Il Piccolo, 31 luglio 2008 
  
Lettere al Piccolo
 
SICUREZZA  
Monfalcone non è il Bronx
 
 
Siamo cittadini monfalconesi che abitano in diverse aree della città. Vorremmo far sapere che siamo un po’ stanchi di veder descritta la nostra città come se fosse il Bronx. Nei nostri quartieri non esiste nessuna ragione visibile per sentirsi insicuri. La città è cambiata, ci sono stati molti nuovi arrivi e capiamo che qualcuno vorrebbe che il tempo scorresse all’indietro. Ma è tutto il mondo che è cambiato ed è il solo che abbiamo. E allora dobbiamo cercare di vivere il meglio possibile. Tutti, se possibile. Pensiamo che oggi ci siano cose molto più importanti per le quali sentirci insicuri: aumento dei prezzi, lavori precari, morti sul lavoro, cambiamenti climatici, prospettive delle nuove generazioni, ma forse questi sono problemi troppo complessi per quei politici che continuano solo a parlare di Monfalcone insicura. Mai una volta che ci mostrino numeri e statistiche sui reati, possibile che solo noi non conosciamo nessuno che viva in casa rinchiuso nel terrore di uscire? La sicurezza è importante ma non quando viene strumentalizzata a fini politici. Persino un sindacato di polizia importante come il Siulp tende a non enfatizzare posizioni allarmistiche. E basta anche con questa storia della piazza in cui non vanno i monfalconesi. Se non ci si va è perché forse non ci sono motivi per andarci, cosa c’entra la presenza o meno di extracomunitari? Insomma Monfalcone è una città in cui si può vivere bene, pur con tutti i problemi che ha. Infine un piccolo invito a non fermarsi solo a fenomeni restrittivi come a esempio la chiusura della musica nei bar alle 23, ma promuovere maggiormente cultura, sport, veri e unici collanti sociali, motori di benessere e di aggregazione al fine di non trasformare Monfalcone in una città dormitorio dominata da ingiustificate paure.

Marina Valent e altre 60 firme.