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Il Piccolo 17 novembre 2009 
 
”CARICO SOSPESO”  
Le morti bianche al Comunale
 
 
A teatro, per commemorare le vittime delle ”morti bianche”. Si terrà sabato 28 novembre l’appuntamento annuale di Carico Sospeso – Coordinamento Franco Cicciarella per i diritti a un lavoro sicuro. Al Comunale, alle 20.30, sarà portato in scena “3,06”, diretto dall’attrice Luisa Vermiglio, già coordinatrice del Laboratorio Fare Teatro. L’iniziativa, realizzata con il contributo della Regione e il patrocinio di Provincia e Comune di Monfalcone, Staranzano e Ronchi, si è sviluppata in seguito alla scomparsa del portuale Franco Cicciarella, per non dimenticare quanto è accaduto, ma anche per informare e dar voce al diritto a un lavoro sicuro e al diritto alla vita. Il titolo “3,06” fa riferimento al numero medio giornaliero delle “morti bianche” accertate dall’Inail nel 2008. «Le morti sul lavoro – così i promotori della serata, a ingresso libero – rappresentano uno stillicidio continuo di dolore. Gli infortuni sul lavoro non sono frutto del caso, della fatalità, né possono essere banalmente attribuiti all’imperizia e alla disattenzione dei lavoratori: sono causati da uno scarso radicamento della cultura della sicurezza. Ma anche da una produzione e un’organizzazione del lavoro fondata su una ricerca esasperata della produttività, su ritmi sempre più intensi, su appalti e subappalti fondati sul massimo ribasso, sul profitto attraverso la riduzione dei costi, da una mancanza di supporto alla valutazione e gestione dei rischi». (ti.ca.)

Messaggero Veneto, 25 novembre 2009 
 
“Carico sospeso”, sabato uno spettacolo per promuovere la sicurezza sul lavoro 
 
MONFALCONE. “3,06” è lo scarno titolo dello spettacolo artistico-culturale organizzato per sabato da “Carico sospeso”, l’associazione nata per ricordare Franco Cicciarella (deceduto in un tragico incidente di lavoro in porto), ma anche tutte le morti e gli infortuni che avvengono sul posto di lavoro. 3,06 è il freddo dato statistico medio di caduti sul lavoro, senza contare le migliaia di invalidi permanenti ogni anno.
«Sta a significare – spiegano i rappresentanti dell’associazione – che ancora oggi di lavoro si muore o si rimane invalidi per tutta la vita per sé e per i propri affetti. Le morti sul lavoro rappresentano uno stillicidio continuo che colpisce la società reale. Gli infortuni come tutti gli eventi che investono la salute di chi lavora non sono il frutto del caso, né possono essere banalmente attribuiti all’imperizia e alla disattenzione dei lavoratori: sono causati da uno scarso radicamento complessivo della cultura della sicurezza, da un sistema generale di formazione, prevenzione, vigilanza non adeguato alle esigenze e alle necessità. Ma anche da una produzione e da una organizzazione del lavoro, fondata su di una ricerca esasperata della produttività, su ritmi di lavoro sempre più intensi, su appalti e subappalti fondati sul massimo ribasso, sul profitto attraverso la riduzione continua dei costi, a partire proprio da quelli per la sicurezza, da una mancanza inoltre di supporto alla valutazione e gestione dei rischi e alla formazione nei confronti delle microimprese».
“Carico sospeso” intende porre attenzione alla tematica della dignità di un lavoro sicuro e del diritto alla vita tramite il lavoro proponendo uno spettacolo attraverso il quale diffondere a un pubblico ampio, ed in particolare ai lavoratori e ai giovani, la cultura del diritto ad un lavoro sicuro.
La manifestazione artistico-culturale con ingresso libero si terrà quindi sabato 28 novembre, nel teatro comunale di Monfalcone, alle 20.30 con la regia e la direzione artistica di Luisa Vermiglio e vedrà la partecipazione di artisti e gruppi del mandamento quali: Alessandra Franco (canto), Sergio Giangaspero (chitarra), Lucio Casentino – Marco Fumis e Ousmane Bangoura (canto e percussioni), Luca Sterle & The Rebus (Gruppo Rock), Coro Gospel Soul Circus di Max Devitor, Daidaloi (teatro), Partiti Crew (breakdance), Fabio Babich & Massimo Racozzi (sand animation), ScattArte (foto).

Il Piccolo, 08 agosto 2009 
 
DA MONFALCONE SOLIDARIETÀ AI COLLEGHI DELL’INNSE DI MILANO  
Eaton, a Ferragosto cassintegrati in fabbrica per scongiurare il trasferimento dei macchinari
 
 
Cassaintegrati e Rsu proseguiranno anche nella settimana di Ferragosto l’attività di monitoraggio dello stabilimento Eaton Automotive di Monfalcone, coinvolto dalla pesantissimi crisi del settore dell’automobile per il quale produce valvole e di fatto fermo dall’inizio dell’anno. Un gruppo di lavoratori, in Cigs dal mese di aprile, assieme ai loro rappresentanti sindacali sarà presente ogni giorno dalle 9 alle 12 anche durante la prossima settimana nella fabbrica di via Bagni nuova per evitare che in assenza di sorveglianza possano essere trasferiti all’esterno dello stabilimento macchinari fondamentali per la produzione. Un’ipotesi questa che era emersa nel corso di un incontro con la società nella seconda meta di giugno nella sede dell’Assindustria di Gorizia e che i sindacati avevano subito stoppato. Tra azienda e sindacati è già intervenuta una sorta d’intesa per la rottamazione di un macchinario ritenuto obsoleto, ma i lavoratori temono che dall’azienda possano uscire anche apparecchiature ancora utili alla produzione. «Vogliamo far capire alla società che siamo presenti – spiega Livio Menon, della Rsu Eaton – e che ci opponiamo sempre a qualsiasi tentativo di delocalizzazione». Nell’ultimo appuntamento all’Assindustria, meno di un mese fa, la società non ha comunque riportato sul tavolo questa prospettiva, ma solo la formalizzazione dell’apertura della mobilità volontaria per un massimo di 20 dei 235 lavoratori dello stabilimento, investito già dallo scorso autunno dal crollo del mercato dell’auto. Una situazione che, stando a quanto riferito dai rappresentanti della multinazionale statunitense, non conoscerà alcun miglioramento a livello europeo nei prossimi mesi, mentre qualche timido segnale di ripresa si sta affacciando negli Usa e in Asia. Azienda e sindacati hanno quindi già  stabilito di incontrarsi ancora a settembre per un nuovo punto della situazione, finalizzato alla migliore gestione possibile dello scarico di lavoro che per i lavoratori si sta traducendo in crescenti difficoltà economiche. L’obiettivo della Rsu rimane quindi quello di salvaguardare i posti di lavoro, 335, esistenti a Monfalcone durante tutta la durata di una crisi la cui conclusione, comunque, secondo i sindacati non è vicina. I rappresentanti delle maestranze della Eaton continuano perciò anche a percorrere tutte le strade utili a sostenere il reddito dei lavoratori e delle loro famiglie. Vedi l’intesa, sollecitata proprio dai lavoratori Eaton e dal sindacato dei metalmeccanici, raggiunta dall’Anci regionale con l’Abi, l’associazione degli istituti bancari, per la sospensione dei mutui contratti da persone coinvolte dalla crisi.
“Stiamo vagliando sempre anche la possibilità  di ricorrere ai lavori socialmente utili – aggiunge Menon -. Benché non convenga molto dal punto di vista monetario, questo strumento ha sua importanza dal punto di vista psicologico per chi ormai si trova da quasi un anno escluso dal mondo del lavoro». Secondo la Fiom-Cgil, la cui segreteria provinciale non a caso esprime la sua solidarietà  ai lavoratori della Innse di Milano che da un anno difendono l’esistenza del sito produttivo lombardo, vicende come quella della Eaton potrebbero moltiplicarsi nei prossimi mesi. (la. bl.)

Il Piccolo, 30 maggio 2009
 
SONO 340 I DIPENDENTI IN CASSA INTEGRAZIONE DA APRILE
Eaton presidiata dai lavoratori per evitare lo smantellamento

 
Il sindacato presidierà sette giorni su sette lo stabilimento Eaton Automotive di via Bagni, chiuso da inizio aprile a causa della crisi del settore dell’auto, per evitarne un paventato silenzioso e progressivo smantellamento. Il rischio secondo le Rsu della fabbrica è concreto e i 340 lavoratori, tutti in cassa integrazione straordinaria, riuniti in assemblea chiedono che il sito venga mantenuto inalterato e integro. Sarebbe stata la stessa direzione aziendale a rivelare alle Rsu, secondo quanto riferiscono i rappresentanti sindacali, «l’intenzione di prelevare alcuni macchinari ora situati nello stabilimento per delocalizzarli in Polonia, nel sito produttivo di Biesko Biala». Le Rsu hanno quindi deciso di mantenere aperto l’ufficio sindacale aziendale tutti i giorni della settimana in modo sì da fornire risposte immediate alle domande dei lavoratori, ma anche per permettere di monitorare e salvaguardare lo stato attuale del sito e verificare i lavori di messa in sicurezza degli impianti, attraverso il controllo costante dei rappresentanti presenti in fabbrica. Nel corso dell’assemblea i lavoratori hanno comunque ribadito l’esigenza di arrivare all’aumento dell’attuale assegno della Cigs, anche attraverso lo strumento dei lavori socialmente utili che le amministrazioni locali dovrebbero garantire ai cassintegrati e che potrebbe portare a una remunerazione corrispondente fino al 30% dell’ultimo salario pieno percepito. I lavoratori chiedono però anche di percorrere la strada dei corsi tecnici per dare una maggiore professionalità alle maestranze. In assemblea si è quindi discusso di due possibili soluzioni e la prima è quella di arrivare a una sponsorizzazione delle amministrazioni, locali, provinciali, regionale e nazionale per un finanziamento di fondi per sovvenzionare corsi di riqualificazione professionale, in modo serio, basato sulle prospettive future d’impiego. Secondo la Rsu, questo percorso può soddisfare anche le esigenze relative alla parte economica oggi mancante nell’assegno sociale ed è quindi il migliore. Esiste però anche la strada dei corsi aziendali, che, attraverso le risorse di Fondimpresa, possono dare delle risposte, per una riqualificazione interna o esterna, ai lavoratori della Eaton, che alle Rsu hanno dato quindi mandato di continuare le trattative con le amministrazioni sui lavori socialmente utili, l’attivazione dei corsi professionali e anche la possibilità di bloccare i mutui bancari esistenti, per il periodo di Cigs.

Messaggero Veneto, 30 maggio 2009
 
Eaton, ecco la ricetta per superare la crisi
Monfalcone: i dipendenti chiedono l’avvio di nuovi corsi tecnici e un assegno più elevato

 
MONFALCONE. Aumentare l’assegno sociale della cassa integrazione straordinaria, avviare corsi tecnici che diano maggiore professionalità e mantenere inalterato il sito produttivo di via Bagni sono le richieste avanzate con forza dai dipendenti dello stabilimento Eaton di Monfalcone, in cassa integrazione ormai da molte settimane e che giovedì si sono riuniti in assemblea per discutere le iniziative da organizzare per porre all’attenzione dell’opinione pubblica la loro situazione e verificare il mandato dato alle Rsu.
I temi discussi si possono identificare in tre grandi questioni. La prima è appunto la necessità di aumentare l’attuale assegno sociale della Cigs, che può trovare una risposta positiva attraverso il lavoro socialmente utile, «che le amministrazioni dovrebbero garantire ai cassintegrati a fronte di una remunerazione corrispondente fino al 30% dell’ultimo salario pieno percepito». La seconda riguarda l’esigenza di perseguire la strada di corsi tecnici per dare una maggiore professionalità alle maestranze.
Due le possibili soluzioni: una prevede di proseguire la strada già avviata, che richiede la sponsorizzazione delle amministrazioni, locali, provinciali, regionale e nazionale per un finanziamento di fondi per sovvenzionare corsi di riqualificazione professionale, in modo serio basato sulle prospettive future d’impiego. «Questa strada – dicono i rappresentanti sindacali – può soddisfare anche la parte economica oggi mancante nell’assegno sociale e risulta la migliore ipotesi».
L’altra soluzione contempla i corsi aziendali, che attraverso i fondi di Fondimpresa possono dare delle risposte, per una riqualificazione interna o esterna alle lavoratrici e lavoratori dell’Eaton. La terza richiesta fatta dai lavoratori presenti all’assemblea è stata la necessità di mantenere inalterato e integro il sito produttivo di Monfalcone, soprattutto dopo che la direzione aziendale ha rivelato alle Rsu l’intenzione di prelevare alcuni macchinari, ora situati nello stabilimento per delocalizzarli in Polonia nello stabilimento di Biesko Biala.
I lavoratori hanno deciso di continuare a dare mandato alla Rsu per proseguire le trattative con le amministrazioni sui lavori socialmente utili e attivare i corsi professionali. Inoltre le Rsu hanno deciso di mantenere aperto l’ufficio sindacale aziendale, tutti i giorni della settimana. «Un impegno – precisano – che permetterà di dare risposte immediate alle domande delle lavoratrici e lavoratori e di monitorare e salvaguardare lo stato attuale del sito e verificare i lavori di messa in sicurezza degli impianti, con il controllo costante dei presenti in stabilimento».

Il Piccolo, 01 giugno 2009 
 
Via al volantinaggio in difesa della Eaton  
Nuove iniziative da parte dei 340 operai in ”cassa” da aprile  
 
Dopo il concerto organizzato a Turriaco, i lavoratori della Eaton Automotive, tutti e 340 in cassaintegrazione straodinaria dalla metà di aprile, dopo diversi mesi di Cigo, effettueranno dei volantinaggi sul territorio per mantenere alta l’attenzione sul futuro dello stabilimento. Un’iniziativa che si va ad aggiungere alla decisione di monitorare lo stabilimento, presa dai lavoratori nell’ultima assemblea per impedire, come ribadisce la Rsu, «qualsiasi colpo gobbo da parte della direzione aziendale».
A preoccupare è la comunicazione data dall’azienda di voler delocalizzare alcuni macchinari, quanto non previsto in alcun modo, ricorda la Rsu, negli accordi stipulati fra le parti, sia nella sede degli industriali sia negli uffici della Regione. Le Rsu intendono quindi «vigilare affinchè gli accordi siano rispettati e pertanto intendono monitorare lo stabilimento perché sia garantito il mantenimento dello stato attuale, che peraltro è previsto negli accordi tra le parti». Le Rsu vogliono inoltre garantire un servizio d’informazione costante ai lavoratori, mantenendo aperto lo sportello informativo, tutti i giorni feriali, negli orari giornalieri, nel proprio ufficio in fabbrica.
Nello stesso tempo i rappresentanti dei lavoratori potranno visionare l’officina per verificare che gli accordi siano rispettati, perché «il mantenimento dello stato attuale dello stabilimento è una garanzia per una ripresa produttiva futura».

Il Piccolo, 29 maggio 2009
 
IMPUTATI I VERTICI DELLA COMPAGNIA PORTUALE
Fissato al 13 luglio il processo per la morte di Franco Cicciarella

Dopo il patteggiamento del conducente del carrello elevatore, che investì Franco Cicciarella, procurandogli lesioni mortali, prenderà il via a tutti gli effetti il 13 luglio il processo a carico degli altri quattro imputati per l’incidente in cui perse la vita sei anni fa in porto il lavoratore della Cooperativa portuale sopraccarichi. Si tratta dell’ex presidente della Compagnia portuale, Franco Romano, allora legale rappresentante dell’impresa il cui dipendente investì Cicciarella, Sergio Rondi, direttore operativo della stessa Compagnia, il triestino Fabio Salvini, responsabile del servizio protezione e prevenzione della società, e Guido Misseroni, legale rappresentante della Cooperativa sopraccarichi. Il quinto imputato, Dario Zorzin, 50 anni, di Staranzano, ha invece deciso di patteggiare la pena a 9 mesi di reclusione con la condizionale. Zorzin era alla guida del carrello elevatore che aveva colpito Cicciarella provocandogli le lesioni mortali. All’avvio sostanziale del procedimento guarda con attenzione l’associazione Carico sospeso, nata per diffondere una cultura della sicurezza sul lavoro nel ricordo di Franco Cicciarella. L’associazione, che in questi anni è stata promotrice di incontri e spettacoli teatrali con questo obiettivo, ha intenzione di proseguire nella propria azione, compatibilmente comunque con le risorse a disposizione, che non sono molte. «Per questo è così importante il contributo di 400 euro che oggi (ieri, ndr) riceviamo dal Centro giovani del Comune di Monfalcone», ha detto Emilio Cicciarella, presidente di Carico sospeso e fratello di Franco, in municipio, dove si è tenuta la consegna formale dei fondi raccolti dal Centro giovani attraverso la distribuzione, a offerta libera, del calendario fotografico 2009 realizzato da ragazzi che frequentano la struttura. A sottolineare l’importanza dell’iniziativa, legata appunto sempre alla diffusione della prevenzione sui luoghi di lavoro, è stata l’assessore alle Politiche sociali Cristiana Morsolin.
«Si tratta inoltre di un’azione che nasce per spinta dei giovani, dando una lezione di civiltà a tutti», ha aggiunto l’assessore Morsolin, ringraziando l’associazione che gestisce il centro, Banda Larga, per la sua capacità di cogliere le diverse sensibilità dei ragazzi. Banda Larga si è detta soddisfatta di un risultato non pronosticabile in partenza. Il calendario in ogni caso si è rivelato un ottimo veicolo per far conoscere le attività del Centro giovani attraverso le immagini, ma anche per sensibilizzare i ragazzi sull’importanza di prestare attenzione alla sicurezza una volta che entreranno nel mondo del lavoro. I calendari sono stati distribuiti grazie alla disponibilità del Caffé Tommaso e della libreria Rinascita ai quali si sono poi aggiunti il Bar Buzz, Xingu arte Brasil e l’associazione Nuova entrata libera.

Messaggero Veneto, 29 maggio 2009
 
Il 13 luglio la prima udienza del processo per la morte in porto di Franco Cicciarella
 
MONFALCONE. È stata fissata per il 13 luglio la prima udienza del processo per la morte di Franco Cicciarella, avvenuta l’11 aprile 2005, e per cui sono state rinviate a giudizio quattro persone, legate alla Compagnia portuale di Monfalcone e alla Cooperativa portuale sopraccarichi con sede a Trieste.
Le quattro persone, rinviate a giudizio con l’accusa di omicidio colposo dal giudice dell’udienza preliminare, Andrea Comez, per l’incidente sul lavoro che causò la morte di Cicciarella nell’area portuale di Monfalcone sono Franco Romano, 57 anni, di Monfalcone, allora legale rappresentante della Compagnia portuale (difeso dall’avvocato Battello), Sergio Rondi, 52 anni, direttore operativo della stessa compagnia (avvocato Donolato), il triestino Fabio Salvini, 68 anni, responsabile del servizio protezione e prevenzione della società (avvocato Sanzin), e Guido Misseroni, 56 anni, di Monfalcone, legale rappresentante della Cooperativa portuale sopraccarichi (avvocato Giadrossi).
Una quinta persona, Dario Zorzin, 50 anni, di Staranzano, aveva invece patteggiato 9 mesi di reclusione con la condizionale.
Zorzin, che nell’udienza preliminare celebratasi al Tribunale di Gorizia era difeso dall’avvocato Francesco Donolato, era alla guida del carrello elevatore che aveva colpito Cicciarella provocandogli le lesioni mortali
Nell’udienza preliminare celebrata nel luglio 2008 si erano costituite le parti civili Elena Fedel, convivente di Cicciarella, assistita dall’avvocato Anna Grazia Luzzatto Guerrini, la mamma di Cicciarella Gabriella Puntin e i fratelli Riccardo, Emilio e Corrado con l’avvocato Fabio Luzzatto Guerrini.
L’incidente mortale avvenne nel pomeriggio dell’11 aprile di quattro anni fa. Secondo l’indagine effettuata dal Commissariato di Monfalcone e dal servizio prevenzione dell’Azienda sanitaria, Cicciarella, 39 anni, di Staranzano, sulla banchina numero 8 del porto stava coordinando le fasi di scarico di un camion contenente brame di ferro.
Improvvisamente è stato investito e schiacciato dalle ruote di un carrello elevatore, al quale volgeva le spalle, che era condotto da Zorzin. Il carrello procedeva in retromarcia ed era privo del dispositivo sonoro che si attiva quando si innesta la retromarcia.
Dall’inchiesta, coordinata dal sostituto procuratore della repubblica, Massimo De Bortoli, era emerso che tutti i 17 carrelli elevatori in servizio al porto erano privi del segnalatore acustico previsto dalle norme di sicurezza sui posti di lavoro. (cr.vi.)

Messaggero Veneto, 03 giugno 2009 
 
Dal Centro giovani 400 euro all’associazione Carico sospeso 
 
MONFALCONE. Ammontano a 400 euro i fondi devoluti all’associazione Carico sospeso – Coordinamento Franco Cicciarella per i diritti a un lavoro sicuro, fondi raccolti dal Centro di aggregazione giovanile del Comune di Monfalcone attraverso la distribuzione del calendario fotografico delle sue attività.
La distribuzione del calendario è stata curata dall’associazione Banda larga, in collaborazione con il Caffè Tommaso e la libreria Rinascita, a cui poi si sono aggiunti bar Buzz, negozio di prodotti brasiliani e del commercio equo solidale Xingu Arte Brasil e associazione Nuova entrata libera di Monfalcone.
«Ritengo tale iniziativa di valore assolutamente notevole per il significato che ha di ribadire l’importanza della sicurezza sul lavoro, uno dei problemi emergenti della società», afferma l’assessore alla politiche giovanili, Cristiana Morsolin, consegnando i fondi a Carico sospeso e ribadendo come bisogna evidenziare che «sicurezza è sicurezza sul posto di lavoro, valore che è diverso rispetto al concetto di sicurezza che intende l’attuale Governo, che vuole invece creare un clima di paura e diffidenza, piuttosto che di un vivere sano e civile. Il messaggio che abbiamo lanciato nasce e arriva dal e al Centro giovani, una realtà composita e multiculturale, giovani che – dice, ringraziando Banda larga che gestisce il centro e che coglie le sensibilità dei ragazzi, indirizzandole in attività di costruzione e crescita – spesso sono sottovalutati e che invece danno forte dimostrazione di maggiore civiltà».
È stato il presidente di Carico sospeso, Emilio Cicciarella, a ringraziare «per un dono che in momento di difficoltà come questo diventa risorsa ancora più preziosa. Siamo contenti anche perché ci sentiamo inseriti in un contesto con cui intendiamo proseguire la bella collaborazione». Soddisfatti anche i responsabili di Banda larga per quello che, nato come un esperimento, ha avuto un ottimo successo, consentendo di raccogliere una cifra significativa: «Così come significativo è il lavoro fatto da una comunità giovane che spesso è frammentata e che nel centro riesce a esprimersi, riuscendo a dare importanti segnali. Il calendario è servito anche a noi – hanno detto – per far capire cos’è e cosa fa il centro».
Oltre al denaro, a Carico sospeso sono stati donati anche 50 calendari. Le copie distribuite a offerta libera sono state 140, con una offerta media di 3 euro per copia. Da ricordare che il calendario è nato nell’ambito di Play time, spazio di aggregazione libera e spontanea del centro, che ha poi coinvolto il laboratorio di fotografia ScattArte (coordinato da Riccardo Berini) e il grafico Andrea Antoni.
Sono state però rappresentate anche altre realtà quali il gruppo di breake dance, i laboratori di Fumetto e Teatro, il Pop english-Conversation club. Una pagina è stata dedicata ai volontari che supportano il centro.
La volontà di donare il ricavato a Carico sospeso è stata spiegata nel calendario, ricordando come Monfalcone è da sempre città che vive e si confronta con il lavoro, con gli aspetti negativi e positivi e come molti dei giovani siano arrivati in città a seguito della famiglia che si è trasferita proprio per motivi di lavoro. L’associazione è stata scelta perché lavora per migliorare le condizioni di sicurezza sul lavoro.

Il Piccolo, 26 maggio 2009
 
Burgo, stop alla produzione per 8 giorni 
Dal 24 maggio. La decisione è stata comunicata dall’azienda di Duino ai sindacati

Sarà chiusura totale dal 28 maggio al 4 giugno per la Cartiera Burgo di Duino Aurisina. Ieri la proprietà ha annunciato ai sindacati un blocco totale della produzione a partire dalla fine del mese. Il 28 maggio si fermerà la linea 2 – la linea 1 è ferma già da mesi – il giorno seguente la linea 3: fino al 4 giugno lo stabilimento, quindi, resterà completamente fermo e tutti i dipendenti a turno si troveranno in cassa integrazione. La situazione, già preoccupante di per sé, è resa a tinte ancora più fosche a causa di una ulteriore aggravante: nello stesso periodo tutti gli stabilimenti italiani del gruppo Burgo fermeranno la propria produzione, indicando un calo a dir poco brusco della domanda. «Siamo preoccupati – hanno dichiarato i sindacati – perché un fermo totale in Italia è un episodio grave, che non sappiamo dove porterà». Per Duino Aurisina, la settimana significa un ulteriore periodo di cassa integrazione per i dipendenti, una delle ultime a disposizione fino al prossimo ottobre. Secondo gli accordi di gruppo, infatti, fino alla fine dell’estate i dipendenti di San Giovanni del Timavo hanno a disposizione ammortizzatori sociali ancora per tre settimane di fermo, e già adesso la paga è decurtata di circa duecento euro al mese, perché grazie all’accordo siglato ad aprile, si lavora – proprio per risparmiare la cassa integrazione – su turni di sei ore, utilizzando anche praticamente tutte le ore di ferie per ridurre i tempi di lavoro ma “spalmare” la crisi in modo che sia meno incidente sullo stipendio. La crisi alla Burgo di Duino sembra quindi non risolversi: alla situazione già difficile dei primi mesi dell’anno, con un ordinativo, fanno sapere i sindacati, più basso di quello degli anni precedenti, segue un inizio estate senza miglioramenti, anzi, con un calo “fisiologico” anche per lo stabilimento locale, che dalla proprietà è considerato uno di quelli da utilizzare anche in periodo di crisi per le tipologie di macchinari esistenti.
La settimana di fermo, che coincide anche con il “ponte” in vista della festa della Repubblica non fa che peggiorare le previsioni per il breve futuro, ovvero fino a ottobre, quando gli ammortizzatori sociali saranno “azzerati” e il sistema di cassa integrazione potrà tornare a dare ossigeno ai lavoratori.
Sono intanto circa il 90 per cento i dipendenti che hanno chiesto alla proprietà, sulla base dell’accordo siglato con i sindacati, di poter ottenere un anticipo sul trattamento di fine rapporto per integrare i circa 200 euro al mese persi con l’orario ridotto previsto dallo scorso aprile fino al prossimo settembre. (fr.c.)

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