Il Piccolo, 26 maggio 2010
 
FULMINE A CIEL SERENO ALLA FINCANTIERI
Capobianco lascia la direzione, torna De Marco 
Cambio al vertice: il nuovo responsabile sarà affiancato da Quintano proveniente da Ancona
L’azienda: decisione per razionalizzare le competenze

Fulmine a ciel sereno nella stanza dei bottoni alla Fincantieri di Monfalcone. Con decorrenza da ieri, Paolo Capobianco, 58 anni, ingegnere navalmeccanico, non è più direttore dello stabilimento di Panzano, il maggiore dei nove cantieri dell’intero gruppo, che conta circa 1.800 dipendenti diretti, a cui si aggiungono i 2.500 lavoratori delle ditte private impiegate nell’indotto. L’avvicendamento è stato firmato dall’amministratore delegato Giuseppe Bono. Capobianco ha assunto l’incarico di vicedirettore della Corporate sviluppo industriale, con sede a Trieste, il cui vertice è rappresentato da Carlo De Marco, ora nominato nuovo direttore ad interim della Fincantieri di Monfalcone. Sarà supportato da Antonio Quintano, attuale dirigente del cantiere di Ancona, il quale si occuperà in particolare della realizzazione dei programmi produttivi. Quintano è stato vicedirettore del polo di Marghera, dove lo stesso Capobianco – nato a Monfalcone – si era trasferito nel 2002 per impugnare il timone dello stabilimento navale veneto.
Secondo quanto reso noto da Fincantieri, «alla luce dell’esperienza maturata a Marghera e a Monfalcone, Capobianco sarà chiamato a mettere in rete tutte le conoscenze acquisite». Resta il fatto che la fulmineità dell’ordine di servizio partito dall’ad Bono ha fatto sussultare sulle sedie più di un dirigente del gruppo. Una prassi di questo tipo, che ha praticamente azzerato i termini di avviso, risulta infatti assolutamente inusitata. Tant’è che la notizia è circolata molto rapidamente, ieri, tra le alte sfere. È consuetudine che i cambi di ruoli di vertice siano comunicati con un certo anticipo, cosa che, pare, in questo caso non è avvenuta.
«L’avvicendamento – ha proseguito ancora il gruppo – rappresenta una volontà e una necessità di razionalizzazione delle competenze, alla luce anche dell’attuale frangente di scarico produttivo». Ad Ancona, infatti, la mole di lavoro risulta sicuramente ridimensionata rispetto alla realtà monfalconese. Di qui la necessità di ”esportare” Quintano in sedi al momento più opportune.

Il Piccolo, 26 maggio 2010
 
PANZANO. PER L’AZIENDA L’AVVICENDAMENTO ALLA DIREZIONE TRA CAPOBIANCO E DE MARCO E’ DEL TUTTO NORMALE 
«Cantiere, cambio al vertice in una fase delicata» 
Holjar (Uilm): proprio ora che la Cig toccherà il Montaggio. Luxich (Fiom): scelte legate agli scarichi di lavoro

di TIZIANA CARPINELLI

È dai ranghi sindacali che sono uscite, ieri, le prime reazioni al repentino cambio di timone alla Fincantieri di Monfalcone, dove l’altro giorno si è registrato l’avvicendamento di Paolo Capobianco, 58 anni, ingegnere navalmeccanico, dal ruolo di direttore dello stabilimento di Panzano. Andrà a ricoprire l’incarico di vicedirettore alla Corporate sviluppo industriale, con sede a Trieste. Un ruolo ritenuto dall’azienda più prestigioso e in linea con le competenze maturate nel suo cursus honorum. Pur messi a conoscenza, la sera prima, dell’ordine di servizio firmato dall’ad Giuseppe Bono, i rappresentanti delle sigle Fiom, Fim e Uilm sono letteralmente caduti dalle nuvole alla notizia del cambio di vertice. Infatti hanno chiesto ieri mattina un incontro urgente con la direzione dello stabilimento, la quale ha poi illustrato alla Rsu i mutati scenari, presenti lo stesso Capobianco e Carlo De Marco, nominato direttore ad interim (supportato da Antonio Quintano, dirigente proveniente da Ancona).
«È stata una decisione inaspettata – ha esordito Moreno Luxich (Fiom) -: prassi vorrebbe che comunicazioni di questo tipo venissero annunciate con un certo preavviso. Ci rendiamo conto, tuttavia, che si tratta di scelte dettate da contingenze economiche, legate agli scarichi di lavoro, ed è dunque alla luce di un tale quadro che reputo plausibile l’ottimizzazione delle risorse». «Con l’ex direttore Capobianco – ha proseguito – abbiamo avviato un percorso importante, teso alla gestione della Cassa integrazione, di fatto a tutt’oggi la criticità maggiore, e alla discussione sugli appalti, da affrontare a breve in Confindustria. Ebbene finora siamo riusciti a trattare questi aspetti con esito positivo: vi sono state, certo, delle dispute accese e a tratti perfino aspre, ma su tutti i punti si è riusciti a trovare una soluzione. Il nostro auspicio, dunque, è che si possa continuare sul solco tracciato da Capobianco. Poiché, pur nella distanza dei reciproci ruoli, non sono mai venuti meno il rispetto e la lealtà. Il dirigente ha saputo agire con senso di responsabilità, da buon interlocutore». «È stato un fulmine a ciel sereno – ha aggiunto Andrea Holjar (Uilm) – tanto più che l’ordine è arrivato nel momento il cui la Cigo entra nella fase sindacalmente più complessa, andando a toccare le aree del Montaggio e del Pre-montaggio, significativamente in mano alle ditte d’appalto, e a ridosso della verifica di giugno sull’integrativo. Non conosciamo le ragioni interne dell’avvicendamento, ma sappiamo che la motivazione è legata a scelte tecniche: ora Capobianco potrà mettere a frutto la sua grande esperienza seguendo tutti i cantieri. Noi ci siamo trovati bene: anche nello scontro si è dimostrata una persona leale».
E proprio il temperamento franco dell’ex direttore di stabilimento, stando a voci di corridoio, potrebbe aver influito nei rapporti con l’armatore che, in qualche modo, avrebbero a loro volta inciso sugli indirizzi. Ma la Fincantieri non ha inteso prestare il fianco a dietrologie, ribadendo anzi il prestigio dell’incarico assegnato a Capobianco: «Alla Corporate sviluppo e direzione industriale – rende noto il gruppo – egli potrà seguire l’efficientamento complessivo grazie al trasferimento delle pratiche e delle metodologie migliori perseguite nei diversi cantieri, dunque intervenendo sui processi e la qualità dei prodotti. Sulla scorta dell’esperienza maturata Capobianco potrà fare molto bene alla Corporate: continuerà a seguire il cantiere di Monfalcone, ma da un altro livello, superiore s’intende». Relativamente alla fulmineità dell’ordine di servizio, Fincantieri ha sottolineato che «si è trattato di un inter assolutamente normale, non c’è stato alcun taglio di teste: se si va dietro alle voci, allora già mesi fa Capobianco sarebbe dovuto finire in Liguria». «In realtà – ha chiosato – l’avvicendamento rappresenta solo la volontà di razionalizzare le competenze, alla luce dello scarico produttivo».
L’onestà intellettuale dell’ex direttore è stata tirata in ballo anche da Michele Zoff (Fim): «Ci ha lasciato un po’ perplessi l’improvviso colpo di scena, poichè il cambiamento, all’interno della Fincantieri, è sempre stato graduale. Io ho apprezzato molto, sotto il profilo umano, l’ingegner Capobianco: l’ho trovato leale, preparato, aperto al dialogo e sempre rispettoso dei ruoli». E il nuovo direttore ad interim, peraltro già dirigente a Panzano? «Tecnicamente competente e profondo conoscitore dell’ambiente – ha replicato -: non credo che avremo problemi».