Il Piccolo, 04 giugno 2010

INVERSIONE DI TENDENZA NEL MOVIMENTO MIGRATORIO. SEMPRE PIÙ SCARSI I RICONGIUNGIMENTI 
Stranieri, la crisi economica spezza le famiglie 
Mogli rispedite in patria. I nuclei passati dai 671 censiti nel 2009 ai 616 dei primi mesi dell’anno

di LAURA BLASICH

La crisi c’è ancora a Monfalcone. A confermarlo non sono solo i numeri della cassa integrazione aperta nelle fabbriche del territorio, ma anche la diminuzione del numero degli stranieri residenti. Irrisoria quanto si vuole, perchè si tratta di una sola unità rispetto alla fine di dicembre 2009, anche se alle spalle di questo numero si affaccia un movimento migratorio per la prima volta da anni, ormai, più importante in uscita da Monfalcone che in entrata.
Stando ai dati in possesso alla Polizia municipale, a fine dicembre risultavano abitanti in città 3.486 stranieri, comunitari ed extracomunitari, che a fine aprile sono scesi a 3.485, frutto di un’emigrazione di 180 persone contro l’arrivo di 179 (cifra che però tiene conto anche dei nuovi nati). A parlare delle difficoltà di mantenere il lavoro, quanto meno con gli standard precedenti la crisi, è però soprattutto la riduzione delle famiglie straniere residenti: a dicembre 2008 erano 660, ad aprile 2009 erano 671, adesso sono 616.
In sostanza, le peggiorate condizioni economiche non consentono più di mantenere tutta la famiglia in loco. «Diversi immigrati stanno riportando le famiglie in patria, i ricongiungimenti diminuiscono», spiega il maresciallo capo Odorico Ciot, che coordina e svolge le verifiche anagrafiche di cui è competente la Polizia municipale.
Accertamenti di residenza, ma non solo, per un totale di oltre 3mila pratiche all’anno. Le nuove dinamiche innescate dalla crisi nella comunità straniera, a iniziare da quella originaria del Bangladesh, la più numerosa, non stanno però riducendo il fenomeno del sovraffollamento negli alloggi presi in affitto, in prevalenza nel centro cittadino.
«Le famiglie rientrano e gli uomini si spostano per condividere l’alloggio con colleghi e amici», spiega ancora Ciot, che nel 2009 assieme alla sua squadra ha totalizzato 52 accertamenti per sovraffollamento, nella maggior parte dei casi risultato reale.
Solo di una verifica, comunque, si tratta, anche se i problemi igienico-sanitari creati da situazioni del genere ci sono, perché non esiste una normativa che sanzioni appartamenti “troppo pieni”, pur stabilendo i criteri dello stesso sovraffollamento.
L’amministrazione starebbe quindi non a caso studiando se sia possibile emettere un’ordinanza utile a ridimensionare il fenomeno. Lo scorso anno, però, la polizia municipale ha stilato anche 11 verbali per la mancata denuncia di ospitalità di stranieri accolti da connazionali nel loro alloggio. In questo caso la sanzione c’è ed è piuttosto salata: 320 euro.
Quest’anno, la Polizia municipale non ha rilevato alcun caso del genere. «Gli stranieri si sono fatti molto attenti e rispettosi su questo fronte, vista l’entità della sanzione», afferma il maresciallo capo Ciot.
Da inizio gennaio a ora gli accertamenti di sovraffollamento sono stati solo cinque, in sostanza per un dirottamento del personale su altri compiti e obiettivi. «In tutti gli accertamenti, comunque – sottolinea Ciot -, non abbiamo mai individuato irregolarità nei documenti degli stranieri». Che intanto stanno diventando più ligi anche nell’osservanza dell’obbligo scolastico dei propri figli.
Nell’anno scolastico che si sta concludendo la Polizia municipale ha effettuato verifiche sulla situazione di sette bambini (di cui uno per due volte). In tre casi si trattava solo di mancate iscrizioni alla prima elementare dovute però a trasferimento della famiglia, mentre per quattro bambini (tre stranieri e un italiano) il problema era di mancata frequenza e l’accertamento è finito in una segnalazione alla procura della Repubblica e al Tribunale dei minori.
Il reato è di competenze del Giudice di pace, che però sta riuscendo a trattare ora casi relativi a cinque anni fa.

Il Piccolo, 06 giugno 2010
 
INCONTRO CON IL SINDACO 
Il sindacato chiede sconti per i cassintegrati

Il sindaco, Gianfranco Pizzolitto, si è incontrato, assieme all’assessore Cristiana Morsolin, con una delegazione sindacale per affrontare la possibilità di introdurre agevolazioni nell’accesso ai servizi pubblici per i lavoratori in cassa integrazione che subiscono pesanti riduzioni salariali. Le condizioni più problematiche riguardano le famiglie monoreddito e, quelle, dove il capofamiglia ha subito il licenziamento o il mancato rinnovo del contratto a termine. La crisi della Eaton, e di alcune altre situazioni del territorio, hanno messo in situazione di grande difficoltà centinaia di famiglie che si trovano con disponibilità molto ridotte.
Il sindacato ha evidenziato come il riferimento alle fasce di reddito per accedere ai benefici sociali risultino sperequanti in presenza di una acclarata evasione fiscale di alcune categorie che dichiarano entrate molto basse. Il sindaco si è impegnato a portare il problema nel direttivo dell’Anci, per adottare linee guida in modo da orientare il comportamento delle amministrazioni comunali. A questo fine è stato deciso di dar vita a un gruppo di lavoro coordinato dall’assessore Morsolin, con rappresentanti sindacali, per elaborare una specifica proposta.