Messaggero Veneto, 27 gennaio 2008 
  
MONFALCONE  
Centenario del cantiere: forse un’elica al posto della prua di una nave in piazza della Repubblica
 
 
MONFALCONE. Sembra molto probabile che la prua, in piazza della Repubblica, non approderà e che il centenario del cantiere potrà contare su un simbolo diverso, forse non altrettanto “importante”, ma altrettanto rappresentativo di ciò che significa il cantiere. Che si stia pensando a un’alternativa è stato confermato anche nel corso del consiglio comunale durante il quale, grazie a una mozione presentata dal consigliere Gianpaolo Andrian, si è discusso del trasporto della prua e che si è concluso con l’approvazione di una mozione in cui si chiede cautela nel trasporto, che dovrebbe essere realizzato solamente se ci fosse l’assoluta certezza che non ci saranno conseguenze.
Sulle possibili alternative esistono anche bozze virtuali, già realizzate, ma non mostrate ufficialmente in consiglio comunale, in cui si prevede l’esposizione in piazza di altri manufatti fra cui una grande elica, che potrebbe essere posizionata davanti alla scalinata dei Granatieri, e altri totem fotografici.
«Vorrei far capire al sindaco che ogni tanto è meglio ascoltare chi conosce di più la questione. Non è un caso che Andrian abbia presentato la mozione e che io collabori con il sindaco: tutti e due lavoriamo in cantiere come operai», dice Franco Buttignon, delegato Rsu in Fincantieri, eclettico artista e scrittore, ma soprattutto, appunto, “operaio”.
«Non ho mai negato di poter usare la piazza per onorare lo stabilimento che dà da vivere alla città, però occorre tener conto dei problemi tecnici del trasferimento di una sezione prodiera che pesa 220 tonnellate ed è alta 12 metri, a cui aggiungere peso e altezza del carrello per il trasporto», dice, e risponde alle obiezioni di chi afferma che per il trasporto del Toti è stata smontata Milano. «L’operazione del Toti è stata un’operazione di business che ha smontato Milano, ma che ha portato soldi per riparare tutti i danni e poi il Toti è rimasto lì, in esposizione perenne. La prua potrebbe restare a Monfalcone – prosegue – solo due mesi, un tempo troppo breve per costruire un percorso didattico o di marketing».
Oltretutto Buttignon evidenzia come in piazza verrebbe portata non la parte superiore della prua, ma quella inferiore, il bulbo, «cosa esteticamente molto diversa». Non ci sarebbero peraltro, secondo lui, problemi per l’alternativa: l’elica, pesante 20-25 tonnellate e del diametro di 6,30-6,50 metri, è a Trieste, di proprietà dell’armatore, e basterebbe portarla a Monfalcone via mare.
Il costo sarebbe quello del trasporto e della lucidatura, e l’elica potrebbe restare in piazza dalla metà di febbraio a novembre. Per il posizionamento ai piedi della scalinata dei Granatieri è già stata chiesta una verifica tecnica sulla tenuta della parte terminale della salita (visto che sotto c’è un bunker risalente alla guerra mondiale).
«Se si fosse pensato per tempo, si sarebbe potuto realizzare un simulacro di prua di vetroresina, sul cui retro si sarebbero potute proiettare immagini utili a organizzare un percorso didattico. Sono comunque contento, anche come cittadino, della decisione presa dal consiglio, perché è una scelta logica. È una vittoria dei metalmeccanici e la dimostrazione – conclude – che vale più la pratica della grammatica».

Messaggero Veneto, 26 gennaio 2008 
 
Monfalcone. Approvata una mozione: operazione sospesa se dovesse creare danni  
Prua in piazza, cautela da parte del Comune
 
  
MONFALCONE. Riguardo alla possibilità di esporre in piazza della Repubblica la sezione prodiera di una nave, il consiglio comunale di Monfalcone ha scelto la strada possibilista della cautela. Lo ha fatto approvando la mozione Andrian, alleggerita dagli emendamenti Zotti con cui, riconosciuta la difficoltà del trasporto, ma anche la necessità di celebrare il centenario del cantiere, «momento importante per la città», si conviene che i ruoli di amministrazione comunale e cantiere navale «devono essere impostati su un piano di assoluto equilibrio e reciprocità».
È stato impegnato il sindaco a «sospendere l’operazione di trasferimento qualora non ci fosse l’assoluta certezza che tale operazione non comporti danni anche minimi alle infrastrutture cittadine». Inoltre si chiede di prendere in considerazione la possibilità di esporre un manufatto meno ingombrante e impegnativo, ma che possa comunque testimoniare l’anniversario e di valutare tutte le opzioni possibili che permettano di avvicinare la città al cantiere in un’ottica «non solo celebrativa, ma di riconciliazione permanente tra territorio e cantiere».
Il documento è stato approvato con il voto della maggioranza, compreso quello di Suzana Kulier e Lionella Zanolla di An e di Letizia Boscarol di Forza Italia: quest’ultima si è distinta dal suo gruppo che con Giorgio Pacor, Riccardo Grassilli e Cesare Calzolari ha votato “no” alla mozione. Contrari anche Sergio Pacor della Lega Nord e Maurizio Volpato di Città Comune. Partecipato il dibattito che, partito dalla vicenda della prua, si è ampliato parlando delle necessità di festeggiare il centenario senza ridurre tutto alla presenza della sezione prodiera in centro, ma toccando anche temi quali il non facile rapporto cantiere-città, i riflessi sociali e sanitari che l’azienda ha avuto su Monfalcone e quindi la tragedia-amianto.
È stata la mozione presentata da Gianpaolo Andrian, più severa rispetto a quella poi approvata, a innescare la discussione suggerendo che il trasporto poteva dare l’idea «che la città sia un’appendice del cantiere, un posto dove si mette un blocco in stoccaggio e poi lo si riprende quando serve. Cose così, viste anche le possibile conseguenze che il trasporto potrebbe avere – ha detto Andrian – non dovrebbero essere decise da poche persone, ma dal consiglio».
Posizione condivisa da Lionella Zanolla di An, che ha evidenziato come, oltretutto, la prua resterebbe in città solo per due mesi. «Serve qualcosa che ricordi per sempre il centenario e i cantieri, di cui dobbiamo conoscere però luci ed ombre. Tra cui la chiusura che Fincantieri ha sempre avuto verso la città: un muro che adesso si aprirebbe per due mesi e poi si richiuderà. Valutiamo bene quindi benefici e danni che tale iniziativa potrebbe comportare». Cauti, ma possibilisti, il gruppo dei Ds e i consiglieri di Rc, «anche se non è determinante la prua per celebrare il centenario», ha detto Alessandro Saullo, favorevole alla prua in piazza.
«Non è questione di vita o di morte mettere la prua in piazza. Altri sono obiettivi irrinunciabili,l’ex albergo operai, l’ex albergo impiegati o le terme. Sono disposto a discutere – ha detto il sindaco Gianfranco Pizzolitto –. Ciò che è evidente è che è stata presentata una mozione su quanto appreso dai giornali e non basandosi su una relazione tecnica. Se questa avesse detto che l’iniziativa era troppo impattante, si sarebbe certamente discusso in consiglio. Ma del parere dell’assemblea verrà, comunque, tenuto conto».  

Il Piccolo, 27 gennaio 2008 
  
Sarà posizionata dopo Carnevale e rimarrà esposta fino alla fine dell’anno per il centenario del cantiere navale  
La Rsu della Fincantieri soddisfatta per il diniego del Consiglio comunale: il trasporto del pezzo di nave avrebbe comportato eccessivi disagi alla città  
Un’elica in piazza al posto della maxi-prua  
È pesante 25 tonnellate, un decimo della sezione prodiera della Carnival Dream
 
 
Per il centenario del cantiere navale di Monfalcone in piazza della Repubblica non arriverà una sezione prodiera della Carnival Dream, ma una delle eliche che spingono nei mari di tutto il mondo le passeggeri realizzate dallo stabilimento Fincantieri. E’ questa l’alternativa alla quale l’amministrazione comunale ha iniziato a lavorare nelle ultime settimane, quando è apparso evidente che il fronte anti-prua era ampio e soprattutto abbracciava una fetta consistente dei monfalconesi e che in Consiglio, com’è avvenuto, sarebbe stata approvata la mozione presentata dal diessino Gianpaolo Andrian. L’elica mantiene del resto le dimensioni «maxi» che trasformavano il posizionamento della sezione prodiera, in sostanza il bulbo della Dream, in un evento, senza però far presagire particolari problemi e probabili danni durante e dopo il trasporto. L’elica pesa 20-25 tonnellate, cioé un decino della sezione prodiera, e ha un diametro di 6,5 metri, contro i 12 metri di altezza del blocco della Dream (220 tonnellate) che sarebbero poi diventati 17 con il posizionamento sul carrellone necessario al trasferimento in piazza della Repubblica. Dopo il «no» del Consiglio comunale al trasferimento della prua, Franco Buttignon, delegato della Rsu Fincantieri che ha collaborato con l’amministrazione comunale sul posizionamento di un manufatto prodotto dallo stabilimento in centro città, non nasconde la propria soddisfazione. «Io in cantiere ci lavoro e Andrian pure – osserva Buttignon – ed entrambi non abbiamo negato l’uso della piazza per onorare lo stabilimento che ha dato da vivere e dà da vivere alla città, ma solo di valutare i problemi tecnici e usare il buon senso».
Lo stesso che hanno usato i milanesi quando si è trattato di gestire il trasferimento del sommergibile «Toti» nel Museo della scienza e della tecnica, secondo Buttignon. «E’ stata un’operazione che ha ripagato la città dei disagi subiti – sottolinea -, anche perché il sommergibile poi è rimasto dov’è arrivato. La sezione prodiera in piazza sarebbe rimasta due mesi, troppo pochi per costruirci attorno un percorso che fosse didattico o di marketing». L’elica, invece, dice il delegato Fiom della Rsu Fincantieri, potrà rimanere in piazza dalla fine di febbraio a novembre. «L’elica c’è già, si trova a Trieste – riferisce – ed è sufficiente trasferirla a Monfalcone via mare e lucidarla. I costi dovrebbero essere limitati a queste due voci». Si tratterà però di effettuare delle verifiche sulla tenuta dell’area ai piedi della scalinata di salita Granatieri, dove si è ipotizzato di collocare l’elica. «Sono soddisfatto, anche come cittadino di Monfalcone, perché si è compiuta la scelta più logica e razionale – dice Buttignon -. Del resto tante volte ”val più la pratica che la gramatica”». Diverso sarebbe stato, conclude il delegato, muoversi per tempo e realizzare magari un simulacro in vetroresina della prua, su cui agganciare immagini e spiegazioni sulla realizzazione di quanto viene prodotto dal cantiere navale. La mozione dell’esponente diessino Gianpaolo Andrian, seppure «ammorbidita» dall’emendamento presentato da Rifondazione comunista, è stata approvata giovedì sera dal centrosinistra, ma anche dai consiglieri di An Lionella Zanolla e Suzana Kulier e dalla consigliere di Forza Italia Letizia Boscarol. In base al documento approvato giovedì sera, con cui Andrian si è fatto portavoce delle perplessità dei monfalconesi rispetto l’operazione, il sindaco Gianfranco Pizzolitto dovrà ora sospendere l’operazione di trasferimento della sezione prodiera.

Il Piccolo, 26 gennaio 2008 
 
Maggioranza e alcuni esponenti dell’opposizione ritengono che il trasporto comporterebbe danni alle strutture cittadine  
L’esposizione sarebbe solo per un paio di mesi. La sezione prodiera pesa 220 tonnellate  
Il Comune: «No alla maxiprua in piazza»  
Passa in Consiglio una mozione che boccia l’iniziativa per il centenario del cantiere
 
 
No al posizionamento della prua della maxi-passeggeri Carnival Dream in piazza della Repubblica. L’ha pronunciato il Consiglio comunale giovedì sera, a maggioranza, ma con un voto del tutto trasversale. La mozione dell’esponente diessino Gianpaolo Andrian, seppure «ammorbidita» dall’emendamento presentato da Rifondazione comunista, è stata approvata dal centrosinistra, ma anche dai consiglieri di An Lionella Zanolla e Suzana Kulier Pusateri e dalla consigliere di Forza Italia Letizia Boscarol. L’unica degli azzurri a farsi portavoce della linea contraria all’operazione che il partito aveva deciso di assumere prima di entrare in aula. «La piazza non è ancora collaudata, ogni manifestazione rappresenta quindi un rischio per gli amministratori – spiega il consigliere e coordinatore comunale Giuseppe Nicoli – e quindi non ci pare proprio il caso che diventi la sede, seppure temporanea di un manufatto del genere». Assente però Nicoli, gli altri tre componenti del gruppo, Riccardo Grassilli, Cesare Calzolari e Giorgio Pacor, che ha definito la discussione «una perdita di tempo», hanno votato contro la mozione di Andrian e quindi, si suppone, a favore della prua in piazza della Repubblica. Contro la mozione hanno votato anche Maurizio Volpato di CittàComune e Sergio Pacor della Lega Nord. In base al documento approvato giovedì sera, con cui Andrian si è fatto portavoce delle perplessità dei monfalconesi rispetto l’operazione, il sindaco Gianfranco Pizzolitto dovrà ora sospendere l’operazione di trasferimento della sezione prodiera. A meno che non ci sia «l’assoluta certezza che tale operazione non comporti danni anche minimi alle infrastrutture cittadine». Visto che garanzie in questo senso, soprattutto per quel che riguarda la tenuta di corso del Popolo di fronte al peso del blocco (220 tonnellate) e del mezzo di trasporto (altre 40 tonnellate), sono difficili da ottenere, è pressoché certo che la prua non arriverà in piazza. Il sindaco del resto ha ribadito la sua posizione giovedì. «La prua dovrebbe rimanere in piazza due mesi – ha detto – e quindi il gioco rischia davvero di non valere la candela». Pizzolitto ha però invitato tutti a non ridurre le celebrazioni del centenario del cantiere a un solo evento, mirato fra l’altro al marketing della città. La ricostruzione della memoria e la riflessione sul presente e sul futuro della cantieristica a Monfalcone sono infatti affidati a mostre, convegni di portata internazionale, il coinvolgimento delle scuole, ha rilevato anche l’assessore alla Cultura, Gianluca Trivigno. In aula, comunque, il confronto su un evento inserito nelle celebrazioni del centenario del cantiere navale è ritornato ancora una volta sul rapporto tra «grande fabbrica» e città. «La mozione nasce dalle preoccupazione sui rischi di danni materiali connessi all’operazione di trasferimento – ha spiegato proprio Gianpaolo Andrian -, ma anche dall’esigenza di avviare una riflessione su un’iniziativa che potrebbe far sembrare la città un’appendice del cantiere. Forse si possono cercare altri modi per mettere in contatto città e cantiere». Il segretario e consigliere di Rifondazione Alessandro Saullo ha ricordato quali siano i costi che Monfalcone ancora paghi alla presenza dello stabilimento in termini di morti d’amianto e pressione sociale, mentre la capogruppo di An Lionella Zanolla ha parlato di «imposizione sulla città». Il documento non a caso impegna il sindaco anche a «valutare tutte le opzioni possibili che permettano di avvicinare il più possibile la città e i suoi cittadini al cantiere navale, senza correre il rischio di arrecare danni e disagi a nessuno in un’ottica non solo celebrativa, ma di riconciliazione sociale permanente tra il territorio e il cantiere». Di fatto, a ricordare il centenario del cantiere navale in piazza della Repubblica ci sarà ”un’alternativa”, con tutta probabilità un’elica. Ci sarebbe del resto la disponibilità di Fincantieri in questo senso. Da più parti in Consiglio è stato però chiarito che l’operazione dev’essere sempre a costo zero per il Comune. «Mi prendo il merito di aver fatto discutere il Consiglio – ha affermato in aula Adrian – che sennò si sarebbe ritrovato con la prua in piazza, assieme al resto dei monfalconesi».
 
Magrin: «Difficili rapporti con Fincantieri» 
  
La discussione del Consiglio comunale sul posizionamento di una maxi-sezione prodiera in piazza della Repubblica ha dato la misura esatta di quanto sia difficile il rapporto con Fincantieri. Vedi l’intervento del capogruppo dello Sdi Giordano Magrin, pure favorevole all’iniziativa. «Credo si siano valutati a monte costi e rischi – ha detto Magrin in aula giovedì sera -. Se la proposta è valida, ben venga, anche perché non siamo riusciti a portare a Monfalcone uno dei sommergibili realizzati dal cantiere navale, a differenza di Milano e Venezia, non siamo ancora riusciti a ottenere la dismissione della ferrovia, non siamo ancora riusciti a vedere Fincantieri dotarsi di un bilancio sociale d’impresa. Finora siamo invece solo riusciti a comprare strade e case di proprietà della società versandole qualcosa come 8,8 milioni di euro». Una cifra non da poco, finanziata pressoché interamente dalla Regione con i fondi della legge 27 del 1995 per il recupero del rione di Panzano. «Abbiamo comprato anche il terreno su cui sorge il monumento dell’Anpi ai 503 cantierini morti nella guerra di Liberazione – è sbottato Giordano Magrin – per 324,95 euro». In aula è scoppiata comunque anche una polemica a prescindere dalla prua. A innescarla la proposta del consigliere di Fi Giorgio Pacor di emendare la mozione di Gianpaolo Andrian con l’ordine del giorno presentato in Consiglio provinciale contro la decisione della giunta Illy (escluso Antonaz) di sanzionare i metalmeccanici che hanno occupato i caselli autostradali. Proposta rifiutata da Andrian, che è metaleccanico, definendola strumentale. 
 
Il Piccolo, 24 gennaio 2008 
 
Oggi dibattito in aula sulla prua in piazza 
 
Il sindaco Gianfranco Pizzolitto ribadisce che affronterà con serenità questa sera il dibattito in Consiglio comunale, convocato per le 20.30, sull’ipotizzato trasferimento della prua della «Carnival Dream» in piazza della Repubblica in occasione del centenario del cantiere navale. Il primo cittadino sembra del resto ormai essersi orientato per il via libera a un’alternativa alla maxi-sezione prodiera, alta 12 metri e pesante 220 tonnellate. «In aula questa sera porteremo un rendering della prua inserita in piazza e uno su un manufatto alternativo – afferma il sindaco -. Anche negli ultimi giorni abbiamo lavorato sulla questione, grazie anche alla collaborazione di Franco Buttignon della Rsu del cantiere navale».
Pizzolitto non fa comunque del trasferimento della prua una questione ideologica, ma di opportunità. «La prua rimarrebbe in piazza troppo poco, cioé due mesi – spiega -, per giustificare un trasferimento che rimane complesso e potrebbe provocare dei danni, anche se non in piazza, ma lungo il percorso. Ecco perchè propendo per un’alternativa alla prua. Di fondo però è importante essere sereni sulla questione». Il Consiglio comunale questa sera è chiamato a confrontarsi sul tema del trasferimento della sezione prodiera dalla mozione presentata dal consigliere dei Ds, Gianpaolo Andrian.
Il documento sollecita il Consiglio a impegnare il sindaco innanzitutto a «sospendere l’operazione di trasferimento della sezione prodiera, qualora fosse già in atto». Andrian vorrebbe però anche che si aprisse un dibattito, che possa andare al di là del solo Consiglio comunale, per «verificare se la piazza possa ospitare una struttura stabile a ricordo del centenario». Con la mozione il consigliere dei Ds vorrebbe infine che il sindaco valutasse tutte le opzioni utili a permettere di avvicinare il più possibile la città e i suoi cittadini al cantiere navale, «senza correre il rischio di arrecare danni e disagi ad alcuno».

Il Piccolo, 19 gennaio 2008 
  
Dubbi sull’opportunità di avviare la complessa operazione di trasporto della struttura di 220mila tonnellate  
Il Comune frena sulla maxi-prua in piazza  
«Stiamo pensando a un’alternativa». Progetto contestato in Consiglio
 
 
Non è detto l’ultima parola sul posizionamento della prua della maxi-passeggeri Carnival Dream in piazza della Repubblica in occasione del centenario del cantiere navale di Panzano. «Stiamo ragionando su un’alternativa», ha detto il sindaco Gianfranco Pizzolitto, rispondendo giovedì sera in aula all’interrogazione, molto scettica sull’iniziativa, del consigliere del Gruppo misto Giuliano Antonaci.
«La trattativa però è appena all’inizio – ha aggiunto il sindaco, che in mattinata aveva incontrato la Rsu Fincantieri sull’argomento -. Nessuno si sogna di spostare un peso del genere senza un parere tecnico, ma ciò che mi ha fatto propendere verso una soluzione alternativa è la constatazione che lo sforzo rischia di non essere proporzionato al risultato ottenuto, perché la prua rimarrebbe in piazza per soli due mesi». Si tratta però ora per l’appunto di trovare un manufatto uscito dal cantiere di equivalente effetto e capacità attrattiva, perché tale sarebbe risultata, secondo il sindaco, la presenza di una sezione prodiera alta 12 metri in piazza della Repubblica.
«L’importante è comprendere che un evento del genere – ha sottolineato Pizzolitto – deve avere una sua dilatazione in città e avere delle ricadute positive su Monfalcone, calamitando l’attenzione e diventando quindi un ulteriore richiamo in città durante le celebrazioni del centenario del cantiere navale. Verrò quindi in Consiglio comunale giovedì con estrema serenità, perché sulla prua sono disponibile a ragionare». L’assemblea nella seduta della prossima settimana è infatti chiamata a discutere la mozione presentata dal consigliere dei Ds Gianpaolo Andrian per aprire una riflessione sull’opportunità del trasferimento della prua in piazza. Presentando l’arricchimento del programma delle celebrazioni del centenario, l’assessore alla Cultura Gianluca Trivigno si è intanto rammaricato del fatto che l’evento rischi di «diventare il centenario, quando invece le manifestazioni sono tante e diversificate». «Il trasferimento della prua potrebbe attirare l’attenzione sulla città – ha detto Trivigno – ed essere un fattore positivo se inserito in un’azione di marketing della città che ha i suoi cardini nel mare, industria, centralità europea». Il posizionamento della prua è comunque «solo uno degli appuntamenti del programma predisposto da Comune e Consorzio culturale e che è composto in modo organico da eventi, convegni, studi, attività condotta nelle scuole». L’obiettivo rimane quello, secondo l’assessore alla Cultura, di portare la storia del cantiere e quindi di Monfalcone all’attenzione del resto d’Italia.

Il Piccolo, 18 gennaio 2008 
 
L’annuncio dato dall’assessore Trivigno che ha illustrato nuove iniziative in programma  
Il calendario degli eventi in un sito Internet appena realizzato 
Napolitano in città per il centenario del cantiere
 
 
Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sarà in visita ufficiale a Monfalcone e allo stabilimento Fincantieri in occasione dei festeggiamenti del centenario del cantiere. Lo ha annunciato ieri l’assessore alla Cultura, Gianluca Trivigno, presentando un arricchimento del calendario degli eventi promossi dall’ente locale e dal Consorzio culturale del Monfalconese in occasione del centenario. Non ci sono comunque ancora una data e un programma della visita del presidente. Le celebrazioni di «Vivere di cantiere 1908-2008» hanno intanto ottenuto il patrocinio della presidenza del Consiglio dei ministri, del ministero per i Beni e le attività culturali, del ministero dello Sviluppo economico e della Regione che ieri, portavoce l’assessore alla Cultura Roberto Antonaz, ha assicurato di voler fare la propria parte, anche economicamente, per sostenere «un programma molto complesso e di alto livello qualitativo». Il Comune avrà comunque sempre a fianco come finanziatori la Fondazione cassa di risparmio di Gorizia e la Camera di commercio. Trivigno ieri ha sottolineato come l’aggiornamento del programma sia avvenuto attraverso l’azione del comitato promotore del centenario di cui fanno parte anche Provincia, Consorzio industriale e Fincantieri, che a breve presenterà il proprio programma di iniziative. E’ però confermata la grande mostra allestita in cantiere e che, inaugurata il 3 aprile, rimarrà aperta fino al 30 giugno. «Vivere di cantiere» si è arricchita rispetto al programma varato alla fine della scorsa estate di tutta una serie di iniziative, dalle mostre ai convegni, dai concerti alle pubblicazioni, alla sfilata dei motoscafi Bora prodotti dal cantiere (il 20 luglio), organizzate da associazioni attive in città. Agli appuntamenti già consolidati, come le esposizioni delle tele di Vito Timmel e del lavoro di Tranquillo Marangoni, si aggiungeranno inoltre due importanti appuntamenti convegnistici. A iniziare da quello che a febbraio avrà luogo alla galleria espositiva di piazza Cavour sulla ricerca e l’innovazione nel settore della cantieristica navale e della nautica organizzato con l’assessorato regionale al Lavoro. Gli eventi espositivi saranno inoltre integrati dalla mostra sul design navale e la ricerca in regione che dal 22 febbraio sarà aperta in galleria grazie al contributo della Facoltà di architettura di Trieste. Confermato infine il Trofeo del centenario del cantiere navale, che vedrà in gara le squadre dei giovanissimi delle città sede di cantieri navali. Calendario e luoghi degli eventi sono ora on line: ieri è stato presentato anche il sito www.viveredicantiere.it, dove sono disponibili tutte le informazioni sul centenario. «Vogliamo che il centenario sia però soprattutto l’occasione di riflettere sulla centralità del lavoro e sulle buone pratiche nei rapporti tra città e fabbrica – ha sottolineato Trivigno -, su cos’è stato il cantiere e cos’è oggi, in termini di patrimonio umano e di conoscenze».

Messaggero Veneto, 15 gennaio 2008 
 
MONFALCONE  
Il Wwf: inutili e dannosi trasporto ed esposizione della prua in piazza
 
 
MONFALCONE. Il progetto di trasportare e collocare in piazza della Repubblica la sezione prodiera della Dream Princess quale simbolo dei festeggiamenti del centenario di Fincantieri non smette di sollevare obiezioni. Se già nel consiglio del 24 gennaio dovrebbe essere discussa la mozione di Gianpaolo Andrian, che chiede di riflettere su costi e interventi che il trasporto eccezionale potrebbe comportare, anche il Wwf chiede maggiore attenzione per un’iniziativa che potrebbe trasformare quelle programmate per celebrare l’anniversario in una “ode allo spreco”.
Al di là del fatto che in piazza non possono sostare le bancarelle del mercato, «trasportare un pezzo così ingombrante e pesante per le vie della città, con comprensibili problemi di staticità del suolo attraversato – dice Paola Barban, presidente del Wwf isontino – richiede la revisione dell’intero arredo urbano appena sistemato e il sacrificio di un gran numero di rami degli alberi dei viali Cosulich e San Marco e di via Rosselli, che andrebbero a intralciare il passaggio del carico. Quindi i costi per ambiente e cittadini sarebbero enormi: chi si dovrebbe accollare ogni onere? La cittadinanza o la Fincantieri, vista la nota propensione di questa società per gli interventi a favore della città che ospita il suo maggiore stabilimento?». Per il Wwf sarebbe meglio, invece, accontentarsi dell’annunciata apertura dei cancelli dello stabilimento, portando i cittadini interessati all’interno del cantiere facendo poi vedere dal vero le attrezzature che in cento anni sono state capaci di portare le navi monfalconesi in tutto il mondo e usare il trenino dell’Apt che, a quanto sembra, sarà fermo fino all’estate, quando verrà usato a Grado e ora è parcheggiato sul piazzale degli autobus in via Marcelliana.
«Perché in centro, in una delle numerose strutture espositive comunali di piazza Cavour o via Sant’Ambrogio o all’ex mercato di via Resistenza non si realizza, invece, una mostra con i modellini, le foto e i progetti delle navi costruite nel nostro cantiere? Come alternativa alla prua in piazza si potrebbe indire un concorso di idee rivolto agli studenti monfalconesi per concepire delle proposte innovative per festeggiare questo anniversario così importante per la città. In questo modo – conclude – si potrebbero risparmiare molti soldi che consentirebbero, per esempio, di finanziare appositi stage per tecnici o studenti di architettura navale abitanti nella nostra zona. Così lo spreco di ambiente e di soldi sarebbe annullato e il centenario potrebbe essere ricordato come una ricorrenza costruttiva».

Il Piccolo, 14 gennaio 2008 
 
L’esponente di An teme i danni dovuti al passaggio della sezione della nave in Corso  
Ritossa dice «no» alla prua in piazza
 
  
Si estende a macchia d’olio il dissenso nei confronti del più ardito tra i progetti messi in campo dalla Fincantieri per celebrare il centenario dello stabilimento navalmeccanico, ovvero il trasporto della prua della Carnival Dream in piazza della Repubblica.
Dopo le rimostranze dei consiglieri Giuliano Antonaci (Gruppo misto) e Gianpaolo Andrian (Rifondazione comunista), anche Forza Italia e Alleanza nazionale si uniscono al coro del «no». «Assurdo collocare su una piazza che non può nemmeno contare sulla certificazione di collaudo un peso pari a 220 tonnellate», afferma Giuseppe Nicoli, segretario cittadino degli azzurri. Il transito della sezione prodiera, che dovrebbe avvenire di domenica (verso la fine febbraio o a inizio marzo, circa un mese prima della ricorrenza del centenario), preoccupa anche il consigliere regionale di An Adriano Ritossa: «Al di là della criticità relativa alla pavimentazione di piazza della Repubblica, qualcuno si è posto il problema del porfido del corso?». Secondo l’esponente di An, infatti, quell’arteria è già compromessa e danneggiata: «I cubetti, sotto la pressione esercitata dal preso della prua, rischiano di schizzare fuori – afferma – e già adesso il corso è ko: i tecnici si sono resi conto di cosa significhi porre su quella pavimentazione tutte quelle tonnellate d’acciaio? Più volte la strada ha manifestato delle carenze perché il porfido non è stato gettato al suolo secondo la modalità di posa a “gobba d’asino”, avvallandosi anziché rimanere perfettamente dritto». Ritossa propone di «collocare sulla piazza un modello di prua, sulla scia di progetti già presentati in passato da un architetto e depositati in municipio». Il trasferimento della prua dalla Fincantieri fino in piazza comporterà non pochi disagi: temporanee interdizioni al traffico veicolare e l’eliminazione di tutti gli eventuali ostacoli che si presenteranno sulle strade interessate dalle manovre. E cioè: la potatura dei tigli di viale San Marco, la rimozione temporanea dei collegamenti aerei dei cavi, ma anche delle fioriere e dell’arredo posto nelle via del teatro comunale. La sezione da 220 tonnellate, dovrebbe restare in piazza fino a inizio estate.

Il Piccolo, 11 gennaio 2008 
  
Fa discutere il trasferimento attraverso la città: alcuni propongono un modello in scala, altri vedono nell’iniziativa un eccellente veicolo promozionale  
A molti non piace la maxi-prua della «Dream» in piazza
 
 
Chiedigli di mettere la prua della Carnival Dream nel salotto buono e il cittadino monfalconese storce immediatamente il naso, accampando le più disparate scuse. «Troppo alto il rischio di danneggiare la pavimentazione», dice qualcuno. «Si poteva creare un modello su scala, anziché creare problemi alla viabilità e all’arredo urbano», suggerisce qualcun altro. Fatto sta che, a parte isolate eccezioni, i cittadini si sono dimostrati piuttosto scettici davanti al trasferimento della sezione prodiera della maxi-passeggero in piazza della Repubblica. Sezione che, ricordiamo, è alta 12 metri, ma al momento del trasporto raggiungerà i 17, in quanto sarà posata su un carrello per consentirne il viaggio dallo stabilimento della Fincantieri. Il più ardito dei progetti messi in campo per celebrare il centenario dei cantieri trova dunque le resistenze dei residenti.
Per contro c’è chi la vede come un’ottima operazione promozionale, perché sposterà i festeggiamenti dalla grande fabbrica al centro della città. A destare allarme sono soprattutto gli interventi che accompagneranno il trasporto. Vi saranno infatti temporanee interdizioni al traffico veicolare su viale Cosulich, all’incrocio con la statale 14, viale San Marco e corso del Popolo. Congiuntamente allo stop al traffico, sarà necessario sgomberare tutti gli eventuali ostacoli che si presenteranno sulle strade coinvolte dal trasferimento in questione: quasi certa la potatura dei tigli di viale San Marco, sopratutto nel tratto tra via Matteotti e corso del Popolo, ma anche la rimozione dei collegamenti aerei dei cavi, così come le fioriere e l’arredo urbano in corso del Popolo.
La sezione, pesante 220 tonnellate, dovrebbe restare in piazza fino a inizio estate e verrà trasportata nel salotto buono verso fine febbraio-inizi di marzo, in un giorno festivo, ovvero di domenica.
Ma come mai i cittadini sono contrari? «In dialetto si dice così: «Intriga – replica Paola Fasella –. La prua è troppo grande per la nostra piazza, e poi si dovrà bloccare il traffico e interrompere i collegamenti elettrici: mi sembra un’impresa troppo laboriosa. Secondo me si potrebbe tranquillamente lasciare la prua davanti allo stabilimento».
«Non sono né contrario né favorevole – spiega Claudio Volcizzi – tuttavia, siccome la Fincantieri dà da vivere non solo ai cittadini di Monfalcone, ma anche a tante famiglie del mandamento, mi sembra giusto assecondare un’operazione che vuole semplicemente far conoscere a tutti il frutto della propria produzione. C’è poco da dire: l’azienda è leader nel suo settore e un vanto per la nostra economia». «Non sono d’accordo – sostiene invece Ester Soranzio – la piazza è a servizio dei cittadini e non della prua di una nave. Così facendo, rischiamo solo di rovinarla. Ribadisco: piazza della Repubblica è nostra e va mantenuta bella così come appare oggi».
«Sono contrario perché si può celebrare il centenario anche in altri modi – afferma Gianfranco Zelei – per esempio attraverso filmati, dibattiti, conferenze. Anche l’aeroporto costituisce una realtà importante per il territorio, però mica per questo ci sogniamo di mettere un jet nel salotto buono, no?». Di diverso avviso Luciano Vischi: «Qualsiasi cosa nuova, anche se innovativa o diversa dalla tradizione si vuole portare avanti incontra sempre delle resistenze, ma proprio per questo ritengo invece doveroso andare fino in fondo. Sostengo il trasferimento della prua in piazza perché è chiaramente un simbolo e come tale, rappresentando un’idea, va difeso dalle polemiche. Ho letto diverse opinioni sul giornale e qualcuna, francamente mi ha sorpreso, poiché pensavo che chi l’ha espressa avesse una mentalità più aperta».
«Mi sembra troppo complicato – dice Alba Venuti – e certo la sezione sarà ingombrante: già così ci sono difficoltà di traffico e viabilità. Per carità, personalmente non mi dà fastidio, tuttavia riterrei più opportuno posizionarla davanti all’ingresso della Fincantieri». «Secondo me – conclude Paolo Paulin – il trasporto della prua creerà troppi danni».

Il Piccolo, 10 gennaio 2008 
 
Pizzolitto blocca le critiche sulla maxi-prua in piazza: «Il centenario del cantiere occasione unica per la città» 
 
Il centenario del cantiere navale rappresenterà un’importante occasione di promozione della città e non solo di Fincantieri. Il sindaco Gianfranco Pizzolitto ne è convinto e su questa base ha sostenuto le iniziative promosse dal Comune per celebrare l’appuntamento. «Noi ci siamo mossi perché il centenario abbia un riflesso anche sulla città – afferma il sindaco -, che è grande tanto quanto la sua fabbrica». Gli ultimi anni sono stati in ogni caso contraddistinti da sinergie tra Comune e Fincantieri di portata ben più ampia rispetto al passato, ricorda Pizzolitto. «Penso alla trasformazione dei due ex alberghi, alla riconversione delle case Spaini, acquistate dall’Ater, alla dismissione della ferrovia – spiega – e anche al Protocollo di trasparenza sugli appalti. Abbiamo quindi chiesto a Fincantieri che questa sinergia avesse un riflesso sulla città in occasione del centenario e l’arrivo della prua della Carnival Dream in piazza della Repubblica risponde a questa filosofia: dare un segno tangibile dell’evento alla comunità e l’occasione su cui costruire un progetto di marketing». Ciò non toglie che il sindaco si dica pronto a riflettere e approfondire gli eventuali problemi tecnici dell’operazione.
«Incontrerò domani la Rsu che aveva espresso perplessità. Si può elaborare un rendering per capire l’impatto visivo della prua in piazza – prosegue il sindaco – e riconvocare la commissione tecnica che ha già espresso parere favorevole. La filosofia di fondo però non si tocca, perché è la stessa che ci sta muovendo nell’organizzare la visita del presidente della Repubblica Napolitano. La visita riguarderà la fabbrica, ma anche la città».
Anche nel settore delle opere pubbliche e delle altre azioni da realizzare nel corso del 2008 Pizzolitto non è disposto a mettere in discussione alcuni obiettivi, ritenuti fondanti del programma con cui gli elettori lo hanno riconfermato sindaco ormai poco meno di due anni fa. «Penso al rilancio delle Terme romane, la cui prima fase sarà operativa nell’arco di due anni – sottolinea Pizzolitto -, o ai due ex alberghi. Monfalcone non ha molto da esibire e l’ex albergo impiegati e l’ex albergo operai sono tra gli edifici importanti per la memoria della città e per quanto conterranno, diventando un volano di sviluppo economico». Il sindaco inserisce tra gli interventi prioritari la realizzazione delle nuove rotatorie lungo l’asse di via dei Cipressi e via Grado e l’avvio delle altre opere sulla viabilità contenute nell’accordo di programma con la Regione.
«Abbiamo già avuto un incontro con l’assessore regionale ai Trasporti Sonego – spiega – che ha promesso che entro il mese indicherà la stazione appaltante con cui poi si potrà discutere di tempi di progettazione e realizzazione». L’ente locale nell’anno continuerà inoltre a seguire la riqualificazione dell’area dell’ex ospedale di via Rossini e dell’ex Detroit. «Poi dovremo trovare forme di gestione più economiche nel settore culturale – aggiunge il sindaco – e un bilancio più rispondente agli indirizzi della politica, tagliando i costi, perché non è pensabile agire attraverso un continuo aumento della tasse». Non verrà comunque meno il sostegno al sociale. Il nodo rifiuti? «Nel giro al massimo di un mese chiuderemo il contratto di servizio con Iris – assicura Pizzolitto -. Se conterrà le risposte richieste sulla pulizia della città, bene. Altrimenti ci rivolgeremo all’esterno. Martedì visitiamo Treviso per verificare come si gestiscano là i rifiuti per valutare eventuali aggiustamenti al nostro porta a porta».
 
Messaggero Veneto, 09 gennaio 2008 
 
MONFALCONE  
Bonetti (Cittadini) favorevole alla prua della nave in piazza
 
 
MONFALCONE. Mentre il sindaco Pizzolitto ha chiesto di poter incontrare le Rsu di Fincantieri per capire che cosa pensano di quello che potrebbe essere, nel male e nel bene, l’evento dell’anno, ovvero il trasporto e la collocazione della sezione prodiera della Carnival Dream in piazza della Repubblica, e mentre da più parti si sollecita un ripensamento dell’iniziativa, il rappresentante monfalconese dei Cittadini per il presidente, Bruno Bonetti, è una delle poche voci che sostengono invece la positività della cosa.
«Quest’anno ricorre il centenario della nascita del cantiere navale. Un avvenimento molto importante, vuoi per il cantiere stesso vuoi per la nostra città, e non si può disconoscere che la costruzione delle navi abbia contribuito non poco a far conoscere la nostra Monfalcone nel mondo e per questo ne andiamo orgogliosi», dice Bonetti che ricorda come, per l’occasione, la città stia preparando una serie di manifestazioni, assieme a Fincantieri, per onorare e celebrare questo evento e che prevede, fra l’altro, la posa in piazza della prua. La prua, secondo quanto è dato sapere, avrà dimensioni e peso importanti (220 tonnellate e 12 metri di altezza a cui aggiungere 5 metri di altezza e il peso del carrello per il trasporto) e dovrà essere trasportata con un mezzo speciale seguendo un percorso, individuato per cercare di ridurre al minimo i disagi alla circolazione veicolare e ai cittadini.
«Questa operazione potrebbe sembrare una follia, ma credo anche – evidenzia Bonetti – che per la sua realizzazione siano state prese le precauzioni e le attenzioni necessarie per evitare danni a persone e cose. Sarà senza dubbio un evento spettacolare che, assieme ad altre manifestazioni collaterali, attirerà in città molti curiosi dalla regione tutta e che sarà ricordato nel tempo. Accogliamo quindi questo avvenimento con spirito collaborativo e propositivo perché il centenario della fabbrica cittadina più importante avviene una sola volta».
 

Il Piccolo, 09 gennaio 2008 

Mozione di Andrian (Ds) che propone piuttosto la realizzazione di un monumento fisso alla cantieristica  
Si allarga il fronte del no alla prua della Dream in piazza
 
 
Non è stato formalmente costituito, ma il Comitato «no prua» di fatto esiste già e sta facendo sentire la sua pressione. Le fila del movimento spontaneo, e del tutto trasversale, sorto in città contro il trasferimento della sezione prodiera della maxi-passeggeri Carnival Dream in piazza della Repubblica in occasione del centenario del cantiere navale sembrano del resto sempre più consistenti. Il sindaco Gianfranco Pizzolitto ieri ha quindi contattato la Rappresentanza sindacale unitaria dello stabilimento Fincantieri per un confronto proprio sulla questione del trasferimento della prua, alta 12 metri e pesante 220 tonnellate, in piazza. Il Consiglio comunale, dal canto suo, sarà chiamato a esprimersi e decidere in merito in una delle prossime sedute. Come preannunciato, il consigliere dei Ds Gianpaolo Andrian ha presentato una mozione che sollecita il Consiglio a impegnare il sindaco innanzitutto a «sospendere l’operazione di trasferimento della sezione prodiera, qualora fosse già in atto».
Andrian vorrebbe però anche che si aprisse un dibattito, che possa andare al di là del solo Consiglio comunale, per «verificare se la piazza possa ospitare una struttura stabile a ricordo del centenario». Con la mozione il consigliere dei Ds vorrebbe infine che il sindaco valutasse tutte le opzioni utili a permettere di avvicinare il più possibile la città e i suoi cittadini al cantiere navale, «senza correre il rischio di arrecare danni e disagi ad alcuno». Andrian ribadisce come il centenario del cantiere navale sia un momento importante per Monfalcone e come la celebrazione dell’evento dovrebbe essere quindi un momento di condivisione con la comunità nel suo insieme. Il dibattito in città è in ogni caso aperto e registra le voci non solo dei contrari o dei perplessi dall’operazione.
Tra chi vede in modo favorevole l’evento c’è Bruno Bonetti, dei Cittadini per il presidente. «Questa operazione potrebbe sembrare una follia – afferma Bonetti -, ma credo anche che per la sua realizzazione siano state prese le precauzioni e le attenzioni necessarie per evitare danni a persone e cose. Sarà senza dubbio un evento spettacolare che, assieme ad altre manifestazioni collaterali, attirerà in città molti curiosi dal mandamento e dalla regione tutta e che sarà ricordato nel tempo. Accogliamo quindi questo avvenimento con spirito collaborativo e propositivo perché il centenario della fabbrica cittadina più importante avviene una sola volta».

Il Piccolo, 09 gennaio 2008 
 
Evento in un magazzino di 1200 metri quadri per tutta l’estate  
Fincantieri apre i cancelli per il centenario: mostra e visite guidate
 
 
Monfalcone e Fincantieri sono pronte a celebrare i cent’anni di vita del più grande cantiere navale italiano e uno dei più grandi d’Europa. Uno stabilimento che, a dispetto della propria età e delle difficoltà attraversate tra la fine degli anni ’70 e gli anni ’80 dello scorso secolo, ha ritrovato una nuova giovinezza nella costruzione di navi da crociera. Proprio da Monfalcone Fincantieri ha lanciato, per poi vincerla, la sfida in un mercato in cui era assente da tempo e che ora le vede leader mondiale. Per Monfalcone, divenuta quella che è proprio all’insediamento del cantiere navale a opera dei fratelli Cosulich tra 1907 e 1908, il centenario rappresenta un appuntamento importante. Anche per riscoprire la propria storia e riflettere sul presente e sul futuro. La ricorrenza è però di rilievo pure per Fincantieri, che da tempo sta lavorando all’organizzazione di una serie di eventi in grado di aprire le porte dello stabilimento. La società, che a breve dovrebbe presentare il calendario definitivo delle manifestazioni, sta già ristrutturando un’ex magazzino all’interno dello stabilimento, nei cui 1.200 metri quadri sarà allestita una mostra che ripercorrerà la vita del cantiere nei suoi diversi aspetti.
La mostra sarà aperta tra marzo-aprile del 2008 e rimarrà visitabile durante tutto il corso della prossima estate. All’interno del cantiere sarà ricavato un percorso per consentire al pubblico della mostra anche una visita dello stabilimento. Nei festeggiamenti rientrerà la consegna della Ventura alla società armatrice P&O, in programma per la fine di marzo. Fincantieri sta cercando di far sì che all’appuntamento partecipino le massime autorità dello Stato. Non è un mistero come ci sia da tempo l’obiettivo di portare in città il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il Comune e il Consorzio culturale del Monfalconese hanno elaborato un programma, «Vivere di cantiere. Monfalcone 1908-2008», che punta non solo sugli eventi espositivi, seppure molto importanti.
Alle mostre si affiancano i convegni sul presente della produzione cantieristica e sulle ripercussioni sociali della presenza del cantiere e il progetto «I mestieri e la formazione: la costruzione di una comunità» che coinvolgerà tutte le scuole cittadine e un’attività di ricerca. È in questo settore delle celebrazioni del centenario che si andrà a una vera e propria attività di recupero e conservazione di materiali e testimonianze ora diffuse sul territorio, ma conservate nel «museo nascosto» posseduto dalla comunità locale, nelle proprie case e nelle proprie memorie. C’è la riflessione, quindi, ma anche il coinvolgimento dei monfalconesi tra gli obiettivi di fondo di «Vivere di cantiere. Monfalcone 1908-2008».
Il centenario ha già dato in autunno e darà anche nei prossimi mesi modo di valorizzare il patrimonio artistico e fotografico di cui è depositario il Ccm. Alla sala comunale Antiche mura venerdì si apre la nuova mostra «Una questione di classe: Saturnia e Vulcania» che, attraverso fotografie, documenti, locandine, rievoca l’emozione suscitata dai due transatlantici tra i passeggeri dell’epoca. Il 3 aprile, giorno cui si data l’inizio dell’attività del cantiere navale, saranno invece inaugurate nella galleria d’arte contemporanea di piazza Cavour le due esposizioni più importanti: «Teatro Euripide. Vito Timmel e il teatro di Panzano» e «Tranquillo Marangoni: un artista in cantiere». Con la prima mostra saranno rese visibili le 12 tele che Vito Timmel realizzò per decorare l’interno del teatro del quartiere operaio, mentre la seconda presenta la produzione dell’artista legata al quartiere. Dal 4 aprile la sala Antiche mura ospiterà inoltre «I Cosulich», mostra che, grazie al materiale proveniente dagli Archivi Cosulich, ricostruisce la storia della famiglia imprenditoriale che ha dato vita all’attività cantieristica a Monfalcone. Gli eventi espositivi non si fermano però qui, ma occuperanno tutto il 2008, assieme a una serie di convegni.
 

Il Piccolo, 06 gennaio 2008 
 
Centenario dei cantieri, aumentano i no al trasporto della maxi-prua in piazza 
 
Si allarga a tutta velocità il fronte dei contrari al trasferimento della prua della Carnival Dream, alta 12 metri e pesante 220 tonnellate, in piazza della Repubblica. a fine febbraio. Il consigliere comunale dei Ds Gianpaolo Andrian è deciso a fare in modo che il Consiglio comunale quanto prima discuta e si esprima su un’operazione che rischia di provocare danni seri alla città e disagi prolungati a tutta la comunità. Andrian ha intenzione di coinvolgere altri consiglieri comunali e presentare in tempi stretti una mozione, un documento cioé su cui il Consiglio deve dibattere.
«Le mie perplessità sono quelle dei tanti cittadini che ho incontrato in questi giorni – spiega Andrian – e sono legate ai danni che un trasporto eccezionale di questo tipo può provocare al corso e alla piazza. Danni che, a prescindere da chi paga, rappresentano uno spreco di denaro. Fincantieri, fra l’altro, è ancora una società pubblica e quindi a pagare saremmo ancora una volta tutti quanti». Pur rispettando quindi l’autonomia delle scelte dell’amministrazione e di Fincantieri, secondo Andrian la città deve poter discutere e decidere su un evento che comporta rischi di questa portata.
C’è poi la riflessione sul significato del centenario del cantiere navale di Monfalcone, nelle cui celebrazioni il trasferimento della prua rientra. «Un’operazione di questo genere rischia di non lasciare alcun segno, oltre i danni materiali», osserva il consigliere comunale dei Ds. «I cittadini con cui ho parlato chiedono che in piazza rimanga qualcosa a memoria del centenario – aggiunge Andrian – e questo qualcosa non sarà senz’altro la prua della Carnival Dream. Si è tirato in ballo il paragone con il trasferimento del sommergibile Toti, che però alla fine del viaggio è rimasto dove è stato portato».
Il consigliere dei Ds, dipendente di Fincantieri, riflette poi sul fatto che, se si vuol far vedere quanto il cantiere produce, «forse sarebbe meglio non spostare la fabbrica in città, ma sostenere il percorso inverso, aprendo le porte dello stabilimento».
La prua potrebbe piuttosto potrebbe essere collocata nella zona del parco lamiere vicina al porticciolo Nazario Sauro, propone Andrian, diventando visibile alle migliaia di persone che transitano lungo la statale 14 e dando un senso a «Monfalcone, punto più settentrionale del Mediterraneo».

Il Piccolo, 05 gennaio 2008 
 
Buttignon (Fiom): «Meglio borse di studio per giovani»  
Piovono ancora critiche sulla maxi-prua in piazza
 
 
INDUSTRIA
Aumenta il fronte dei contrari al trasferimento della prua della Carnival Dream in piazza della Repubblica ideato da Fincantieri per festeggiare i cent’anni del cantiere navale. Alle critiche dei commercianti ambulanti, alle forti perplessità del consigliere del Gruppo misto Giuliano Antonaci si affianca la netta opposizione di Franco Buttignon, esponente della Fiom-Cgil. Buttignon però parla anche come cittadino monfalconese, che la sua città la conosce e la vive. «Posso capire l’effetto mediatico che Fincantieri tenta di raggiungere – afferma il sindacalista – ma, a prescindere dai disagi che il trasporto provocherà, forse, visto il costo dell’operazione, l’azienda poteva impegnarsi in qualcosa di più proficuo per lo stabilimento, i lavoratori, se stessa».
A fronte della tragedia di Torino, dei nuovi infortuni verificatosi in regione, di quelli che continuano ad accadere anche nel Monfalconese, osserva Buttignon, «forse Fincantieri avrebbe potuto pensare di investire quei soldi nella sicurezza e nella formazione dei lavoratori». L’esponente della Fiom lancia anche qualche altra proposto su un impiego alternativo dei soldi che saranno necessari per portare e installare la prua della maxi-passeggeri in centro. «Perché non creare delle borse di studio – domanda Buttignon – per i ragazzi delle medie e delle superiori cittadine? I soldi sarebbero rimasti a Monfalcone e per un buono scopo. Fra l’altro non vedo che senso abbia portare una sezione prodiera in piazza senza agganciarci dei percorsi didattici proprio per i più giovani». Pure Buttignon in ogni caso si dice perplesso dall’arrivo di un blocco da oltre 200 tonnellate «in una piazza che non può ospitare invece neanche una bancarella di dolci». Il transito del trasporto eccezionale comporterà non solo delle temporanee chiusure al traffico di viale Cosulich, dell’incrocio tra quest’ultimo e la statale 14, viale San Marco e corso del Popolo, ma anche lo sgombero di eventuali ostacoli dalle strade coinvolte nell’evento. La sezione della prua sarà alta 12 metri che arriveranno a 17 a causa del maxi-carrello che sarà impiegato per trasportarla e peserà 220 tonnellate. Sembra ormai certo che i tigli di viale San Marco, soprattutto nel tratto compreso tra via Matteotti e corso del Popolo dovranno essere potati per consentire il transito del convoglio. Dovranno essere rimossi anche eventuali collegamenti aerei di cavi, così come le colonnine e le fioriere che delimitano i percorsi pedonali sui due lati di corso del Popolo.

Messaggero Veneto, 04 gennaio 2008 
  
In piazza la prua della Carnival 
MONFALCONE
 
 
MONFALCONE. «E’ vero che l’amministrazione comuale intende posizionare temporanemente la sezione prodiera della Carnival Dream, in piazza della Repubblica»? E’ il consigliere comunale del gruppo misto, Giuliano Antonaci, a rivolgere la domanda al sindaco, tramite un’interrogazione depositata in questi giorni all’ufficio protocollo.
Domanda a cui comunque la risposta sarà affermativa, visto che proprio il trasporto della sezione prodiera alta 12 metri e pesante 220 tonnellate sarà uno degli avvenimenti spettacolari previsti per i festeggiamenti del centenario dei cantieri navali Fincantieri, organizzati dalla società stessa assieme al Comune. L’iniziativa sarà un evento a cui potrà assistere tutta la città visto che Fincantieri sta lavorando per effettuare il trasporto alla luce del sole, anche se probabilmente in giorno non feriale. Il trasferimento della prua della nave e la sua collocazione in piazza della Repubblica è previsto per fine febbraio-inizio marzo.
Il transito del trasporto eccezionale lungo le vie cittadine comporterà della chiusure temporanee al traffico lungo il percorso più probabile: viale Cosulich, incrocio tra questo e via Verdi-via San Marco e incrocio tra viale San Marco e corso del Popolo. Dovranno essere rimossi anche eventuali ostacoli al passaggio della prua chem grazie al carrello su cui sarà poggiata, sarà alta 17 metri. E’ probabile quindi che saranno potati i tigli di viale San Marco, ma dovranno essere rimossi anche cavi aerei, le colonnine e le fioriere del Corso e le colonnine a lancia di piazza della Repubblica dal lato dell’ex pretura per consentire alla sezione prodiera di arrivare fino al centro della piazza.
Ma l’evento non convince il consigliere Antonaci che parla di «un notevole disagio alla città ed ai suoi cittadini, per la complessità del trasporto di un manufatto dalla dimensioni e dal peso importante». Chiede quindi al primo cittadini su chi ricadano i costi del trasporto eccezionale e se crede che «le nostre strade, e in particolare il tratto del ponte di viale San Marco ed il Corso del Popolo, possano sostenere 220 tonnellate di peso? La nuova pavimentazione della Piazza non ancora collaudata, potrà sostenerne il peso? Non sarebbe stato più opportuno – conclude Antonaci – trovare una soluzione meno rischiosa e dispendiosa, lasciando ad esempio il manufatto all’interno dell’area di Fincantieri»? 

Il Piccolo, 04 gennaio 2008 
 
Interrogazione del consigliere comunale: «Troppo oneroso il trasporto della sezione della nave che pesa 220 tonnellate»  
Per il transito in città necessarie la potatura di alcuni alberi e la rimozione di cavi aerei 
Antonaci: «No all’esposizione in piazza della prua della Dream»
 
 
Trova già le prime resistenze il più ardito dei progetti messi in campo per celebrare il centenario dei cantieri, ovvero il trasporto della sezione prodiera della «Carnival Dream» in piazza della Repubblica. Sezione che, ricordiamo, è alta 12 metri, ma raggiungerà tranquillamente i 17 metri in quanto sarà posata su un maxi-carrello per consentirne il trasferimento dallo stabilimento della Fincantieri.
I primi a storcere il naso per l’operazione sono stati i commercianti ambulanti del mercato settimanale, i quali da tempo chiedono che l’appuntamento del mercoledì possa tornare ad avere, quale sede principale, il salotto buono e, per contro, si sentono rispondere che i loro furgoncini danneggerebbero la pavimentazione della piazza. Ma adesso, le perplessità arrivano anche da rappresentanti delle istituzioni. Infatti, secondo il consigliere del Gruppo misto, Giuliano Antonaci, se tale progetto dovesse andasse in porto, «comporterebbe un notevole disagio alla città e ai suoi cittadini, per la complessità del trasferimento di un manufatto dalla dimensioni e dal peso così importante». «Il trasporto eccezionale della sezione di prua della Carnival Dream – aggiunge dopo aver depositato, nell’Ufficio protocollo, una specifica interrogazione – comporterebbe una notevole spesa alla quale si deve sommare anche quella relativa alle operazioni atte a permetterne il transito lungo le vie cittadine. Su chi ricadrebbero tali costi? Non solo: è pensabile che le nostre strade, e in particolare il tratto del ponte di viale San Marco e il corso del Popolo, possano sostenere 220 tonnellate di peso? E la nuova pavimentazione della piazza, peraltro non ancora collaudata, potrà sostenerne il peso?». Antonaci ritiene che «sarebbe più opportuno trovare una soluzione meno rischiosa e dispendiosa, lasciando ad esempio il manufatto all’interno dell’area di Fincantieri, come suggeritomi da un collega consigliere che opera all’interno del cantiere». Il transito della sezione, che dovrebbe avvenire di domenica, verso fine febbraio o a inizio marzo, all’incirca un mese prima della ricorrenza del centenario, comporterà temporanee interdizioni al traffico veicolare su viale Cosulich, all’incrocio con la statale 14, viale San Marco e corso del Popolo. Congiuntamente allo stop al traffico, sarà necessario sgomberare tutti gli eventuali ostacoli che si presenteranno sulle strade coinvolte dal trasferimento in questione. Tra gli ulteriori interventi necessari, quasi certa la potatura dei tigli di viale San Marco, sopratutto nel tratto compreso tra via Matteotti e corso del Popolo, ma anche la rimozione dei collegamenti aerei dei cavi, così come le fioriere e l’arredo posto nelle via del teatro comunale. La sezione da 220 tonnellate, dovrebbe restare in piazza fino a inizio estate. Circostanza, questa, che aveva già sollevato, appunto, le critiche dei commercianti ambulanti: a questo punto, infatti, non si possono più accampare scuse relative all’eventuale usura della pavimentazione del salotto buono per impedire al mercatino di svilupparsi in quella sede, poiché certo sopportare 220 tonnellate in un sol colpo e per più mesi non è cosa da poco. Quanto a rischio-usura delle piastrelle, s’intende.
 

Il Piccolo, 27 diccembre 2007 
  
Il transito della gigantesca struttura richiederà lo spostamento di panchine, fioriere e cavi elettrici  
Sarà effettuato di domenica lo spostamento da Panzano al centro del blocco di 220 tonnellate lungo i viali e corso del Popolo 
Mezza città sottosopra a febbraio per trasportare la maxi-prua in piazza
 
 
Il trasporto della sezione prodiera della Carnival Dream, alta 12 metri che arrivano a 17 a causa del carrellone su cui sarà poggiata, dallo stabilimento Fincantieri a piazza della Repubblica sarà un evento cui tutta la città potrà assistere. Fincantieri, che sta lavorando da tempo assieme al Comune e soprattutto alla polizia municipale, sembra intenzionata a voler organizzare il trasferimento della sezione prodiera alla luce del giorno, anche se ovviamente non feriale. Il trasporto, che per complessità non pare molto distante dal passaggio del sottomarino «Toti» nel cuore di Milano, dovrebbe avere luogo, a quanto sembra, di domenica, alla fine di febbraio o all’inizio di marzo. Cioé circa un mese prima della ricorrenza del centenario del cantiere navale di Monfalcone nelle cui celebrazioni si inserisce l’installazione in piazza della Repubblica della grande sezione di prua della Carnival Dream. Il transito del trasporto eccezionale comporterà non solo delle temporanee chiusure al traffico di viale Cosulich, dell’incrocio tra quest’ultimo e la statale 14, viale San Marco e corso del Popolo, ma anche lo sgombero di eventuali ostacoli dalle strade coinvolte nell’evento.
La sezione della prua sarà alta 12 metri che arriveranno a 17 a causa del maxi-carrello che sarà impiegato per trasportarla e peserà 220 tonnellate. Sembra ormai certo che i tigli di viale San Marco, soprattutto nel tratto compreso tra via Matteotti e corso del Popolo dovranno essere potati per consentire il transito del convoglio. Dovranno essere rimossi anche eventuali collegamenti aerei di cavi, così come le colonnine e le fioriere che delimitano i percorsi pedonali sui due lati di corso del Popolo. Resta l’incognita della svolta a sinistra tra viale San Marco e il corso, anche se le misure devono essere state prese. Il percorso è comunque in qualche modo obbligato, perché il lato meridionale della piazza non solo è già arredato da alberature, panchine e illuminazionale, ma è anche attraversato dalla roggia. In sostanza, il lato meridionale della piazza rischia di non poter sopportare nemmeno il transito di carichi eccezionali.
Il trasporto e la collocazione in piazza della Repubblica della sezione prodiera rischiano di diventare quindi uno degli eventi centrali delle celebrazioni del centenario del cantiere navale di Panzano. Le dimensioni della sezione prodiera della Dream sono d’altra parte in linea con quelle della maxi-passeggeri, la più grande che il cantiere navale abbia mai realizzato. L’unità, la cui consegna è programmata per l’autunno del 2009, avrà 30 metri in più di lunghezza rispetto alle unità costruite negli ultimi anni, quindi 320 fuori tutto. La Dream avrà inoltre un ponte in più rispetto alla Ventura P&O, in cosegna a fine marzo, 116mila tonnellate di stazza lorda, e 1,40 metri in più di larghezza. La nave da crociera, che sarà perciò in grado di trasportare 3.652 passeggeri, non sarà perciò una ripetuta delle unità finora costrire a Monfalcone, pur rappresentandone un’evoluzione.
L’impostazione in bacino della Dream è in ogni caso vicina (si parla di febbraio), perché il varo della Ruby Princess, commissionata da Princess Cruises, è fissato per il 30 gennaio. La nuova principessa dei mari, la cui consegna alla società armatrice è prevista per l’autunno del 2008, andrà quindi a occupare la banchina dello stabilimento antistante la centrale Endesa e il porto, visto che all’altra rimane ormeggiata la Ventura P&O, la cui presentazione ufficiale è programmata per la fine di marzo. Un appuntamento che pure rientrerà tra gli eventi delle celebrazioni del centenario del cantiere navale di Panzano, secondo le intenzioni di Fincantieri.

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