Il Piccolo, 30 agosto 2008 
 
LA COMUNITA’ ASIATICA HA INCONTRATO IL SUO SINDACO 
I bengalesi chiedono affitti meno cari  
Auspicata la costruzione di una moschea. Pizzolitto: «Dovete pensarci voi» 
 
Ci sono gli affitti troppo alti e la difficoltà di trovare una casa, mentre altri connazionali stanno arrivando in città, in cima ai problemi della comunità originaria del Bangladesh insediata a Monfalcone. Subito dopo viene però la mancanza di una moschea e di un luogo in cui poter educare alla religione islamica i propri figli. Sono queste le difficoltà che i giovani e gli uomini originari della Bhairab, nella zona orientale del Paese, verso i confini con l’India, hanno illustrato ieri al sindaco Gianfranco Pizzolitto nell’incontro in municipio con il primo cittadino della città bangladesha, che conta 100mila abitanti.
Una visita quella effettuata dall’avvocato Alam Akkas Fakhrul, non casuale, visto che la comunità proveniente da Bhairab rappresenta la quasi totalità di quella residente a Monfalcone con 800 componenti sui 1.150 complessivi. A farsene tramite è stato l’assessore Bou Konate e l’Associazione Bhairab, presieduta da Islam Jahirul, accompagnato ieri da una trentina di compatrioti nell’appuntamento in municipio, che questa mattina sarà seguito da una visita allo stabilimento Fincantieri, dove la maggiore parte degli uomini del Bangladeh lavora. La risposta del sindaco Pizzolitto è stata chiara, soprattutto per quel che riguarda la moschea: non è compito del Comune occuparsi dei luoghi di culto, di qualsiasi religione siano.
«Quello che possiamo fare – ha aggiunto – è però non mettere i bastoni fra le ruote se la comunità si compra un terreno su cui realizzare la moschea». Compito dell’amministrazione è invece quello, ha affermato Pizzolitto, di agire nel sociale, creando questo sì, come è già stato fatto, dei luoghi di incontro e ritrovo.
Chiaro, comunque, anche l’atteggiamento rispetto il problema abitativo, che «investe tutta la comunità, senza esclusioni». «Qua c’è una grande richiesta di appartamenti e un’offerta non equivalente e quindi gli affitti sono molto cari – ha detto il sindaco -, ma non possiamo non far rispettare le regole anche per questioni di sicurezza: troppe persone in un appartamento che ne può accogliere di meno possono creare rischi igienici e non solo.
«Non posso quindi – ha continuato Pizzolitto – dire alla polizia municipale di chiudere un occhio se facendo un controllo trovano più inquilini di quanto possibile. Assicuro invece che stiamo lavorando perché non ci sia speculazione e non ci siano persone che si arricchiscono sulle spalle di chi arriva. Stiamo seguendo il problema che non possiamo però risolvere del tutto, lo sappiamo».
Gli esponenti della comunità del Bangladesh hanno parlato però di prezzi più cari per loro che per gli italiani a parità di metri quadri (7-800 euro per 90 metri quadri contro 5-600). «Nelle agenzie dicono poi che gli appartamenti per noi non ci sono – hanno detto ancora -, ma poi per gli altri non ci sono problemi». L’assessore Konate ha ricordato come le difficoltà connesse alla casa abbiano anche altri risvolti per gli immigrati stranieri. Il sindaco Gianfranco Pizzolitto ha quindi preannunciato nuovi incontri con la comunità per un esame più approfondito del problema della casa, non nascondendo comunque la diffidenza esistente in una parte della popolazione che si è trovata ad affrontare un velocissimo cambiamento della propria realtà cittadina.
«Si ha sempre paura di quello che non si conosce – ha sottolineato – ed è per questo che la conoscenza è fondamentale, è il primo passo per costruire assieme qualcosa». Il sindaco di Bhairab ha spiegato di essere venuto a Monfalcone per sapere quali problemi abbia la comunità originaria della sua città e cercare di risolverli.
Il primo cittadino di Bhairab, sottolineando la fiducia espressa nei confronti del sindaco Pizzolitto dai concittadini con cui ha parlato, ha poi incontrato nel pomeriggio di ieri la comunità bangladesha nel mercato di via della Resistenza per un momento di incontro e festa. (l. bl.) 
 
Messaggero Veneto, 30 agosto 2008 
 
I bengalesi chiedono una moschea  
Pizzolitto: non spetta a me questo compito, la comunità trovi le risorse 
MONFALCONE
 
 
MONFALCONE. La comunità del Bangladesh vive bene a Monfalcone, ma sente la mancanza di una moschea dove pregare e studiare il Corano. Ed è per questo che ieri, in occasione della visita al Comune di Monfalcone dell’avvocato Fakhrul Alam Akkas, sindaco di Bahirab, città del Bangladesh da cui arrivano ben 800 degli oltre 1.130 bangladesi che abitano nella città dei cantieri, una rappresentanza dei cittadini stranieri di religione musulmana ha chiesto al sindaco, Gianfranco Pizzolitto, di poter avere un luogo in cui praticare la loro religione.
Una richiesta a cui il sindaco ha risposto con cortese chiarezza. «Non ho costruito luoghi di culto né cattolici, né ortodossi, né musulmani. Non spetta a me questo compito – ha detto –. Sono rispettoso della religione degli altri popoli, ma io posso dare una mano solo nel settore sociale, cercando di creare punti di socializzazione e incontro, ma le chiese, ripeto, non è compito nostro. Posso dire che se la comunità troverà le risorse per comprare un terreno ed edificare la moschea non metterò i bastoni tra le ruote, ma non ho compiti religiosi».
Oltre al problema moschea, i bengalesi hanno denunciato la difficile situazione abitativa, con appartamenti in cui sono costretti a vivere in otto in uno spazio per quattro persone, con affitti altissimi, 7-800 euro per 70 metri quadrati. «L’affitto è di 500 euro se viene chiesto a un italiano e spesso, alla richiesta di alloggi, quando vedono che siamo stranieri ci rispondono che non c’è disponibilità», hanno spiegato, sottolineando come spesso sono appunto costretti a vivere in appartamenti a dir poco affollati «e quando arrivano i vigili ci danno la multa».
«Questa città ha un forte problema di tensione abitativa ed è vero che gli affitti sono cari, ma non possiamo non rispettare le regole e se si vive in dieci in una casa per quattro si possono creare problemi sanitari e di sicurezza. Non possiamo quindi dire ai vigili di chiudere un occhio, ma possiamo fare in modo che non ci sia speculazione – ha spiegato il primo cittadino di Monfalcone –. Rispetto a un tempo c’è maggiore controllo, ma il problema della casa pesa su tutti. Possiamo cercare che perlomeno vengano applicati i giusti costi».
Nel corso dell’incontro con il collega del Bangladesh, Pizzolitto ha evidenziato l’importanza della conoscenza reciproca, che aiuta la crescita e l’integrazione. «Sono aperto al confronto con altre culture, però devo interpretare anche quello che pensa la mia gente e trovare un punto di equilibrio – ha detto, riferendosi ai problemi di integrazione –. Occorre avere pazienza e costruire nel tempo». L’avvocato Fakhrul Alam Akkas, da parte sua, ha ringraziato il sindaco monfalconese per l’accoglienza e per quanto fa per i “suoi” cittadini.
«Hanno grande fiducia in lei e l’ammirano. Sono convinto che con la sua leadership saprà risolvere tutti i problemi», ha detto aiutato nella traduzione dal presidente dell’associazione Bahairab, Islam Md Jahirul, e ha invitato Gianfranco Pizzolitto a ricambiare la visita in Bangladesh a Bhairab, città di quasi 193 mila abitanti, vicina all’India, situata tra i fiumi Meghna e Brahmaputra.