dallo scarico tra settembre e dicembre. La Cigo nel cantiere navale di Monfalcone ha preso il via l’8 febbraio, coinvolgendo una novantina di lavoratori, la maggior parte dei quali (una quarantina) dell’Officina navale.
La ”cassa” ha interessato da subito anche una trentina di maestranze della Salderia B e una ventina di operai adibiti ai magazzini. Si è trattato appunto del primo contingente che, a rotazione, raggiungerà numericamente il picco massimo ipotizzato di 450 unità nel periodo di giugno-luglio e poi, successivamente, di ottobre, quando lo scarico di produzione legato alla prolungata scarsità di commesse avrà il suo culmine. Lo stabilimento al momento è impegnato nell’allestimento, più impegnativo del previsto, a quanto pare, di ”Queen Elizabeth” che, varata a inizio gennaio, sarà consegnata a Cunard Lines, a inizio autunno. I test in mare dell’unità avranno luogo entro fine luglio. (la.bl.)

Il Piccolo, 08 giugno 2010
 
Rientro dalla ”cassa”, si lavora alla consegna della Queen Elizabeth 
Fincantieri, conclusa la prima trance della Cigo Rsu: no al massiccio ricorso a lavoratori esterni

di TIZIANA CARPINELLI

Con l’animo più leggero, una cinquantina di tute blu ha timbrato ieri mattina il cartellino, siglando così il fatidico rientro in fabbrica dopo il tunnel della cassa integrazione ordinaria. I lavoratori dell’area pre-fabricazione, per primi coinvolti – assieme ai dipendenti del parco lamiere – nello scarico di lavoro conseguente alla crisi del mercato croceristico, hanno infatti rimesso piede nello stabilimento della Fincantieri di Panzano. Dopo aver svolto i corsi e combattutto con i salari decurtati hanno potuto riprendere il loro posto. Ma è presto, stando ai sindacati, per cantar vittoria: l’apice della Cigo deve ancora arrivare. Tra luglio e agosto, infatti, 450 cantierini resteranno a casa, proprio mentre lo scarico produttivo interesserà il pre-montaggio e il montaggio: due settori dove la presenza di lavoratori delle ditte in appalto è più pronunciata.
«Da accordi – ha osservato Moreno Luxich, delegato Fiom nella Rsu – vigileremo affinché non vi sia un ricorso massiccio ai lavoratori esterni, ma anzi sia promossa una gestione oculata degli operai nelle diverse fasi produttive. Fino a oggi i rientri sono in linea con le prospettive indicate. Ma vale la pena ricordare che i sindacati stipulano accordi per l’assegnazione di ammortizzatori sociali a tutti i lavoratori, diretti e dell’indotto: è stato attivato uno sportello appositamente rivolto alle ditte dell’appalto e dunque presteremo particolare attenzione alla situazione, per evitare che vi siano penalizzazioni di sorta». Luxich, reduce dall’ultimo coordinamento Fiom a Roma, non ha delineato scenari rosei per il gruppo: «La Cigo al cantiere di Castellammare è agli sgoccioli e si dovranno chiedere deroghe, perchè la cantierabilità delle commesse pubbliche assegnate è di sei mesi e il periodo di scarico dovrà essere coperto. Non va meglio da altre parti: alle istituzioni nazionali si deve chiedere un intervento a tutela del comparto. La crisi croceristica, per l’assenza di ordinativi in particolare da questo settore, è pronunciata e rischia di penalizzare proprio Monfalcone, quasi esclusivamente attrezzata per la produzione delle passeggeri».
La produzione, per Panzano, è ”blindata” fino al 2014, lasso entro cui andranno realizzate cinque unità. Consegnata a fine marzo Azura, la prossima a salpare dal bacino sarà la Queen Elizabeth, 90.400 tonnellate di stazza lorda, per una lunghezza di 294 metri. Si tratta della seconda nave più grande commissionata dalla società britannica Cunard Line, naturale evoluzione degli ”ocean liner” stile anni Trenta. Potrà ospitare nelle sue 1046 cabine oltre 2500 ospiti, asisstiti da 1097 membri dell’equipaggio. Dopo il varo di gennaio è in fase di allestimento e, da contratto, dovrà essere consegnata entro il 30 settembre. I test in mare, già fissati, si faranno a fine luglio. Carnival Magic, gemella di Dream, sarà ultimata invece nella primavera 2011, dopo essere stata impostata a inizio anno.
Il cantiere di Panzano sarà quindi impegnato nella costruzione di una gemella di ”Dream” e ”Magic”, un’unità da 130mila tonnellate in grado di accogliere 3690 passeggeri, del valore di 740 milioni di dollari, che entrerà in servizio nel 2012. Infine la costruzione di due navi prototipo, destinate a diventare le ammiraglie della flotta Princess Cruises. Le unità avranno una stazza lorda di 141mila tonnellate, per una capacità di 3600 passeggeri: saranno le più grandi passeggere mai realizzate da Fincantieri. Il valore per ciascuna nave si aggirerebbe attorno ai 558 milioni di euro.
 
LA TESTIMONIANZA. MOGLIE E FIGLIO E SOLO 700 EURO 
«Ho tirato la cinghia per 4 mesi»

Tra gli operai rientrati, ieri, c’era anche il monfalconese Luciano Trevisan, 50 anni, di cui quasi trenta trascorsi alle dipendenze del cantiere di Panzano. «È stato un periodo difficile, durato quattro lunghi mesi – ha raccontato -. Il problema più grande è stato fronteggiare un salario asciugato all’osso. Cos’ho fatto? Ho tirato la cinghia, cioé ho dato un taglio a tutte le cose superflue: ho rinunciato, una volta alla settimana, all’abitudine di portare fuori la famiglia a mangiare la pizza e ho detto addio alle gare di pesca, che è la mia passione. Mio figlio va alle medie e mia moglie non lavora: tirare avanti con 700 euro al mese non è stata cosa semplice». E cos’ha fatto in questi quattro mesi di ”digiuno” dal lavoro? «Ho frequentato i corsi di sicurezza, sicurezza avanzata, antincendio, saldatura e disegno – ha replicato – tutte nozioni che, si capirà bene, in trent’anni di lavoro (li coronerà il prossimo aprile, ndr) ho già abbondantemente acquisito». «Ora – ha concluso – sono molto contento di essere rientrato, anche se c’è chi è stato molto più, diciamo, ”fortunato” di me: invece di sorbirsi quattro mesi di Cigo ha fatto solo due o tre settimane».
Dal suo canto Andrea Holjar, sindacalista della Uilm, ha ribadito la necessità di prestare attenzione alla prosecuzione della Cigo, che attraverserà a breve la fase più acuta: «Vigileremo affinché la situazione non vada a scapito dei lavoratori dipendenti e non si assista dunque a una guerra tra poveri. Sindacalmente sarà più difficile spiegare ai dipendenti in cassa che le maestranze dell’appalto invece continueranno a lavorare, dato che il Montaggio vede questi ultimi maggiormente coinvolti. I contratti stipulati vanno ottemperati». (t.c.)