Il Piccolo, 07 agosto 2008 
 
OCCUPAZIONE  
Via ai licenziamenti alla Ineos: senza lavoro 93 dipendenti  
Da metà mese: epilogo di una crisi iniziata nell’aprile 2007 
Rsu e Provincia chiedono a Regione un impegno per favorire le riassunzioni
 
 
Ineos e Mangiarotti hanno firmato il preliminare per la cessione dello stabilimento ex Solvay di via Timavo, ma il perfezionamento dell’accordo avverrà solo nei prossimi mesi. Dalla fine della prossima settimana, dal 16 agosto per l’esattezza, 93 dei 154 lavoratori della fabbrica di materie plastiche entreranno in mobilità, saranno cioè di fatto licenziati e senza più un lavoro. Ineos sta non a caso provvedendo al pagamento dei trattamenti di fine rapporto in questi giorni che precedono la chiusura della cassa integrazione straordinaria, aperta poco meno di un anno fa, dopo che ad aprile del 2007 la società aveva formalizzato l’intenzione di dismettere lo stabilimento di Monfalcone. Acquistato da Solvay, vale forse la pena di ricordare, nei primi mesi del 2005. Il presidente della Provincia, Enrico Gherghetta, e l’assessore provinciale al Lavoro, Marino Visintin, hanno quindi incontrato ieri pomeriggio la Rsu per fare il punto della situazione e stabilire la linea da seguire per il prossimo futuro. «E’ fondamentale la tenuta del fronte sindacale – sottolinea Vinsintin – e del rapporto creato con la Provincia, perchè credo che i primi incontri con la nuova proprietà ci saranno appena a settembre e nel frattempo i lavoratori dello stabilimento di via Timavo saranno ex dipendenti di Ineos». Vanno inoltre tenute le fila del dialogo aperto in questi giorni con la nuova giunta regionale, che Visintin e la Rsu hanno trovato molto attenta e preparata sul caso Ineos. Dagli assessori regionali al Lavoro, Alessia Rosolen, e alle Attività produttive, nonché vicepresidente della giunta, Luca Ciriani, Provincia e rappresentanti dei lavoratori hanno ricevuto rassicurazioni circa l’impegno della Regione per favorire il rilancio del sito e il riassorbimento dei lavoratori. «Gli assessori Rosolen e Ciriani – afferma Visintin – hanno espresso la volontà di contattare la Mangiarotti per avere un quadro chiaro del piano industriale per Monfalcone. La Regione ha inoltre intenzione di sostenere la priorità del riassorbimento dei lavoratori che, però, dalla prossima settimana saranno appunto ex dipendenti Ineos». C’è comunque un dato positivo, perché è stato del tutto sciolto il nodo della possibilità di utilizzare la banchina di Portorosega da parte della nuova proprietà. Dalla Capitaneria di porto, autorità marittima dello scalo, è arrivato un parere favorevole all’accesso alla banchina dall’ambito dello stabilimento, che confina con il perimetro portuale. La Mangiarotti avrebbe del resto l’esigenza di effettuare solo un paio di trasporti al mese e sarebbe in grado di programmare le proprie esigenze su base quadrimestrale. L’Autorità marittima avrebbe solo chiarito come la Mangiarotti non possa contare su un accosto preferenziale, vista la situazione che esiste nello scalo. Proprio in questi giorni il presidente della Regione Renzo Tondo ha visitato lo stabilimento della Mangiarotti Spa a Panellia di Sedegliano, dove il presidente della società Paolo Di Salvo ha sottolineato il percorso di crescita intrapreso dall’azienda negli ultimi anni e che l’ha portata a specializzarsi in prodotti ad alto valore aggiunto. La società, specializzata nella realizzazione di apparecchiature per l’industria chimica e petrolchimica, è entrata di recente nel settore della produzione di componenti per l’industria nucleare. Proprio a Monfalcone Mangiarotti dovrebbe produrre scambiatori di calore per centrali nucleari, sfruttando il vantaggio logistico fornito dalla vicinanza della banchina del porto.
 
Messaggero Veneto, 07 agosto 2008 
 
Ineos, firmato dalla Mangiarotti il preliminare d’acquisto del sito 
MONFALCONE 
Ma sta per scadere la cassa integrazione per 98 lavoratori
 
 
MONFALCONE. È stato firmato il preliminare d’acquisto per la cessione dei fabbricati e delle aree di via Timavo, con la prospettiva di chiudere entro l’anno la trattativa d’acquisto tra Ineos e Mangiarotti spa, l’azienda intenzionata ad acquisire l’ex stabilimento monfalconese.
Una firma importante per il futuro dei quasi 100 lavoratori ancora in cassa integrazione e che potrebbero essere riassunti con l’avvio della nuova attività. Il condizionale, però, ancora una volta è d’obbligo, visto che in realtà i primi incontri con il nuovo imprenditore per capire strategia d’azienda e piano industriale potrebbero essere fissati dopo il periodo estivo, in settembre, quando i 98 dipendenti rimasti (dei 154 alcuni hanno trovato un lavoro a tempo indeterminato, altri a tempo determinato, altri sono andati in pensione) saranno diventati “ex dipendenti”, visto che il 16 agosto si concluderà il periodo di cassa integrazione e il 17 agosto per i lavoratori Ineos scatterà la mobilità (leggi licenziamento).
È l’assessore provinciale al Lavoro, Marino Visintin, a ricordare la non facile situazione, evidenziando come comunque sia previsto per oggi un incontro fra sindacati e presidente provinciale, Enrico Gherghetta, per stabilire come procedere. «L’intenzione – dice – è mantenere stretto il contatto con sindacati e Rsu per avere sempre chiara la situazione e capire come agire. È vero comunque che Mangiarotti avrebbe già confermato di voler riassumere i lavoratori». Nei giorni scorsi la Rsu, assieme a Visintin, ha incontrato gli assessori regionali alle Attività produttive, Luca Ciriani, e al Lavoro, Alessia Rosolen, che hanno dimostrato di aver chiara la situazione dei lavoratori dello stabilimento monfalconese e hanno affermato di voler proseguire sulla linea della precedente giunta di aiuto e sostegno.
Lo stabilimento di Ineos Films dovrebbe essere acquisito dalla Mangiarotti Spa, che dovrebbe convertire il sito della produzione plastica in produzione di scambiatori di calore per centrali nucleari. La Mangiarotti, azienda leader a livello mondiale nella costruzione di apparecchiature a pressione per industrie chimiche e petrolchimiche e nel settore della generazione di energia, ha fissato però alcuni punti precisi da verificare prima di procedere all’acquisizione. Tra questi, la possibilità di avere uno sbocco al mare e quindi di poter usare l’accesso esistente al porto di Monfalcone, di cui è fornito lo stabilimento ex Solvay, utile per la movimentazione della produzione. Da parte sua, la Capitaneria di porto avrebbe già confermato la possibilità di uso della banchina, pur chiarendo che l’approdo non potrebbe essere preferenziale. (cr.vi.)