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Il Piccolo, 29 novembre 2009
Omofobia, incontro all’Itis con gli esperti
La scuola si interroga, riflette e coinvolge genitori e studenti per contrastare il bullismo, che spesso si indirizza verso chi si pensa diverso, anche sotto il profilo dell’orientamento sessuale. L’Isit Einaudi ha così deciso di accogliere la proposta dell’Ass di ospitare mercoledì, alle 18, un incontro dal titolo ”Omofobia: conoscere, riflettere, intervenire”. L’appuntamento servirà al Circolo Arcobaleno Arcigay Arcilesbica di Trieste, in collaborazione con Arcigay ”Nuovi passi” e Arcilesbica di Udine, per presentare il progetto ”A scuola per conoscerci. Isolamento sociale, bullismo e omofobia: strategie d’intervento in ambiente scolastico”. L’associazione illustrerà inoltre i dati ricavati dalla ricerca ”Benessere psicofisico e omofobia interiorizzata delle persone con diverso orientamento sessuale nel Friuli Venezia Giulia”. La ricerca è stata realizzata sotto la supervisione del professor Giovanni Battista Flebus dell’Università di Trieste e della psicologa Margherita Bottino, presente insieme alla psicoterapeuta Adriana Monzani, alla presidente del Circolo Arcobaleno Maria Ginaldi e al responsabile scuola Davide Zotti. Il progetto ”A scuola per conoscerci” prevede due interventi, rivolti agli studenti del triennio delle superiori sul tema del bullismo omofobico e del pregiudizio sociale verso le persone omosessuali.
Il Piccolo, 28 novembre 2009
Disoccupazione, cresce il timore micro-criminalità
L’imminente scarico di lavoro alla Fincantieri impone una riflessione sulla tenuta sociale della città
di LAURA BORSANI
La crisi economica, con la perdita di centinaia di posti di lavoro, rischia di rendere esplosiva una situazione che già fin d’ora si presenta difficile sotto il profilo sociale. L’imminente scarico di lavoro alla Fincantieri fa infatti scattare il timore-microcriminalità a Monfalcone. La rapina dell’altro giorno alla Unicredit di Ronchi è stata letta da più parti come un ”anticipo” di quanto potrebbe succedere se la città e il mandamento dovessero fare i conti, da soli, con un improvviso aumento della disoccupazione. Nessun allarme concreto, per ora, ma le istituzioni sono chiamate a muoversi per tempo. Il sindaco Gianfranco Pizzolitto pone precisi distinguo, chiamando in causa anche il patto di legalità sul quale chiede di fare il punto in un icontro con il prefetto: «La situazione è delicata. La sicurezza strutturale è legata al livello dello stato sociale. E la crisi non può che ripercuotersi sul disagio delle famiglie». Pizzolitto propone l’immagine di un grande ingorgo dove se le prime auto iniziano a muoversi, le ultime restano bloccate: «Il nostro territorio sta vivendo un periodo ulteriormente ansiogeno, in relazione all’incerta situazione di Fincantieri. A ciò si aggiungono i tagli ai traferimenti della Regione ai Comuni che, solo grazie a trattative, sono scesi dal 19,30% al 13%. Sono tagli rilevanti, che fanno seriamente temere nella tenuta del sistema degli enti locali, anche perchè si tratta di riduzioni strutturali proposte come emergenze contingenti ma senza che sia chiaro il ruolo dei Comuni». Tenuta economica, degli enti locali, occupazionale e sociale. «La preoccupazione è generale. Ma va sgomberato il campo dalle emozioni». Pizzolitto parla di ordine pubblico convenendo sul fatto che venga alzato il livello di attenzione. Di una riflessione sul patto di legalità, pur se «al momento, mi risulta che la situazione sia comunque sotto controllo». E sottolinea: «Il mio ruolo istituzionale non viene meno. Resto pronto a mettere a disposizione tutti gli strumenti utili e necessari. Rispetto le normative, compreso l’utilizzo delle telecamere». Preoccupazione esprime il consigliere dell’Udc, Giorgio Pacor: «La situazione di Fincantieri è aperta, specie in relazione ai dipendenti interni. Se ci si augura che gli scarichi di lavoro siano lenti, non si evidenziano, al momento, chiare prospettive alternative al blocco delle commesse. In questo ragionamento pongo anche la questione sicurezza, distinguendo tra gli aspetti legati al vivere civile, che attengono alla regolamentazione comunale, in capo al sindaco, richiedendo una riorganizzazione dei controlli territoriali da parte dei vigili urbani, e la sicurezza legata al patto di legalità. Mi chiedo, e ho chiesto al sindaco, a che punto sono i previsti monitoraggi semestrali e se il protocollo venga attuato. C’è inoltre la necessità di verificare se le politiche di diversificazione industriale funzionano, come il rilancio del Porto e la valorizzazione della nautica e del turismo». Il consigliere del Pdl, Giuseppe Nicoli, spiega: «Ci preoccupa fortemente l’atteggiamento quasi disinteressato del sindaco. Il Pdl, in modo responsabile, vuole aggredire il problema in modo prioritario, adottanto le contromisure per evitare nuove tensioni sociali e rischi. Il sistema è concatenato: la situazione economica condiziona quella sociale, che condiziona la sicurezza e, a sua volta, la prospettiva futura, la quale, e qui il cerchio si chiude, condiziona l’economia. Servono provvedimenti urgenti per tutti questi ambiti». Interviene anche il consigliere regionale della Lega Nord, Federico Razzini, dopo che, peraltro, l’altra sera in Consiglio, il capogruppo Sergio Pacor ha denunciato una serie di danneggiamenti alle auto in centro, questo mese, e atti vandalici ripetuti. «Anche grazie alle misure del Governo – dice Razzini – in Italia la crisi è meno pesante. È tuttavia evidente che Monfalcone non sia esente da contraccolpi. Vogliamo che vengano in primis salvaguardati i dipendenti nostrani. L’immigrazione di massa che ha conosciuto la città senza porre un’adeguata politica di accoglienza rischia di scaricare e aumentare i problemi sociali. È molto preoccupante». Razzini parla di un «salto di qualità anche per Fincantieri attraverso nuove vocazioni produttive compatibili assieme allo sviluppo del Porto e della nautica». Il presidente dell’Ascom, Glauco Boscarolli, osserva: «La crisi economica che manda a casa la gente produce disagio per le famiglie. Subiremo più infrazioni alle leggi e meno tranquillità sociale. Molti commercianti hanno fatto ricorso ai sistemi di allarme collegati alle forze dell’ordine. L’Ascom ha inoltre stabilito un contratto con un istituto di vigilanza al quale hanno aderito diversi soci».
Pizzolitto: poche risorse questo il vero problema
«Inadeguati i fondi per far fronte alla perdita del posto»
Il sindaco Gianfranco Pizzolitto lo sottolinea: «I fomentatori del livello emotivo sulle questioni sono gli stessi che oggi hanno in mano tutte le leve per gestire e tenere sotto controllo la situazione. Il sindaco mette a disposizione tutte gli strumenti che è in grado di garantire. Perchè bisogna uscire dall’equivoco. I problemi veri sono sotto gli occhi di tutti: sono il lavoro, la questione sociale, i tagli ai trasferimenti regionali, quindi le risorse inadeguate per fronteggiare le emergenze di carattere occupazionale e sociale. L’ospedale che rischia di venire declassato a struttura di serie B».
Il primo cittadino lo vuole ribadire: «Il mio è l’atteggiamento istituzionale di un sindaco che applica e applicherà gli strumenti messi a disposizione dalla normativa. Il patto di legalità mette in moto un progetto interistituzionale che fa capo al prefetto. Che venga dunque eseguita la verifica, che vengano illustrati i dati. Anche se mi risulta che la situazione sia al momento sotto controllo». Pizzolitto, tuttavia, aggiunge: «Credo che dobbiamo evitare di profetizzare solo scenari bui, ritengo invece sia giusto affidarsi anche all’ottimismo della ragione. Se infatti non si nega che vi siano problemi reali e concreti, c’è anche da tener in considerazione le molte risorse e le responsabilità positive espresse dal territorio. Non mancano infatti gli strumenti e le potenzialità utili per affrontare la situazione, a cui dobbiamo attenerci. Il mio auspicio – ha concluso il sindaco – è che ci si muova seriamente verso una reale integrazione sociale, non suscitando emozioni e ponendo questioni che parlano solo alla ”pancia” dei cittadini, infondendo timori e paure».
Una conferenza economica per uscire dalla crisi
Il Monfalconese e il resto della provincia si ritroveranno per decidere come uscire dalla crisi economica a inizio anno. L’ex albergo impiegati sarà la sede il 16 gennaio della Conferenza economica territoriale, sollecitata poco meno di un anno fa ormai dai consiglieri dell’Unione di centro Giuliano Antonaci e Antonello Murgia a fronte del rapidissimo gonfiarsi delle difficoltà delle industrie e dell’economia locale sull’onda della recessione mondiale.
A dare l’annuncio dell’appuntamento è stato il sindaco Gianfranco Pizzolitto sollecitato nella riunione di giovedì sera del Consiglio comunale proprio da Antonaci a spiegare perché la Conferenza economica non si fosse ancora tenuta.
«Subito dopo l’approvazione dell’ordine del giorno “anti-crisi” da parte del Consiglio comunale all’inizio di quest’anno – ha spiegato il sindaco -, mi sono subito mosso nei confronti della Provincia e dei sindacati. Vista la portata della crisi, è parso corretto estendere l’analisi a un territorio più vasto di quello monfalconese e anche andare oltre a una fotografia dell’esistente».
Secondo il sindaco, si trattava e si tratta di mettere in campo delle soluzioni. «Il ritardo deriva da questo secondo compito che mi sono dato», ha sottolineato Pizzolitto, auspicando che la Conferenza economica il 16 gennaio consenta di fornire delle prime risposte per rilanciare l’economia isontina.
«Nel frattempo non siamo rimasti fermi – ha aggiunto – e abbiamo cercato, anche su sollecitazione dei lavoratori di alcune fabbriche, di alleggerire la situazione di chi si trova in cassa integrazione o mobilita».
In aula giovedì sera è approdato anche il ritrovamento di sepolture e resti umani nell’area dell’ex cimitero di via dei Cipressi a causa dei lavori in corso per potenziare la viabilità dell’area.
Il consigliere del Pdl Giuseppe Nicoli ha chiesto all’amministrazione comunale se non si sarebbero potuti bloccare i lavori almeno per qualche giorno per consentire di gestire la vicenda con maggiore sensibilità.
L’assessore ai Servizi cimiteriali Giordano Magrin e l’assessore ai Lavori pubblici Gianluca Trivigno hanno risposto che tutte le procedure previste in una situazione del genere sono state rispettate, i resti sono stati immediatamente prelevati e trasferiti nell’ossario del cimitero comunale e che l’ente locale sta effettuando ricerche di archivio per tentare di dare un nome ai resti. (la.bl.)
RONCHI. LA CRISI E I REDDITI
Cresce la povertà, attivate oltre 500 ”carte famiglia”
RONCHI Numeri che mettono sotto pressione l’Ufficio assistenza del Comune di Ronchi dei Legionari. E che sono emblematici del fatto che l’emergenza economica e occupazione non è ancora un ricordo del passato. Sono 506 le carte famiglia attualmente attive in città, mentre 74 sono scadute e devono essere rinnovate con l’applicazione dell’Isee aggiornato.
Su una popolazione di oltre 12mila abitanti e di quasi 5.500 famiglie significa che non sono pochi coloro i quali hanno un basso reddito. Ma non finisce qui, visto che 397 titolari della carta hanno anche beneficiato del contributo sull’energia elettrica, liquidato direttamente dall’Amministrazione regionale.
La Carta famiglia prevede la suddivisione degli aventi diritto in tre fasce, a seconda della composizione del nucleo familiare, dei figli a carico e degli indici dell’Isee. Ed a Ronchi dei Legionari, attualmente, la maggior parte delle famiglie, 180, sono a bassa intensità. Ancora una volta l’attenzione nei confronti delle famiglie e della popolazione a rischio è altissima. Nell’ultimo Consiglio comunale, va ricordato, sono stati aggiunti ulteriori 30mila euro ai 110mila già stanziati per interventi a sostegno delle persone e delle famiglie in difficoltà economiche. Nel 2009, poi, la municipalità ronchese spenderà oltre 2 milioni e 792mila euro, il 32% del bilancio, nel settore sociale e che comprende la gestione dei servizi dedicati agli anziani, gli aiuti economici alle persone in difficoltà ed alle famiglie, ma anche gli interventi nei confronti dell’infanzia e dei disabili. Rispetto al 2008 un aumento del 9,8%, con un maggior impiego di 249.234 euro. Qualcosa come 200mila euro, ancora, sono state destinati per il pagamento delle rette di ricovero dei cittadini in strutture per anziani od in strutture psichiatriche, mentre 7mila euro sono quelli che saranno impiegati per il contributo annuale nella spesa sanitaria agli indigenti. Saranno abbattute tariffe per i rifiuti pari a 12mila euro e ciò nel rispetto del protocollo firmato con le organizzazioni sindacali dei pensionati. (lu.pe.)
Il Piccolo, 27 novembre 2009
A DICEMBRE IL PIANO URBANO DEL TRAFFICO APPRODERÀ IN CONSIGLIO
Il Comune insiste: Corso chiuso alle auto
Si annuncia battaglia con l’Ascom, contraria a questa scelta per la storica via
La battaglia è annunciata. Causa scatenante: la pedonalizzazione di corso del Popolo. I commercianti la temono, considerandola il ”colpo di grazia” alla crisi della storica strada. Il Comune la prevede nel nuovo Piano urbano del traffico che disegna una zona pedonale estesa a corso del Popolo e al tratto di via San Francesco tra via Plinio e piazza della Repubblica. La previsione è contenuta nel nuovo Piano del traffico che sarà portato in Consiglio nel prossimo mese per essere adottato.
Una scelta precisa e che non mancherà di essere contestata, almeno da una parte dei commercianti, ancora convinti che chiudere al traffico il corso porterà alla morte definitiva della via. Se il Corso, però, si sente e si vede solo come strada di transito e di attraversamento, proprio la chiusura al traffico, affiancata da investimenti sull’arredo, potrebbe portare a un rilancio dell’area, che continuerà a essere servita dai mezzi pubblici.
L’estensione della zona pedonale avverrà, come ha ribadito l’assessore all’Urbanistica, Massimo Schiavo, quando saranno realizzati gli interventi necessari a intercettare il traffico di attraversamento e potenziare la sosta. La previsione comunque c’è, come è emerso mercoledì in commissione per la Programmazione territoriale economica, assieme a quella della trasformazione in un senso unico in direzione del centro di via Cosulich, nel tratto tra via Aquileia e l’incrocio con via Rossini, dove sarà realizzata una corsia preferenziale per i bus diretti a Panzano. In questo modo sarà possibile semplificare l’incrocio tra via Rossini, via Cosulich e via Ponziana. La filosofia del nuovo Put, elaborato dall’ingegner Fiorella Honsell e dal suo staff, è quella non solo di definire le funzioni delle diverse strade, ma anche di intervenire usando il più possibile l’esistente, riorganizzandolo.
Qualche opera nuova comunque c’è, ha sottolineato l’ingegner Honsell. Oltre a ricomprendere il potenziamento di via Boito-via Colombo, che vede trasformate in rotatorie le principali intersezioni lungo l’asse, il Put conferma la presenza di una nuova strada di accesso alla zona industriale Schiavetti-Brancolo, ma anche la scelta di realizzare una nuova via parallela al Brancolo a servizio del litorale tra Monfalcone e Staranzano con conseguente potenziamento del ponte della Checca. «Entrambe le soluzioni – spiega l’assessore Schiavo – si poggiano sul ruolo della nuova bretella di connessione tra Ronchi e la provinciale 19, dove si vuole instradare innanzitutto il traffico pesante proveniente dall’autostrada e diretto alla zona industriale Sud». Il Put, anche nelle zone urbane di Monfalcone, agisce non solo attraverso la revisione dei sensi di marcia (vedi i casi di via Aquileia, via Terenziana e via Carducci) e delle svolte, ma anche proponendo la semplificazione di alcuni incroci. Stando al piano, quelli tra via Aulo Manlio e via Crociera e tra la stessa strada e via Isonzo dovrebbero essere soppiantati da rotatorie, come dovrebbe accadere anche all’intersezione tra via Foscolo e via Valentinis e tra via Roma e via Garibaldi. L’assetto dei sensi unici rimane invece invariato in centro, dove si pensa però a un futuro meno denso di traffico per il tratto di via 9 Giugno tra via Bixio e via Duca d’Aosta. «Per ora non si può pensare a una sua chiusura – ha detto la progettista -, ma a un suo depotenziamento – e quindi a una sua valorizzazione sotto il profilo commerciale». Il Put si occupa anche della mobilità ciclabile e pedonale, affrontata con il completamento della rete esistente e soprattutto l’introduzione massiccia delle ”Zone 30” in tutto l’agglomerato urbano.
Laura Blasich
Messaggero Veneto, 27 novembre 2009
Il Comune, che si appresta a vagliare il piano urbano del traffico, non intende cedere alla pressione dei commercianti
Monfalcone, la zona pedonale sarà ampliata
MONFALCONE. Arriverà in discussione e adozione del consiglio comunale di Monfalcone nelle prossime sedute di dicembre il Put, Piano urbano del traffico urbano elaborato dal Comune di Monfalcone assieme alle amministrazioni di Ronchi dei Legionari e Staranzano, nell’ottica di dare una visione e una soluzione d’insieme al problema della mobilità.
Fra le scelte più forti per Monfalcone, illustrate alla Commissione consiliare per la programmazione territoriale economica, sicuramente quella di estendere la zona pedonale anche a corso del Popolo e al tratto di via San Francesco compreso tra via Plinio e piazza della Repubblica. Una scelta che provocherà (ma ha già provocato) le reazioni dei commercianti dell’arteria cittadina, convinti che chiudere al traffico il corso porterà alla morte definitiva della via, già da alcuni anni in sofferenza.
Contrario, invece, il parere dell’amministrazione comunale, secondo la quale proprio la chiusura del corso, a cui saranno affiancati investimenti sull’arredo urbano, potrebbe portare a un rilancio dell’area, che continuerà a essere servita dai mezzi pubblici.
Resta fermo il fatto che l’estensione della zona pedonale avverrà, come ha sempre ribadito l’assessore all’Urbanistica Massimo Schiavo, soltanto quando saranno stati realizzati gli interventi necessari per intercettare il traffico di attraversamento e potenziare la sosta.
La previsione di ampliamento della zona pedonale è stata illustrata assieme a quella della trasformazione in un senso unico in direzione del centro, di via Cosulich, nel tratto fra via Aquileia e l’incrocio con via Rossini, dove sarà realizzata una corsia preferenziale per i bus diretti verso Panzano. In questo modo sarà possibile semplificare l’incrocio tra via Rossini, via Cosulich e via Ponziana.
La filosofia di base del nuovo Put, elaborato dall’ingegner Fiorella Honsell e dal suo staff, è del resto quella non soltanto di definire le funzioni delle diverse strade, assegnando quindi a ciascuna il proprio ruolo, ma anche d’intervenire usando il più possibile l’esistente, riorganizzandolo. «Qualche opera nuova comunque c’è», ha sottolineato in commissione l’ingegner Honsell. Oltre a ricomprendere il potenziamento di via Boito-via Colombo, che vede trasformate in rotatorie i maggiori incroci lungo l’asse, il Put conferma la presenza di una nuova strada d’accesso alla zona industriale Schiavetti-Brancolo, ma anche la scelta di realizzare una nuova via parallela al Brancolo a servizio del litorale tra Monfalcone e Staranzano con conseguente potenziamento del ponte “della Checca”.
«Entrambe le soluzioni – spiega l’assessore Schiavo – poggiano sul ruolo della nuova bretella di connessione tra Ronchi e la provinciale 19, dove si vuole instradare innanzi tutto il traffico pesante proveniente dall’autostrada e diretto alla zona industriale sud».
Il Put, anche nelle zone urbane di Monfalcone, agisce non soltanto attraverso la revisione dei sensi di marcia e delle svolte, ma propone anche la semplificazione di alcuni incroci. Stando al piano, dovrebbero divenire rotatorie gli incroci tra via Aulo Manlio e via Crociera, tra via Crociera e via Isonzo, tra via Foscolo e via Valentinis e tra via Roma e via Garibaldi.
L’assetto dei sensi unici rimane invece invariato in centro, dove si pensa però a un futuro meno denso di traffico per il tratto di via IX giugno compreso tra via Bixio e via Duca d’Aosta, che dovrà essere valorizzato sotto il profilo commerciale. (c.v.)
Il Piccolo, 21 novembre 2009
L’AMBITO TERRITORIALE OTTIMALE BLINDA IL PIANO DEGLI INTERVENTI
Il Comune: no alla privatizzazione dell’acqua
Messa in sicurezza per il piano d’investimento trentennale predisposto dall’Autorità d’ambito territoriale ottimale orientale goriziano, autorità di regolazione del ciclo integrato dell’acqua, istituita da apposita legge regionale (la 13 del 2005), alla quale fanno parte i 25 Comuni dell’Isontino. Il piano, elaborato nel 2005 ai fini del completamento della rete fognaria e del miglioramento delle condotte idriche nella provincia, prevede un investimento di 250 milioni di euro, di cui 110 già finanziati grazie a una convenzione sancita con il Banco Infrastrutture Innovazione e Sviluppo e la Dexia Crediop Spa. L’Aato, organo di programmazione, indirizzo e controllo, ha infatti affidato in ”house” la gestione del ciclo integrato dell’acqua (dl 267/2000), assegnandola a Irisacqua. Un piano messo in forse dalla modifica della legge, ora alla Camera, che con decreto 135/2009 del settembre scorso, in virtù della conversione dell’articolo 15 con l’articolo 23-Bis, in relazione ai Servizi pubblici di rilevanza economica, prevede la cessazione delle gestioni in ”house”, a fronte del passaggio del 40% del capitale ai privati. L’articolo recita: «Le gestioni in essere alla data del 22 agosto 2008, affidate conformemente ai principi comunitari in materia di cosiddetta ”in house” cessano improrogabilmente e senza necessità di deliberazione da parte dell’ente affidante, alla data del 31 dicembre 2011. Esse cessano alla scadenza prevista dal contratto di servizio a condizione che entro il 31 dicembre 2011 le amministrazioni cedano almeno il 40% del capitale». Una prospettiva che trasformerebbe l’ente gestore, Irisacqua, attualmente pubblico, in società mista, non senza possibili conseguenze in termini di tariffe. Prospettiva, tuttavia, che potrebbe venire scongiurata alla luce della presentazione di un emendamento in deroga per gli enti ”virtuosi”.
Da qui, la presa di posizione dei Comuni appartenenti all’Aato isontina. Con Monfalcone in prima linea a lanciare la ”battaglia” contro la privatizzazione dell’«oro blu». L’assessore Giordano Magrin, con il supporto fornito da Claudia Fumolo, responsabile dell’Ufficio società partecipate del Comune, ha spiegato: «Ci siamo fatti parte attiva sulla questione legata alla privatizzazione da parte del Governo del ciclo integrato dell’acqua. Con una manovra che definisco ambigua, è stato modificato l’articolo 15, convertito nell’articolo 23-Bis, con il quale si dispone che l’ente pubblico gestore dell’acqua dovrà privatizzarla al 40% entro il 2011. È un’operazione assurda, considerati gli ottimi risultati di gestione dimostrati. L’assemblea d’Ambito ha predisposto un ”odg”, trasmesso ai parlamentari, affinchè non ci sia un obbligo totale a cedere le quote sul mercato, fatto non contemplato neppure a livello europeo. Siamo l’unica Aato in regione che sta funzionando in modo efficiente». Sul piano predisposto nel 2005, le banche convenzionate hanno preteso garanzie, alla luce del disegno di legge in fieri: «L’assemblea d’Ambito – ha continuato Magrin – ha adottato un atto di indirizzo per tranquillizzare gli istituti di credito sul rispetto della convenzione. Intendiamo comunque continuare la battaglia cercando di mantenere pubblica la gestione dell’acqua».




