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Il Piccolo, 27 agosto 2008 
 
L’EMERGENZA ABITATIVA IN CITTA’  
Aiuti taglia-affitti, il 30% va agli immigrati  
La Regione ha ridotto gli stanziamenti: più magri i contributi per i 493 aventi diritto
 
 
I contributi taglia-affitti saranno più magri quest’anno a Monfalcone. Lo sforzo della Regione aumenta, quello dei Comuni pure, ma non a sufficienza da stare al passo con la perdita di potere d’acquisto dei salari. Il prezzo delle locazioni in città, d’altro canto, non accenna a scendere. Da qui le 493 domande ammesse a contributo dalla Regione rispetto alle 513 presentate all’ente locale quest’anno. Sono 30 in più rispetto il 2007, quando le richieste ammesse furono 463 (contro le 502 presentate). Lo stanziamento regionale e statale invece addirittura diminuisce, passando da 772mila ai 766.405 euro, nonostante l’amministrazione comunale abbia ulteriormente aumentato la propria compartecipazione, stanziando fondi per 128.459 euro contro i 121mila dello scorso anno, pari al 10% del fabbisogno stimato in base alle domande ricevute. L’assessorato alle Politiche sociali aveva non a caso chiesto alla Regione un contributo di un milione 156mila euro, contro il milione 91mila euro del 2007. La situazione economica è però peggiorata in un po’ tutta la regione, anche se Monfalcone si piazza al quarto posto per numero di domande di aiuto, alle spalle di Trieste, Udine e Pordenone (619 domande), che viene di fatto raggiunta se si sommano anche le 89 richieste ammesse a contributo di Ronchi e le 35 di Staranzano. Sempre più Comuni, quindi, hanno integrato i trasferimenti regionali e statali per ottenere più fondi possibile, spartendosi una torta che è sì aumentata (13 milioni 780mila euro contro i 12 milioni 948mila del 2007), ma non alla pari con le esigenze degli enti locali (21 milioni 804 mila il fabbisogno del 2007 contro i 24 milioni 634mila di quest’anno). Il quadro di Monfalcone, già pesante, rischia quindi di peggiorare ancora, perché, come sottolinea l’assessore alle Politiche sociali Cristiana Morsolin, la crisi salariale in atto non sta affatto migliorando e le domande presentate a marzo riguardavano il carico degli affitti sopportato nel 2007. A farsi avanti per ottenere un aiuto sono quindi anziani, anche soli, coppie giovani, e poi anche i «nuovi residenti», stranieri e immigrati dalle regioni meridionali d’Italia.
«Le domande di contributo per l’accesso ad abitazioni in locazione presentato da entrambi, stranieri e immigrati dal Sud, si aggirano quindi sul 30% del totale – aggiunge l’assessore -. È una percentuale notevole ma non esagerata. Le difficoltà riguardano quindi tante persone, in modo se così si può dire trasversale, dove il minimo comune denominatore è costituito appunto da un reddito sempre più svuotato di potere d’acquisto». La crisi salariale è ancora in atto, secondo Cristiana Morsolin, e quindi il problema di reggere un affitto troppo pesante rispetto al loro reddito non si sta affatto riducendo. «Credo che il numero di domande la prossima primavera non sarà inferiore, anzi, a quello di quest’anno», sottolinea l’assessore alle Politiche sociali, secondo cui, proprio per le difficoltà economiche che riguardano una fetta sempre più larga della popolazione, gli affitti non potranno crescere a dismisura a Monfalcone.
«I proprietari in caso contrario rischiano di non vedersi pagare i canoni di locazione», afferma. L’amministrazione comunale da tempo comunque ritiene che i conttributi tagli-affitti possano rappresentare un aiuto alle famiglie, ma non servano di fatto ad allentare la tensione abitativa che esiste a Monfalcone a causa della forte immigrazione e del forte ricambio della popolazione di questi ultimi anni. L’ente locale ha quindi messo in atto una politica di agevolazione fiscale per quei proprietari che decidono di affittare a canone concordato uno o più alloggi. L’agenzia «Pronto casa» e il fondo di rotazione servono a individuare alloggi a prezzi compatibili con il reddito di chi si affaccia allo sportello e ad anticipare le tre mensilità di affitto richieste all’ingresso. A inizio luglio Comune e Ater hanno sottoscritto un accordo sulla pratica dell’autorecupero per rendere utilizzabili alloggi ora sfitti, perché bisognosi di interventi di manutenzione straordinaria per i quali non esistono fondi a sufficienza. L’accordo ha aperto la possibilità di un autorecupero per 6 alloggi di proprietà comunale in un edificio della zona Est di Monfalcone.
Laura Blasich 
 
Mezzo milione di euro destinato nel 2007 a cittadini in difficoltà 
  
Sono oltre 500mila gli euro, in buona parte stanziati dalla Regione, che il Comune ha speso nel 2007 per rispondere ai bisogni dei residenti in città legati alla casa. Nel conto rientrano non solo gli oltre 120mila euro (128mila quest’anno) di fondi propri che vanno ad affiancare quelli messi a disposizione dallo Stato e dalla Regione per rendere meno gravosi per gli inquilini gli affitti troppo pesanti rispetto al reddito, ma anche i 20mila euro del fondo di rotazione e gli altri 20mila per l’agenzia Pronto casa.
Il 70% dei 180mila euro spesi dal Comune di Monfalcone nel corso del 2007 per assegnare contributi economici alle persone indigenti erano inoltre pure legati a problemi abitativi. Il fenomeno si è ripetuto con i contributi erogati per il «reddito di cittadinanza», spiega l’assessore comunale alle Politiche sociali Cristiana Morsolin, che sottolinea come invece in quest’ultimo periodo ci sia stato un netto aumento delle persone in difficoltà alloggiate in pensioni e affittacamere a spese del Comune di Monfalcone.
Al momento queste sarebbero una ventina, secondo quanto riferisce l’assessore Morsolin. E tutte sarebbero originarie della città. Nessun legame dunque con fenomeni di trasfertismo.

Messaggero Veneto, 27 agosto 2008 
 
Aiuti per gli affitti, 493 le domande  
I dati confermano l’emergenza abitativa in città e nel mandamento 
MONFALCONE
 

MONFALCONE. Sono state 493 le domande 2007 presentate dai monfalconesi per ottenere un aiuto nei pagamenti degli affitti. Un dato che conferma come nella città dei cantieri l’emergenza abitativa sia sempre d’attualità, soprattutto perché legata alla situazione economica delle famiglie e a un mercato immobiliare che continua a proporre case a prezzi piuttosto alti, soprattutto nel settore affitti. Fra i richiedenti il 30% è di nazionalità straniera. I contributi economici, previsti dalla legge 413 del 1998 e dalle legge regionale 6 del 2003, sono annui e sono erogati per ridurre il costo delle spese per l’affitto della propria abitazione a persone individuate in base a reddito, composizione del loro nucleo familiare e canone di locazione.
Sono i dati 2007 confrontati con quelli degli anni passati a dimostrare come siano aumentate le famiglie che hanno bisogno d’aiuto e a cui, oltretutto, verranno assegnanti fondi minori rispetto al passato, visto che sono diminuiti anche i finanziamenti arrivati al Comune dalla Regione. Se le domande presentate per il 2005 erano state 250, già per il 2006 c’erano state 400 domande ammesse a contributo (450 quelle arrivate agli uffici comunali) e per il 2007, anno per cui ad agosto sono stati destinati i fondi regionali, sono state 493. Se per il 2006 i fondi regionali erano stati 698 mila su un contributo richiesto di un milione 13 mila 68 euro, per il 2007 la Regione ha assegnato al Comune di Monfalcone 515 mila 762 euro, a cui però si aggiungeranno 250 mila 643 euro dallo Stato, per un totale di 766 mila 405 euro, a cui aggiungere ancora i 128 mila 459 euro stanziati dal Comune da fondi propri, cifra pari praticamente al 10% del finanziamento richiesto. I fondi totali saranno, quindi, distribuiti fra tutti gli aventi diritto, per un contributo medio di poco più di 1.800 euro, lontani dai 3 mila euro massimi previsti per legge. D’altra parte, occorre anche dire che in regione sono sempre più numerose le domande presentate dai Comuni per offrire sostegno ai propri residenti. Se per il 2006 le domande erano state 8 mila 569 per 184 Comuni, con un totale richiesto di 20 milioni 221 mila 613 euro e un totale assegnato di 12 milioni 948 mila 222, per il 2007 sempre 184 Comuni hanno però presentato 9 mila 768 domande per un contributo richiesto di 24 milioni 634 mila 82 e un contributo assegnato di 13 milioni 779 mila 775 euro.
Circa il Monfalconese è il raffronto con Pordenone, terza città del Fvg, a dimostrare come la situazione abitativa sia sempre in emergenza. Per il 2007 Pordenone ha presentato infatti 619 domande di aiuto, Monfalcone, Ronchi e Staranzano hanno presentato in totale 617 domande. Da ricordare che le domande di partecipazione ai fondi per la locazione sono aumentate anche a Ronchi, passando da 81 a 89. (cr.vi.)

Il Piccolo, 27 agosto 2008 
  

RITORNO DALLE FERIE  
Vertenza sicurezza alla Fincantieri riaperta dalla Rsu
 
 
Fincantieri non rispetta gli accordi presi. È quanto denunciano i rappresenti della Fiom-Cgil al rientro dalle ferie collettive. Ancora una volta nel mirino ci sono le mancate manutenzioni dello spogliatoio. «Contrariamente agli impegni presi, i soffioni delle docce non sono stati sostituiti – denuncia la Fiom -, i disimpegni alle uscite di sicurezza non sono stati realizzati, l’illuminazione è carente e non è stata eseguita la messa in sicurezza delle vie di fuga nello spogliatoio».
L’azienda aveva annunciato la rimozione di tutte le bici non numerate, «senza però trovare soluzioni alternative per la mobilità dei lavoratori». Non è stata infatti rafforzata, attacca la Fiom, la rete di trasporti interni: i lavoratori costretti a usare le corriere, si sono trovati stipati nei mezzi che superavano abbondantemente il numero consentito. «I servizi igienici nello stabilimento risultano al limite della praticabilità e necessitano di un restauro totale. Inoltre, la mancanza delle biciclette per l’uso interno, costringe i lavoratori a lunghe camminate per poter usufruire degli stessi servizi». La Fiom sottolinea però anche i problemi che continuano a esistere sul fronte sicurezza. «Vengono disattese le principali norme anti-infortunistiche, soprattutto nelle aree del bacino, dove l’accelerazione del programma di imbarchi ha raggiunto livelli non più controllabili. La lista potrebbe continuare ma ciò può bastare per far capire che dietro alla patina dei successi comunicati, propedeutici alla quotazione in Borsa, persiste un grave atteggiamento di disinteresse riguardo ad accordi e impegni verbali presi con le Rsu».

Il Piccolo, 26 agosto 2008 
 
PETIZIONE A PANZANO  
Rumori da Fincantieri: un fonometro nelle case  
Intervento del Comune per individuare la portata del recente fenomeno
 
 
A breve l’inquinamento acustico prodotto dallo stabilimento Fincantieri e fonte di disagio per i residenti di via Bonavia sarà oggetto di un monitoraggio. L’Arpa, cui l’assessore all’Ambiente, Paolo Frittitta, si era rivolto dopo aver incontrato gli abitanti a fine luglio, misurerà la rumorosità delle lavorazioni effettuate soprattutto nella zona del parco lamiere e delle officine di prefabbricazione, di fatto adiacente a via Bonavia da cui non è separata da alcuna barriera o schermatura. Il fonometro, la strumentazione utilizzata per misurare l’inquinamento acustico, sarà non a caso collocato in un’abitazione di via Bonavia, dopo che la famiglia che vi risiede ha dato il proprio assenso, come spiega l’assessore Frittitta. «Sono stato informato dal Comitato di quartiere dei disagi esistenti il 29 luglio – spiega Frittitta – e il giorno dopo ho effettuato un sopralluogo, incontrando una trentina di residenti e il presidente dell’associazione, Francesco Visintin. In quell’occasione ho potuto constatare che il disagio è reale. Il monitoraggio verrà effettuato, quindi, non perché non si crede che il problema sia reale, ma perché c’è l’esigenza di quantificare il fenomeno in modo scientifico in modo da poter poi trovare le soluzioni più adeguate». Dopo l’incontro di fine luglio, l’assessore all’Ambiente ha quindi contattato Arpa, chiedendo il sopralluogo di un tecnico dell’agenzia, che l’ha effettuato la scorsa settimana, e il monitoraggio dell’inquinamento rumoroso nel rione. 
 
Messaggero Veneto, 26 agosto 2008 
 
Test per il rumore in via Bonavia  
L’Arpa attiverà un fonometro per rilevare gli effetti di lavori alla Fincantieri
 
 
MONFALCONE. Sarà Arpa a collocare in via Bonavia, in un’abitazione privata del rione di Panzano i cui proprietari hanno dato la disponibilità, un fonometro che avrà il compito di misurare il rumore prodotto dal vicino cantiere navalmeccanico di Fincantieri.
Rumore che nei giorni scorsi è stato oggetto di una decisa protesta proprio da parte dei residenti di via Bonavia, che a causa di un caso di “cassa di risonanza”, seguito allo spostamento di alcune lavorazioni interne allo stabilimento, hanno dovuto sopportare rumori fortissimi anche nelle ore notturne. Tanto da non riuscire a dormire e arrivare a una raccolta di firme, che ha interessato l’intero quartiere di Panzano e che è stata inviata agli amministratori comunali nella speranza che si possa trovare una soluzione.
«In realtà, l’amministraizone comunale si è già mossa», spiega l’assessore all’Ambiente, Paolo Frittitta, che lo scorso 30 luglio su segnalazione giunta il giorno prima dal presidente dell’Associazione per Panznao, Franco Visintin, ha effettuato un sopralluogo in via Bonavia, verso le 10, accolto da una trentina di residenti, che con civiltà, ma anche con fermezza, hanno denunciato la situazione.
«I capannoni in cui sono state spostate alcune lavorazioni fungono da cassa da risonanza e il rumore che invade la via e il quartiere è insostenibile, soprattutto d’estate, quando si vive con le finestre aperte», hanno spiegato.
«In effetti, ospite di una famiglia che mi ha accolto per mezz’ora, ho potuto verificare che il problema sussiste», spiega ancora l’assessore, che a quel punto ha informato la giunta e, per vie brevi, anche il responsabile di Arpa, a cui poi è stata inviata anche un’informazione scritta e la richiesta di inviare un tecnico per individuare gli interventi analitici migliori.
Su indicazione dell’amministrazione, quindi, Arpa ha già inviato un tecnico, che ha effettuato nei giorni scorsi un sopralluogo, individuando quella che potrebbe essere la zona epicentrica del rumore. È stato deciso di applicare un fonometro per procedere a un monitoraggio su lungo periodo. «Di tutti questi passaggi è stato informato, passo dopo passo, il presidente dell’App, Visintin, che ci ha aiutato a individuare la famiglia che ospiterà l’apparecchio di rilevazione, che misurerà il rumore per 16 ore. L’apparecchio – spiega l’amministratore comunale, specificando che il vicesindaco Silvia Altran, dovrebbe aver parlato del problema anche con Fincantieri – sarà installato non appena Arpa avrà disponibilità di tecnici; comunque l’amministrazione ha già chiesto massima rapidità proprio per trovare in tempi brevi una soluzione. Vorrei chiarire però – conclude Frittitta – che tutta la procedura non è stata fatta perché non crediamo ai disagi dei nostri cittadini, ma soltanto per trovare le soluzioni migliori e più adatte, suopportate anche dai dati tecnici che potranno energere dal monitoraggio e che poi dovranno essere analizzati». (cr.v.)

Il Piccolo, 26 agosto 2008 
 
CHIESTO L’INTERVENTO DELLE ISTITUZIONI  
Sfiati dalla centrale, il rione all’attacco  
Gli abitanti della zona: «Il frastuono è tale che a volte copre perfino le voci»
 
 
Rumori molesti non solo a Panzano. Pure il rione Enel, l’altro quartiere a contatto con il cantiere (anche se in mezzo, come si sa, c’è il canale Valentinis) conta conseguenze pesanti riguardo il frastuono delle lavorazioni di Fincantieri. Tanto che, lo scorso luglio, proprio i problemi di frastuono erano stati al centro di una visita del presidente della Provincia Enrico Gherghetta, del sindaco Gianfranco Pizzolitto e dell’assessore Andrea Montagnani su richiesta dello stesso Comitato di rione. «I problemi del rumore si verificano soprattutto nella zona a contatto con la recinzione della centrale – spiega il responsabile del Comitato, Adriano Bernardel – e abbiamo avuto a tal proposito mole segnalazioni. A risentirne sono soprattutto le case alte, quelle i cui piani sovrastano la recinzione del campo di calcio, che fa da barriera. Qui i rumori sono molto alti, anche nei giorni festivi come il sabato.
«Non sappiamo che cosa sia – continua -, il suono è simile a quello di getti ad alta pressione che vengono usati per le sabbiature». Il rumore è talmente alto che in certi punti del rione non si riesce neppure a sentirsi parlare. «Ecco perchè abbiamo chiesto al Comune che si faccia qualcosa – spiega ancora Bernardel – e infatti so che il sindaco aveva avuto un incontro con la direzione che si era impegnata a costruire delle barriere fonoassorbenti. Solo che, al momento, non si è visto niente di simile: forse sono state messe dalla parte di Panzano, ma dalla nostra non ancora». E intanto i rumori continuano. E non sono neppure i soli: a dare fastidio agli abitanti della zona è infatti anche la centrale. E proprio per questo il Comune ha deciso di attivare quanto prima un controllo tramite centraline Arpa, consentendo di capire l’eventuale impatto sul fronte della rumorosità del nuovo desolforatore dei gruppi a carbone della centrale Endesa. (e.o.)

Il Piccolo, 26 agosto 2008 
 
IL PROBLEMA DEL DEGRADO IN CITTA’ 
Il Comune: sì ai nonni-vigili, no agli sceriffi  
Luise: «Proposte del Pdl da tenere in considerazione». Nuovo regolamento
 
  
di LAURA BORSANI

Nonni-vigile in piazza per «educare» alla convivenza civile e al decoro urbano? La proposta lanciata dal centrodestra, attraverso il coordinatore e consigliere comunale di Forza Italia, Giuseppe Nicoli, raccoglie consensi, ma anche distinguo. Condivisione viene dal consigliere comunale del Pd, Fabio Del Bello, che evidenziando come «se riguardo ai temi della sicurezza e delle legalità gli approcci non possono non tener conto delle differenze politiche, per le tematiche riguardanti il decoro urbano l’approccio non può che essere pragmatico», ritenendo le argomentazioni del consigliere azzurro «di buon senso», propone altresì una Commissione consiliare che si occupi di questi temi, secondo le competenze proprie del consiglio: «Non è una mia opinione – precisa Del Bello – ma una indicazione precisa desumibile dall’impianto concettuale del testo unico degli enti locali».
Il consigliere esprime due osservazioni: «Se si insiste su questioni come il disadattamento, il bullismo, la maleducazione, aspetti che si pongono nei gradini più bassi della ”tassonomia della delinquenza e della devianza” e quindi sono commpletamente al di fuori della sfera microdelinquenziale, ciò significa che le problematiche più gravi, sono almeno per ora alle nostre spalle. Questo va ascritto sicuramente al merito della decisa azione del sindaco di Monfalcone Gianfranco Pizzolitto e del sostegno ricevuto dal precedente prefetto di Gorizia De Lorenzo. Sulle problematiche sollevate ora dal centrodestra – continua il consigliere Del Bello -, la giunta comunale e la maggioranza che guida la città devono porre la dovuta attenzione. È insomma doveroso sanzionare l’abominevole costumanza di sputacchiare per terra, la pericolosa inclinazione a correre in bici sui marciapiedi e di non applicare alle dueruote l’indispensabile apparato di illuminazione. Si deve stroncare il bullismo nelle scuole, senza indulgere a giustificazioni di tipo sociologico».
E l’assessore con delega alla Sicurezza, Michele Luise, apre alle proposte, convinto che «su queste problematiche è importante la ricerca della trasversalità e della condivisione».
L’assessore ritiene fattibile l’estensione del ruolo dei nonni-vigili, figure che in città esistono da tempo e sono deputate alla sorveglianza durante gli orari di entrata e uscita dalle scuole, anche ad una loro presenza in piazza e nelle zone in cui con maggiore frequenza avvengono episodi censurabili. Purchè questa funzione, sottolinea, sia, come già accade, sempre vista in termini educativi. Luise, pur con le dovute riserve e premesse, prefigura altresì la possibilità di prendere in considerazione la modifica del regolamento comunale, prevedendo eventuali integrazioni in fatto di decoro urbano, correttezza dei comportamenti e del rispetto del patrimonio pubblico. Cita l’esempio del Comune di Pordenone che ha adottato un regolamento di igiene che va nella direzione del rispetto delle regole civili, che abbracciano un po’ tutto il «vivere quotidiano» della città.
Ma Luise lo vuole evidenziare, ponendo la questione in termini di corretto approccio: «Alla base di tutto – osserva – bisogna considerare la crescita culturale della comunità. La questione culturale deve coinvolgere in prima persona tutti i cittadini. È un elemento imprescindibile, se vogliamo che la repressione venga sostituita dalla prevenzione. È importante un’azione ampia, che dalla funzione del nonno vigile, passa attraverso l’educazione in famiglia e nelle scuole. Dai fenomeni di malcostume – aggiunge Luise – non ne veniamo fuori certo soltanto con il controllo e la repressione». L’assessore chiede quindi pazienza per poter pianificare organicamente questi aspetti, per fare emergere una proposta strutturata ed efficace. Proprio domani mattina è prevista una riunione tecnica al Comando della Polizia municipale, dove sarà fatto un primo punto della situazione. L’assessore parla di «costruzione di un circostanziato pacchetto di misure». Dovendo altresì tener conto delle risorse finanziarie messe a disposizione dalla Regione e attraverso il decreto Maroni, ma anche della necessaria e auspicabile flessibilità nella destinazione dei finanziamenti che, per l’assessore Michele Luise, dovrebbero essere applicati secondo le reali esigenze ravvisate dagli enti locali.
Quindi l’assessore aggiunge: «Su queste problematiche il lavoro va condiviso, con un primo passaggio politico all’interno della maggioranza». Non ritiene tuttavia indispensabile l’istituzione di una Commissione consiliare, anche se nell’ambito di questo lavoro di pianificazione considera opportuno l’apporto di idee: «Ognuno esprima le proprie proposte, da qualsiasi parte provengano. Ci sarà quindi il momento della sintesi e del confronto in Consiglio comunale».
Il vicesindaco e assessore all’Istruzione Silvia Altran punta molto sulla carta educativa e preventiva. «Il livello di attenzione circa i fenomeni di maleducazione e di inosservanza delle regole va tenuto sempre alto. Ma il ragionamento attorno alla questione, a mio avviso, deve partire proprio dall’aspetto della responsabilizzazione dei cittadini. L’assessore preposto, Michele Luise, ha già tracciato le linee del percorso da seguire, che va anche in questa direzione».
Per il vicesindaco «bisogna ricostruire una mentalità che valorizzi i principi della responsabilità e della corretta educazione». Altran mette altresì in guardia dal rischio di «farsi giustizia da soli», ribadendo l’importanza di avvalersi degli strumenti previsti dalle normative. L’invito costante resta quello di una «presa di coscienza collettiva» chiamando in causa strumenti di sensibilizzazione, ma anche il ruolo educativo delle famiglie e l’azione nelle scuole. In altri termini, una sorta di «sinergia di interventi» per ottenere il giusto equilibrio nel far crescere la comunità e la convivenza civile.
 

Messaggero Veneto, 26 AGOSTO 2008 
 
MONFALCONE  
Del Bello: di buon senso le considerazioni di Nicoli sul decoro urbano
 
 
MONFALCONE. Oltre alla costituzione del nuovo referato assessorile sulla sicurezza, a Monfalcone dev’essere costituita una Commissione consiliare che si occupi dei medesimi temi secondo le competenze proprie del consiglio.
La sollecitazione è del consigliere comunale Pd Fabio Del Bello, che precisa come non sia soltanto una sua opinione, ma un’indicazione precisa desumibile dall’impianto concettuale del Testo unico degli enti locali. L’indicazione arriva in merito alla discussione cittadina sul decoro urbano, sollevata dal consigliere di Forza Italia Giuseppe Nicoli, che chiede maggior pulizia e maggior decoro urbano per Monfalcone, città che sta venendo travolta dalla poca pulizia e dalla poca civiltà di taluni.
«Se riguardo ai temi della sicurezza e della legalità gli approcci non possono non tener conto delle differenze politiche, per le tematiche riguardanti il decoro urbano l’approccio non può che essere pragmatico», osserva Del Bello, che evidenzia come gli interventi dei locali esponenti del centro-destra insistano su aspetti certamente importanti e che i cittadini percepiscono ogni giorno, che si collocano tuttavia completamente al di fuori della sfera micro-delinquenziale.
«Siamo, insomma – dice –, sul disadattamento, sul bullismo, sulla maleducazione». A questo punto, secondo il rappresentante del Pd, se si continua a insistere su questo aspetto ciò significa che le problematiche più gravi sono, almeno per ora, «alle nostre spalle. Questo va ascritto sicuramente al merito della decisa azione del sindaco Pizzolitto e poi del sostegno ricevuto dal precedente prefetto, De Lorenzo».
D’altra parte, alle problematiche sollevate dai consiglieri del centro-destra, in cui si colgono alcune emergenze facilmente risolvibili, la giunta (e la maggioranza) devono prestare la dovuta attenzione, «anche perché, dopo il grande impegno degli anni scorsi per individuare i nodi più aggrovigliati della situazione e per mettere a punto gli strumenti di contrasto e di monitoraggio, non intervenire su questi aspetti attinenti al decoro urbano significherebbe perdersi in un bicchier d’acqua».
Per Del Bello è quindi doveroso sanzionare «l’abominevole costumanza di sputacchiare per terra, la pericolosa inclinazione a correre in bici sui marciapiedi e di non applicare alle stesse bici l’indispensabile apparato d’illuminazione, si deve stroncare il bullismo nelle scuole senza indulgere a giustificazionismi di tipo sociologico. Insomma – conclude –, se Nicoli ha torto in fatto di politiche culturali, ha buone ragioni in fatto di decoro urbano, anche perché si tratta di argomentazioni di buon senso».

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